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9 luglio 2006 – Il cielo è azzurro sopra Berlino

La notte magica di Berlino, in quella domenica di 10 anni fa è ancora negli occhi di tutti gli italiani: quel rigore finale di Fabio Grosso, quell’attesa interminabile di quella rincorsa, poi quel tiro secco sotto l’incrocio e l’esplosione di gioia di un popolo intero, per un titolo mondiale, il quarto della nostra storia, che arrivava dopo 24 anni d’attesa. Un Italia ancora lontana dalla crisi economica che l’ha attanagliata negli ultimi anni, ma che a livello di pallone stava attraversando una dolorosa rivoluzione, con le sentenze di calciopoli che qualche giorno dopo avrebbero scosso l’ambiente e portato alla caduta di diverse teste, ed a a conseguenze pesanti per diversi club, soprattutto la Juventus..  Quel titolo fu accolto come ossigeno, per una nazionale così sapientemente assemblata da Marcello Lippi (pure lui messo in discussione alla vigilia), che durante il mese della spedizione tedesca seppe costruire un’amalgama ed un alone di grandezza sconosciuto fin d’ora. Perchè i 23 azzurri si dimenticarono di appartenere ad un club e scelsero di pensare solo ed esclusivamente alla causa della Nazionale, almeno per tutto il tempo che l’avventura sarebbe durata. Anche 10 anni dopo, nell’europeo francese abbiamo rivisto questo spirito d’appartenenza, prima che la sciagurata serata di sabato scorso troncasse questa magia.

Il campionato mondiale di calcio 2006 o Coppa del Mondo FIFA del 2006 (ted. Fußball-Weltmeisterschaft 2006, ing. 2006 FIFA World Cup), noto anche come Germania 2006, è stata la diciottesima edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili organizzato dalla FIFA e la cui fase finale si disputò dal 9 giugno al 9 luglio 2006 in Germania. Il motto dell’evento era Il mondo a casa di amici (Die Welt zu Gast bei Freunden).

Il Brasile, la nazionale campione in carica, fu eliminato ai quarti di finale in seguito alla sconfitta per 1-0 contro la Francia, poi finalista del torneo.

La Coppa del Mondo fu vinta dall’Italia, che nella finale giocata il 9 luglio allo stadio Olimpico di Berlino sconfisse la Francia ai rigori per 5-3, dopo i tempi supplementari conclusi sull’1-1. Per gli azzurri fu il quarto titolo mondiale della storia dopo quelli del 1934, 1938 e 1982. Per la seconda volta il titolo fu assegnato dopo i tiri di rigore (in precedenza era successo solo nel campionato mondiale di calcio 1994, quando la stessa Italia venne battuta dal Brasile per 3-2).

Fase finale

Gruppo A

Tifosi della Nazionale di casa a Bochum

Il 9 giugno 2006, nella gara inaugurale a Monaco di Baviera, la Germania vice campione del mondo in carica, sconfisse la Costa Rica per 4-2, mentre nell’altro incontro l’Ecuador, alla sua seconda partecipazione in Coppa del Mondo, batté la Polonia 2-0. Nella seconda giornata, il 14 giugno, i tedeschi sconfissero a Dortmund la Polonia per 1-0, qualificandosi agli Ottavi di finale con un turno d’anticipo. Il giorno successivo si qualificò anche l’Ecuador sconfiggendo la Costa Rica. Nell’ultimo turno, la Germania superò i sudamericani per 3-0, ottenendo il primo posto nel girone, mentre la Polonia, comunque eliminata, giunse terza.

Gruppo B

Nel gruppo B l’Inghilterra vinse contro il Paraguay grazie ad un’autorete e contro il Trinidad & Tobago (2-0) grazie alle reti nel finale di Crouch e di Gerrard. Passò il turno classificandosi al primo posto con 7 punti (2 successi e un pareggio) perdendo, nei primi minuti della sfida contro la Svezia (pareggiata per 2-2) il suo attaccante Michael Owen per un grave infortunio al ginocchio. La Svezia, dal canto suo, non andò oltre lo 0-0 contro Trinidad & Tobago e vinse di misura (1-0) contro il Paraguay. Passò quindi come seconda classificata con 5 punti (ottenuti con 2 pareggi e una vittoria). Furono eliminati Paraguay, terzo con 3 punti, e Trinidad e Tobago, ultimo con un solo punto.

Gruppo C

La curva dei tifosi dei Paesi Bassi nella tradizionale divisa arancione

Nel gruppo della morte nella prima giornata l’Argentina, vice campione d’America e vice campione della Confederations Cup, sconfisse la Costa d’Avorio 2-1 grazie ai gol di Crespo e Saviola (di Drogba la rete ivoriana) mentre i Paesi Bassi batterono 1-0 i serbo montenegrini con un gol di Robben. Il 16 giugno le gerarchie vennero definite: infatti l’Argentina, inflisse alla Serbia e Montenegro una sconfitta per 6-0 (con le doppiete di Cambiasso e Maxi Rodriguez e le prime reti mondiali dei due giovani, Lionel Messi e Carlos Tevez) mentre gli Orange batterono gli ivoriani per 2-1, qualificandosi a loro volta. Le partite del 21 giugno servono solo a stabilire la classifica finale, a qualificazioni già decise: argentini e olandesi pareggiano 0-0, risultato che consente ai sudamericani di vincere il girone per la miglior differenza reti (+7 contro il +2 olandese), mentre nell’altra partita gli ivoriani rimontano da 0-2 a 3-2, ottenendo una vittoria prima di abbandonare il Mondiale.

Gruppo D

Tifosi angolani a Colonia

A differenza del Gruppo C, quello D era considerato il girone più facile. Come da pronostico Portogallo, finalista agli ultimi campionati europei, e Messico guidano il girone dalla prima giornata. I nordamericani battono l’Iran 3-1, mentre i lusitani sconfiggono l’Angola in una gara molto sentita per gli africani, visto che si trattava del loro esordio alla fase finale di un mondiale ed erano, fino al 1975, una colonia portoghese. Nella giornata successiva il Portogallo, battendo l’Iran 2-0, ottenne la qualificazione agli ottavi con un turno d’anticipo, mentre il Messico, pareggiando 0-0 con l’Angola, si qualificò solo all’ultimo turno, grazie al pareggio 1-1 tra Angola ed Iran, nonostante la sconfitta per 2-1 contro gli iberici.

Gruppo E

La Repubblica Ceca durante la sfida contro il Ghana.

Il 12 giugno cominciarono le partite del gruppo E con Stati Uniti-Rep. Ceca, vinta dai cechi per 3-0. In serata toccò all’Italia contro il Ghana, con gli Azzurri che vinsero l’incontro per 2-0, con reti di Andrea Pirlo nel primo tempo e Vincenzo Iaquinta nel secondo. Il 17 giugno il Ghana superò per 2-0 i cechi mentre l’Italia, aKaiserslautern, dopo essere passata in vantaggio con Alberto Gilardino, venne raggiunta dagli Stati Uniti a causa di un autogol di Cristian Zaccardo. La gara fu intensa sul piano agonistico, tanto che le due squadre conclusero in 10 contro 9. Nell’Italia fu espulso Daniele De Rossi per una gomitata allo statunitense Brian McBride che gli costò 4 giornate di squalifica. Ad Amburgo, all’ultima giornata, contro una Rep. Ceca anch’essa in cerca della qualificazione, gli azzurri dovevano vincere per evitare i campioni in carica del Brasile negli ottavi di finale. Nel primo tempo segnò di testa Marco Materazzi (subentrato dopo pochi minuti a Nesta fermato da un infortunio, il terzo in altrettanti mondiali consecutivi per il difensore del Milan), mentre all’87º Filippo Inzaghi realizzò la rete del 2-0 che qualificò l’Italia come vincitrice del girone con 7 punti. Nell’altra partita il Ghana riuscì a sconfiggere gli statunitensi per 2-1 e ottenne la qualificazione per la prima volta.

Gruppo F

In questo girone già dalle prime partite si capì che non sarebbe stato facile, per le favorite Brasile campione del Sudamerica e del Mondo in carica, nonché detentore della Confederations Cup, e Croazia, prevalere. L’Australia, tornata alla fase finale dopo l’edizione del 1974 e allenata da Guus Hiddink, sconfisse il Giappone per 3-1, mentre il Brasile, pur giocando al di sotto delle aspettative, batté la Croazia per 1-0, con gol di Kakà.[14][15] Nella giornata successiva i verdeoro ottennero la qualificazione con un turno d’anticipo sconfiggendo l’Australia per 2-0, con gol di Adriano e Fred,[16] mentre croati e giapponesi pareggiarono per 0-0. Nell’ultimo turno i Campioni in carica batterono il Giappone per 4-1, con doppietta di Ronaldo (che eguaglia in questo modo il record di Gerd Müller di 14 gol nei Mondiali), gol di Juninho e Gilberto.[17] In Croazia-Australia la Croazia, costretta a vincere, vede rimontato due volte il suo vantaggio da parte dell’Australia che, grazie a questo risultato, superò per la prima volta nella storia la fase a gironi.

Gruppo G

Togo-Svizzera

Nell’esordio del gruppo G Francia e Svizzera non andarono oltre lo 0-0, mentre la Corea del Sud, dopo il contestato 4º posto di quattro anni prima, vinse facilmente contro il Togo, all’esordio ai Mondiali. In Francia-Corea del Sud i francesi passarono in vantaggio con Thierry Henry al 9′ e vennero raggiunti da Park Ji-Sung all’81’, dopo una serie di errori difensivi. I bleus recriminarono per un gol non convalidato dall’arbitro. Dopo la vittoria elvetica sul Togo per 2-0 la Francia rischiò di uscire al primo turno come nel 2002: si rese infatti necessario, per i transalpini, peraltro privi di Zinedine Zidane, squalificato, sconfiggere il Togo con almeno due reti di scarto. La Francia vinse 2-0; così, in concomitanza con la vittoria svizzera ottenuta con lo stesso punteggio, le due nazionali europee si qualificarono agli ottavi. Nessuna asiatica riuscì a varcare la fase a girone, quindi.

Gruppo H

Nell’ultimo raggruppamento la Spagna ottenne tre vittorie su tre incontri, segnando 8 reti e subendone una. Dopo l’esordio contro l’Ucraina vinto per 4-0, arrivò una vittoria in rimonta contro la Tunisia per 3-1. All’ultima giornata le Furie Rosse sconfissero l’Arabia Saudita per 1-0. Oltre alla Spagna passa il turno l’Ucraina, al suo esordio al Mondiale, che dopo lo 0-4 della gara d’esordio sconfigge i sauditi con lo stesso punteggio e la Tunisia per 1-0. Sauditi e tunisini vennero eliminati con un solo punto, ottenuto nello scontro diretto.

Ottavi di finale

Gli ottavi abbinarono: Germania-Svezia, Argentina-Messico, Italia-Australia, Ucraina-Svizzera, Inghilterra-Ecuador, Portogallo-Paesi Bassi, Brasile-Ghana, Francia-Spagna. Gli ottavi di finale si disputarono tra il 24 e il 27 giugno: si qualificò per prima la Germania eliminando la Svezia battendola per 2-0 con doppietta di Lukas Podolski nei primi 12 minuti, mentre in serata l’Argentina, dopo una brillante prima fase, soffrì contro il Messico andando in svantaggio dopo 6 minuti. Ciononostante riuscì a pareggiare con Hernán Crespo e, ai supplementari, Maxi Rodriguez segnò la rete del 2-1 che permette alla Selección di qualificarsi e affrontare i padroni di casa a Berlino. L’Inghilterra sconfisse con una rete su calcio di punizione di David Beckham l’Ecuador, mentre il Portogallo eliminò i Paesi Bassi in una gara molto accesa, conclusa in 9 contro 9. Il 26 giugno l’Italia tornò a Kaiserslautern per sfidare l’Australia; l’incontro fu più difficile del previsto per gli Azzurri: dall’inizio del secondo tempo, a causa dell’espulsione di Materazzi,[18] l’Italia è costretta a giocare in 10 contro 11.

La partita pare procedere verso i supplementari, ma a pochi secondi dalla fine Grosso ottenne un calcio di rigore che Francesco Totti trasformò per l’1-0 che valse il passaggio al turno successivo. In serata Svizzera – Ucraina, dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari e supplementari, fu decisa ai rigori per 3-0 in favore degli ucraini. La squadra di Shevchenkosi qualificò per la prima volta ai quarti di finale, mentre gli elvetici lasciarono Germania 2006 pur vantando un singolare record: in quattro partite non hanno mai subìto gol, risultando la miglior difesa del torneo. Il Brasile eliminò il Ghana 3-0, grazie anche alla rete che vale a Ronaldo, autore del primo gol, il titolo di capocannoniere della storia dei mondiali con 15 reti in tre edizioni (4 nel 1998, 8 nel 2002 e 3 nel Mondiale tedesco), mentre nella sfida tra Spagna e Francia, dopo l’iniziale vantaggio spagnolo, i transalpini vinsero 3-1, accedendo al turno successivo.

Quarti di finale

I quarti di finale abbinano: Germania-Argentina, Italia-Ucraina, Inghilterra-Portogallo, Brasile-Francia. Le partite valide per i quarti di finale si disputarono il 30 giugno e il 1º luglio. Nel primo incontro a Berlino l’Argentina cercò la rivincita della finale del campionato del mondo 1990 persa a Roma contro i tedeschi. Al 49º la squadra di Pekerman passò in vantaggio con Roberto Ayala ma all’80º Klose segnò il gol del pareggio che portò la gara ai tempi supplementari e, successivamente, ai rigori. Dal dischetto i tedeschi realizzarono 4 rigori su 4, mentre Jens Lehmann parò due tiri di rigore. Il portiere dichiarerà poi che si era preparato dei bigliettini su cui aveva studiato, il giorno prima, i movimenti dei calciatori sudamericani nell’eventualità che la gara si decidesse ai rigori[19]. In serata l’Italia fece ritorno ad Amburgo contro l’Ucraina, e andò in vantaggio dopo pochi minuti con Gianluca Zambrotta per poi nel secondo tempo, dopo aver subito il pressing ucraino, chiudere la partita con due gol di Luca Toni, qualificandosi per la semifinale contro la Germania. Il giorno dopo la gara tra Inghilterra e Portogallo, finita 0-0 dopo i tempi supplementari, fu decisa ai rigori a favore dei lusitani per 3-1, che si qualificarono alle Semifinali per la prima volta dopo l’edizione del 1966. Per gli inglesi si trattò della terza eliminazione ai tiri dal dischetto dopo quelle del 1990 e del 1998. Nell’ultima gara tra Francia e Brasile i Verdeoro, grandi favoriti alla vigilia e alla ricerca della rivincita della finale del campionato del mondo 1998, furono sconfitti per 1-0 da un gol di Thierry Henry e abbandonarono il torneo dopo tre finali consecutive nelle precedenti edizioni.

Semifinali

La semifinale tra Italia e Germania fu giocata in un’atmosfera particolarmente calda per via delle caratteristiche del Westfalenstadion

Per la quarta volta nella storia dei Mondiali le semifinaliste furono Nazionali dello stesso continente: era già successo nel 1934, nel 1966 e nel 1982.

Il 4 luglio a Dortmund si sfidarono Germania e Italia, in uno stadio tradizionalmente favorevole ai tedeschi, sempre vittoriosi nella città della Renania Settentrionale-Vestfalia. Gli Azzurri sembrarono prevalere sui tedeschi, ma al 90º il risultato rimase fermo sullo 0-0. Si giocarono quindi i tempi supplementari, durante i quali Gilardino e Zambrotta colpirono rispettivamente un palo e una traversa. Al 119º, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Andrea Pirlo servì Grosso che, tirando di sinistro dal limite dell’area piccola, portò l’Italia in vantaggio. L’urlo della sua esultanza ricordò a molti, in Italia, quello di Marco Tardelli nella finale di Madrid del 1982. Un minuto dopo, con i tedeschi sbilanciati in attacco, partì un veloce contropiede italiano in cui Cannavaro rubò palla, la cedette a Totti che la passò in avanti a Gilardino, il quale si portò al limite dell’area di rigore, quindi servì Del Piero, smarcatosi sulla sinistra dopo una cavalcata partita dalla sua area di rigore, segnando il definitivo 2-0. L’Italia tornò quindi in finale dopo 12 anni eliminando la Germania per la terza volta nella storia dei Mondiali (in precedenza l’aveva sconfitta nel 1970 in semifinale e nel 1982 in finale).

L’altra semifinale, giocata a Monaco di Baviera il 5 luglio, vide la Francia superare per 1-0 il Portogallo. Decisiva risultò una rete di Zidane su calcio di rigore al 33º minuto. I francesi si qualificarono così per la seconda finale in tre edizioni.

Finale per il terzo e quarto posto

La finale per il terzo posto si tenne l’8 luglio a Stoccarda, la finale il 9 luglio 2006 a Berlino. Nella gara tra Germania e Portogallo, sconfitte in semifinale, i tedeschi s’imposero per 3-1. Il centravanti Miroslav Klose guadagnò il titolo di capocannoniere del torneo con 5 reti segnate (4 anni prima in Giappone e Corea del Sud si era classificato secondo dietro aRonaldo, segnando lo stesso numero di gol). Per i tedeschi e per il loro allenatore, Jürgen Klinsmann, il 3º posto viene celebrato come un risultato sostanzialmente positivo, mentre il Portogallo, con il 4º posto, ottenne il miglior risultato nella storia dei Mondiali negli ultimi 40 anni.

Finale

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Finale del campionato mondiale di calcio 2006.

Nella finale giocata il 9 luglio all’Olympiastadion di Berlino, l’Italia cercò la rivincita contro la Francia, dopo avere perso la finale di Euro 2000. La Francia passò in vantaggio con un gol di Zidane al 7′ minuto su calcio di rigore. Zidane calciò il rigore a “cucchiaio” e la palla colpì prima la traversa e poi terminò dietro la linea di porta. L’Italia reagì pareggiando con Materazzi al 19′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Dopo un primo tempo in cui l’Italia sembrava aver giocato meglio (un altro colpo di testa di Materazzi è salvato sulla linea e un colpo di testa di Toni finisce sulla traversa), nel secondo tempo gli Azzurri soffrono, chiudendosi in difesa e lasciando spazio alle giocate transalpine, che però non riescono a produrre azioni da gol, grazie a una difesa italiana ben schierata.

Il francese Henry e l’italiano Gattuso durante la finale di Berlino

Nonostante il dominio francese, l’Italia si vede annullare un gol di testa di Luca Toni per fuorigioco. Anche durante i supplementari i francesi continuarono ad attaccare creando due pericoli: un tiro di Franck Ribéry, di poco fuori e un colpo di testa di Zidane, sventato grazie a una grande parata di Gianluigi Buffon, eletto miglior portiere del torneo. Al 111′ Zidane fu espulso dall’arbitro Horacio Elizondo, su indicazione del quarto ufficiale di gara, per aver colpito intenzionalmente Materazzi con una testata. Al termine dei 120 minuti il risultato è ancora fermo sull’1-1 e, per la seconda volta nella storia, l’assegnazione della Coppa del Mondo è decisa ai tiri di rigore, dopo i Mondiali 1994, in cui l’Italia aveva perso contro il Brasile per 3-2. Dopo 4 rigori a testa l’Italia è a punteggio pieno, mentre la Francia è ferma a 3 (Trezeguet fallì il secondo tiro dei bleus colpendo la traversa, mentre segnarono Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero per l’Italia eWiltord, Abidal e Sagnol per la Francia).

Fabio Grosso, che aveva già deciso le sfide con l’Australia e con la Germania, segnò il rigore del definitivo 5-3 e permise all’Italia di vincere il 18º campionato mondiale di calcio, il quarto della storia Azzurra dopo i successi del 1934, 1938 e 1982. Zidane, che alla vigilia della manifestazione aveva annunciato che avrebbe lasciato il calcio giocato con quella finale, all’età di 34 anni, terminò la propria carriera con la sconfitta e l’espulsione. Ciononostante il capitano francese fu premiato dalla FIFA come Miglior Giocatore dei Mondiali, davanti a Fabio Cannavaro e Andrea Pirlo; a quest’ultimo va anche il riconoscimento come migliore in campo della finale. Gli istanti del rigore finale di Fabio Grosso, sono stati riprodotti nel video del tormentone del 2010, ossia Shakira e la sua Waka Waka. La stampa sportiva mondiale cercò, nelle settimane successive alla finale, di scoprire la frase rivolta da Materazzi a Zidane per suscitarne una così violenta reazione.

Secondo la critica la vittoria fu raggiunta dall’Italia di Lippi attraverso un gioco corale molto organizzato, un’eccezionale forza fisica e, come nella migliore tradizione italiana, una solida difesa[20] che in sette partite concesse soltanto un gol su rigore e un’autorete. Un altro fattore decisivo per la vittoria finale fu la capacità di non dipendere da un solo giocatore, come conferma il fatto che i dodici gol dell’Italia nel torneo furono segnati da dieci calciatori diversi.


Le partite

Fase a gruppi

Commons

Su Commons trovi tutte le formazionidelle squadre nei vari incontri.

Gruppo A

Classifica
Pos.SquadraPtGVNPGFGSDR
1.Germania Germania9330082+6
2.Ecuador Ecuador6320153+2
3.Polonia Polonia3310224−2
4.Costa Rica Costa Rica0300339−6
Risultati
Monaco di Baviera
9 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Germania Germania4 – 2
referto
Costa Rica Costa RicaFIFA WM-Stadion München (64 950 spett.)

Arbitro:Argentina Elizondo

Gelsenkirchen
9 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Polonia Polonia0 – 2
referto
Ecuador EcuadorFIFA WM-Stadion Gelsenkirchen (52 000 spett.)

Arbitro:Giappone Kamikawa

Dortmund
14 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Germania Germania1 – 0
referto
Polonia PoloniaWestfalenstadion (65 000 spett.)

Arbitro:Spagna Medina Cantalejo

Amburgo
15 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Ecuador Ecuador3 – 0
referto
Costa Rica Costa RicaFIFA WM-Stadion Hamburg (50 000 spett.)

Arbitro:Benin Codjia

Berlino
20 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Ecuador Ecuador0 – 3
referto
Germania GermaniaOlympiastadion Berlin (72 000 spett.)

Arbitro:Russia Ivanov

Hannover
20 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Costa Rica Costa Rica1 – 2
referto
Polonia PoloniaFIFA WM-Stadion Hannover (43 000 spett.)

Arbitro:Singapore Maidin

Gruppo B

Classifica
Pos.SquadraPtGVNPGFGSDR
1.Inghilterra Inghilterra7321052+3
2.Svezia Svezia5312032+1
3.Paraguay Paraguay33102220
4.Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago1301204−4
Risultati
Francoforte sul Meno
10 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Inghilterra Inghilterra1 – 0
referto
Paraguay ParaguayFIFA WM-Stadion Frankfurt (48 000 spett.)

Arbitro:Messico Rodríguez

Dortmund
10 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago0 – 0
referto
Svezia SveziaWestfalenstadion (62 959 spett.)

Arbitro:Singapore Maidin

Norimberga
15 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Inghilterra Inghilterra2 – 0
referto
Trinidad e Tobago Trinidad e TobagoFrankenstadion (41 000 spett.)

Arbitro:Giappone Kamikawa

Berlino
15 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Svezia Svezia1 – 0
referto
Paraguay ParaguayOlympiastadion Berlin (72 000 spett.)

Arbitro:Slovacchia Micheľ

Colonia
20 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Svezia Svezia2 – 2
referto
Inghilterra InghilterraFIFA WM-Stadion Köln (45 000 spett.)

Arbitro:Svizzera Busacca

Kaiserslautern
20 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Paraguay Paraguay2 – 0
referto
Trinidad e Tobago Trinidad e TobagoFritz Walter Stadion (46 000 spett.)

Arbitro:Italia Rosetti

Gruppo C

Classifica
Pos.SquadraPtGVNPGFGSDR
1.Argentina Argentina7321081+7
2.Paesi Bassi Paesi Bassi7321031+2
3.Costa d'Avorio Costa d’Avorio3310256−1
4.Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro03003210−8
Risultati
Amburgo
10 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Argentina Argentina2 – 1
referto
Costa d'Avorio Costa d’AvorioFIFA WM-Stadion Hamburg (49 480 spett.)

Arbitro:Belgio De Bleeckere

Lipsia
11 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro0 – 1
referto
Paesi Bassi Paesi BassiZentralstadion (43 000 spett.)

Arbitro:Germania Merk

Gelsenkirchen
16 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Argentina Argentina6 – 0
referto
Serbia e Montenegro Serbia e MontenegroFIFA WM-Stadion Gelsenkirchen (52 000 spett.)

Arbitro:Italia Rosetti

Stoccarda
16 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Paesi Bassi Paesi Bassi2 – 1
referto
Costa d'Avorio Costa d’AvorioGottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)

Arbitro:Colombia Ruiz

Francoforte sul Meno
21 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Paesi Bassi Paesi Bassi0 – 0
referto
Argentina ArgentinaFIFA WM-Stadion Frankfurt (48 000 spett.)

Arbitro:Spagna Medina Cantalejo

Monaco di Baviera
21 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Costa d’Avorio Costa d'Avorio3 – 2
referto
Serbia e Montenegro Serbia e MontenegroFIFA WM-Stadion München (66 000 spett.)

Arbitro:Messico Rodríguez

Gruppo D

Classifica
Pos.SquadraPtGVNPGFGSDR
1.Portogallo Portogallo9330051+4
2.Messico Messico4311143+1
3.Angola Angola2302112−1
4.Iran Iran1301226−4
Risultati[modifica | modifica wikitesto]
Norimberga
11 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Messico Messico3 – 1
referto
Iran IranFrankenstadion (41 000 spett.)

Arbitro:Italia Rosetti

Colonia
11 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Angola Angola0 – 1
referto
Portogallo PortogalloFIFA WM-Stadion Köln (45 000 spett.)

Arbitro:Uruguay Larrionda

Hannover
16 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Messico Messico0 – 0
referto
Angola AngolaFIFA Wm-Stadion Hannover (43 000 spett.)

Arbitro:Singapore Maidin

Francoforte sul Meno
17 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Portogallo Portogallo2 – 0
referto
Iran IranFIFA WM-Stadion Frankfurt (48 000 spett.)

Arbitro:Francia Poulat

Gelsenkirchen
21 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Portogallo Portogallo2 – 1
referto
Messico MessicoFIFA WM-Stadion Gelsenkirchen (52 000 spett.)

Arbitro:Slovacchia Micheľ

Lipsia
21 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Iran Iran1 – 1
referto
Angola AngolaZentralstadion (38 000 spett.)

Arbitro:Australia Shield

Gruppo E

Classifica
Pos.SquadraPtGVNPGFGSDR
1.Italia Italia7321051+4
2.Ghana Ghana6320143+1
3.Rep. Ceca Rep. Ceca3310234−1
4.Stati Uniti Stati Uniti1301226−4
Risultati
Gelsenkirchen
12 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Stati Uniti Stati Uniti0 – 3
referto
Rep. Ceca Rep. CecaFIFA WM-Stadion Gelsenkirchen (52 000 spett.)

Arbitro:Paraguay Amarilla

Hannover
12 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Italia Italia2 – 0
referto
Ghana GhanaFIFA WM-Stadion Hannover (43 000 spett.)

Arbitro:Brasile Simon

Colonia
17 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Rep. Ceca Rep. Ceca0 – 2
referto
Ghana GhanaFIFA WM-Stadion Köln (45 000 spett.)

Arbitro:Argentina Elizondo

Kaiserslautern
17 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Italia Italia1 – 1
referto
Stati Uniti Stati UnitiFritz-Walter-Stadion (46 000 spett.)

Arbitro:Uruguay Larrionda

Amburgo
22 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Rep. Ceca Rep. Ceca0 – 2
referto
Italia ItaliaFIFA WM-Stadion Hamburg (50 000 spett.)

Arbitro:Messico Archundia

Norimberga
22 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Ghana Ghana2 – 1
referto
Stati Uniti Stati UnitiFrankenstadion (41 000 spett.)

Arbitro:Germania Merk

Gruppo F

Classifica
Pos.SquadraPtGVNPGFGSDR
1.Brasile Brasile9330071+6
2.Australia Australia43111550
3.Croazia Croazia2302123−1
4.Giappone Giappone1301227−5
Risultati
Kaiserslautern
12 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Australia Australia3 – 1
referto
Giappone GiapponeFritz-Walter-Stadion (46 000 spett.)

Arbitro:Egitto El Fatah

Berlino
13 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Brasile Brasile1 – 0
referto
Croazia CroaziaOlympiastadion Berlin (72 000 spett.)

Arbitro:Messico Archundia

Norimberga
18 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Giappone Giappone0 – 0
referto
Croazia CroaziaFrankenstadion (41 000 spett.)

Arbitro:Belgio De Bleeckere

Monaco di Baviera
18 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Brasile Brasile2 – 0
referto
Australia AustraliaFIFA WM-Stadion München (66 000 spett.)

Arbitro:Germania Merk

Dortmund
22 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Giappone Giappone1 – 4
referto
Brasile BrasileWestfalenstadion (65 000 spett.)

Arbitro:Francia Poulat

Stoccarda
22 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Croazia Croazia2 – 2
referto
Australia AustraliaGottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)

Arbitro:Inghilterra Poll

Gruppo G

Classifica
Pos.SquadraPtGVNPGFGSDR
1.Svizzera Svizzera7321040+4
2.Francia Francia5312031+2
3.Corea del Sud Corea del Sud4311134−1
4.Togo Togo0300316−5
Risultati
Francoforte sul Meno
13 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Corea del Sud Corea del Sud2 – 1
referto
Togo TogoFIFA-WM Stadion Frankfurt (48 000 spett.)

Arbitro:Inghilterra Poll

Stoccarda
13 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Francia Francia0 – 0
referto
Svizzera SvizzeraGottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)

Arbitro:Russia Ivanov

Lipsia
18 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Francia Francia1 – 1
referto
Corea del Sud Corea del SudZentralstadion (43 000 spett.)

Arbitro:Messico Archundia

Dortmund
19 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Togo Togo0 – 2
referto
Svizzera SvizzeraWestfalenstadion (65 000 spett.)

Arbitro:Paraguay Amarilla

Colonia
23 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Togo Togo0 – 2
referto
Francia FranciaFIFA WM-Stadion Köln (45 000 spett.)

Arbitro:Uruguay Larrionda

Hannover
23 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Svizzera Svizzera2 – 0
referto
Corea del Sud Corea del SudFIFA WM-Stadion Hannover (43 000 spett.)

Arbitro:Argentina Elizondo

Gruppo H

Classifica
Pos.SquadraPtGVNPGFGSDR
1.Spagna Spagna9330081+7
2.Ucraina Ucraina6320154+1
3.Tunisia Tunisia1301236−3
4.Arabia Saudita Arabia Saudita1301227−5
Risultati
Lipsia
14 giugno 2006, ore 15:00 UTC+2
Spagna Spagna4 – 0
referto
Ucraina UcrainaZentralstadion (43 000 spett.)

Arbitro:Svizzera Busacca

Monaco di Baviera
14 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Tunisia Tunisia2 – 2
referto
Arabia Saudita Arabia SauditaFIFA WM-Stadion München (66 000 spett.)

Arbitro:Australia Shield

Amburgo
19 giugno 2006, ore 18:00 UTC+2
Arabia Saudita Arabia Saudita0 – 4
referto
Ucraina UcrainaFIFA WM-Stadion Hamburg (50 000 spett.)

Arbitro:Inghilterra Poll

Stoccarda
19 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Spagna Spagna3 – 1
referto
Tunisia TunisiaGottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)

Arbitro:Brasile Simon

Kaiserslautern
23 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Arabia Saudita Arabia Saudita0 – 1
referto
Spagna SpagnaFritz-Walter-Stadion (46 000 spett.)

Arbitro:Benin Codjia

Berlino
23 giugno 2006, ore 16:00 UTC+2
Ucraina Ucraina1 – 0
referto
Tunisia TunisiaOlympiastadion Berlin (72 000 spett.)

Arbitro:Paraguay Amarilla

 

Ottavi di finale

Monaco di Baviera
24 giugno 2006, ore 17:00 UTC+2
Germania Germania2 – 0
referto
Svezia SveziaFIFA WM-Stadion München (66 000 spett.)

Arbitro:Brasile Simon

Lipsia
24 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Argentina Argentina2 – 1
(d.t.s.)
referto
Messico MessicoZentralstadion (43 000 spett.)

Arbitro:Svizzera Busacca

Stoccarda
25 giugno 2006, ore 17:00 UTC+2
Inghilterra Inghilterra1 – 0
referto
Ecuador EcuadorGottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)

Arbitro:Belgio De Bleeckere

Norimberga
25 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Portogallo Portogallo1 – 0
referto
Paesi Bassi Paesi BassiFrankenstadion (41 000 spett.)

Arbitro:Russia Ivanov

Kaiserslautern
26 giugno 2006, ore 17:00 UTC+2
Italia Italia1 – 0
referto
Australia AustraliaFritz-Walter-Stadion (46 000 spett.)

Arbitro:Spagna Medina Cantalejo

Colonia
26 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Svizzera Svizzera0 – 0
(d.t.s.)
referto
Ucraina UcrainaFIFA WM-Stadion Köln (45 000 spett.)

Arbitro:Messico Archundia

Dortmund
27 giugno 2006, ore 17:00 UTC+2
Brasile Brasile3 – 0
referto
Ghana GhanaWestfalenstadion (65 000 spett.)

Arbitro:Slovacchia Micheľ

Hannover
27 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Spagna Spagna1 – 3
referto
Francia FranciaFIFA WM-Stadion Hannover (43 000 spett.)

Arbitro:Italia Rosetti

Quarti di finale

Berlino
30 giugno 2006, ore 17:00 UTC+2
Germania Germania1 – 1
(d.t.s.)
referto
Argentina ArgentinaOlympiastadion Berlin (72 000 spett.)

Arbitro:Slovacchia Micheľ

Amburgo
30 giugno 2006, ore 21:00 UTC+2
Italia Italia3 – 0
referto
Ucraina UcrainaFIFA WM-Stadion Hamburg (50 000 spett.)

Arbitro:Belgio De Bleeckere

Gelsenkirchen
1º luglio 2006, ore 17:00 UTC+2
Inghilterra Inghilterra0 – 0
(d.t.s.)
referto
Portogallo PortogalloFIFA WM-Stadion Gelsenkirchen (52 000 spett.)

Arbitro:Argentina Elizondo

Francoforte sul Meno
1º luglio 2006, ore 21:00 UTC+2
Brasile Brasile0 – 1
referto
Francia FranciaFIFA WM-Stadion Frankfurt (48 000 spett.)

Arbitro:Spagna Medina Cantalejo

Semifinali

Dortmund
4 luglio 2006, ore 21:00 UTC+2
Germania Germania0 – 2
(d.t.s.)
referto
Italia ItaliaWestfalenstadion (65 000 spett.)

Arbitro:Messico Archundia

Monaco di Baviera
5 luglio 2006, ore 21:00 UTC+2
Portogallo Portogallo0 – 1
referto
Francia FranciaFIFA WM-Stadion München (66 000 spett.)

Arbitro:Uruguay Larrionda

Finale 3º posto[modifica | modifica wikitesto]

Stoccarda
8 luglio 2006, ore 21:00 UTC+2
Germania Germania3 – 1
referto
Portogallo PortogalloGottlieb-Daimler-Stadion (52 000 spett.)

Arbitro:Giappone Kamikawa

Finale

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Finale del campionato mondiale di calcio 2006.
Berlino
9 luglio 2006, ore 20:00 UTC+2
Italia Italia1 – 1
(d.t.s.)
referto
Francia FranciaOlympiastadion Berlin (69 000 spett.)

Arbitro:Argentina Elizondo

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Italia
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Francia
Italia Italia
P1Gianluigi Buffon
DD19Gianluca ZambrottaAmmonizione al 5’ 5’
DC5Fabio Cannavaro (C)
DC23Marco Materazzi
DS3Fabio Grosso
CDIF8Gennaro Gattuso
CDIF21Andrea Pirlo
CD16Mauro Germán CamoranesiUscita al 86’ 86’
CS20Simone PerrottaUscita al 61’ 61’
AI10Francesco TottiUscita al 61’ 61’
AC9Luca Toni
Sostituzioni:
CDIF4Daniele De RossiIngresso al 61’ 61’
AD15Vincenzo IaquintaIngresso al 61’ 61’
AS7Alessandro Del PieroIngresso al 86’ 86’
CT:
Italia Marcello Lippi
Italy-France line-up.svg
Francia Francia
P16Fabien Barthez
DD19Willy SagnolAmmonizione al 12’ 12’
DC15Lilian Thuram
DC5William Gallas
DS3Éric Abidal
CDIF4Patrick VieiraUscita al 56’ 56’
CDIF6Claude Makélélé
CD22Franck RibéryUscita al 100’ 100’
COFF10Zinédine Zidane (C)Red card.svg 110’
CS7Florent MaloudaAmmonizione al 111’ 111’
AC12Thierry HenryUscita al 107’ 107’
Sostituzioni:
CDIF18Alou DiarraAmmonizione al 76’ 76’Ingresso al 56’ 56’
AC20David TrezeguetIngresso al 100’ 100’
CD11Sylvain WiltordIngresso al 107’ 107’
CT:
Francia Raymond Domenech

Antefatti

Il cammino verso la finale

Gli azzurri mentre festeggiano la qualificazione agli ottavi di finale

L’Italia arrivò al campionato del mondo 2006 tra lo scetticismo generale. La vigilia azzurra prima del mondiale, infatti, fu segnata dallo scandalo denominato Calciopoli, nel corso del quale emersero rapporti illeciti tra dirigenti sportivi e rappresentanti della classe arbitrale allo scopo di alterare i risultati di determinate partite del campionato 2004-05. La società maggiormente colpita dalla giustizia sportiva fu la Juventus.[1] I bianconeri, come spesso accade nella storia azzurra, rappresentavano l’ossatura della formazione italiana allenata dal C.T. Lippi, altro bianconero storico. Lippi, con un figlio procuratore al soldo di una società rimasta implicata nello scandalo, non fu esente da critiche.[2] Una volta alla fase finale della kermesse, l’Italia, sebbene ancora scossa dallo scandalo, raggiunse con alcune difficoltà la fase ad eliminazione diretta, dopo un cammino nel girone E che la vide inanellare due vittorie e un pareggio rispettivamente contro Ghana (2-0), Rep. Ceca (2-0) e Stati Uniti (1-1). Già in queste prime tre partite arrivarono i primi problemi per gli uomini di Lippi: i 4 turni di squalifica sanzionati a De Rossi per una gomitata allo statunitense McBride[3] e l’infortunio del difensore centrale Nesta.[4] In seguito gli azzurri sconfissero agli ottavi l’Australia (1-0) grazie ad un rigore trasformato nei minuti finali,[5] ai quarti la Ucraina (3-0)[6] e in semifinale i padroni di casa e i tre volte campioni del mondo della Germania (0-2) grazie a due gol realizzati nei minuti finali del secondo tempo supplementare.[7] La particolarità della squadra italiana fu la rotazione continua dei titolari: tutti e 23 i giocatori della rosa furono schierati almeno una volta, fatta eccezione per i due portieri di riserva. Dall’inizio alla fine dei Mondiali, in avanti giocarono Totti, Toni, Gilardino, Iaquinta, Del Piero e Inzaghi, sostenuti da un centrocampo solido e soprattutto da una difesa quasi imbattibile (un solo gol subito, per di più su autorete, e con il portiere Buffon imbattuto da 453 minuti).[8]

Il rigore di Zidane contro ilPortogallo che sancì la qualificazione della Francia alla finale di Berlino

Anche la Francia attraversava un momento difficile. Dopo la cocente eliminazione dagli Europei 2004, la federazione francese affidò la panchina dei Blues a Raymond Domenech. Le gare di qualificazione al mondiale avevano dato risultati altalenanti e i Blues riuscirono a qualificarsi ai Mondiali solo grazie al ritorno in squadra di Zidane, Claude Makélélé e Thuram, che in precedenza avevano più volte annunciato il ritiro dalla Nazionale.[9] Alla vigilia della kermesse, inoltre, circolarono moltissime voci di uno spogliatoio diviso e di una cattiva gestione da parte di Domenech dei rapporti con alcuni giocatori.[10] I Blues conquistarono con qualche difficoltà il secondo posto del gruppo G, frutto di due pareggi e una vittoria contro Svizzera (0-0), Corea del Sud (1-1) e Togo (0-2). Già in queste prime tre partite la Francia mostrò tutti i suoi limiti, fisici e tecnici e il C.T. non fu esente da critiche. Domenech, che schierava la squadra secondo l’oroscopo,[11] lasciò in panchina Trezeguet preferendo lo schieramento ad un’unica punta.[12] La squadra fu accusata di essere vecchia e logora, oppure «vecchia e sdentata» come dichiarò il C.T. spagnolo Aragonés,[13] con diversi giocatori reduci dal trionfo dei Mondiali 1998. Nella fase a eliminazione diretta, trascinati da un ritrovato Zidane (in ombra fino a quel momento), i francesi superarono agli ottavi laSpagna (1-3),[13] ai quarti i campioni in carica del Brasile (0-1)[14] e in semifinale il Portogallo (0-1).[15]

Italia e Francia si ritrovarono così a distanza di sei anni dalla finale di Euro 2000 e otto anni dopo l’ultimo confronto in un campionato mondiale, il quarto di finale dei Mondiali 1998.

ItaliaRoundFrancia
AvversarioRisultatoFase a gironiAvversarioRisultato
Ghana Ghana2–0Prima partitaSvizzera Svizzera0–0
Stati Uniti Stati Uniti1–1Seconda partitaCorea del Sud Corea del Sud1–1
Rep. Ceca Rep. Ceca2–0Terza partitaTogo Togo2–0
Pos.SquadraPtGVNPGFGSDR
1.Italia Italia7321051+4
2.Ghana Ghana6320143+1
3.Rep. Ceca Rep. Ceca3310234−1
4.Stati Uniti Stati Uniti1301226−4
Classifica
Pos.SquadraPtGVNPGFGSDR
1.Svizzera Svizzera7321040+4
2.Francia Francia5312031+2
3.Corea del Sud Corea del Sud4311134−1
4.Togo Togo0300316−5
AvversarioRisultatoFase ad eliminazione direttaAvversarioRisultato
Australia Australia1–0Ottavi di finaleSpagna Spagna3–1
Ucraina Ucraina3–0Quarti di finaleBrasile Brasile1–0
Germania Germania2–0 (d.t.s.)SemifinalePortogallo Portogallo1–0

La vigilia

Impossibilitato a provare il prato dell’Olympiastadion di Berlino allentato dalla pioggia, Lippi mise a punto le ultime mosse al campo sportivo del Msv Duisburg. Provò diversi giocatori e in più ruoli, specialmente Del Piero nell’insolito ruolo di esterno sinistro di centrocampo.[16] Aggregò in allenamento anche il vice-allenatore Ciro Ferrara per sopperire all’assenza di Nesta.[8] Il difensore non riuscì a recuperare dall’infortunio rimediato contro la Rep. Ceca[17], cedendo di fatto il suo posto a Materazzi che ben aveva figurato nel torneo sino a quel momento. Lippi confermò gli stessi undici giocatori che avevano sconfitto la Germania in semifinale: Totti e Toni in attacco, Camoranesi centrocampista di destra, Gattuso e Pirlo centrocampisti centrali, Perrotta centrocampista di sinistra, Zambrotta sulla fascia destra, Grosso su quella sinistra, Cannavaro e Materazzi al centro della difesa e Buffon in porta.[8]

Come per gli azzurri, anche l’undici francese non riservò sorprese. Domenech insistette con uno schieramento per molti versi speculare a quello della squadra di Lippi: in porta il veterano Barthez, preferito sin dall’inizio tra i mugugni della stampa al portiere Coupet, William Gallas e Thuram difensori centrali, Sagnol sulla fascia destra, Abidal su quella sinistra, Makélélé e Vieira centrocampisti centrali, Malouda esterno sinistro, Ribéry esterno destro, Henry unica punta a cercare le finalizzazioni di Zidane.[18] Il tecnico francese mostrò alla stampa solo il primo quarto d’ora dell’ultimo allenamento, cercando di nascondere il più a lungo possibile la formazione titolare che sarebbe scesa in campo contro l’Italia.[16]

Intanto la Fifa designò l’arbitro argentino Elizondo per la finale, con Dario Garcia e Rodolfo Otero come assistenti. La commissione della Fifa, infatti, ritenne che in presenza di quattro semifinaliste europee gli arbitri non dovessero appartenere al vecchio Continente negli ultimi quattro match. Per Elizondo fu la quinta partita a Germania 2006, la prima con le due finaliste.[19]

Descrizione della partita

Fino al rigore di Zidane, il portiere azzurro Buffon aveva mantenuto la porta italiana inviolata per ben 458 minuti

Dopo l’esibizione d’apertura affidata a Shakira e Wyclef Jean, che cantarono una versione speciale di Hips Don’t Lie chiamata The Bamboo Version, cominciò la finale del Campionato mondiale di calcio 2006. Le formazioni italiane e francesi erano le stesse ipotizzate alla vigilia, guidate rispettivamente da Cannavaro, uno dei due titolari azzurri, assieme a Totti, reduce dalla finale di Euro 2000,[20] e da Zidane, alla sua ultima gara da calciatore professionista. Dei 28 giocatori scesi in campo quella notte ben 8 erano tesserati della società italiana della Juventus; il club bianconero eguagliò così il primato stabilito settantadue anni prima dai cecoslovacchi dello Slavia Praga.[21]

Il primo tempo fu acceso e vivace, ma soprattutto molto duro e falloso. A farne le spese fu Henry che restò a terra dopo uno scontro fortuito con Cannavaro già a pochi minuti dal fischio d’inizio. Un minuto dopo gli azzurri rimediarono la prima ammonizione per un fallo di Zambrotta suVieira.[22] Al 7′ la partita si sbloccò: Materazzi atterrò in area Malouda e causò il calcio di rigore a favore dei francesi. Sul dischetto del rigore si presentò Zidane che azzardò una specie di “cucchiaio” che picchiò la traversa prima di rimbalzare oltre la linea di porta.[23][24] Un tiro su cui Buffon non poté fare nulla. Per la prima volta, durante i Mondiali, l’Italia si trovò sotto di un gol.[22][25]

Gli azzurri provarono a reagire, ma con scarsi risultati. La squadra italiana era lunga e sbrindellata a dispetto di una formazione transalpina più compatta e corta.[26] Thuram neutralizzò un insidioso cross di Pirlo. Totti non riuscì a trovare mai lo spunto giusto per imporre la sua classe anche a causa della marcatura stretta di Makélélé e Vieira.[22][25] Grosso faticò a marcare un insidioso e imprevedibile Ribéry.[27] Pirlo cercò di tenere le redini di un gioco azzurro che non poteva amministrare come le altre volte.[26]

Alcuni giocatori italiani e francesi durante la finale di Berlino: da sinistra Vieira, Zambrotta,Thuram, Zidane, Totti e Toni

Il pareggio arrivò, dopo minuti di sofferenza, al 19′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Pirlo, quando Materazzi batté in elevazione Vieira e insaccò alle spalle di Barthez.[22] Il difensore riscattò il rigore provocato e dedicò il suo gol alla memoria della madre volgendo lo sguardo e le braccia verso il cielo. La Francia si riaffacciò dalle parti dell’area azzurra al 25′ con un traversone di Ribery neutralizzato da Materazzi. Al 36′ Toni colpì la traversa con un colpo di testa su angolo battuto dalla destra da Pirlo. Intorno alla mezz’ora del primo tempo della finale, un black out elettrico spense i maxischermi nell’Olympiastadion ed oscurò i monitor della tribuna stampa, rendendo difficoltoso il lavoro dei giornalisti.[20] Il primo tempo si chiuse sull’1-1.[22][25]

Il secondo tempo iniziò senza cambi. Gli azzurri si chiusero in difesa, lasciando spazio alle giocate dei francesi. In apertura una discesa travolgente di Henry si concluse con un tiro debole, parato senza problemi da Buffon. Al 56′ arrivò il primo cambio per la Francia: fuori Vieira per infortunio e dentro Diarra. Lippi ridisegnò la squadra con l’ingresso di Iaquinta e De Rossi (al rientro dopo i 4 turni di squalifica) al posto dei poco incisivi Totti e Perrotta. Pochi secondi dopo, al 62′, un gol di testa di Toni realizzato da una punizione di Grosso fu annullato per fuorigioco.[22][25]. Al 34′ Zidane lamentò un forte dolore alla spalla destra dopo uno scontro con Cannavaro, ma restò in campo. Al 42′ Lippi schierò Del Piero al posto di uno stanchissimo Camoranesi. Dopo due minuti di recupero si andò ai tempi supplementari.[22][25]

L’espulsione rimediata in finale fu l’atto conclusivo della carriera di Zidane

Nei tempi supplementari le squadre riproposero la stessa tattica. La Francia creò due azioni molto pericolose: un tiro di Ribéry al 99′ che terminò fuori di poco, e un forte colpo di testa di Zidane al 104′ deviato in angolo da Buffon che, con un colpo di reni, alzò la palla sopra la traversa. Domenech cambiò modulo, spostando Henry sulla fascia e mettendo Trezeguet (appena entrato al posto di Ribéry) punta centrale. Nell’intervallo uno stremato Henry lasciò il campo per Wiltord. Pochi minuti dopo, accadde l’imprevedibile. Zidane e Materazzi stavano salendo verso la metà campo francese quando avvenne uno scambio di battute tra i due. Dopo un paio di passi, Zidane fece subito dietrofront dando una testata così violenta al petto di Materazzi da farlo stramazzare a terra. Il fallo, segnalato all’arbitro dal quarto uomo Cantalejo,[28] provocò l’espulsione di Zidane. L’Italia non fu però capace di approfittare della superiorità numerica e i supplementari finirono con il nulla di fatto. Per la seconda volta nella storia, dopo la finale del 1994, la Coppa del Mondo fu assegnata ai tiri di rigore.[22][25]

Dopo quattro penalty, gli azzurri andarono tutti a segno con Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero, mentre la Francia, a rete con Wiltord, Abidal eSagnol, fallì il secondo tentativo con Trezeguet che colpì la traversa. Fu Grosso che mandò a segno il rigore del definitivo 5-3, consegnando all’Italia il quarto titolo mondiale della sua storia dopo quelli del 1934, del 1938 e del 1982.[22][25] Dopo tante amarezze ai calci di rigore (mondiali 1990, 1994 e 1998) l’Italia poté finalmente sorridere e ritornò a battere la Francia a distanza di ventotto anni, quando la sconfisse a Mar del Plata, allora per 2-1, nella prima partita del primo turno dei Mondiali 1978.

La Francia complessivamente giocò meglio degli azzurri, senza timore, anche con una certa supponenza e occupando meglio il campo, stando larga e impedendo per un’ora buona ai terzini italiani di avanzare.[26] L’Italia, invece, vinse i Mondiali attraverso un gioco corale molto organizzato e un’eccellente forma fisica. Buffon concluse il torneo senza aver subìto gol avversari su azione (l’unico fu il compagno di squadra Zaccardo, con l’autorete nella sfida contro gli Stati Uniti), una testimonianza della bontà della difesa azzurra, decisamente il reparto più forte per tutto l’arco del mondiale.[26]

  • Fu la seconda finale del campionato mondiale a concludersi ai tiri di rigore, dopo Brasile-Italia dell’edizione del 1994 negli Stati Uniti.
  • Fu la prima disputata tra le rappresentative di due nazioni europee dal tempo di Italia-Germania Ovest del 1982.
  • Con l’espulsione nella finale mondiale, Zinédine Zidane eguagliò il record di cartellini gialli (Cafu, 6) e rossi (Rigobert Song, 2) collezionati da un solo giocatore nei campionati del mondo.[31]
  • Secondo la FIFA, la finale del torneo fu vista globalmente da 715,1 milioni di persone.[32]

Controversie e impatto mediatico

La testata di Zidane a Materazzi nei tempi supplementari suscitò polemiche e un forte impatto mediatico. Relativamente all’episodio, la FIFA, dopo aver accertato con un’indagine l’assenza di offese razziali, decretò una squalifica di due giornate per Materazzi e di tre per Zidane (le quali peraltro furono scontate presso la FIFA, poiché il calciatore francese si era nel frattempo ritirato dal calcio giocato).[33] Il 12 luglio 2006, in un’intervista rilasciata a una televisione francese, Zidane si scusò pubblicamente per il suo atto violento e rivelò che i motivi che lo spinsero a colpire il difensore azzurro non erano dovuti a offese razziste, bensì a insulti molto gravi e ripetuti alla sua famiglia[34]; Materazzi, qualche tempo dopo, precisò che aveva offeso la sorella del fantasista francese, comportamento al quale Zidane avrebbe reagito violentemente.[35]

La scultura di Adel Abdessemed raffigurante la celebre testata di Zidane a Materazzi.

La testata diventò sorgente infinita per chiacchiere mediatiche.[36] L’allora presidente della Francia, Jacques Chirac, difese Zidane dalle accuse: «Lei è un virtuoso, un genio del calcio mondiale. Lei è anche anche un uomo di animo nobile, di spirito combattivo. Per questo la Francia la ammira e la ama».[37] La stampa francese, però, non fu tenera con il suo campione. Per l’Equipe, il gesto di Zidane fu più grave della sconfitta dei Bleus. «Questa mattina» – scrisse il quotidiano sportivo, che si rivolse al capitano francese – «il più difficile non è cercare di capire perché i bleus hanno perso una finale di Coppa del Mondo alla loro portata, ma spiegare a decine di milioni di bambini nel mondo come lei si sia potuto lasciar andare ad assestare quella testata a Materazzi».[37]

Lo scrittore-cineasta belga Jean-Philippe Toussaint, presente allo stadio di Berlino durante la finale, si soffermò in particolare sulla malinconia di Zidane: «la malinconia di Zidane è la mia malinconia, la conosco, l’ho nutrita, la sento».[38] La celebre “testata” fu per Toussaint un guizzo creativo dell’artista di fronte al rischio incombente del fallimento. Un “gesto calligrafico”. Un colpo di genio, che proiettò l’artista Zidane al di fuori e al là del gioco del calcio, trasformando una sconfitta incombente in una vittoria: non potendo «segnare un gol», scrisse Toussaint, Zidane «segnerà le menti».[39] Per Jean Baudrillard, la celebre testata costituirebbe un atto di “sabotaggio”, di terrorismo-tra-virgolette, contro il dominio omogeneizzante della globalizzazione. Con quel gesto Zidane avrebbe rifiutato di suggellare il Nulla messo in scena dal “rituale d’identificazione planetaria” che in quella notte celebrava mediaticamente l’ideologia della globalizzazione come Bene supremo.[40] Franck Baetens scrisse che la testata di Zidane finì non per negare ma per ricomporre l’universo simbolico all’interno del quale essa si inscrive: «l’ultimo gesto del “calciatore” […], ben lungi dal mandare in frantumi il mito, lo porta in effetti a compimento».[41] Il New York Times, nel dicembre 2009, pose la celebre “testata” di Zidane al vertice degli episodi sportivi del decennio.[42]

Il 10 luglio 2006, nonostante il gesto violento, Zidane venne comunque eletto miglior giocatore del Mondiale, anche se il centrocampista italiano Pirlo era stato nominato per ben 3 volte (2 più di lui) uomo del match durante il torneo: ciò scatenò polemiche riguardo a un premio “vinto in partenza” per questioni di sponsor.[43]

Un episodio controverso riguardò il presidente della FIFA Joseph Blatter. Questi non presenziò alla premiazione dell’Italia al termine della vittoriosa finale, lasciando l’onore al presidente dell’UEFA, Lennart Johansson. Per giustificare questa decisione spiegò, in un primo momento, che aveva deciso di far premiare le due finaliste ai dirigenti della confederazione europea in quanto entrambe nazionali del vecchio continente; successivamente disse che aveva deciso così perché il giorno dell’inaugurazione del torneo (il 9 giugno a Monaco di Baviera) tutto lo stadio l’aveva fischiato e insultato.[44] Blatter fu al centro di una nuova polemica a seguito di alcune sue dichiarazioni contro gli azzurri, secondo lui immeritevoli del titolo mondiale perché qualificati ai quarti di finale solo grazie a un rigore loro regalato contro l’Australia. Il numero uno della FIFA, poco tempo dopo, ritornò sui suoi passi e si scusò per quanto affermato.[45]

Classifica marcatori

Miroslav Klose, capocannoniere della manifestazione con 5 reti.

5 reti

3 reti

2 reti

1 rete

Autoreti

Informazioni su diego80 (1910 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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