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Comuni della Bergamasca – Seriate

Seriate
comune
Seriate – StemmaSeriate – Bandiera
Seriate – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoCristian Vezzoli (Lega Nord,Forza Italia, Progetto Seriate) dall’08/06/2014 [1]
Territorio
Coordinate45°41′05″N 9°43′04″ECoordinate: 45°41′05″N 9°43′04″E (Mappa)
Altitudine247 m s.l.m.
Superficie12,53[2] km²
Abitanti25 291[3] (30-11-2014)
Densità2 018,44 ab./km²
FrazioniCassinone, Comonte, Paderno
Comuni confinantiAlbano Sant’Alessandro,Bagnatica, Bergamo,Brusaporto, Calcinate,Cavernago, Gorle,Grassobbio, Orio al Serio,Pedrengo
Altre informazioni
Cod. postale24068
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016198
Cod. catastaleI628
TargaBG
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 530 GG[4]
Nome abitantiseriatesi
PatronoSS. Redentore
Giorno festivoultima domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Seriate
Seriate
Posizione del comune di Seriate nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Seriate nella provincia di Bergamo

Seriate (Seriàt in dialetto bergamasco[5]) è un comune italiano di 25 291 abitanti[3] della provincia di Bergamo, in Lombardia. Attraversato da nord a sud dal fiume Serio, si trova a circa 4 chilometri a est del capoluogo orobico.

Toponimo

Il toponimo di Seriate citato nelle carte antiche [6] già dal 949 d.c. deriva senza dubbio dal Fiume Serio. La terminazione ate – atum risale all’epoca romana comunque, sia per il fiume Sarius che per Sariatum, rimane misteriosa l’origine della denominazione [7].

Simboli

Bandiera comunale

Il comune adotta come simbolo uno stemma costituito da uno scudo troncato in fascia: la parte superiore di colore argento indica la zona centrale e industriale attraversata da una sinusoide azzurra che rappresenta il fiume Serio, la parte inferiore di colore rosso indica la zona agricola.[8]

Con D.P.R. 2 ottobre 1989 è stato conferito al comune il titolo di città.

Blasonatura stemma:

« Troncato in fascia. Fascia superiore con sfondo di colore argento, attraversata da una zona a sinusoide di colore azzurro. Fascia inferiore a fondo rosso. Lo stemma è sormontato da corona turrita, distintiva della Città, con sottostante intreccio di rami d’ulivo e quercia. »
(D.P.R. del 1º settembre 1969)

Blasonatura gonfalone:

« Drappo troncato di rosso e di bianco, nel quale è inserito lo stemma con l’iscrizione centrata in oro: Città di Seriate. »

Blasonatura bandiera:

« drappo di bianco vestito di verde; il bianco recante lo stemma civico. L’asta sarà ornata dalla cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali »
(D.P.R. del 30 ottobre 2008)

Storia

L’origine di Seriate risale al tempo della tarda dominazione romana, come confortato da alcuni reperti rinvenuti sulla sponda destra del fiume in zona Paderno risalenti al periodo dal III al IV secolo DC. Si presume che il “pagus” rivestisse una discreta importanza per il controllo della via di accesso a Bergamo e del passaggio del fiume Serio. In questo periodo infatti oltre al guado si ipotizza l’esistenza di un ponte nelle cui vicinanze si sviluppò il successivo nucleo sempre sulla sponda destra del fiume attorno alla Chiesa di San Grisogono.

Nel 986 il paese è citato come luogo fortificato cioè un “castrum” a difesa delle invasioni degli Ungari; consolidamento che trova la ragione anche nella posizione di controllo del percorso della vecchia strada romana ”Bergomum-Brixia”.

Questo periodo di relativa calma viene interrotto dalle lotte fra le fazioni dei Guelfi e Ghibellini che tra il XIV e XV secolo causano una serie di saccheggi, incendi e distruzioni. A ciò si aggiunge un’epidemia di peste nel 1455 che lascia il paese deserto per sei mesi.

È da attribuire a questi eventi la scomparsa pressoché totale del nucleo posto attorno alla Chiesa di San Grisogono ed il rifondarsi dell’abitato sulla riva sinistra del fiume attorno alla Chiesa di San Cristoforo.

A questo periodo di profonda instabilità pone termine l’arrivo della Repubblica di Venezia nel 1428. La Serenissima attua una serie di iniziative volte a risollevare la situazione sociale ed economica dell’intera Bergamasca oltre a favorire direttamente il borgo di Seriate che l’ha sostenuta durante le dispute con il Ducato di Milano per la supremazia sul territorio bergamasco; a tale riguardo la comunità di Seriate è esentata da tasse e dazi per ben 10 anni.

Nel 1630 una nuova epidemia di peste riduce gli abitanti da 968 a 376 da cui Seriate si risolleva grazie allo sviluppo della manifattura tessile, alla riorganizzazione delle campagne e alla pace garantita da Venezia.

Nel 1778 si inaugura la nuova Chiesa parrocchiale intitolata al SS. Redentore.

Successivamente il tessuto urbano, che per mezzo millennio era rimasto sostanzialmente immutato, subisce decisivi interventi di trasformazione che segneranno il futuro sviluppo edilizio ed industriale del paese. Il termine della dominazione veneta avviene nel 1797 per opera della Repubblica Cisalpina, alla quale subentra l’impero austriaco che inserisce Seriate a partire dal 1815 nel Regno Lombardo-Veneto.

Proprio sotto questo regime nel 1857 viene inaugurata la stazione della ferrovia posta sul tracciato Milano/Venezia attorno a cui si localizzano i primi insediamenti industriali. In prossimità della stazione avviene l’8 giugno 1859 un episodio garibaldino che contribuisce alla liberazione del territorio bergamasco dagli Austro-Ungarici.

Nel 1895 viene realizzato il primo edificio scolastico e nel 1907 l’ospizio Bolognini, diventato poi ospedale di riferimento della città. Nel 1960, in pieno periodo di boom economico, l’abitato si espande a macchia d’olio.

Il 2 gennaio 1989 Seriate si può fregiare del titolo di città, onorificenza legata soprattutto allo sviluppo industriale attualmente ubicato nella zona del P.I.P. a sud-est della città. L’abitato si è esteso sino alla conurbazione con Bergamo e si è dotato di strutture scolastiche, sportive, sanitarie, di parchi e di piste ciclabili.

Le origini

Il quadro archeologico del Comune di Seriate, parzialmente conosciuto grazie ai ritrovamenti ottocenteschi (due stele funerarie ed un frammento di lapide attualmente al Museo Archeologico di Bergamo) si è arricchito nel 1979-1980 con il rinvenimento in località Paderno a ovest del territorio di 9 tombe e 2 cisterne.

L’individuazione dei reperti sotto uno strato di terra variabile da m. 0,40 a 0,80 del piano di campagna, l’orientamento irregolare, la tecnica costruttiva, la mancanza di corredo hanno deposto a favore della loro datazione nell’ambito del tardo periodo romano (IV secolo – V secolo d. c.).

La tipologia della struttura tombale era varia per forma e materiale impiegato; accanto alle tombe interamente in tegoloni a bordo rialzato “alla cappuccina” a sezione triangolare o a quella a cassa a sezione quadrata si sono scavate tombe con struttura rettangolare a muretto, formato da pietre squadrate, ciottoli e frammenti latterizi legati con malta. Due tombe completamente distrutte dai lavori agricoli e dalle radici delle viti coltivate in loco nei tempi successivi. Si ha ragione di credere che il numero delle sepolture fosse più elevato. In ogni tomba sono stati rinvenuti i resti di un solo corpo inumato ad eccezione della tomba F che è trisoma (contiene tre scheletri). Gli scarsi materiali composti da pochi pezzi in ceramica comune (olpi, tegami, olle) sono tipici di una produzione locale povera limitata ad un’area ristretta alle province di Milano, Bergamo, Brescia, Mantova.

Solo a Seriate si è riscontrata l’usanza di deporre all’esterno della tomba un’olpe.

Il ritrovamento a poca distanza, sempre sulla linea nord-sud del vecchio terrazzo fluviale, delle due cisterne conferma l’esistenza di un “pagus” forse a difesa del punto di passaggio del fiume documentato dall’itinerario Burdigalense (IV secolo), da quello antoniano (III secolo) e dalla Tavola Peutingeriana (III secolo – IV secolo).

La prima cisterna rinvenuta presenta un ambiente rettangolare (lunghezza m. 3, larghezza m. 1,5, altezza m. 1,30) con angoli arrotondati.

Le pareti di uno spessore variabile dai 30 ai 65 cm sono costruite con ciottoli di fiume disposti all’interno in file regolari e legati con abbondante malta mentre all’esterno sono disposti in modo incoerente e legati con scarsa malta. Il pavimento è costituito da uno spesso strato compatto di ciocco pesto. Attualmente questa cisterna è ancora visibile in via Paderno mentre l’altra, rinvenuta poco distante, è stata abbattuta per esigenze edilizie. Anche le tombe hanno subito la stessa sorte escluso la tomba “a cappuccina” ricostruita al Museo Archeologico di Bergamo.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architettura civile

La celebrazione liturgica in cappella di Russia Cristiana in villa Ambiveri

Torre di via dei Tasca

La torre fu innalzata probabilmente nel XIV secolo dalla famiglia guelfa Tarussi, a cui nel 1393 i ghibellini arsero le case. Di pianta quadrata (lati  di metri 7,50), risulta cimata, così come si  può dedurre dallo spessore dei muri alla base (m. 1,32) e dalla piccola apertura originaria sul lato nord.

La muratura rivela, nella diversità del materiale utilizzato (maiolica, arenaria, pietre ferrose) rappezzi antichi, riferibili alle distruzioni operate tra la fine del XIV secolo e i primi decenni del Quattrocento.

I tre piani, collegati da ripide rampe di scale, originariamente in legno, sono coperti a crociera.

Torre di via Cerioli

La torre è collocata in posizione angolare in via Cerioli, nell’ultimo caseggiato prima della villa Medolago-Zavaritt; notevolmente mozzata, è visibile solo dal cortile interno della cascina in cui è inserita.

La muratura in pietra squadrata e bugnata suggerisce una datazione intorno al XIII o XIV secolo; secondo l’architetto Clivati : “la torre può assumere particolare rilevanza al fine della definizione dei limiti del castrum medioevale” di cui si parla già dal 968.

Castello Rivola a Comonte

I Rivola, nobile e antica famiglia bergamasca, guelfi, nemici acerrimi dei ghibellini Suardi, erano proprietari del castello eretto sulla collina di Comonte, oltre che di numerosi appezzamenti di terreni e di case nel territorio di Seriate ed anche in quello di Bergamo, dove possedevano la casa denominata “Gromo dei Rivola”, in Città Alta, che divenne la sede della Zecca dal 1293 al 1302.

Il castello, sorto in posizione strategica come primo avamposto sulla strada pedemontana Bergomum-Brixia, fu una struttura prevalentemente difensiva; fu più volte assalito, distrutto e ricostruito.

La struttura era a tipico castello recinto, composto da una recinzione delimitata da una cortina muraria (con lo scopo di proteggere la popolazione, il bestiame e i raccolti) e da una torre di avvistamento.

L’unica torre rimasta, a pianta rettangolare, testimonia nello spessore dei muri della porta d’accesso, l’antica presenza di una saracinesca di difesa.

Il castello appartiene all’Istituto delle Suore della Sacra Famiglia di Comonte; attualmente ciò che rimane della struttura, dopo i restauri del 1969 cura dell’architetto Pippo Pinetti, è sede del Noviziato dell’Istituto; nel mastio è stata ricavata la chiesa. Oltre al Noviziato, la costruzione ospita oggi l’Ente di Formazione dello stesso Istituto con corsi triennale di formazione professionale per operatore commerciale ed operatore agricolo.

Castello della Molina

Il Castello della Molina, in zona Paderno, è una cascina fortificata (forse un antico insediamento degli Umiliati), posta sulla sponda destra del fiume Serio, lungo la roggia Vecchia derivata dal fiume, ora coperta.

Presenta una parte residenziale di struttura secentesca con una cappella, largamente rimaneggiata; nella struttura rurale, realizzata in gran parte con muratura in ciottoli posti a lisca di pesce, si riconosce una piccola porzione di torretta circolare.

Villa Guerrinoni

Le prime notizie sulla villa risalgono al 1808, grazie ad una planimetria catastale: sul lato est correva la strada comunale dei “Mortini”, sul lato sud la villa si affacciava sulla Regia Strada Postale, ora via Italia; ad ovest una via privata, ora via Colleoni: Il retro del complesso era delimitato da una recinzione in muratura di ciottoli disposti a lisca di pesce.

La proprietà era composta da due corpi di fabbrica a forma di “L” e da un campo “aratorio, vinato ed adacquatorio“.

Nel corso degli anni la villa passò di mano in mano sino all’acquisto, nel 1883,da parte di Luisa de Lange, vedova del nobile Giandomenico Guerrinoni, originario della Val Brembana. La vedova abitò la villa con le due figlie, Luisa e Marie; quest’ ultima sposò in prime nozze il dottor Bonaventura Tini, da cui ebbe un figlio, Giambattista, notaio, che fu sindaco di Seriate nei primi anni del Novecento. Egli fu l’ ultimo proprietario della villa come discendente della famiglia Guerrinoni.

Il complesso divenne nel 1941 proprietà delle Suore dell’ Istituto della Sacra Famiglia di Comonte e, quindi, sede del Noviziato, dopo le opportune modifiche per adattare gli ambienti alle esigenze della comunità religiosa. Nel 1969 il Noviziato fu trasferito a Comonte, nel ristrutturato castello Rivola.

La villa venne acquistata negli anni Ottanta del secolo scorso dal Comune di Seriate per destinarla a biblioteca comunale con l’obiettivo di recuperare l’impianto originario, adattando l’edificio al nuovo utilizzo.

Dal 1987 la villa è intitolata a Giacinto Gambirasio, illustre seriatese (1896-1971) divenuto famoso nel settore industriale, commerciale, editoriale, culturale e politico.

Villa Ambiveri

La villa si trova in centro a Seriate ed affaccia il suo giardino settentrionale su via Dante; quello meridionale è delimitato da via Molino Vecchio ad est e da via Colombo a sud.

Il corpo originario della villa, cioè il solo edificio rettangolare che da su via Tasca, fu costruito dai conti Vertova nei primi decenni del 1700. Sono successivi i due sopralzi laterali e alcune decorazioni, tra le quali si distingue il medaglione con l’ immagine di Torquato Tasso, posto in facciata.

All’ interno un elegante porticato a colonne binate d’ impostazione secentesca, termina su due edifici a bugnato di malta. Da questi partono altre due strutture rettangolari più basse risalenti alla seconda metà dell’ Ottocento, probabilmente volute dai successivi proprietari della villa, i Tasca prima e gli Ambiveri poi.

Con i suoi 58 vani di abitazione, la cappella e l’ autorimessa, villa Ambiveri è una sontuosa villa padronale.

In fondo al cortile si trovano due grandi statue raffiguranti il Nilo e il Tevere, collocate sul parapetto di due vasche rettangolari a peschiera, alimentate dalla roggia Martinenga.

La villa ed i suoi 1600 mq. di area verde, sono sottoposti a vincolo pubblico dal 1914.

Alcune sale al primo piano sono affrescate, secondo la moda del tempo, dai “pittori di sala” Carlo Rancilio e Paolo Vincenzo Bonomini con figure neoclassiche, formelle, vasi decorativi. Un altro tipo di affresco, attribuito al Nebbia, soprannome di Luigi Deleidi, si può ammirare in una sala al pianterreno: rappresenta un paesaggio fluviale che, partendo dalle pareti, sale al soffitto senza soluzione di continuità, dilatando lo spazio.

All’ interno di villa Ambiveri è ospitata  la “Russia Cristiana”, sorta nel 1957 ad opera di padre Romano Scalfi. Tra le varie attività della Fondazione si segnalano il Centro Documentazione e la ricchissima biblioteca specializzata sulla Russia. La Russia Cristiana di Seriate organizza, in questa residenza, corsi di pittura di icone e mostre.

Nella cappella bizantina di villa Ambiveri è possibile partecipare alla liturgia in rito bizantino-slavo.

Villa Piccinelli

La dimora storica, situata sulla sponda sinistra del fiume Serio, tra piazza Giovanni XXIII e via Venezian , è costituita da due edifici principali. Il più antico, a forma di “L”, detto la “casa  rossa” dal colore della tinteggiatura, costeggia la casa e la via. Risalente presumibilmente  al XVII secolo, comprendeva, nel primo tratto, l’abitazione signorile; il secondo lato era costituito dalle cascine e da una filanda, in seguito trasformata in scuderia ed ora ospitante il museo civico “Monsignor Carozzi”.

Il corpo più recente, detto la “casa gialla”, fu costruito tra il 1890 e il 1895. Per l’occasione fu aperto il nuovo portone, sormontato dallo stemma della famiglia nel quale campeggia una biscia, a ricordo del nome originario: Piccinelli de’ Bisciolis.

Accanto all’ingresso, a destra, una lapide ricorda il fatto d’armi del 1859 e l’eroico patriottismo di Ercole Piccinelli, sindaco di Seriate dal 1820 al 1860, il più illustre personaggio della famiglia, che vanta una continuità di oltre due secoli nell’impegno civile, politico, sociale.

La botanica rappresenta una passione tramandata di generazione in generazione nella famiglia Piccinelli. L’ampio parco, che si estende lungo l’alta riva del Serio offrendo scenari incantevoli, ospita una grande varietà di essenze comprendenti sia piante autoctone sia importate da Asia, Africa e Americhe; tra queste ultime si possono ammirare esemplari centenari di maestosa bellezza.

Una serra in stile moresco, pensata come giardino d’ inverno e graziosamente decorata, venne fatta costruire da Giovanni Piccinelli nel 1860, dopo un soggiorno in Marocco; è tuttora utilizzata come gazebo e gentilmente concessa per esposizioni nell’ ambito di manifestazioni culturali, unitamente al grande parco.

Architettura religiosa

Chiesa Parrocchiale del Santissimo Redentore

La chiesa parrocchiale di Seriate, realizzata su progetto del conte architetto Nicolino de’ Conti di Calepio nel periodo dal 1769 al 1778, fu consacrata il 10 settembre 1808 dal vescovo Giovanni Paolo Dolfin con il titolo del Santissimo Redentore. Il nuovo edificio religioso sostituiva le precedenti chiese parrocchiali intitolate a San Grisogono (sulla sponda destra del fiume Serio, in prossimità dell’omonima via) e a San Cristoforo, sulla sponda sinistra.

L’attuale chiesa parrocchiale, situata sulla sponda sinistra del fiume, fu edificata secondo l’orientamento tradizionale per le chiese cristiane, con il presbiterio ad est e la facciata rivolta ad ovest.

A seguito di interventi viari, nel 1816 (anno in cui venne realizzato il tronco di strada oggi denominato via Dante) si ridussero le dimensioni del sagrato e si formò quella che ancora oggi i Seriatesi chiamano “la stretta della chiesa”. La facciata, realizzata su progetto dell’architetto Giuseppe Berlendis, datata 1832, è in stile classicheggiante; ai piedi del sagrato due vasche in pietra sostituirono la fontana pubblica progettata dall’architetto Simone Elia nel 1805 e restarono in funzione sino agli anni sessanta del secolo scorso.

Internamente la chiesa presenta un impianto a croce greca con presbiterio sopraelevato di alcuni gradini e cinque altari, dedicati a Sant’Antonio, San Giuseppe, ai Santi Martiri Canzio, Canziano e Canzianilla, alla Madonna Immacolata, alla Madonna del Rosario.

Al centro del presbiterio si erge il solenne altare maggiore, opera dell’architetto bergamasco Giacomo Quarenghi, nella cantoria di sinistra trova posto l’antico organo Serassi; il coro ligneo è dotato di 23 stalli. In centro all’abside il Crocefisso con Santi di Gian Paolo Cavagna, pala proveniente dalla soppressa Chiesa di Santa Lucia in Bergamo.

Nella sacrestia trova posto il “Cristo Crocefisso con i santi Grisogono, Cristoforo, Francesco e il Donatore” del pittore Giovanni Battista Moroni: è questa l’opera più antica tra quelle esistenti nella parrocchiale (seconda metà del XV secolo). Nella tela di Bernardo Luca Sanz, sempre conservata in sacrestia, datata 1703 “Immacolata con i Santi Ignazio di Loyola e Francesco Saverio” è possibile scorgere sullo sfondo, il panorama di Seriate, visto dalla sponda sinistra del fiume Serio.

Attiguo alla chiesa è l’Oratorio del Sacro Cuore, progettato dall’ingegnere Luigi Angelini nel 1923 e riportato al primitivo splendore con i restauri del 2000.

Santuario della Madonna del Buon Consiglio

L’edificio sorge in una posizione che corrispondeva all’angolo nord-ovest del sagrato/cimitero dell’antica chiesa parrocchiale di San Grisogono, di cui sono riconoscibili alcune strutture murarie in un edificio ad uso abitativo ad est del Santuario.

Nato come Oratorio inizialmente dedicato a San Giovanni Battista, nel 1794 fu dedicato alla Madonna del Buon Consiglio, come recita la lapide posta sulla facciata.; era costituito dalla sola chiesa e dalla sacrestia ed aveva accesso dall’attuale via Chiesa Vecchia. La casa del cappellano verrà realizzata soltanto a metà dell’Ottocento, così come il viale alberato davanti alla chiesa che ne permetteva l’accesso dalla Regia Strada Postale.

Nel Santuario avveniva la benedizione delle foglie di gelso, rito legato al culto della Madonna del Buon Consiglio; l’edificio è conosciuto dai seriatesi anche come “la Madonnina” e “Chiesina dei Morti”, denominazione motivata quest’ultima sia dalla presenza di un ossario sotterraneo, sia dal fatto che era stata edificata per la Confraternita della Morte (oDisciplini Neri).

Si presenta con un piccolo porticato tripartito che si affaccia sullo spazio verde delimitato da un doppio filare di tigli (fino al 1940 c’era un unico filare di platani); l’interno è a navata unica, in fondo alla quale due nicchie simmetriche ospitano le statue lignee di San Rocco e di Sant’Antonio Abate. Il piccolo presbiterio è separato dalla navata da un gradino e da un’arcata con un cartiglio che reca la scritta della dedicazione. Sopra l’altare una tela raffigurante il miracolo dell’apparizione della Madonna del Buon Consiglio è opera di Vincenzo Orelli, datata 1799.

Il complesso, insieme alla casa del cappellano ed al piccolo campanile dotato di tre campane, è stato oggetto di un importante restauro tra l’estate del 1991 e la primavera del1992.

La festa della Madonna del Buon Consiglio ricorre il 26 aprile e viene tuttora festeggiata solennemente.

Chiesa di San Giuseppe

La chiesa dedicata a San Giuseppe Lavoratore, consacrata l’8 ottobre 1967, fortemente voluta dall’allora parroco monsignor Guglielmo Carozzi, si trova nella zona sud-est della città e dà il nome ad una delle cinque zone pastorali in cui è suddivisa la parrocchia.

Realizzata su progetto dell’ingegner Mazzoleni, si presenta come una capiente e funzionale costruzione moderna, in mattoni rossi e nervature in cemento armato.

L’interno, a navata unica, ospita nell’abside la tela “Resurrezione” del palazzolese Italo Ghilardi e, lungo le pareti, la “Via Vitae” di Angelo Celsi, generosamente donata alla chiesa dalla Fondazione Credito Bergamasco di Bergamo. L’appuntamento annuale più atteso e aggregante della zona è quello della festa di San Giuseppe, che si celebra dalla fine di maggio all’inizio di giugno.

Chiesa della Visitazione di Santa Maria Elisabetta a Comonte

Di origine quattrocentesca (nasce dal testamento redatto nel 1467 da Gelmino Rivola) la chiesa dedicata alla Visitazione di Santa Maria Elisabetta, fu dotata di una canonica dove risiedeva un sacerdote che aveva l’incarico di celebrare la messa “e gli altri offici divini e avesse cura delle anime”.

Sorta sulla sommità della collina di Comonte, la chiesa ha mantenuto nel corso degli anni la struttura originaria, con interno a navata unica, decorata ad affresco.

Sono presenti quadri della Natività, dell’Addolorata e della Visitazione di Maria a Santa Elisabetta, pala che dà il nome alla chiesa.

Sul lato sinistro, guardando l’altare maggiore, si trova l’affresco della Deposizione, attribuito alla scuola di Gian Paolo Cavagna: l’opera è nascosta da un velo, come quello che copre la statua di Santa Eurosia, martire spagnola invocata a protezione delle tempeste, della siccità e dei danni all’agricoltura; lo svelamento avviene in occasione della festa di Comonte, la seconda domenica di Pasqua.

Chiesa della Sacra Famiglia a Comonte

Verso la metà del XVIII secolo la famiglia Tassis edifica un Oratorio all’interno della propria villa, con un accesso dall’esterno.

La piccola cappella viene modificata ed ampliata varie volte nel corso degli anni ed arricchita del piccolo ma elegante campanile con cinque campane.

Nel 1950 le spoglie dell’allora Beata Paola Elisabetta Cerioli sono collocate all’interno della chiesa. Gli ultimi lavori di ampliamento e adeguamento risalgono al 1992, sotto la guida dell’architetto Giorgio Della Chiesa, in vista della canonizzazione della Cerioli. L’urna in cristallo con il corpo della Santa è collocata sull’altare settecentesco del primitivo Oratorio della famiglia Tassis.

Chiesa di Sant’ Alessandro Martire a Paderno

La chiesa di Sant’Alessandro ha origini antichissime ed è già citata in un documento del 1216 come “ecclesia di Paderno”. È conosciuta anche come “Chiesina dei morti di Paderno”, con riferimento alla sepoltura dei morti della peste del 1630 in questa località: alcune tracce di “danze macabre” ne ricordano all’esterno, il ruolo cimiteriale.

La facciata barocca, orientata a nord, è caratterizzata da un portico a cinque arcate, con due finestre laterali; all’estrema sinistra, una terza finestra si apre sulla Cappella dei Defunti, cui si accede dall’interno della chiesa. L’interno è a navata unica, con abbozzo di transetto, dove si trovano due altari laterali, uno dedicato a Cristo Crocefisso e l’altro a Maria Immacolata, con una statua della Madonna di scuola fantoniana, *solennemente portata in processione la seconda domenica di maggio, festa di Paderno.

Al centro dell’abside è collocata la pala sei/settecentesca dedicata all’apparizione di Sant’Alessandro, che dà il nome alla chiesa.

Chiesa di San Giovanni XXIII a Paderno

La chiesa, inaugurata nel 2004 unitamente al Centro Pastorale che porta lo stesso nome, si trova a pochi metri dall’antica chiesa di Sant’Alessandro.

Realizzato su progetto dell’architetto ticinese Mario Botta, l’edificio è a pianta quadrata, rivestito di pietra rossa di Verona; l’interno si presenta ad unica aula di circa 25 metri di lato; la luce proviene da quattro grandi lucernari che illuminano le pareti rivestite da listoni di legno laminati a foglia oro.

Nella zona absidale spicca la parete scolpita dallo scultore toscano Giuliano Vangi.

Nel 2006 la chiesa e il centro pastorale sono stati premiati come struttura religiosa costruita nel rispetto dell’ambiente naturale circostante (San Diego, California, 2006).

Chiesa della Santa Madre di Dio

Edificata nel 1966 per volere dell’Associazione delle Missionarie Eucaristiche * su progetto dell’ingegner Luigi Mazzocchi di Bergamo, la cappella è dedicata a Maria Madre della Chiesa. Pur essendo inglobata nel complesso della vecchia sede dell’Associazione, essa ha accesso diretto dalla strada ed è sede della zona pastorale denominata Zona Serena che vi fa riferimento per le celebrazioni liturgiche.

L’interno si caratterizza per la presenza di alcune opere dello scultore Pietro Brolis: il Tabernacolo in ferro battuto e le quattro ampie finestre con inferriate sempre in ferro battuto.

Nel 1969 fu collocato nel presbiterio un altorilievo di forma ovale in pietra di Verona raffigurante Maria Madre della Chiesa.

Chiesa parrocchiale di S.Antonio di Padova a Cassinone

La chiesa venne costruita nel 1897 su progetto dell’architetto Antonio Preda e benedetta nel 1904 dall’allora arciprete di Seriate don Cavallari; nel 1907 don Giovanni Ubbiali viene nominato cappellano e giunge alla frazione trovando la chiesa ancora incompleta. Ogni chiesa deve essere consacrata, ma questo è possibile solo quando essa possiede un altare fisso: questa era la condizione che spesso ritardava il rito della consacrazione, proprio come avvenne per la chiesa di Cassinone che fu consacrata con il titolo di Sant’Antonio di Padova nel 1913 dal vescovo Giacomo Maria Radini-Tedeschi, accompagnato dal suo segretario personale don Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII.

Il segno di riconoscimento dell’avvenuta consacrazione è costituito dalle crocette in forma greca che vengono affisse sui muri in varie parti della chiesa.

L’11 febbraio 1917, nel pieno della prima guerra mondiale, fu eretta a parrocchia da mons. Luigi Maria Marelli, staccandola dalla chiesa arcipresbiterale plebana di Seriate.

Si presenta in forme neogotiche, con facciata monocuspidata, tre navate e tiburio ottagonale sull’incrocio del transetto. Nel 1945-46 furono elevati i due altari laterali su disegno dell’ingegner Gian Franco Mazzoleni. L’originale torre campanaria, di gusto medievale, fu progettata nel 1913 dall’ingegner Giuseppe Bigoni.

Chiesa della Molina

Nel 1753 il “nobil signor Carlo dalla Torre […] possedendo case dominicali e masserizie nella contrada di Molina, distante per un miglio dalla parrocchiale, composta di cinquanta e più anime […]” chiede alle autorità preposte di poter erigere un Oratorio pubblico per poter dare a tutti gli abitanti della zona la possibilità di partecipare alle sacre funzioni e poter portare il Viatico agli infermi.

La Cancelleria Episcopale, nel settembre del 1754 concede al nobile signore Alessandro dalla Torre la licenza di costruire un Oratorio pubblico con l’obbligo di accesso diretto dalla strada di Molina ed altresì “l’obbligo della manutenzione, di fornire i paramenti sacri necessari e gli arredi sacri per la celebrazione della Santa Messa”. La chiesetta, preceduta da un semplice portichetto, è ancor oggi visibile, ma chiusa, all’angolo di via Garibaldi con via Battisti, fino al 1916 denominata via Molina.

Chiesa di San Grisogono

Questa chiesa è citata in un documento del 949 e di essa, oggi, restano avanzi inglobati in un mucchio di case; sono visibili l’abside con muratura in ciottoli di fiume disposti a lisca di pesce ed un frammento di pietra sepolcrale con iscrizione, incluso nella muratura.

Nella visita pastorale del 1575 il reverendo Francesco Porro, delegato di San Carlo Borromeo, descrive la chiesa come abbastanza ampia, ma vecchia e disadorna, con tre altari e vicino la canonica e il cimitero. La chiesa fu soppressa verso la fine del Settecento e due dei tre altari furono traslati nell’attuale parrocchiale, allora in costruzione.

Chiesa di San Cristoforo

Di origine incerta, esisteva già nel secolo XV e fu consacrata nel 1511. Con la costruzione della nuova parrocchiale non fu più utilizzata; attualmente questo spazio è occupato da residenze e negozi.

L’unica parte ben riconoscibile della chiesa è la torre campanaria che continuò a funzionare fino al 1938, anno in cui fu inaugurato il nuovo campanile, su progetto dell’ingegner Luigi Angelini.

Chiesa di San Pietro d’ Alcantara ( o dei Morti delle Ghiaie )

La chiesetta, di cui si ha una rara immagine in un disegno acquarellato del conte Tasca, si trovava lungo l’antica strada postale che portava a Brescia, attualmente denominata via Decò e Canetta.

Edificata sulla riva sinistra del fiume Serio, se ne ha notizia già dal 1638; funzionava anche da lazzaretto ed era conosciuta come “Chiesa dei morti impiccati”, da un affresco che si trovava sopra una parete esterna e che rappresentava appunto due impiccati. Nel piccolo cimitero sull’altro lato della strada venivano sepolti i morti giustiziati a Bergamo.

Il cimitero delle Ghiaie era stato soppresso fin dal 1855, ma la chiesetta ed il piccolo campanile erano rimasti, fino a quando una straordinaria piena del Serio, nel 1899 travolse tutto; si salvò soltanto la piccola croce in ferro della cupola, che fu sistemata sulla tomba del conte Tasca ed è ancor oggi visibile nel cimitero.

Chiesa della Madonna della Neve e chiesa della Ca’ Alta

I conti Giuseppe e Alberto Zanchi nel 1744 chiesero e ottennero l’erezione di un Oratorio in località Crocette (zona di Comonte) e successivamente di un altro nella loro abitazione rurale denominata Ca’ Alta, lungo la via Levata.

Il primo oratorio, intitolato alla Madonna della Neve, era architettonicamente strutturato come una piccola cappella addossata ad un’abitazione, con un ampio porticato sovrastante la strada. Negli anni trenta del secolo scorso, per permettere un più agevole passaggio alle prime macchine agricole, venne sacrificato il porticato, più tardi fu sconsacrata, adibita a deposito agricolo ed infine abbattuta.

Il secondo oratorio esiste tuttora, inglobato nel grande complesso agricolo denominato Ca’ Alta, con accesso diretto dalla via Levata.

I conti Zanchi assegnarono in perpetuo all’oratorio il reddito di un appezzamento di terreno di 10 pertiche attiguo alla casa. Le ispezioni del 1748 e del 1749 da parte delle autorità religiose, testimoniano che nell’ancona era rappresentata l’Annunciazione di Maria Vergine, a cui è dedicata la chiesetta, attualmente chiusa.

Il campanile

Fino al 1938 la chiesa parrocchiale di Seriate, dedicata al Santissimo Redentore non aveva campanile; in sua vece veniva utilizzata la torre campanaria dell’antica e ormai soppressa Chiesa di San Cristoforo, ubicata in piazza Bolognini.

Il lavoro di studio iniziale del progetto, come relaziona lo stesso progettista ing. Luigi Angelini ricevette il nulla-osta nell’aprile del 1937; i lavori furono affidati al capomastro Pietro Brozzoni di Costa Serina, unanimamente considerato come il costruttore più competente in tutta la provincia in materia di costruzione di campanili. Dall’anno 1885, infatti, fino al 1932 la famiglia di questi costruttori aveva eretto in provincia 23 nuovi campanili e ne aveva alzati e restaurati 19.

Nel maggio 1937 si iniziarono gli scavi e un mese dopo, alla presenza del Vescovo di Bergamo Mons. Adriano Bernareggi, fu posta e benedetta la prima pietra.

Animatore costante e appassionato, l’Arciprete Mons. Guglielmo Carozzi seguì i lavori in tutte le sue fasi, fino all’inaugurazione il 16 ottobre 1938, anno scolpito sopra la porta d’accesso, affacciata su via Dante.

L’ altezza totale del campanile, tra i più snelli della Bergamasca, è di m. 58,60 compresi cella campanaria, loggiato a colonne e cupolino terminale.

Il cimitero

Seriate, nel corso della sua storia, ha usufruito di differenti strutture cimiteriali, a partire dalla semplice necropoli tardo-romana scoperta sul finire degli anni settanta del secolo scorso, fino all’odierno cimitero.

La necropoli, che risale al V secolo d. C., fu rinvenuta in località Paderno: le tombe avevano la caratteristica forma a “capannina”, erano una decina e contenevano un solo scheletro, salvo una, con i resti di tre persone: un maschio adulto, una femmina adulta e un bambino.

Dopo vari secoli un primo cimitero fu edificato nei pressi della chiesa di San Grisogono, all’incirca nello spazio ad est della chiesa della Madonna del Buon Consiglio, in prossimità dell’attuale parcheggio di fronte al palazzo comunale.

In un documento dell’archivio della Curia di Bergamo si legge che il cimitero “era indecente e non si sapeva dove riporre le ossa dei defunti escavati”. Nel 1698 la Confraternita della Morte ed Oratione (i Disciplini Neri) si fece carico della costruzione, in un angolo del sagrato dove erano già stati traslati resti umani, di una struttura adatta a fungere da ossario e anche a luogo di adunanze; l’oratorio nel 1794 fu poi dedicato alla Madonna del Buon Consiglio.

Nello stesso periodo, a Seriate, veniva utilizzato un altro cimitero, conosciuto come “cimitero alle ghiaie”, situato fuori dall’abitato, sulla sponda sinistra del Serio.

Edificato presumibilmente durante il periodo della dominazione veneta, era un campo isolato nel quale venivano tumulati anche i morti giustiziati per impiccagione a Bergamo: era pertanto conosciuto come “cimitero dei giustiziati o impiccati”.

La straordinaria piena del Serio del 1889 distrusse la vicina Chiesa di San Pietro d’Alcantara e danneggiò gravemente anche il cimitero che fu definitivamente dismesso nel 1885, dopo che i resti dei defunti furono traslati nel nuovo cimitero.

In ottemperanza alle regole fissate con l’editto di Saint Cloud del 1804, anche Seriate si attivò per la costruzione di un nuovo cimitero e, dopo numerose discussioni, perizie e progetti, si arrivò alla decisione di costruire il nuovo camposanto su un terreno di proprietà della Misericordia di Bergamo detto “alli Tragli”, situato vicino al centro abitato e facilmente raggiungibile dalla chiesa parrocchiale.

Il progetto a cura dell’arch. Capitanio fu finalmente approvato e, dopo alcuni ritardi nei lavori, il nuovo cimitero risultava funzionante ad aprile del 1810, anche se la facciata fu ultimata soltanto nel 1860.

Con l’aumento della popolazione, nel corso degli anni, si rese necessario ampliare il camposanto; furono acquistate altre aree limitrofe, si deliberò la costruzione dei colombari sui muri di cinta a nord.

Percorsi naturalistici e culturali

In ambito naturalistico, il territorio comunale comprende ben due aree inserite in altrettanti ambienti verdi posti sulle rive del fiume Serio.

La prima, posta a nord, è inclusa nel Parco locale di interesse sovra comunale (PLIS) denominato Parco del Serio Nord.

La seconda, situata a sud della città, fa parte del Parco del Serio e comprende uno spazio verde, chiamato Oasi Verde, con un percorso vita e giochi per bambini costruiti con pezzi in plastica riciclata.

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
19942004Marco SisanaLega NordSindaco
20042009Silvana Santisi SaitaLega NordSindaco
20092013Silvana Santisi SaitaLega Nord – lista civica Silvana Saita Sindaco-Popolo della LibertàSindacoDecaduta dalla carica di Sindaco in quanto eletta nel Consiglio Regionale della Lombardia (aprile 2013)
20132014Nerina MarcettaLega Nord – lista civica Silvana Saita Sindaco-Popolo della LibertàSindaco
2014in caricaCristian VezzoliLega Nord – Progetto Seriate – Forza ItaliaSindaco

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT[10] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 3.299 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

  • Marocco 437 – 1,80%
  • Romania 413 – 1,70%
  • Albania 301 – 1,24%

Persone legate a Seriate[

Cultura

  • Virgilio Carbonari, baritono, pittore (Seriate, 1925 – Seriate, 1988)
  • Giacinto Gambirasio, poeta (Seriate, 1896 – Seriate, 1971)

Sport

  • Alessandro Cortinovis, ciclismo (Seriate, 1977)
  • Luca Gelfi, ciclismo (Bergamo, 1966 – Torre de’ Roveri, 2009)
  • Carlo Gerosa, sci alpino (Seriate, 1964)
  • Davide Giuseppe Pirola, calcio (Seriate, 1996)

Infrastrutture e trasporti

Nel 1919 a Seriate fu inaugurato un capolinea della rete tranviaria di Bergamo, che rimase attivo fino al 1953; tale linea, previa elettrificazione, ricalcava il percorso della preesistente tranvia a vapore Bergamo-Soncino, a sua volta attiva fra il 1884 e il 1931.

Galleria d’immagini

Società sportive

  • ASD Yamato damashii (Arti marziali)
  • Bocciofila Seriatese (Bocce)
  • AP Interseriatese (Calcio)
  • Aurora calcio Seriate 1967 ASD (Calcio)
  • Gruppo Sportivo Cassinone (Calcio)
  • Polisportiva Comonte (Calcio)
  • Virtus Seriate (Centro mini basket)
  • GF Fulgor ASD (Ciclismo)
  • Spazio danza Citta’ di Seriate (Danza classica e moderna)
  • CEB Centro Equitazione Bergamasco (Equitazione)
  • SAS Alpinismo (Escursioni/sci/alpinismo)
  • Body Park Judo CUS BG (Judo)
  • ASD Nuoto Seriate (Nuoto)
  • Polisportiva Sport & Cultura (Nuoto)
  • Aurora Seriate Pallavolo ASD (Pallavolo)
  • Mondo Volley 2000 ASD (Pallavolo)

http://www.comune.seriate.bg.it/servizi/notizie/notizie_homepage.aspx  sito istituzionale

Informazioni su diego80 (1877 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

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