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Turnà a ‘ndomà : a che punto siamo?

Lo scorso 30 Giugno i rappresentanti del comune di Val Brembilla hanno ricevuto dalle mani del presidente di Argealp, Markus Wallner, un premio di riconoscimento per il progetto denominato “Turnà a ‘ndomà”. ArgeAlp è la comunità di lavoro delle regioni alpine e riunisce al suo interno i rappresentanti dei Länder, delle Regioni, Province e Cantoni con lo scopo primario di promuovere lo sviluppo sostenibile, l’assetto del territorio, le politiche regionali, i servizi pubblici primari, le grandi infrastrutture e trasporti, l’agricoltura di montagna e la cultura dell’ambiente alpino.

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Consegna del premio ArgeAlp 2016

Complessivamente nelle regioni Arge Alp sono stati consegnati 52 progetti. Dopo una preselezione regionale è stata la giuria internazionale a decretare  i vincitori. Tre sono stati i vincitori dei premi principali mentre sono stati sette i  vincitori dei  premi di riconoscimento. Sul sito ArgeAlp si legge, nelle motivazioni, che nel comune di Val Brembilla sarà esposto il padiglione del Kuwait di EXPO 2015 che diventerà un luogo di sinergia  tra natura e industria. L’obiettivo è il potenziamento della Val Brembilla nell’ambito del turismo, del mercato del lavoro e del tempo libero.

Il progetto “Turnà a ‘ndomà”

La consegna di questo premio ci dà lo spunto per porre al sindaco Damiano Zambelli alcune domande sullo stato d’avanzamento del progetto “Turnà a ‘ndomà”  e per chiedergli qualche ulteriore chiarimento.

Dunque, innanzitutto mi è parso di capire, leggendo i vari articoli e commenti che nel corso di questi mesi sono apparsi sui giornali locali, che per capire a fondo il progetto “Turnà a ‘ndomà” si debba partire introducendo un problema ormai annoso a Val Brembilla : la sistemazione della strada provinciale. Da qui siete partiti alla ricerca delle possibili soluzioni. Poi, visti i tempi non proprio felici per poter sperare in qualche bando pubblico, insieme con l’ architetto Italo Rota avete provato a spostare la prospettiva del problema : rappresentare i caratteri positivi e attrattivi di Val Brembilla in un luogo per far discutere i brembillesi su questi temi e poi dal risultato di questo esercizio attirare l’ interesse all’esterno in modo da fare di Val Brembilla un caso positivo da valorizzare ed sostenere.

Capito l’antefatto si riesce anche a capire meglio la vostra seconda importante decisione : ricostruire a Brembilla il padiglione Kuwait di Expo 2015. Qui finalmente si aggiunge l’ultimo tassello mancante al puzzle, la nuova area mercato. E’ già stata acquistata tempo fa dal comune e bisogna fare degli investimenti per completarla. Lei e la sua amministrazione decidete quindi di installare il padiglione proprio su quell’area.

La precedente amministrazione aveva già presentato un progetto di recupero in cui si prevedeva di allestire la nuova area mercato/eventi/feste più un magazzino comunale. Al contrario, Lei ed il gruppo di maggioranza valutate di poter usare il tema del riuso di un oggetto dismesso di particolare richiamo per  risolvere più problemi contemporaneamente : sistemare la strada, attrezzare l’area, far parlare di Val Brembilla e ottenere aiuti.

Domande :

Bene sindaco, come pensa di riempire di contenuti il progetto “Turnà a ‘ndomà”?

Nel progetto sono 6 i laboratori individuati e battezzati dal primo nucleo di volontari:

  1. TANLAB è il laboratorio più sociale/amministrativo che delinea le regole condivise e amministra “il condominio”, ovvero il frutto della collaborazione
  1. TECNOLAB è il vero laboratorio tecnologico che attraverso la relazione con scuole e aziende, in una logica di valore condiviso, vuole diventare centro formativo, possibilità di realizzare idee e start-up, servizio alla comunità ed alle aziende .
  2. 3DSchool presso le scuole medie vuole essere il primo approccio alle nuove tecnologie e spinta verso una preparazione adatta al mondo del manifatturiero in cui operano i valbrembillesi
  3. ERGLAB vuole affrontare il tema della sostenibilità energetica del luogo e del territorio nel suo insieme.
  4. AGRILAB si occuperà degli aspetti legati a promozione dei prodotti locali e alla fruizione dei luoghi più caratteristici del paese.
  5. FUNLAB intende essere l’organizzatore di eventi, l’animatore del tempo libero che promuove il luogo in forma divertente e attrattiva in funzione anche di sostenere l’impresa stessa. 

Il progetto è già il frutto di un lavoro di collaborazione tra vari enti: provincia di Bergamo, Confindustria,Confartigianato, Comunità Montana, comuni del Distretto dell’Attrattività valliinf@miglia capofila Zogno,Università di Bergamo, Istituto Turoldo di Zogno, Fablab Bergamo, Promo-Acciaio stanno aiutando la comunità di Val Brembilla in questo progetto complesso che parla anche di strada ciclabile.

Probabilmente l’insieme di queste componenti ha convinto prima Regione Lombardia e poi Argealp di premiare il nostro progetto, per ora simbolicamente, ma fiduciosi nel proseguo anche più concretamente se la comunità di Val Brembilla dimostrerà la capacità di collaborare alla realizzazione. Siamo ancora all’inizio, ci stanno aiutando le associazioni più forti del paese e le aziende, c’è un gruppo di giovani che sta crescendo attorno al progetto e quando la proposta si concretizzerà in una start-up innovativa, credo che tutti faranno la loro parte perché funzioni.

Quando siamo stati in Austria per il premio ArgeAlp io e Zabulon Salvi (in rappresentanza dei giovani), abbiamo potuto apprezzare una regione, il Voralerburg, dove la ricchezza degli abitanti è legata al loro orgoglio patrio ed all’attaccamento al territorio di tutta la società: dal contadino al famoso architetto Zunthor. Abbiamo visitato ed apprezzato la Werkraum. Un padiglione espositivo delle opere degli artigiani locali che da anni organizzano tra loro competizioni e da una tiratura locale sono diventati internazionali. Nel luogo , oltre all’esposizione che fa da arredamento c’è il bar, la cucina è una scuola di artigianato.

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Il deposito di via Donizetti

In questi mesi i gruppi di opposizione e un certo numero di cittadini hanno avanzato critiche, anche aspre, sulla chiarezza del progetto e sulle reali condizioni delle strutture che andranno a ricomporre il padiglione kuwait. Cosa si sente di rispondere il sindaco a queste legittime obiezioni?

Naturalmente sarebbe stato meglio portare i pezzi del padiglione a Brembilla solo dopo aver preparato il progetto. Però  siamo stati costretti dal fatto che l’opportunità è nata a Natale 2015 ed entro il 31 gennaio l’area Expo andava liberata.

Però oggi posso dire di aver pagato 50.000 euro contro i 280.000 richiesti la prima volta. Altri 80mila solo quando montato (ovvero pagheremo 1/3 del valore da nuovo). Naturalmente va completato, ma nessuno ci costringe a fare opere faraoniche e possiamo anche muoverci per piccoli passi. È la prima volta che la gente è coinvolta su un progetto strategico fin dal suo nascere. Forse la non abitudine ha spaventato e come tutte le imprese si teme il fallimento. Se avessero ragionato così i brembillesi di 50 anni fa non avremmo ancora aziende, e 100 anni fa non avremmo la chiesa e l’asilo che abbiamo. Forza e coraggio dunque. Uniti si vince. Oggi, economisti e pensatori del capitalismo, sono molto confusi rispetto alle regole del mercato che stanno saltando e si parla di “valore condiviso”, di maggiore “contatto umano”. Senza pretendere di dare risposta a temi così ampi gradirei solo esprimere il concetto che in una comunità come Val Brembilla queste attenzioni non sono mai mancate e stanno alla base del successo di tante imprese del passato. La nostra come altre comunità ha in sé la capacità di generare ancora impresa se capisce che l’impresa del futuro è soddisfare il bisogno della società stessa in cui si vive. E dobbiamo affermarlo prima che soprattutto i giovani vadano a cercare i propri spazi altrove. Si ha l’impressione che l’obiettivo principale sia mandare i propri figli a scuola, per scappare il prima possibile da Val Brembilla. Si dice:“mio figlio non deve fare la mia vita, deve stare bene e non faticare come ho fatto io”. Se non educhiamo i nostri figli ad aver cura del luogo in cui abitano come pensiamo di ottenere un mondo migliore? Allo stesso tempo se pensiamo che i giovani di oggi siano incapaci di fare qualsiasi cosa e che non han voglia di far niente, ancora una volta commettiamo un errore. Il DNA che gira, come l’acqua è la stesso da ere geologiche. Quello che è cambiato è la tecnologia che ci circonda, per questo dobbiamo metabolizzarla, perché i giovani la usino per migliorarsi ed aver cura del loro paese, ma come hanno in mente loro, non perché imposto da altri. Dobbiamo consegnargli le chiavi di casa intanto che è ancora in piedi, non quando è un rudere, se non ci credo che vanno a vivere altrove.

Quali saranno i prossimi passi del progetto “Turnà a ‘ndomà”? Ci sarà qualche altra assemblea pubblica per aggiornare nuovamente la cittadinanza sullo stato di avanzamento del progetto? A quando è previsto l’inizio dei lavori sull’area destinata ad ospitare il padiglione?

Ci piacerebbe partire a Settembre per arrivare pronti in primavera 2017. In parallelo dobbiamo costruire gruppi di lavoro interni al paese. Abbiamo idee in tal senso da rendere operative. Dobbiamo ragionare in termini di impresa in questo caso. Se lavoriamo con fretta perdiamo occasioni di aiuto, ma se aspettiamo troppo perdiamo energia positiva. Significa che qualche passo dobbiamo farlo da soli fiduciosi di aiuti futuri e delle nostre capacità di fare impresa.

Di questi prossimi passi ne parleremo nella riunione pubblica che dobbiamo programmare a breve. Su “Eco di Bergamo” era scritto per errore 8 Luglio. Probabile che sia a Luglio, ma non abbiamo ancora fissato la data precisa. A settembre vorremmo organizzare una raccolta di oggetti che parlano della nostra storia. Esercizio propedeutico all’autodescrizione che ci sarà nel padiglione.Con aiuto dell’Università vorremmo organizzare un “marketing interno” per capire quali eventi e quali attività i brembillesi vedrebbero bene nel padiglione.Infine stiamo costruendo protocolli di intesa con aziende per tecnolab, con coldiretti per agrilab, con esperti di coworking per tanlab e confido nel le associazioni di Val  Brembilla e nell’università per funlab. Su erglab ci appoggeremo all’associazione artigiani e università di Bergamo .

In paese molti si chiedono se con i grandi impegni economici e di studio richiesti da “Turnà a ‘ndomà” si sia definitivamente abbandonata l’idea di recuperare l’area “Bersaglio”.

In anteprima posso dire che abbiamo in mente un progetto su Bersaglio che dialogherà in modo furbo col padiglione. Sai cosa significa Kuwait? Piccola fortezza. Anche noi siamo un piccola fortezza storicamente. Abbiamo dato incarico per la stesura del progetto preliminare. A settembre daremo qualche dettaglio in più.

Come detto “Turnà a ‘ndomà” non sembra iniziare e finire con il padiglione Expo 2015. Si parla infatti di uno studio di fattibilità di una pista ciclabile a Val Brembilla. Quale dovrebbe essere il suo ipotetico sviluppo?

La ciclabile è parte integrante di “Turnà a ‘ndomà” . Abbiamo da poco ricevuto il progetto preliminare ed ora stiamo definendo i costi e poi ci sarà l’iter di approvazione in provincia. In anteprima possiamo mostrare lo sviluppo del tracciato. Purtroppo,  in questa anteprima è mancante, ma verrà presto integrato l’ultimo piccolo tratto in località Ponti.

Cattura

Sviluppo tracciato pista ciclabile. clicca per ingrandire.

 

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Il tracciato della pista ciclabile. Clicca per ingrandire

 

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