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14-15 luglio 1795 – La Marsigliese è scelta come inno nazionale francese

Proprio in questi giorni così drammatici per la Francia, è ricorso l’anniversario nazionale della presa dell Bastiglia che nel 1789 pose fine alla Rivoluzione Francese e diede via all’indipendenza del paese transalpin0. Sette anni dopo, nello stesso giorno fu riconosciuto come inno francese La Marsigliese, canto di guerra scritto dal poeta  Claude Joseph Rouget de Lisle e poi riadattato come inno  nazionale (il decreto fu firmato il 14 luglio 1795 ed entrò in vigore il giorno dopo).

In seguito alla dichiarazione di guerra della Francia all’Austria, il sindaco di Strasburgo, barone di Dietrich, domandò al compositore e poeta Claude Joseph Rouget de Lisle (1760-1836), all’epoca ufficiale del genio militare, di scrivere un canto di guerra.

Rouget de Lisle raccontò che, nel tornare a casa alla sera del 25 aprile 1792, in rue de la Mésange, ebbe l’ispirazione e compose L’inno di guerra dedicato al maresciallo Luckner. In effetti ai tempi era il bavarese Nicolas Luckner che comandava l’Armata del Reno. Ironia della sorte: il futuro inno nazionale fu dedicato a un bavarese che sarà ghigliottinato meno di due anni più tardi, e lo stesso destino ebbe il barone Dietrich, che lo aveva commissionato. L’indomani, Rouget cantò proprio a casa del barone, per la prima volta, il canto che sarebbe diventato presto La Marsigliese. Il nome originale era Chante de guerre pour l’Armée du Rhin (Canto di guerra per l’Armata del Reno). Questa scena è immortalata nel quadro di Isidore Pils, esposto al museo di Belle Arti di Strasburgo.

L’inno divenne la chiamata alle armi della Rivoluzione francese e in questo contesto assunse il nome di Marsigliese perché cantata per le strade dai volontari (fédérés) provenienti da Marsiglia al loro arrivo a Parigi. Presso i patrioti marsigliesi il canto aveva raggiunto grande popolarità nel mese precedente. Il 22 giugno 1792, nella loro città, un giacobino di Montpellier lo aveva intonato, « subito seguito dal coro dei marsigliesi ».[1] L’inno fu il segno distintivo dei fédérés, quando questi raggiunsero Parigi nel mese di luglio, contribuendo all’abbattimento della monarchia, e il Chant diventò noto come La Marseillaise.[2]

La Convenzione decise che La Marsigliese divenisse l’inno nazionale con un decreto del 14 luglio 1795, ma in seguito la canzone fu messa al bando da Napoleone I, Luigi XVIII e Carlo X, rimanendo così soppressa dal 1807 al 1831. Nel periodo di restaurazione borbonica si usava come omaggio al re la melodia “Le Retour des Princes français à Paris”, senza testo, composta ancora nel 1700 da Francois-Henry Castil-Blaze. Solo dopo la rivoluzione del 1830 La Marsigliese fu nuovamente in voga dal 1831 al 1852 e Hector Berlioz ne elaborò una versione orchestrale. Anche durante il Secondo Impero fu ritenuta una canzone inappropriata e l’inno nazionale divenne Partant pour la Syrie, aria composta da Ortensia di Beauharnais, la madre di Napoleone III. A dire il vero, come dimostrato da seri studi musicologici, il vero compositore di questo brano fu Louis Brouet, che però fu “politicamente” messo da parte in favore della madre di Napoleone III, che nutriva ambizioni musicali senza esserne veramente dotata. Il crollo del Secondo Impero, nel 1870, non mutò subito la situazione, soltanto nel 1876 La Marsigliese fu nuovamente considerata inno nazionale di Francia. Il testo è fortemente ispirato ad alcuni volantini di propaganda diffusi a quell’epoca. È un fatto interessante da notare che mentre di solito gli inni nazionali invitano a combattere e morire, questo testo invece invita a combattere e vincere.

La Marsigliese è l’inno nazionale più citato in composizioni di vario genere di musica classica, in tutto ben 16 volte. La citazione presente nell’Ouverture 1812 di Čajkovskij è però inesatta, perché in quel periodo storico l’inno era stato abolito da Napoleone I.

Un servizio dell’Espresso nel 2013 attribuirebbe altresì la paternità delle musiche a Giovanni Battista Viotti[3], in quanto sarebbero state riprese dal suo Tema e variazioni in do maggiore (1781). Viotti era un musicista italiano di corte a Parigi che fuggì agli albori dellaRivoluzione[4][5].

Testo

Solo il primo verso (e a volte il quinto e il sesto) e il primo ritornello sono conformi alla storia della Francia, mentre ci sono lievi differenze storiche[quali e rispetto a che cosa] nella lirica. Di seguito è riportata la versione esposta nel sito ufficiale della Presidenza francese.[6]

La Marseillaise


Allons enfants de la PatrieAvanti, figli della Patria
Le jour de gloire est arrivé!Il giorno della gloria è arrivato!
Contre nous de la tyrannie,Contro di noi della tirannia
L’étendard sanglant est levé (bis)La bandiera insanguinata si è innalzata (bis)
Entendez-vous dans les campagnesSentite nelle campagne
Mugir ces féroces soldats?Muggire questi feroci soldati?
Ils viennent jusque dans nos (vos) brasVengono fin nelle nostre (vostre) braccia
Égorger nos (vos) fils, nos (vos) compagnes!A sgozzare i nostri (vostri) figli, le nostre (vostre) compagne!
Aux armes, citoyensAlle armi, cittadini
Formez vos bataillons,Formate i vostri battaglioni
Marchons, marchons! (Marchez, marchez !)Marciamo, marciamo! (Marciate, marciate!)
Qu’un sang impurChe un sangue impuro
Abreuve nos sillons!Abbeveri i nostri solchi!
Que veut cette horde d’esclaves,Che vuole quest’orda di schiavi,
De traîtres, de rois conjurés?Di traditori, di re congiurati?
Pour qui ces ignobles entraves,Per chi questi ignobili ostacoli,
Ces fers dès longtemps préparés? (bis)Questi ferri da tanto tempo preparati? (bis)
Français, pour nous, ah! Quel outrageFrancesi, per noi, ah! Che oltraggio
Quels transports il doit exciter!Che fervori deve suscitare!
C’est nous qu’on ose méditerÈ noi che si osa pensare
De rendre à l’antique esclavage!Di restituire all’antica schiavitù!
Aux armes, citoyens,…Alle armi, cittadini,…
Quoi! Des cohortes étrangèresChe! Delle coorti straniere
Feraient la loi dans nos foyers!Vorrebbero dettar legge nei nostri focolari!
Quoi! Ces phalanges mercenairesChe! Queste falangi mercenarie
Terrasseraient nos fiers guerriers! (bis)Vorrebbero atterrire i nostri fieri guerrieri! (bis)
Grand Dieu! Par des mains enchaînéesGran Dio! Per mani incatenate
Nos fronts sous le joug se ploieraientLe nostre fronti sotto il giogo si piegherebbero
De vils despotes deviendraientDei vili despoti diventerebbero
Les maîtres de nos destinées!I detentori delle nostre sorti!
Aux armes, citoyens…Alle armi, cittadini…
Tremblez, tyrans et vous perfidesTremate, tiranni e voi perfidi
L’opprobre de tous les partis,L’obbrobrio di tutti i partiti,
Tremblez! Vos projets parricidesTremate! I vostri progetti parricidi
Vont enfin recevoir leurs prix! (bis)Riceveranno finalmente i loro premi! (bis)
Tout est soldat pour vous combattre,Ognuno è soldato per combattervi,
S’ils tombent, nos jeunes héros,Se cadono, i nostri giovani eroi,
La terre en produit de nouveaux,La terra ne produce di nuovi,
Contre vous tout prêts à se battre!Contro di voi ben pronti a battersi!
Aux armes, citoyens…,Alle armi, cittadini…,
Français, en guerriers magnanimes,Francesi, da guerrieri magnanimi,
Portez ou retenez vos coups!Vibrate o trattenete i vostri colpi!
Épargnez ces tristes victimes,Risparmiate quelle tristi vittime,
À regret s’armant contre nous. (bis)Che controvoglia si armano contro di noi (bis)
Mais ces despotes sanguinaires,Ma quei despoti sanguinari,
Mais ces complices de Bouillé,Ma quei complici di Bouillé
Tous ces tigres qui, sans pitié,Tutte quelle tigri che, senza pietà,
Déchirent le sein de leur mère!Lacerano il seno della loro madre!
Aux armes, citoyens,…Alle armi, cittadini,…
Amour sacré de la Patrie,Amore sacro della Patria,
Conduis, soutiens nos bras vengeursConduci, sostieni le nostre braccia vendicatrici
Liberté, Liberté chérie,Libertà, amata Libertà,
Combats avec tes défenseurs! (bis)Combatti con i tuoi difensori! (bis)
Sous nos drapeaux que la victoireSotto le nostre bandiere che la vittoria
Accoure à tes mâles accents,Accorra ai tuoi maschili richiami,
Que tes ennemis expirantsChe i tuoi nemici spiranti
Voient ton triomphe et notre gloire!Vedano il tuo trionfo e la nostra gloria!
Aux armes, citoyens,…Alle armi, cittadini,…
(Couplet des enfants)(Strofa dei bambini)
Nous entrerons dans la carrièreNoi entreremo nella carriera[7]
Quand nos aînés n’y seront plus,Quando i nostri padri non ci saranno più,
Nous y trouverons leur poussièreNoi ci troveremo le loro ceneri
Et la trace de leurs vertus (bis)E il segno delle loro virtù (bis)
Bien moins jaloux de leur survivreMolto meno gelosi di loro sopravvivere
Que de partager leur cercueil,Che di condividere la loro bara,
Nous aurons le sublime orgueilAvremo il sublime orgoglio
De les venger ou de les suivre.Di vendicarli o di seguirli.
Aux armes, citoyens…Alle armi, cittadini…

Rielaborazioni e citazioni della Marsigliese

  • Ne esiste una versione, di ispirazione socialista anziché democratico-nazionalista, detta Marsigliese della Comune, usata come inno della Comune di Parigi, le cui parole sono diverse: si tratta del testo che sarà poi conosciuto, su un’altra musica, come L’Internazionale. Anche il testo della versione anarchica dell’Internazionale (la Marsigliese dei lavoratori, di cui esistono parecchie versioni), è spesso cantato sulla musica della Marsigliese.
  • Nel 1880 alcune battute di questo inno sono inserite da Pëtr Il’ič Čajkovskij nella sua composizione Ouverture 1812.
  • Nel 1926 le prime note della Marsigliese sono state impiegate dal compositore Gottfried Huppertz quale commento musicale nella scena della rivolta degli operai, nel filmMetropolis di Fritz Lang.
  • Nel 1942 l’inno viene cantato dai patrioti francesi in una scena – particolarmente intensa – del celebre film Casablanca, diretto da Michael Curtiz.
  • Nel film Fuga per la vittoria del 1981, la Marsigliese è cantata dal pubblico presente allo stadio durante la partita tra la squadra nazista e quella formata dai prigionieri alleati.
  • L’inno viene cantato anche nel film Lady Henderson presenta.
  • Le prime note dell’inno sono state inserite all’inizio della canzone All You Need Is Love dei Beatles.
  • Serge Gainsbourg ha pubblicato nel 1979 un album intitolato “Aux armes et cætera” contenente una canzone con il medesimo titolo che riprende, su un ritmo reggae, musica e testo della Marsigliese. L’atteggiamento dissacratorio di Gainsbourg provocò numerose reazioni contrarie.
  • I Silverstein hanno riarrangiato l’inno in versione screamo-hardcore punk per il loro album del 2012 Short Songs.

Informazioni su diego80 (1911 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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