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Le più belle canzoni di Michael Jackson

Pochi giorni fa, il 25 giugno è stato l’anniversario della scomparsa della popstar Michael Jackson. Vi avevamo promesso una selezione dei suoi successi, e anche con qualche giorno di ritardo, eccola. In più, un racconto dei video, preso da wikipedia, se disponibile.

1 .BEAT IT (THRILLER – 1982)

Beat It è un brano scritto e interpretato da Michael Jackson e prodotto da quest’ultimo insieme a Quincy Jones; incluso nell’albumThriller (1982), fu pubblicato il 14 febbraio 1983 come terzo singolo tratto dall’LP, dopo The Girl Is Mine e Billie Jean.

Come singolo, Beat It conquistò il Grammy quale Disco dell’anno, e un altro ne valse allo stesso Jackson come Miglior prestazione vocale rock.

Fu nominato singolo dell’anno insieme a Billie Jean, e la rivista Rolling Stone la cita al 337º posto nella lista dei migliori 500 brani di tutti i tempi.

Caratterizzata da un arrangiamento ritmico (curato da Michael Jackson e da Quincy Jones) in stile hard rock[10][11] sostenuto dalla chitarra ritmica di Steve Lukather dei Toto, che in tale brano suona anche il basso, spicca dopo il bridge il famoso assolo di Eddie van Halen; Beat It è presente anche nella tracklist del gioco Guitar Hero World Tour.

Nel 1989 la RIAA certificò il disco di platino al singolo. In seguito, nel 2009, lo stesso organo attribuì al singolo un ulteriore disco d’oro. A conti fatti, Beat It è stato un successo ed esempio fondamentale di crossover. Non solo grazie ai fan di Jackson “R&B” ma anche per quelli rock ed heavy metal dei Van Halen. Come il singolo precedente, Billie Jean, la canzone raggiunse rapidamente i primi posti. Jackson era riuscito a creare una canzone in stile hard rock[10][11] con il contributo alla chitarra ritmica e al basso di Steve Lukather dei Toto e il celeberrimo assolo, dopo il bridge, eseguito da Eddie van Halen, completati dall’esecuzione hard rock vocale di Michael.[12] Beat It fece diventare Jackson un fenomeno potente che fece impatto sul mercato del “rock bianco”.[13] Inoltre, come il suo predecessore Billie Jean, Beat It ha goduto di un successo senza precedenti. Il videoclip fu trasmesso in esclusiva da “World Premiere” sul canale MTV. Beat It è stato anche il primo video mostrato nella, allora, nuova trasmissione di video musicali della NBC, “Friday Night Video”. Ad oggi il singolo rimane uno dei più venduti di sempre, con 5 milioni di copie vendute.

Il videoclip di Beat It, diretto da Bob Giraldi, segue una narrazione semplice: si apre in una sala da biliardo, dalla quale i due leader di gang rivali escono e si fronteggiano, coltelli alla mano, assieme i membri delle loro bande (la musica incomincia quando la porta dietro di loro si chiude). Jackson fa il suo ingresso e guida le due gang in un ballo a suon di musica.

Una parte del video è ispirato alla “rumbla” nel magazzino di West Side Story. Il video prodotto nel 1983 presenta stupefacenti inquadrature, una trama da best seller americano e un piccolo ma significativo numero di parole.

La giacca rossa indossata da Jackson nel videoclip sarebbe diventata un’icona per bambini e adolescenti di tutti i paesi.

2. HEAL THE WORLD (DANGEROUS  -1991)

Heal the World è una canzone del cantante statunitense Michael Jackson, estratta come settimo singolo dall’album Dangerous del 1991. Il video musicale della canzone è caratterizzato da bambini che vivono in paesi che soffrono di disordini. È uno dei pochi video in cui il cantante non appare, gli altri sono quelli di Cry, HIStory e Man in the Mirror (negli ultimi due Jackson appare solo in filmati d’archivio). Jackson ha eseguito la canzone in tutti i concerti del Dangerous World Tour e dell’ HIStory World Tour. Ha inoltre eseguito la canzone anche nell’intervallo del Super Bowl XXVII, il 31 gennaio 1993 al Rose Bowl di Pasadena, in California, davanti ad oltre 90.000 persone. L’evento è stato seguito in tv da oltre 133 milioni e mezzo di spettatori, ottenendo l’audience di ascolti più alta di sempre nella storia delle televisioni americane. Jackson aveva già eseguito la canzone alcuni giorni prima, il 20 gennaio, al Gala Presidenziale di Bill Clinton. Nel 1998 Jackson ha eseguito la canzone alle Bahamas (durante la festa d’inaugurazione di un resort). L’ultima esibizione della canzone risale al 2002, quando Jackson l’ha cantata al Teatro Apollo di Harlem durante uno spettacolo a sostegno del Partito Democratico Americano.

Nel 2001, durante una chat via internet con i fans, Michael affermò che Heal the World è la canzone di cui è più orgoglioso. A maggior ragione, il cantante nel 1992 fondò, dal titolo della canzone, la Heal the World Foundation, un’associazione benefica che fu progettata per migliorare la vita dei bambini. Quest’associazione ebbe anche lo scopo d’insegnare agli stessi bambini come aiutare gli altri. Il concetto di “miglioramento per tutti” divenne il tema principale di tutte le esibizioni del Dangerous World Tour. L’associazione chiuse nel 2004, poiché violava le leggi americane in termini di management ed assetto finanziario. Nel documentario Living with Michael Jackson del 2003, invece, Michael disse di aver scritto la canzone ispirandosi ad un suo albero delNeverland Ranch.

Heal the World, insieme a We Are the World, è stata la canzone che ha chiuso il memorial dedicato a Michael Jackson alla Staples Center di Los Angeles il 7 luglio 2009. Jackson, pochi giorni dopo la sua morte, l’aveva più volte eseguita durante le prove del suo spettacolo Michael Jackson’s This Is It, che era stato inizialmente previsto per Londra e successivamente cancellato dopo la morte del cantante. Ciara, nota cantante R&B, ha eseguito la canzone durante la cerimonia dei BET Awards del 2009.

Heal the World è stato il sesto singolo estratto da Dangerous e quindi era già stato pubblicato molto materiale dall’album. Il singolo ha ottenuto comunque un buon successo commerciale, anche se di certo non paragonabile ai singoli più famosi e di successo di Jackson come Billie Jean, Beat It, Thriller e Black or White. Nel dicembre del 1992, ha raggiunto la posizione numero 2 della UK Singles Chart, dietro solamente a I Will Always Love You di Whitney Houston; in seguito venne certificato disco d’oro e Dangerousdivenne il singolo con maggior successo commerciale nel Regno Unito. Meno successo ha avuto, però, negli Stati Uniti, dove ha raggiunto a malapena la posizione numero 27 della Billboard Hot 100. L’unica nazione in cui è riuscito a raggiungere la vetta delle classifica è stata la Spagna, dove è stato due settimane consecutive alla posizione numero 1 ad inizio 1993 per poi rientrarvi nell’estate del 2006, sempre in cima alla classifica.

3.BLACK OR WHITE

Black or White è un singolo del cantante statunitense Michael Jackson, il primo estratto dal suo ottavo album in studio Dangerous e pubblicato l’11 novembre 1991.

Il brano, pubblicato nel novembre del 1991, è un insieme di hard rock, dance e rap.[6] Scritto dallo stesso Michael Jackson, è prodotto da lui e da Bill Bottrell, a cui venne affidata anche la scrittura dell’intro e della parte rappata. Dopo poco tempo dalla sua pubblicazione il singolo vendette oltre 1 milione di copie, ricevendo la certificazione di platino negli Stati Uniti. Inoltre raggiunse la prima posizione in una ventina di nazioni tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Italia, Australia, Norvegia, Svizzera, Belgio,Canada, Irlanda, Spagna, Svizzera e Nuova Zelanda. Negli Stati Uniti rimase al vertice per 7 settimane consecutive, in Italia per 8 settimane e nella classifica europea per 10 settimane. Black or White fu il singolo trainante dell’album Dangerous. Il testo della canzone denuncia il problema del razzismo, come anche gli ultimi 4 minuti poi censurati del videoclip ufficiale. Il singolo risulta il più venduto nell’inverno 1991 negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania. L’anno seguente è stata inoltre la canzone straniera più venduta in Italia. Nel 1992, il singolo fu ripubblicato in una versione remixata, chiamata Black or White Clivillés & Cole Remixesaffiancata al video originale. La versione remixata del brano raggiunse l’11# posizione nel Regno Unito, e la 14# posizione inIrlanda. Il brano è stato nominato ai Grammy Awards del 1993 nella categoria Best Pop Vocale Performance Male, che però non si è aggiudicato. La canzone fu cantata dal vivo in tutti i concerti del Dangerous World Tour e dell’HIStory World Tour, nel 2001 venne anche cantata nello speciale concerto per i 30 anni di carriera da solista di Michael Jackson tenutosi al Madison Square Garden aNew York. Nel 2005 durante il documentario Living with Michael Jackson, Michael disse di aver scritto il brano ispirandosi al suo albero al Neverland Ranch; anche altre canzoni come Heal the World e Childhood sarebbero state composte ispirandosi a quest’albero. Nel 2006 il singolo è stato ripubblicato e inserito nella raccolta Visionary: The Video Singles; malgrado fossero passati ben 15 anni dalla sua prima pubblicazione, riuscì a raggiungere la posizione #2 in Spagna e la #18 nel Regno Unito.

Il video

Il video, diretto da John Landis (stesso regista del video Thriller nel 1982), ha inizio sotto i riff di chitarra che prorompono dallo stereo di un giovane fan (Macaulay Culkin) che deve fronteggiarsi con il padre (George Wendt) sdegnato da quel baccano. Il figlio trova modo di rispondergli collegando la propria chitarra a uno stereo che mette al massimo volume. Al primo accordo eseguito, il padre vola letteralmente dal soffitto piombando in un deserto africano. Qui Michael Jackson comincia a ballare insieme agli abitanti locali. Nelle sequenze successive si avvicendano danzatrici indonesiane, indiani d’ America in una sorta di scenario western, le danze dei cosacchi, e un’odalisca. Un video, quindi, dove appare evidente l’intento di predicare uguaglianza tra le etnie e unificare i popoli. Negli ultimi 4 minuti la rabbia e la frustrazione di Michael Jackson scaturita dal problema del razzismo fa da protagonista. Lo si può infatti veder danzare mentre distrugge una macchina e delle vetrate su cui sono presenti simboli e scritte razziste. La chiusura del video è affida alla scritta Prejudice Is Ignorance, che compendia il significato radicale del testo e del video.

Quantunque questo video abbia riscontrato degli iniziali pareri positivi,[7] proprio gli ultimi 4 minuti furono oggetto di censura. L’atteggiamento di eclatante opposizione al razzismo fu giudicato dalla critica come un’istigazione alla violenza e alla devastazione.[8] Conseguentemente i critici hanno sferzato il video insinuando la presenza di un esplicito “atteggiamento sessuale”, critica che discende dal fatto che il cantante in quegli ultimi 4 minuti fa scivolare le dita sul basso ventre. Questo gesto, seppur in modo più blando, non sia precluso dalla parte precedente del video che, di contro, non subisce né censure né alcun tipo di critica. Valutando le critiche, questa può sembrare una censura scaturita da un eccessivo puritanismo attribuibile alla mentalità dell’epoca, ma osservando anche soltanto i precedenti video e live dello stesso cantante, immuni da censure e critiche, si può comprendere come il suo atteggiamento non fosse poi così anacronistico.

Per compenetrare le reali motivazioni che hanno indotto la censura è necessario contestualizzare il videoclip nella sua realtà storica. Nella cronaca dei primissimi anni novanta si può osservare, soprattutto a Los Angeles, un affluire di rivolte ad opera dei neri che vedevano violati i propri diritti civili da parte degli agenti locali.[9][10][11] Accrescevano infatti, gli episodi di abuso di potere e di violenza della polizia inequivocabilmente legati al razzismo.[12][13][14] Gli ultimi 4 minuti del video di Black or White vengono accusati proprio di aver generato una di queste rivolte, quantunque la causa della rivolta in questione ancora una volta fosse da attribuire alla polizia che aveva sparato a un nero senza una valida motivazione.[15] In quel caso Michael Jackson fu il capro espiatorio, ma quella non fu l’unica volta in cui il presidente ricorse a un simile sotterfugio per cercare di schermirsi; diverse volte attribuì le eversioni alla televisione,[16] piuttosto che a un cattivo funzionamento del sistema governativo. Tuttavia, il video, nel clima del periodo, poteva realmente incoraggiare gli oppressi a ribellarsi ai soprusi subiti dalle autorità e sapendo quanto esiziali siano le rivolte per il governo, in quanto ne minano la reputazione, la credibilità e l’autorità, l’immediata censura era inevitabile.

Il video fu comunque mandato in onda da tutte le reti musicali per la prima volta il 14 novembre del 1991 in collaborazione con 58 stati nel mondo e registrò il record di audience (ancora imbattuto) di oltre 500.000.000 di telespettatori.

Nel video venne usata l’innovativa tecnica del morphing: si può apprezzare l’effetto usato nella parte finale dove i diversi personaggi (tra cui Tyra Banks) a “mezzobusto” rievocano la frase “Is Black, Is White”. E anche subito dopo dove Michael si trasforma in una pantera nera e viceversa. Sebbene non vi siano elementi che lo attestino, se si pondera sul significato del video e della canzone, la scelta della pantera nera appare come un riferimento all’organizzazione rivoluzionaria afroamericana Pantere Nere.

Il 30 dicembre 1991 i Genesis parodiarono l’intermezzo finale della pantera nera nel video di I Can’t Dance, in cui Phil Collins imita il ballo di Michael con alcuni segmenti di suoni provenienti proprio dal video originale.

Quando uscì, il video fu il più costoso della storia, battendo il record precedente, appartenete al video Bad dello stesso Jackson, con un costo di 4 milioni di dollari. La rivista Rolling Stone ha classificato il videoclip di Black or White alla #52 posizione nella classifica dei 100 migliori video di sempre, mentre VH1 lo ha inserito al 38º posto della sua classifica.

4. THRILLER

Thriller è una canzone di Michael Jackson composta da Rod Temperton e prodotta da Quincy Jones pubblicata nella maggior parte dei paesi il 12 novembre 1983 e negli Stati Uniti il 23 gennaio del 1984, tratta dall’omonimo album ritenuto il disco più venduto nella storia della musica con una stima di oltre 115 milioni di copie all’attivo.

Prima che il singolo fosse pubblicato, Michael Jackson aveva deciso di chiamarlo Give Me Starlight , poiché l’album Thriller doveva intitolarsi Starlight. In seguito l’idea fu scartata e sia l’album che il singolo vennero chiamati entrambi Thriller. Thriller è stato il singolo di maggior successo di Michael Jackson dopo Billie Jean (sempre dell’album Thriller), si piazzò quarto nella Billboard Hot 100 statunitense, decimo in quella inglese, ventunesimo in quella tedesca, primo in quella francese, quarto in Australia, terzo in Danimarca, primo in Belgio ed infine primo nella classifica dance americana di Billboard (posizione che mantenne per undici settimane consecutive, record). La canzone vendette oltre 6 milioni di copie nel mondo ed è ancora oggi molto richiesta in radio ed è il pezzo più gettonato in tutto il mondo nel periodo di Halloween. Il cantante la eseguirà in tutti e tre i tour da solista quali il Bad World Tour, il Dangerous World Tour e infine l’HIStory World Tour. Sarà inoltre provata da Jackson anche per il This Is It Tour che purtroppo non avrà mai luogo a causa della prematura scomparsa dell’artista. Le immagini delle prove per il This Is It Tour del 2009 segnano l’ultima volta che Michael Jackson abbia interpretato questo pezzo nella sua carriera.La canzone è di genere dance, funk ed è stata scritta e composta da Rod Temperton mentre è stata prodotta da Quincy Jones(amico di Jackson che con lui ha prodotto tre album, Off the Wall nel 1979, Thriller nel 1982 e Bad nel 1987).Il videoclip di Thriller è considerato il primo video musicale ad avere una trama ed una coreografia. Prima di allora i video musicali erano generalmente solo dei collage di immagini per accompagnare la canzone da promuovere, con questo video è mutato quindi il concetto di video musicale. Jackson pertanto chiamava i suoi video “short films” (cortometraggi) e ripudiava la parola “video” come dichiarato in molte interviste.[9]

Riassunto del video

Il video inizia, in un’ambientazione anni cinquanta, con un ragazzo (Michael) che si dirige a bordo di una macchina verso la campagna con una ragazza (la modella Ola Ray). Improvvisamente finisce la benzina e i due scendono. Mentre passeggiano per il bosco il ragazzo le chiede se vuole essere la sua ragazza e dà così un anello di fidanzamento. Tuttavia le dice però di essere diverso dagli altri ragazzi ma lei risponde che è la ragione per cui lei lo ama, sebbene il ragazzo non capisca cosa intendesse. Ad un certo punto appare la luna piena e il ragazzo inizia a trasformarsi in un orribile lupo mannaro, gridando alla ragazza di fuggire via. La ragazza corre scioccata attraverso il bosco, inseguita dal lupo. La bestia, dopo aver mandato un agghiacciante ululato, la raggiunge e si scaglia contro di lei, uccidendola con i suoi artigli.

Poco dopo, la scena del lupo mannaro si rivela essere un film horror proiettato nella sala d’un cinema, e nell’audience vediamo Michael Jackson con la sua ragazza (sempre interpretata dalla Ray). Lui è l’unico che sta mangiando tranquillamente dei popcorn mentre lei, spaventata, si stringe a lui: vorrebbe andarsene, ma Michael non vuole perché se la sta godendo. Alla fine la ragazza non resiste più ed esce dalla sala. Jackson la raggiunge all’esterno del cinema dicendo che è solo finzione, ma la donna se ne va. A questo punto Michael comincia a cantare tutte le strofe della canzone, ballando intorno alla ragazza, dandole poi la mano. La ragazza si rincuora e si incammina insieme al fidanzato.

Passano però vicino ad un cimitero, dove una voce sommessa e perentoria (quella dell’attore Vincent Price) fa resuscitare degli zombie che s’alzano dalle tombe e vanno verso l’esterno. La coppia non si avverte di nulla e procede per la strada, quando all’improvviso, ecco apparire i morti viventi che si dirigono verso di loro. Essi li accerchiano e la coppia cerca di non farsi toccare, ma quando la ragazza si volta, il fidanzato ha la pelle rinsecchita e gli occhi incavati come gli zombie stessi. Lei s’allontana ed i morti iniziano a ballare, facendo una danza strisciante, a volte cadente, che però diventerà famosa. La ragazza, alla fine del ballo macabro, si rifugia in una casa abbandonata e chiude imposte e finestre, ma gli zombie la raggiungono. Allora la donna si cinge la testa con le mani, chiude gli occhi e grida.

Quando riapre gli occhi, trova il suo fidanzato che le porge la mano nella stessa stanza, però illuminata e del tutto normale, scoprendo che era un incubo. Lui gentilmente l’aiuta a rialzarsi, lei lo abbraccia teneramente e fanno per andarsene a casa di lei. A questo punto, Jackson si volta verso la telecamera con un sorriso malizioso, mentre ha gli occhi gialli e le pupille verticali, come il lupo mannaro all’inizio del video. Non era tutto un sogno, forse….

Premi e riconoscimenti del video di Thriller

Nel 2009 il video è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[10]

Il video ha vinto 2 Grammy Awards come “Best Video Album” per la VHS “Making Michael Jackson’s Thriller” e “Best Video, Long Form” nel 1985.

Ha inoltre vinto 3 MTV Awards agli MTV Video Music Awards 1984 (prima edizione dei noti premi) come “Best Overall Performance in a Video”, “Best Choreography in a Video” e “Viewer’s Choice”. Sempre dagli spettatori di MTV è stato votato nel 1999 alla numero uno dei “100 Greatest Music Videos of all Time” (i 100 migliori video musicali di tutti i tempi).

Il video ha ottenuto la certificazione Vevo ed è uno dei video più visti su YouTube.

5. BILLIE JEAN

Billie Jean è un singolo del cantante statunitense Michael Jackson, il secondo estratto dal sesto album in studio Thriller e pubblicato il 2 gennaio 1983.

Scritta e composta dallo stesso Michael Jackson e prodotta insieme a Quincy Jones, è la canzone più conosciuta e famosa dell’artista.[10] Il brano riscosse un grande successo commerciale, riuscendo infatti a raggiungere la prima posizione della Billboard Hot 100 e della Hot R&B/Hip Hop Songs, dove rimase per ben nove settimane consecutive. Negli Stati Uniti fu inoltre votata come miglior singolo dell’anno nel “The Village Voice” e ricevette due Grammy Awards nel 1984 come “Best Male R&B Vocal Performance” e “Best New Rhythm & Blues Song”[11]. Ricevette una nomination anche per il “Record of the Year” e per la “Song of the Year”, insieme a Beat It, altro singolo estratto da Thriller.

Nell’arco di 26 anni dalla sua prima pubblicazione, il singolo è stato certificato disco di platino dalla RIAA nel 1989, e in seguito ha ricevuto altri due dischi d’oro dallo stesso organo, rispettivamente nel 2005 e nel 2009. Ad oggi rimane il brano di Jackson con maggior successo commerciale, e un best-seller nella storia della discografia, con oltre 7 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Per questo motivo, Billie Jean viene spesso indicata come una, se non la più rappresentativa, canzone degli anni ottanta.

Il 6 marzo 2006, Billie Jean è uscita nuovamente come singolo, parte del boxset Visionary – The Video Singles. Il successo è stato imminente, raggiungendo la posizione numero 11 nella UK Top 40, e la numero 1 posizione in Spagna; un traguardo ragguardevole per un singolo così datato.

Michael Jackson intraprese la composizione di Billie Jean ispirato da alcune vicende di natura personale. Nel 1981, durante un tour con i Jacksons, una donna (in seguito si scoprì che era una stalker) accusò Jackson di non riconoscere la paternità del figlio. Dichiarò di chiamarsi “Billie Jean Jackson” e affermò di essere sposata con il cantante. La donna, anni dopo, fu ricoverata in un ospedale psichiatrico. In un’intervista del 1996, Jackson disse che ne aveva conosciute molte di “Billie Jean” che erano state groupies dei Jacksons. “Every girl claimed that their child was related to one of my brothers…” (“ogni ragazza dichiarava che uno dei loro bambini era figlio di uno dei miei fratelli..”) rivelò il cantante. La storia della ragazza è vera ma non è riferita a Michael, bensì a suo fratello, Randy Jackson, accusato di essere il padre legittimo di due gemelli che aveva concepiti dalla Billie Jean in questione; nella sua autobiografia, Moonwalk, Michael disse espressamente che era rivolta a uno dei fratelli[12][13]. In seguito, però, fecero intendere e trapelare più volte il fatto che l’accaduto riguardasse proprio Michael, forse fu il suo manager per attirare maggiore attenzione su di lui.

Jackson scrisse la prima demo della canzone a Hayvenhurst nell’autunno del 1981. Quando presentò il pezzo al produttore Quincy Jones, questi non gradì il titolo e gli propose di rinominarla in “Not My Lover”, perché era convinto che la gente avrebbe pensato ad una relazione di Mike con la nota tennista Billie Jean King. Jones, inoltre, sosteneva che l’introduzione troppo lunga non potesse funzionare. Michael, però, rispose che era proprio quel giro di basso a fargli venire voglia di ballarci sopra[14]. Alla fine, Jackson la spuntò su entrambe le questioni: mantenne sia il titolo sia l’introduzione[15] ed il successo strepitoso, ottenuto dal brano, gli diede piena ragione.

Il personaggio di Billie Jean è anticipato da due linee del testo di Wanna Be Startin’ Somethin’, traccia d’apertura di Thriller. Risulta evidente che la ragazza non è innamorata del cantante (“tellin’ lies and rubbin’ shoulders” – “dicendo bugie e infastidendo(mi)”) e le sue parole sono casuali (“So they called her mouth a motor” – “dissero che la sua bocca era come un motore in azione”). Nonostante i continui riferimenti, alcuni accusarono il cantante di soffrire di paranoia nei confronti dei media e della gente.

La leggenda vuole che Michael abbia registrato la voce principale in un’unica sessione, ma fu proprio l’arrangiamento a rendere questa canzone unica nella storia della musica: Jackson disse che aveva voluto scrivere “un giro di basso perfetto” e che ci lavorò per un paio di settimane prima di realizzare la base. Michael curò anche il perfetto ordine dell’arrangiamento della batteria e del sintetizzatore e con l’aiuto del suo collaboratore Jerry Hey per gli archi, i corni, il multi-tracking e la sua voce a fare il resto, completò Billie Jean solamente una settimana prima dell’uscita dell’album Thriller, fissata dalla Epic Records per il 1º dicembre 1982.

6. BAD

Bad è un singolo del cantante statunitense Michael Jackson, il secondo estratto del suo settimo album in studio Bad e pubblicato il 7 settembre 1987.

La canzone venne scritta e composta dallo stesso Michael Jackson e prodotta da Quincy Jones. La scrittura e le registrazioni del brano ebbero luogo presso i Westlake Recording Studios nel gennaio del 1987 durante le prime sedute d’incisione per l’album Bad. In origine, il singolo doveva essere interpretato anche dal musicista Prince. Tuttavia Quincy Jones, in un’intervista inclusa nellaSpecial Edition dell’album Bad, ha dichiarato che Prince disse a Jackson che non voleva partecipare al progetto perché “sarebbe stata una hit senza di lui”.

Nella sua autobiografia Moonwalk Jackson scrisse:

« Bad è una canzone riguardante le strade. Riguarda i ragazzi provenienti da un brutto quartiere che frequentano una scuola privata. Lui torna da scuola per le vacanze e i ragazzi cominciano a dargli problemi. Lui canta “I’m bad, you’re bad, who’s bad, who’s the best?’ He’s saying when you’re strong and good, then you’re bad.” »

Nel 2006 il singolo fu ripubblicato e inserito nel cofanetto Visionary: The Video Singles. Sempre nel 2006 i Rhymester producono il singolo Heat Island, dove campionano il famoso “Who’s Bad”.

Il videoclip di Bad, diretto da Martin Scorsese, venne realizzato con 2.200.000$, a differenza di Thriller che richiese 800.000$. Bad è rimasto il video più costoso fino al 1991, quando venne superato da Black or White dello stesso Jackson con 4.000.000$. La versione integrale del video dura ben 18 minuti.

Il video è ambientato in una stazione della metropolitana di New York (la stessa utilizzata nel film-debutto di Jackson, The Wiz), dove Michael affronta gli amici, tra i quali recita anche Wesley Snipes, che cercano di trascinarlo verso atti delinquenziali. Lo scontro tra la volontà di rimanere onesto di Michael ed i suoi tre amici viene simboleggiato dalla danza sulle note della canzone. Suscitò molte controversie il cambiamento della pelle di Jackson, che fino a qualche tempo prima era nera, e da qui in poi inizia a schiarirsi a causa della vitiligine, malattia della pelle diagnosticata al cantante nel 1986.

7. SMOOTH CRIMINAL

Smooth Criminal è una canzone scritta ed interpretata dal cantante statunitense Michael Jackson contenuta nell’album Bad del 1987. Fu estratta come settimo singolo ed è una delle canzoni più conosciute di Michael Jackson. È stata inclusa (insieme al rispettivo video) nel film Moonwalker del 1988. Nel 2006 il singolo Smooth Criminal è stato ripubblicato come una parte del box Visionary: The Video Singles. Il singolo ha venduto oltre 7,5 milioni di copie. Nel 2011 una nuova versione di smooth criminal e stata rilasciata nell’album Immortal.

Smooth Criminal è una canzone scritta da Michael Jackson e prodotta da Quincy Jones. Due prime versioni della canzone sono state scritte tra il 1985 e il 1986. La prima canzone si chiamava “Chicago 1945”, trasformata in Al Capone (pubblicata nel Bad 25). Questa versione è stata poi rielaborata e riscritta come “Smooth Criminal”.

Inizialmente Jackson voleva fare un video di genere western, ma poi decise di cambiarlo in un night club stile anni ’30. Il videoclip è stato girato tra la metà di febbraio e aprile 1987.
Il videoclip della canzone occupa la parte centrale del film Moonwalker, creato apposta per dare uno sfondo al brano. Nel film, Jackson sta giocando con i suoi amici all’aperto, quando scoprono una caverna che conduce ad una specie di mondo incantato, nel quale “Mr. Big” (interpretato da Joe Pesci) vende droga ai giovani, per rendere tutti dipendenti. Jackson deve salvare una ragazzina di nome Katie dagli scagnozzi di Mr. Big, grazie ai suoi poteri derivanti dalla luce delle “comete”. Si trasforma in una super-auto, un robot e un’astronave prima di salvare la vita alla bambina. Smooth Criminal fu presentato come una clip di dieci minuti nella quale Michael balla in un nightclub stile anni trenta. La versione della canzone usata nel film, di 9 minuti e 35 secondi, è differente da quella che troviamo nell’album; lo sfondo ritmico è diverso, ci sono parti del testo in più e la canzone è sostanzialmente molto più lunga (lo sfondo ritmico sembra infatti molto simile a quello del singolo 12″, nella versione Extended Dance Mix). La versione più comune invece è quella che dura 4 minuti e 12 secondi, chiamata “Speed Up” version (in quanto le scene utilizzate sono accelerate) in cui sono stati operati dei tagli alle scene “di contorno” (utilizzata anche nei titoli di coda del film Moonwalker).
La canzone è stata eseguita dal vivo nel corso della seconda tappa del Bad World Tour (1988-1989), diretto da Jackson e Vincent Paterson..

8. THE WAY YOU MAKE ME FEEL

The Way You Make Me Feel è un brano musicale del cantante statunitense Michael Jackson, terzo singolo estratto dal suo nono album in studio Bad e pubblicato il 9 dicembre 1987. Prodotto dallo stesso Michael Jackson, il brano è uno dei più celebri del repertorio dell’artista, ed è stato eseguito durante i tre tour di Michael ed anche ai Grammy Awards del 1988 insieme a Man in the Mirror. In occasione dei suoi 30 anni di carriera di Michael Jackson, quest’ultimo l’ha eseguita al Madison Square Garden conBritney Spears. In tutte le riedizioni dell’album Bad e in tutte le raccolte in cui è inclusa, la versione album del brano è stata ri-editata, arricchita con parti vocali e cori nel finale.

The Way You Make Me Feel è stata registrata da Michael Jackson nel 1987 per il suo settimo album in studio Bad, che è stato pubblicato lo stesso anno dell’uscita della canzone ed estratto come terzo singolo il 9 novembre 1987; la scrittura e la composizione del brano sono sempre state arrangiate da Jackson e co-prodotte da Quincy Jones. Prima della registrazione di Bad, Jackson aveva scritto oltre sessanta canzoni per l’album, con i piani di rilascio di un album composto da tre dischi, ma dopo Jones riuscì a convincere Jackson a includere The Way You Make Me Feel, assieme ad altre undici canzoni, in un unico disco.

The Way You Make Me Feel è stato descritto su più grandi successi e le compilation di Jackson dal rilascio della canzone, come testimoniato dalla presenza del brano nel primo dei due dischi della raccolta HIStory e in altrettante compilation e cofanetti, tra cui Number Ones del 2003 e The Music That Inspired The Movie: Michael Jackson’s This Is It del 2009.

Nel video musicale, diretto da Joe Pytka, si apre con un gruppo di ragazzi che scherza e tenta di attirare a sé alcune ragazze che passeggiano per la strada: uno di questi è Michael Jackson, che, ormai scoraggiato e perse ormai le speranze di trovare una ragazza, decide di andarsene a casa. In questo momento Michael incontra, seduto sui gradini del marciapiede un uomo anziano, il quale gli suggerisce di essere semplicemente sé stesso: in quello stesso momento incontra una donna (interpretata da Tatiana Thumbtzen), che cerca di conquistare mentre lei continua a camminare imperterrita alle attenzioni di Michael. Lei s’innamora di lui dopo aver assistito al suo ballo. Ci sono due versioni del video (una breve che dura 6 minuti e 43 secondi e poi la versione completa che dura 9 minuti e 28 secondi).

Il 27 marzo 2006 il brano è stato nuovamente pubblicato come parte del Visionary-The Video Singles. Nel video compare anche La Toya Jackson, sorella di Michael.

9. WANNA BE STARTIN SOMETHIN’

Wanna Be Startin’ Somethin’ è un brano composto e cantato da Michael Jackson. Rilasciato l’8 maggio 1983 sotto la Epic Records è stato il quarto singolo estratto dal suo sesto album in studio Thriller del 1982 e ne costituisce la traccia d’apertura; è stata composta e scritta dallo stesso Jackson con la collaborazione di Quincy Jones. La demo di wanna be startin somethin e stata distribuita nell’album this is it

La canzone fu scritta e composta da Jackson con la collaborazione artistica di Quincy Jones. È caratterizata da una musicalità pop con dei forti tocchi afro. Fu originariamente scritta per la sorella LaToya Jackson per includerla nella scaletta dei concerti della tournée che lei stava svolgendo in quegli anni, e appena il cantante ebbe finito di registrarla anche la sorella la eseguì in tutti i suoi concerti. La canzone è stata originariamente registrata nel 1978 per essere inclusa nell’album Off the Wall, ma il cantante finì per inciderla solo nell’autunno del 1982 negli studi di Los Angeles; a differenza dei singoli precedenti e più conosciuti, per il brano non venne rilasciato alcun film o videoclip per promuoverne l’uscita.

Nonostante questo piccolo particolare, Wanna Be Startin’ Somethin’ è stato descritto come uno dei migliori singoli di debutto del cantante nei suoi primi anni di carriera, e questo fece sì che la canzone fosse inclusa anche in numerose raccolte e cofanetti di Michael Jackson: apparve per la prima volta nel primo dei due dischi della raccolta HIStory e nell’edizione del 25º anniversario di Thriller, ma con un inedito duetto con Akon e nella greatests hits King of Pop.

La canzone è anche presente nel cofanetto Michael Jackson: The Ultimate Collection pubblicato nel 2004, nella greatests hits The Essential Michael Jackson e nel albumThis Is It.

Si tratta di una canzone che presenta un completo stile disco e funky ed è stata vista come un leggero cenno alla musica disco dominante nel materiale discografico dell’album precedente di Jackson. Il ritmo della canzone è piuttosto veloce ed è composto per lo più da batterie, da bassi e da vari strumenti a fiato, questi ultimi organizzati da Jerry Ray e considerati molto ben eseguiti e precisi. Il brano tratta un argomento riguardante i mass media e la stampa, così come i pettegolezzi e della capacità delle persone di dare il via a discussioni o problemi per nessuna ragione: nella canzone l’estensione canora di Jackson persiste per quasi tutta la durata della canzone ed è eseguita in chiave mi maggiore, mentre la canzone ha una durata strumentale di 112 battiti al minuto.

Wanna Be Startin’ Somethin’ a differenza di altri brani dell’album più famosi e conosciuti, non possiede un vero e proprio video ufficiale e né è stato pensato al momento del rilascio della canzone: è pero reperibile un video che mostra Michael che esegue la canzone mentre balla e canta insieme ad altri ballerini durante la fase d’apertura del Bad World Tour durante la tappa londinese nello stadio di Wembley il 16 luglio 1988; di conseguenza, l’esibizione live è contenuta anche nell’omonimo cofanetto del concerto a Londra del cantante, di cui costituisce la traccia d’apertura.

Questo video è sicuramente quello riconosciuto ufficiale della canzone, tanto che ha ottenuto la certificazione Vevo sul canale di Michael Jackson.

10. GIVE IN TO ME

Give In to Me è un brano musicale del cantante statunitense Michael Jackson, estratto come settimo singolo dall’album Dangerous nel febbraio del 1993. Raggiunse la prima posizione in Nuova Zelanda, rimanendo in vetta alla classifica per quattro settimane consecutive, e si piazzò al secondo posto nel Regno Unito. Musicalmente, si tratta di una potente power ballad registrata con la collaborazione speciale di Slash (ai tempi ancora chitarrista dei Guns N’ Roses).[1] Il singolo non è mai stato distribuito in Nord America e in Asia.

La canzone è scritta in tonalità di Mi minore.[4] La voce di Jackson si estende dal Sol3 (G3) al Si3 (B4).[4] La traccia presenta un tempo moderatamente lento di 87 battiti per minuto.[4]

Ai tempi dell’uscita di Dangerous, Michael Jackson voleva tentare di raggiungere una fascia di pubblico più ampia, comprendente anche coloro orientati verso un tipo di musica hard rock; per questo motivo chiamò Slash a suonare la chitarra nei brani Give In to Me e Black or White.[5] Jackson collaborerà nuovamente con Slash in D.S. per l’album HIStory: Past, Present and Future – Book I nel 1995. Da segnalare che come lati B di Give In to Me vennero utilizzate Dirty Diana e Beat It, due canzoni rock che Michael Jackson aveva precedentemente registrato con altri due chitarristi, rispettivamente Steve Stevens (in Dirty Diana) e Eddie Van Halen (in Beat It).

Il video musicale della canzone mostra Michael Jackson che canta accompagnato da Slash, Gilby Clarke (che ai tempi era l’altro chitarrista dei Guns N’ Roses), il bassista Muzz Skillings (ex-Living Colour) ed il tastierista Teddy Andreadis. Stando a quanto dichiarato da Jackson stesso in un’intervista rilasciata ad Oprah Winfrey, il video è stato girato all’interno di una vecchia fabbrica diMonaco di Baviera in sole due ore. Il clip venne trasmesso per la prima volta negli Stati Uniti durante l’intervista del cantante con Oprah, tenutasi al Neverland Ranch. Verso la fine del video, un effetto creato al computer fa esibire Jackson con l’elettricità che sembra attraversargli il corpo.

11. THEY DON’T CARE ABOUT US

They Don’t Care About Us è il quinto singolo estratto dall’album HIStory: Past, Present and Future – Book I del cantantestatunitense Michael Jackson. Si piazzò alla 30ª posizione sulla Billboard Hot 100 l’8 giugno 1996. La canzone raggiunse la top 10 in diversi paesi del mondo.

Durante la serata finale del Festival di Sanremo 2010, è stata eseguita la coreografia della canzone dai ballerini che avrebbero dovuto prendere parte all’ultima serie di concerti di Jackson, This Is It. Nel 2011 una nuova versione della canzone è stata pubblicata nell’album di remix Immortal.

Il testo della canzone era considerato controverso a causa della seguente parte:

Jew me, sue me, everybody do me
Kick me, kike me, don’t you black or white me.

Jackson dichiarò: “La mia intenzione era quella di dire no ad ogni forma di razzismo.”

A causa di ciò, la seconda parte della canzone non fu eseguita nell’HIStory World Tour ed inoltre il brano originale venne riedito in tutte le sue versioni (ed anche nel video) per censurare le parole Jew me e kike me, sostituite da colpi di tamburo. La parola “kike” in inglese è infatti usata come termine dispregiativo per indicare gli appartenenti alle fede ebraica.

Il videoclip originale, mostrava Jackson che cantava in una prigione. MTV eliminò il video dalla playlist perché mostrava scene di violenza. Jackson e il regista del video, Spike Lee, realizzarono un’altra versione del video, la quale è visibile su HIStory on Film, Volume II, e sul lato DVD del Visionary.

La produzione del secondo videoclip, girato nel quartiere di Pelourinho a Salvador da Bahia in Brasile, risultò problematica: le autorità statali cercarono, anche se invano, di bloccare le registrazioni. Ronaldo Cezar Coelho, all’epoca ministro brasiliano per l’economia e il turismo, chiese i diritti per la modifica delle immagini facendo la seguente dichiarazione: “Non vedo il motivo per cui dovremmo appoggiare i video che non contribuiscono in nessun modo a riabilitare l’immagine del Brasile”. Le preoccupazioni delle autorità provenivano soprattutto dal fatto che il Brasile era candidato ad ospitare i Giochi olimpici del 2004 e le immagini che mostravano povertà e abusi dei diritti umaniavrebbero potuto precludere l’elezione. Un giudice bloccò le registrazioni ma un ordine successivo dell’autorità giudiziaria annullò tale decisione. Durante le riprese migliaia di persone oltrepassarono la sicurezza e una fan di Jackson riuscì ad avvicinarsi e ad abbracciare il cantante, causando in questo modo la caduta di entrambi. La donna venne in seguito scortata via dal set e Jackson continuò a ballare e cantare per la registrazione. Lo stesso regista del video Spike Lee, lo aiutò a rialzarsi. Tale scena è stata lasciata nel videoclip ufficiale.

Nel video in molte scene sono presenti i percussionisti di una grande scuola di musica di Salvador, Olodum.

12. YOU ARE NOT ALONE

You Are Not Alone è una canzone del cantante statunitense Michael Jackson, pubblicata il 15 agosto 1995 come secondo singolo estratto dall’album HIStory: Past, Present and Future – Book I. È una ballata di genere R&B, scritta da R. Kelly in risposta alla perdita di persone a lui molto care. Egli ha inviato una demo a Michael Jackson, al quale la canzone è piaciuta e ha deciso di produrla assieme a R. Kelly.

La maggioranza della critica nei confronti della canzone è stata positiva, infatti ricevette diverse nomination ai Grammy e agliAmerican Music Awards. Il video musicale, con Jackson e sua moglie Lisa Marie Presley, è famoso per le sue scene di seminudità.

Dal lato commerciale, la canzone ha avuto un significativo successo. Detiene, infatti, il primato nel Guinness World Record come la prima canzone in 37 anni di storia della Billboard Hot 100 ad aver esordito direttamente in prima posizione, record che poi verrà eguagliato da Mariah Carey circa un mese dopo con la sua hit mondiale Fantasy;[11] successivamente fu certificata disco di platinodalla RIAA. La canzone ebbe molto successo anche in tutti gli altri principali mercati musicali del mondo. Nel 2011 è stata distribuita nell’album ‘Immortal una nuova versione della canzone.

La canzone è una ballata sull’amore e sull’isolamento.[12][13] La canzone è stata scritta da R. Kelly e prodotta dallo stesso insieme a Michael Jackson.[12] Kelly ha scritto la canzone dopo la perdita di persone a lui molto care.[14] Kelly era felice di lavorare con il suo idolo, esclamando:

« Ero fuori di me… Sento che avrei potuto finire il suo intero album. Non per voler essere egoista, solo ero fuori di me dall’entusiasmo. Per me è stata un’esperienza dell’altro mondo… è meraviglioso che cinque anni fa stavo scrivendo canzoni in un seminterrato nel ghetto e ora sto scrivendo per Michael Jackson… Sarei uno sciocco se non dicessi che è un sogno che si realizza. »
([2])

Jackson ha contattato R. Kelly per vedere se aveva materiale a disposizione.[2] Kelly ha inoltrato una demo a Michael Jackson della canzone e Jackson ha accettato di lavorare con Kelly sulla canzone.[2] Nella demo R. Kelly canta la canzone emulando Jackson.[2]Egli ha trascorso l’ultima settimana di novembre del 1994 in studio lavorando sulla canzone.[2]

Jackson ha spiegato che la canzone gli è piaciuta subito, ma l’ha ascoltata due volte prima di prendere la decisione finale. Anche se la canzone è stata scritta da R. Kelly, Jackson riteneva che la produzione sarebbe dovuta essere uno sforzo collaborativo tra i due musicisti.[14] Il nastro inviato a lui non aveva né armonia né modulazioni, per questo motivo Jackson migliorò la canzone aggiungendo un coro nella parte finale e conferendo alla canzone finale un senso del climax.[15]

Accusa di plagio

Nel 2007 un tribunale di Bruxelles ha stabilito che la canzone è un plagio di una canzone belga If We Can Start All Over, composta da Danny e Eddy Van Passel. La querela era in corso da oltre dieci anni. Si è conclusa decidendo che gli incassi del brano devono andare ai fratelli Van Passel. La sentenza non ha effetto fuori dal Belgio.[16]

Questo caso è diverso rispetto a quello di Will You Be There, in quanto la canzone è stata composta da R. Kelly (Michael Jackson l’ha solo interpretata e prodotta), e pertanto Jackson dovrebbe essere all’oscuro del plagio.

13. SCREAM

Scream è una canzone di Michael Jackson, estratta (insieme a Childhood) come singolo di lancio dell’album HIStory: Past, Present and Future – Book I (1995). La canzone è un duetto di Michael Jackson con sua sorella Janet Jackson. Il singolo è stato pubblicato il 31 maggio 1995. Il testo della canzone tratta della pressione soffocante dei mass media e di generiche ingiustizie, ma l’allusione diretta che emerge dal testo nel ritornello riguarda le vicende giudiziarie che in quel periodo erano pesate sulla famiglia Jackson. Con questo singolo infatti Michael tornò sulle scene dopo le accuse di molestie sessuali verso un minore risalenti a due anni prima, da cui uscì con un accordo extra-giudiziale.

Dal 9 ottobre 2015 il brano è stato acquistato dalla EMPIRE Records.

Il videoclip del brano, girato completamente in bianco e nero, vede Michael e la sorella Janet esibirsi e vagare all’interno di una navicella spaziale super-attrezzata. Questo video è citato nei Guinness dei primati del 1996 come il più costoso della storia con oltre 7 milioni di dollari per la sua realizzazione. Il primato apparteneva al video di Bedtime Story diMadonna, che venne a costare circa 5 milioni di dollari; entrambi furono girati sotto la direzione di Mark Romanek.

Nel video, Janet Jackson assume una personalità più scura, inedita nei suoi video musicali. Janet sfoggia un bikini striminzito in alcune scene, afferra i seni, fa il dito medio e simula l’urinazione maschile. Il video ha influenze giapponesi di fantascienza anime: vari spezzoni della serie anime Zillion e il film Akira possono essere visti nelle immagini di sfondo.

14. DIRTY DIANA

Dirty Diana è un brano musicale del cantante statunitense Michael Jackson, estratto come quinto singolo dal suo settimo album in studio Bad il 18 aprile 1988.

Il pezzo, di genere hard rock simile a Beat It, è stato scritto e composto dallo stesso Michael Jackson, prodotto da Quincy Jones e registrato con la collaborazione di Steve Stevens, chitarrista di Billy Idol, che esegue l’assolo centrale.

Per anni si è discusso sull’identità della ragazza della canzone. Alcuni sostengono che si tratti di Diana Ross, che da giovane si pensa abbia avuto una relazione con Michael, altri invece che si tratti di una groupie,[2] altri ancora che si tratti del personaggio di Diana dei Visitors, ma mancano prove certe di quest’ultima versione avvalorata solamente da voci (dato suffragato dal fatto che il telefilm e la canzone sono usciti più o meno nello stesso periodo). Quincy Jones, anni dopo, in un’intervista inserita nell’edizione speciale di Bad, affermò che si trattava di una groupie, forse per non pubblicizzare la presunta relazione tra Jackson e la Ross. In realtà l’ipotesi che si tratti della Ross è stata ampiamente smentita,[3] dato che la stessa ha spesso usato il brano come introduzione durante i suoi concerti prima di salire sul palco. Michael Jackson ha inoltre confermato nel corso di un’intervista con Barbara Waltersche il testo non fa riferimento nemmeno alla principessa Diana; lei anzi aveva personalmente confidato al cantante che si trattava del suo brano preferito nel repertorio di Jackson.[4]

Lo scenario del video musicale della canzone è stato diretto da Joe Pytka ed è quello di un concerto dal vivo; in realtà il video fu registrato in studio con attori nelle parti degli spettatori. Il videoclip inizia con una schermata che recita “Pepsi Presents Michael Jackson Tour 1988” di fronte a uno sfondo bianco per 40 secondi. Dopo aver mostrato uno schermo nero, Jackson è visibile mentre si esibisce davanti a un pubblico, con un’unica fonte di luce di colore blu, accompagnato dalla sua band e dalla chitarrista Jennifer Batten. Finito il concerto, Michael apre la porta della macchina e al suo interno trova una ragazza.

Il video è stato premiato come “Video Numero Uno dell’Anno” durante la prima edizione dei World Music Awards, tenutasi il 14 aprile 1989.

15. HOLD MY HAND

Hold My Hand è il primo singolo tratto dall’album Michael, album postumo di Michael Jackson. Il singolo, cantato assieme a Akon, è stato registrato nel 2007. Michael Jackson desiderava che questa canzone fosse il primo singolo del suo nuovo lavoro. Ciò nonostante, in fase ancora incompleta, la canzone è circolata su internet nel 2008, il suo completamento, invece, è stato effettuato da Akon nel 2010.[1]

La presentazione della canzone è stata effettuata il 15 novembre 2010 nelle radio internazionali.[1], mentre la première era già disponibile nel sito ufficiale. La canzone ha raggiunto la n°4 nella classifica delle canzoni più scaricate.
Il video di Hold My Hand è stato girato in California con la regia di Mark Pellington. La canzone è raccontata attraverso un montaggio di immagini di Michael ed Akon, oltre a persone che rappresentano l’eredità del Re Del Pop.

 

Informazioni su diego80 (1947 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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