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Comuni della Bergamasca – Bonate Sopra e la Madonna delle Ghiaie

La storia di Bonate Sopra e delle 13 apparizioni della Madonna delle Ghiaie

Bonate Sopra
comune
Bonate Sopra – StemmaBonate Sopra – Bandiera
Bonate Sopra – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoMassimo Ferraris (Lega Nord) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate45°40′55″N 9°33′31″ECoordinate: 45°40′55″N 9°33′31″E (Mappa)
Altitudine230 m s.l.m.
Superficie6,15 km²
Abitanti9 323[1] (30-06-2013)
Densità1 515,93 ab./km²
FrazioniCabanetti, Ghiaie
Comuni confinantiBonate Sotto, Chignolo d’Isola, Curno, Mapello,Ponte San Pietro, Presezzo,Terno d’Isola, Treviolo
Altre informazioni
Cod. postale24040
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016030
Cod. catastaleA963
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantibonatesi
Patronosanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Bonate Sopra
Bonate Sopra
Posizione del comune di Bonate Sopra nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Bonate Sopra nella provincia di Bergamo

Bonate Sopra (Bunàt Sura in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 9.323 abitanti[4] della provincia di Bergamo, inLombardia.

Situato nell’isola bergamasca, sulla sponda destra del fiume Brembo, dista circa 11 chilometri a ovest dal capoluogo orobico.

Cenni storici

Si sa per certo che i primi insediamenti stabili si verificarono in epoca romana, quando i conquistatori vi istituirono un vicus inserito nella circoscrizione territoriale denominata “Pagus Fortunensis”.

In quel periodo storico il borgo, così come l’intera zona dell’isola, fu interessato da notevoli flussi commerciali e militari, che diedero il via ad un’importante opera di centuriazione, basata sul cardine centuriate che seguiva la direttrice Mapello-Bonate Sotto.

Ed è a quel periodo che risale l’origine etimologica del nome, indicante probabilmente il nome del proprietario dei terreni, tale Bonus. Altre ipotesi vorrebbero invece far derivare il toponimo da terrae bonae, che indicherebbe l’ottima vocazione agricola del territorio, oppure dal nome del capo di una tribù di Galli Cenomani stanziata in quella zona, come si dedurrebbe dal suffisso -ate, presente anche in numerosi altri toponimi della bergamasca.

Con il termine dell’impero romano Bonate, fu soggetto alle incursioni barbariche, che portarono anni di saccheggi e terrore tra la popolazione.

Nel VI secolo la situazione politica si stabilizzò grazie all’arrivo dei Longobardi, la cui presenza è testimoniata da alcuni ritrovamenti, tra i quali alcuni resti di un insediamento.

Successivamente sul territorio irruppero i Franchi, i quali istituirono il Sacro Romano Impero e diedero vita al feudalesimo. Ed è a questo periodo, precisamente nel 745, che risalgono i primi documenti scritti che attestano l’esistenza del paese, suddiviso ininferiore e superiore.

I terreni vennero inizialmente dati in gestione al vescovo di Bergamo e posti sotto la tutela della Pieve di Terno, ma dopo pochi decenni ebbe inizio un periodo di profonda instabilità, causata dalle numerose battaglie tra guelfi e ghibellini.

La situazione politica si stabilizzò nel 1428 con l’annessione di Bonate alla Repubblica di Venezia, che infeudò parte dei terreni del paese alla famiglia del condottiero Bartolomeo Colleoni. La Serenissima inoltre cercò di migliorare la condizione sociale ed economica della popolazione, fino ad allora messa a dura prova dalle lotte, da carestie e dalle pestilenze, tanto che l’isola venne definita “il triangolo della fame”.

In tal senso molto chiara è la descrizione in un documento del tempo:

« Qui non vi sono trafichi né mercantie, le persone sono povere lavoradori da terre et bracenti, quali non raccogliono a pena grani per il loro vivere; et questi non hanno alcun privileggio ma sottoposti a tutte le gravezze et a datii… »

Ai veneziani subentrò nel 1797 la Repubblica Cisalpina, subito sostituita nel 1815 però dagli austriaci, che la inserirono nel Regno Lombardo-Veneto.

Con l’unità d’Italia, avvenuta nel 1859, avvenne un primo processo di industrializzazione, che esplose definitivamente nella seconda metà del XX secolo,situazione che permise un notevole miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti.

Luoghi d’interesse

Nel paese ricopre grande importanza la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, di cui si hanno notizie già nel IX secolo. Più volte soggetta a lavori di restauro e di ampliamento, è stata interessata da un recente rifacimento di notevole portata.

Significativa anche la Rocca Ottocentesca.

Da segnalare l’Oratorio della Madonna delle Ghiaie, costruito in seguito alle apparizioni mariane che avrebbe avuto la bambina Adelaide Roncalli nel 1944, e tuttora meta di pellegrinaggio e oggetto di devozione popolare.

Stemma e gonfalone

Blasonatura stemma:

Troncato: sopra d’argento alla croce patentata di rosso, accantonata delle lettere BO.NA.TE.SUP in carattere nero lapidario romano; sotto, d’argento, al ramo di palma verde bordato di rosso. Ornamenti esteriori da Comune. (R.D. del 26 agosto 1926)

Gonfalone: D.P.R. del 16 marzo 1956.

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
14 giugno 20047 giugno 2009Giancarlo Bonifacciolista civica “Bonate Aperta”Sindaco
8 giugno 2009in caricaMichela GelpiLega NordSindaco

Informazioni turistiche

Pro Loco Bonate Sopra

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[5]

Madonna delle Ghiaie di Bonate

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

La Cappella della Madonna delle Ghiaie

Cancello Campo Colleoni Ghiaie

Trittico della Santa Famiglia di Nazareth dentro al Campo Colleoni a Ghiaie di Bonate BG

Madonna delle Ghiaie di Bonate è l’appellativo con cui viene chiamata Maria, madre di Gesù, in seguito alle apparizioni che avrebbe avuto nel 1944 la piccola Adelaide Roncalli presso Bonate Sopra, in provincia di Bergamo. Tali apparizioni non sono riconosciute dalla Chiesa cattolica.

Descrizione

Tra il 13 maggio e il 21 maggio 1944, e dal 28 maggio al 31 maggio dello stesso anno, una bambina di 7 anni, Adelaide Roncalli, residente in località Il Torchio, nella frazione Ghiaie (comune di Bonate Sopra, in provincia di Bergamo, nella diocesi di Bergamo) avrebbe assistito a tredici apparizioni mariane. La bambina riferì di aver avuto visioni della Madonna, della Santa Famiglia e di angioletti. Su tali fenomeni esistono una bibliografia, testimonianze scritte, materiale fotografico e un filmato, girato dal cineoperatore Vittorio Villa il 31 maggio 1944.

Sulle presunte apparizioni vige ancora il decreto vescovile del 18 aprile del 1948, emesso dal vescovo di Bergamo, Adriano Bernareggi, con il quale l’autorità ecclesiastica ritiene che per tali fenomeni “non consti della soprannaturalità”. Nonostante questo il luogo è tuttora meta di pellegrinaggi. Il 13 maggio 2010, a est della cappella costruita dalla diocesi di Bergamo nel 1945, è stato aperto un “giardino di preghiera”, che ospita un trittico della Santa Famiglia, opera della “Fraternità Missionaria Laica Cattolica della Santa Croce” di Sanremo, facente parte della Fondazione Missionaria SAINTE CROIX.

Adelaide Roncalli è morta il 24 agosto 2014 in un ospedale di Milano. Le sue ultime parole sarebbero state: “vieni, vieni”.[1] Al funerale, celebrato a Ghiaie di Bonate – come lei desiderava – hanno partecipato oltre duemila persone; il corpo è custodito nel cimitero della frazione bonatese.

Le tredici apparizioni

Esistono almeno due versioni dei diari olografi di Adelaide Roncalli, uno scritto a Milano nel 1949 e uno posteriore, scoperto dal religioso padre Raschi di Genova. I due diari, scritti in tempi e luoghi diversi, sono sostanzialmente uguali, differendo solo per particolari secondari[2].

Il 13 maggio Adelaide Roncalli era andata a cogliere fiori per la Madonna, quando scrive di aver visto un puntino luminoso scendere dall’alto ingrandendosi progressivamente. Aggiunge di aver riconosciuto la Madonna con Gesù Bambino in braccio e San Giuseppe a fianco, avvolti da tre ovali di luce. Maria le dice inoltre di non aver paura, esortandola a essere “buona, ubbidiente, rispettosa col prossimo” e invitandola a tornare, prima di scomparire allontanandosi senza voltarle le spalle[3].

Il diario prosegue con il racconto della seconda apparizione, avvenuta domenica 14 maggio, preannunciata da due colombi bianchi: la Madonna le predice che sarebbe divenuta suora Sacramentina. La giovane entrò nella Congregazione delle Suore Sacramentine come postulante, ma fu costretta a lasciarla poco tempo dopo per la sua particolare situazione in relazione alle presunte apparizioni[4]. Adelaide Roncalli aggiunge di aver avuto altre undici apparizioni, accompagnate da messaggi, l’ultima delle quali il 31 maggio 1944.

I messaggi

I apparizione

(dialetto bergamasco)« Scapa mia, che me so la Madona. Teghe de es buna, übidiente e rispetuosa col prosem, e sincera. Prega be e turna in chel post che per nöf olte semper a chest’ ura »(IT)« Non scappare, che sono la Madonna. Devi essere buona, ubbidiente, rispettosa col prossimo e sincera. Prega bene, e ritorna in questo luogo per nove volte, sempre a quest’ora. »
(13 maggio 1944)

II apparizione

(dialetto bergamasco)« Te ghe de es buna, übidiente, sincera e pregà be e rispetusa vers ‘l porem. Tra i quatordes e i quindes agn, te ‘ndarè suora Sacramentina. Te patiret tat e po tat; ma löcia mia perché dopo ta egneret con me ‘n Paradis. Se, lü l’indarà pret misionare segond al me “Sacro Cor!, finida la guera »(IT)« Devi essere buona, ubbidiente, sincera e pregare bene, rispettosa verso il prossimo. Tra il quattordicesimo e il quindicesimo anno ti farai suora Sacramentina. Soffrirai tanto e poi tanto; ma non piangere, perché dopo verrai con me in paradiso. Sì, egli si farà sacerdote missionario secondo il mio “Sacro Cuore”, finita la guerra »
(14 maggio 1944)

III apparizione

(dialetto bergamasco)« Diga che si i vol i so s’cecc guaricc, i ga de fa penitenza, pregà tat e schià serte peccac. Se i farà penitenza, la guera la finirà fra du mis; se de no, fra poc meno de du agn. »(IT)« Dì loro che se vogliono i figli guariti, devono far penitenza e pregare molto per evitare certi peccati. Se gli uomini faranno penitenza la guerra finirà tra due mesi, altrimenti in poco meno di due anni. »
(15 maggio 1944)

IV apparizione

(dialetto bergamasco)« Tate mame i ga i ‘secc disgrazacc per i so pecacc gross; i faghe più pecacc e i s’cecc guarirà. ‘L vegnerà anche chel a so tep. Prega per i poer pecadur che i ga bisogn de la preghiera di s’cecc. »(IT)« Tante mamme hanno i bimbi disgraziati per i loro peccati gravi; non facciano più peccati, e i bimbi guariranno. Verrà anche quello, a suo tempo. Prega per i poveri peccatori che hanno bisogno della preghiera dei bimbi. »
(16 maggio 1944)

V apparizione

(dialetto bergamasco)« Di al Vescof e al Papa ‘l “segreto” che te confido. Te racumande de eseguì chel che te dighe; ma dighel a nissü d’otre. »(IT)« Di’ al Vescovo e al Papa il segreto che ti confido. Ti raccomando di eseguire quanto ti dico; ma non dirlo a nessun altro. »
(17 maggio 1944)

VI apparizione

(dialetto bergamasco)« Preghiera e penitenza! Preghiera e penitenza! Preghiera e penitenza! Prega per i poer pecadur piò ostinacc che i è drè a mòr in chesto moment e che i trapasa el me Cör. La preghiera a me piò gradida l’è l’”Ave Maria”. »(IT)« Preghiera e penitenza! Preghiera e penitenza! Preghiera e penitenza! Prega per i poveri peccatori più ostinati che stanno morendo in questo momento e che trafiggono il mio Cuore. La preghiera a me più gradita è l'”Ave Maria”. »
(18 maggio 1944)

VII apparizione

(dialetto bergamasco)« No l’è mia necessare che prope töcc i egne che. Chei che i pöl i egne che, segond i sarà guaricc o i resterà malacc; però se farà piö pecacc gross. I egnerà anche chei; tnac i se convertirà, e me sarò riconosida de la Cesa. Pensa cheste parole töc i de de la to eta; fat coraio ‘n tocce pene. Te Me enderà amò… nel’ura de la to mort… te tegnerò sota el me manto e te porterò in Ciel. »(IT)« No, non è necessario che proprio tutti vengano qui. Quelli che possono vengano qui, secondo i loro sacrifici saranno guariti o resteranno ammalati, però non si facciano peccati gravi. Verranno anche quelli, molti si convertiranno e io sarò riconosciuta dalla Chiesa. Medita queste parole ogni giorno della tua vita, fatti coraggio in tutte le pene. Mi rivedrai nell’ora della tua morte, ti terrò sotto il mio manto e ti porterò in cielo. »
(19 maggio 1944)

VIII apparizione[]

(dialetto bergamasco)« Dumà ‘l sarà l’öltema olta che te pale; dopo, per set de, te lase pensà be chel che t’ho dic. Sirca de capil be, perché dientada piö grandela ‘l te servirà tat se te öloerèt es tòta me. Dopo cheste set de, törnerò amò quater òlte. »(IT)« Domani sarà l’ultima volta che ti parlo, poi per sette giorni ti lascio pensare bene a quanto ti ho detto. Cerca di capirlo bene perché, fatta più grandicella, ti servirà molto se vorrai essere tutta mia. Dopo questi sette giorni ritornerò ancora quattro volte. »
(20 maggio 1944)

IX apparizione

Il 21 maggio 1944 vi sarebbe stata la “grande apparizione silenziosa”.

X apparizione

(dialetto bergamasco)« Prega per i pecadur piò ostinacc che i fa sufrì ‘l me Còr perché i pensa mia a la mort. Prega po per ‘l Santo Padre che ‘l pasa di momencc bröcc; da tantce l’è maltratac, e tance i tenta a la so età. Me ‘l proteggerò e lü ‘l vegnerà mia fo dal Vaticano. La pas la tarderà mia; ma al me Cör ‘l preme che la pas mondial doe töcc i se amerà come fradei. A doma issè, ‘l Papa al g’avrà meno de patì. »(IT)« Prega per i peccatori più ostinati che fanno soffrire il mio Cuore perché non pensano alla morte. Prega pure per il Santo Padre che passa momenti brutti: da tanti è maltrattato e molti attentano alla sua vita. Io lo proteggerò ed egli non uscirà dal Vaticano. La pace non tarderà, ma al mio Cuore preme quella pace mondiale nella quale tutti si amino come fratelli. Solo così il Papa avrà meno da soffrire. »
(28 maggio 1944)

XI apparizione

(dialetto bergamasco)« Prega I malacc che i öl guarì i ga de iga piö fidùcia e santificà la so soferensa se i öl guadagnà ‘l Paradis. Se i farà mia issè, i g’avrà mia ‘l premio, e i sarà severament castigacc. Spere che töc chei che i conoserà la me parola i farà töc i sfòrs per merità ‘l Paradis. Chei che sofre sensa lamento i otegnerà da me e dal me S’cet tot chel che i domanderà. Prega tat per chei che i ga l’anima malada: ‘l me S’cet, Gesù, l’è mört so la Crüs per salvai. Tance i capes mia cheste me parole e, per chesto, me sofre. »(IT)« Gli ammalati che vogliono guarire devono avere maggior fiducia e santificare la loro sofferenza se vogliono guadagnare il paradiso. Se non faranno questo non avranno premio e saranno severamente castigati. Spero che tutti quelli che conosceranno la mia parola, faranno ogni sforzo per meritarsi il paradiso. Quelli che soffriranno senza lamento otterranno da me e dal Figlio mio qualunque cosa chiederanno. Prega molto per coloro che hanno l’anima ammalata: il mio Figlio Gesù è morto sulla croce per salvarli. Molti non capiscono queste mie parole e per questo io soffro. »
(29 maggio 1944)

XII apparizione

(dialetto bergamasco)« Cara s’eetina, re te se töta me; ma anche se te se cara al me Cör; dumà te laserò in chesta al al del pianto e de dulur. Te me ederè amò nel’ura de ha to mort e, inturciada det ‘n del me manto, te porteröò in Ciel, e con re tudarò anche chei che i te comprend e i sofre. »(IT)« Cara bambina, tu sei tutta mia; ma, pur essendo cara al mio Cuore, domani ti lascerò in questa valle di pianto e di dolore. Mi rivedrai nell’ora della tua morte e, avvolta nel mio manto, ti porterò in cielo. Con te prenderò pure quelli che ti comprendono e soffrono. »
(30 maggio 1944)

XIII apparizione

(dialetto bergamasco)« Cara fiulina, me dispias a dösi lasat, ma la me ura l’è pasada; sumentet mia se per un po’ te ederè mia; pensa a chel che t’ò dic: nel’ura de la to mort egerè amò. En chesta al de dulur te sarè üna picola martira… Sgumentet mia: devidere prest ‘l me trionfo. Prega per el Papa e diga che al faghe prest, perché òle es premùrusa per tòc ‘n chel post che. Tòt chel che sme domanderà, me al l’intercederò dal me S’cet. Sarò la to ricompensa se ‘l to martirio sarà alegher. Cheste me parole i te saran de conforto ‘n de la proa. Soporta töc con pasiensa che te egnerè con me ‘n Paradis. Chei che a posta (volontariament) i te farà sufrì, i egnerà mia ‘n Paradis se prima i avrà mia riparat e se i sarà mia penticc ‘n fond al còr. Sta alegra che an sa ederà amò, piccola martira. »(IT)« Cara figliolina, mi dispiace doverti lasciare, ma la mia ora è passata; non sgomentarti se per un po’ non mi vedrai. Pensa a quello che ti ho detto: nell’ora della tua morte verrò ancora. In questa valle di dolori sarai una piccola martire… Non scoraggiarti: desidero presto il mio trionfo. Prega per il Papa e digli che faccia presto, perché voglio essere premurosa per tutti in questo luogo. Qualunque cosa mi si chiederà, la intercederò presso mio Figlio. Sarò la tua ricompensa se il tuo martirio sarà sereno. Queste mie parole ti saranno di conforto nella prova. Sopporta tutto con pazienza, che verrai con me in paradiso. Quelli che volontariamente ti faranno soffrire non verranno con me in paradiso, se prima non avranno riparato e si saranno pentiti profondamente. Sta’ allegra, che ci vediamo ancora, piccola martire. »
(30 maggio 1944)

Il processo

Dal 21 maggio al 7 giugno 1947 il fenomeno fu sottoposto a un processo diocesano, durante il quale un consesso composto da esponenti del clero locale e presieduto da monsignor Merati, canonico della Cattedrale di Bergamo, interrogò Adelaide Roncalli, che negò di aver avuto apparizione alcuna. In seguito però, nel suo diario, riferì di aver scritto sotto dettatura, in quello che definì uno stato di “violenza morale”[5].

Le presunte apparizioni non furono riconosciute dalla Chiesa di Bergamo: tuttora è in vigore il decreto vescovile del 18 aprile 1948, firmato dal vescovo Adriano Bernareggi, che esprime un giudizio negativo: “non consta della soprannaturalità[6]. I vescovi che si sono succeduti a capo della diocesi di Bergamo (monsignor Giuseppe Piazzi, monsignorClemente Gaddi, monsignor Giulio Oggioni, monsignor Roberto Amadei e monsignor Francesco Beschi) hanno sempre ribadito la validità del decreto.

La Cappella

Sul luogo, dal 1945, è presente una cappella, eretta dalla Curia di Bergamo alla fine del 1944. Nel 1945, la stessa Curia fece redigere anche un progetto che prevedeva la costruzione di un piccolo santuario, che tuttavia rimase sulla carta. La cappella, ai primi di giugno del 1947, fu oggetto di una spoliazione, a seguito di un decreto vescovile, che ordinava di eliminare dal sacro edificio ogni oggetto sacro inerente alla Madonna delle Ghiaie. In seguito la cappella, di proprietà della diocesi di Bergamo, fu di nuovo adornata con oggetti sacri, ed è tuttora meta di pellegrinaggio.

Il Campo del Colleoni

L’accesso si trova a sinistra, 100 metri prima della Cappella. Sul cancello di ingresso è stata posta nel 2008 la scritta: MANIFESTUM EST HIC SANCTA FAMILIA APPARUIT (“È palese, qui è apparsa la Santa Famiglia”). È il luogo ove, secondo i diari della bambina, si sarebbero svolte le apparizioni.

Il “miracolo del sole”

Alle Ghiaie si sarebbe verificato, per sei volte, un fenomeno simile al miracolo del sole di Fatima.[7]

Radio e TV

I mass media nazionali si sono occupati della vicenda di Ghiaie: tra questi Mattino Cinque, nel novembre 2008, Top Secret, nel dicembre 2007, e Mattina sul 2, nel maggio 2008.

Radio Maria ha dedicato negli ultimi anni diverse tavole rotonde al tema delle apparizioni di Ghiaie di Bonate. Anche la radio ufficiale della diocesi di Bergamo, “Radio E”, ha dedicato un ciclo di trasmissioni alla storia delle apparizioni del 1944, andate in onda nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008 e condotte dal professor Alberto Lombardoni.[8]

Informazioni su diego80 (1911 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

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