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#prayfor #jesuis…quando pregare non basta più

Ci risiamo di nuovo. E’ passata la strage di Charlie Hebdo, è passata la strage nel cuore di Parigi del 13 novembre, che nella tarda serata di ieri arriva la notizia dell’ennesima strage in terra francese, stavolta nella vicina Nizza, perla della Costa Azzurra. Il mondo inerme davanti a queste tragedie, visto che neppure hastag del genere “jesuis..” e “prayfor..” (col nome della città colpita) o la riproposizione della bandiera francese, o di qualsiasi altro stato colpito dalla furia terrorista nati nel dolore del momento possono fare di più. Perchè il “nemico invisibile” che sia l’Isis o qualsiasi altra organizzazione terroristica, non  guarda in faccia allo strazio e al dolore: è sempre pronto a colpire ancora, senza sapere dove, quando o chi, l’unica cosa certa è che purtroppo colpisce sempre il cuore della civiltà: la sede di un giornale satirico, come successe nel gennaio 2015, un cineteatro, come nello scorso novembre, un bar, come successe due settimane fa in Bangladesh, con l’eccidio di 10 italiani, o la “Promenade” del 14 luglio, fest nazionale francese, una zona frequentata da gente comune, soprattutto bambini, che ieri stavano assistendo ad uno spettacolo pirotecnico.

Come al solito, i social sono la principale cassa di risonanza per gli utenti internauti, oltre che a telegiornali in continuo aggiornamento. ed edizioni on line dei principali quotidiani che non smettono di battere nuovi link con la situazione aggiornata. Ma soprattutto ci pensano loro a creare immagini ad effetto, simboli ed emblemi di ogni avvenimento forte.

 

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La foto, straziante, della bambina morta avvolta in un lenzuolo di colore oro, con la sua bambola a fianco, resterà per sempre nell’immaginario di quella triste serata sulla passerella di Nizza.I bambini sono sempre la parte più innocente e crudele di una strage, e di certo, giocando sulla sensibilità delle persone, l’impatto emotivo sarà maggiore.

Stamattina nei social girava anche su qualche pagina facebook questo link. Rimpicciolito, ma pieno di rabbia, ma soprattutto di ipocrisia.

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La prima parte del messaggio può essere condivisibile senza dubbio. Ma la seconda dimostra la scarsa intelligenza mostrata da chi l’ha creato, e che tanti utenti hanno condiviso: una bomba atomica non è un giocattolo da maneggiare come se fosse un ordigno di quelli di plastica che da ragazzini ci scagliavamo addosso quando giocavamo alla guerra. E’ un’arma di distruzione di massa. Di massa, appunto, quindi significa che dove va sganciata distrugge e cancella tutto, basta chiedere ai giapponesi nel 1945. Con un minimo di ragione si può capire che l’Isis non ha un quartier generale, ma è radicata ovunque, e molti degli attentatori sono persone insospettabili che salgono su un camion o passeggiano tranquillamente tra la gente imbottendosi di esplosivo o entrano in un luogo affollato ed improvvisamente iniziano a sparare all’impazzata, uccidendo solo gol macabro gusto di far male, e soprattutto sono cresciuti (alcuni nati) nel paese in cui avvengono le stragi. Dove colpire un nemico invisibile e sparpagliato?Meglio evitare di creare questi inutili link di vendetta, che creano solo altro terrore. Usando il cervello, si può evitare di creare altro disordine. Soprattutto, evitare di diffonderli sui social. Abbiamo tutti una testa per ragionare. Non siate come loro.

E allora? Preghiamo, come ci chiedono altro link, condivisi a random appena succede qualcosa. Accendiamo un cero, mettiamo un nastro nero, dipingiamo della bandiera, o infiliamo qualche hastag, tanto per ricordarci di loro. Ma pregare perchè in realtà non dobbiamo più a che fare con episodi simili. ma pare così difficile crederci..siamo vittime di una guerra invisibile ed imprevedibile, che uccide a scaglioni e ovunque. A tutto c’è una fine, ma questa guerra sembra non finire mai. E allora preghiamo. Anche se non basta più.

Informazioni su diego80 (1904 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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