ULTIM'ORA

17 luglio 1920 – Nasce l’Unione Sportiva Sassuolo Calcio

Il recente miracolo sportivo del Sassuolo, che sarà colmato quest’estate col debutto europeo nel preliminare di Europa League col Lucerna, festeggia oggi i supi 96 anni di vita. Dal 2013 è in serie A e da allora è diventato una realtà consolidata del panorama calcistico italiano, lanciando giocatori come Domenico Berardi, Leonardo Pavoletti, Simone Zaza e Diego Falcinelli, e rivalutando giocatori come Nicola Sansone Sergio Floccari, Antonio Floro Flores, Francesco Acerbi e Simone Missiroli, o facendo notare giocatori fin d’ora semi sconosciuti, come Francesco Magnanelli, Luca Antei, Karim Laribi e Alessandro Loghi

 

L’Unione Sportiva Sassuolo Calcio, nota più semplicemente come Sassuolo, è una società calcistica italiana con sede nella città di Sassuolo, in provincia di Modena.[1]

Costituita nel 1920,[2] dalla stagione sportiva 2013-14 milita in Serie A. I suoi colori sociali sono il nero e il verde, da cui il soprannome di neroverdi;[1] altro soprannome noto del club è Sasòl (“Sassuolo” in dialetto emiliano). Dopo aver usufruito per decenni dello stadio Enzo Ricci di Sassuolo, e aver poi brevemente giocato sul manto dello stadio Alberto Braglia di Modena, dal 2013 i neroverdi disputano le loro partite casalinghe al Mapei Stadium di Reggio Emilia.

Il Sassuolo si trova al 51º posto della classifica perpetua della Serie A dal 1929, che tiene conto di tutte le squadre che hanno militato almeno una volta nella massima serie. È entrato nel ristretto gruppo di squadre, non appartenenti a città capoluogo di provincia — che comprende anche il Lecco,[3] l’Empoli, il Carpi, il Cesena,[4] il Legnano, la Pro Patria di Busto Arsizio e il Casale di Casale Monferrato —, capaci di raggiungere la massima categoria calcistica italiana a girone unico.[5]

Ha disputato 3 campionati di Serie A, 5 di Serie B, 2 di Serie C1 e 14 di Serie C2. La società fu promossa per la prima volta in massima serie nel 2013, mentre il miglior piazzamento ottenuto in Serie A è il 6º posto della stagione 2015-16, con cui raggiunge per la prima volta la qualificazione alle coppe europee. Nella sua storia, il Sassuolo ha vinto un campionato di Serie B, uno di C1 e una Supercoppa di Serie C1.

Dagli inizi agli anni 1970

La società sassolese, istituita nel 1920, si affiliò alla Federazione Italiana Giuoco Calcio il 17 luglio dello stesso anno,[2] e utilizzava in principio gli stessi colori dello stemma comunale, ovvero il giallo e il rosso. La squadra partecipò per molti anni ai tornei dilettantistici emiliani dove nacquero molte rivalità, Carpi, Roteglia, Vignola, Guastalla,Mirandolese e Baracca Lugo quelle principali.

Il primo risultato significativo la squadra lo ottenne nel campionato 1968-1969 quando partecipa al campionato di Serie D, girone B, con squadre lombarde e altre formazioni emiliane (tra le quali Carpi e Mirandolese). Al termine della stagione arriva la salvezza. L’annata successiva in un girone simile, con l’inserimento della Parmense, della Cremonese e della Gallaratese, la squadra si piazza a centro classifica con 33 punti. Dalla stagione 1970-71 sempre in Serie D gli emiliani si presentano con i colori neroverdi e la denominazione di Football Club Sassuolo; la sede è in via Mazzini, presso il campo comunale, al tempo formato da una sola tribuna in legno. Presidente è Primo Costi con allenatore Angelo Ottani, che porta il club a una salvezza sofferta sempre nel girone B; 2 punti di vantaggio sui rivali di sempre del Carpi che retrocedono. Nel campionato 1971-1972 il sodalizio emiliano cambia ancora nome e diventa Football Club Sassuolo Sportiva, mantenendo i colori sociali neroverdi, sempre con Costi alla presidenza, mentre Angelo Ottani in panchina dura solo cinque giornate, sostituito da Augusto Vaccari. Nel campionato di 1972-1973, inserito ancora nel girone B, troviamo due squadre sassolesi, il San Giorgio Sassuolo che fino ad allora svolgeva attività minore (nota localmente come Giofil), dai colori viola e nero, che si piazzerà al 14º posto, e la Sassuolo Sportiva classificatasi ultima e quindi retrocessa con Cisanese e Guastalla.

Nell’estate del 1973, sotto la guida del presidente Cantelli, la Giofil e la Sassuolo Sportiva decidono di dare vita a un sodalizio comune: le due squadre si fondono, dando vita a una nuova società che prende la denominazione di Sassolese, con maglia a strisce verticali rosse e blu, e pantaloncini bianchi, probabilmente in onore del Bologna da cui arriva anche l’allenatore, una gloria del calcio nazionale come Ezio Pascutti, che da poco aveva smesso di giocare, proprio coi felsinei. La compagine, inserita nel girone D della Serie D, si piazza al 9º posto in un campionato vinto dai rivali di sempre del Carpi.

Nell’estate del 1974, la Sassolese diventa Unione Sportiva Sassuolo Calcio, sempre con maglia rossoblù e calzoncini bianchi. Il sodalizio ha inizialmente sede a Fiorano Modenese, così come anche il campo da gioco è situato nella vicina cittadina. Presidente è Carlo Alberto Giovanardi mentre allenatore è sempre l’ex bomber del Bologna. I sassolesi raggiungono così un buon 7º posto, a pari punti (36) con la Maceratese. Nell’annata seguente (1975-1976) in panchina non troviamo più Pascutti, ma il ritorno di Angelo Ottani con Igino Guazzi alla presidenza. Stagione certo non fortunata che si conclude con il ritorno nei campionati dilettantistici, dopo un arrivo a pari punti con Boca San Lazzaro di Savena e Baracca Lugo, che vede questi ultimi salvarsi per la miglior differenza reti. Nel campionato 1977-1978, stagione dell’ultima riforma dei campionati, gli emiliani che hanno cambiato ancora presidenza e guida tecnica, sono sempre nel girone D, con formazioni marchigiane, romagnole ed emiliane. Salvezza di un soffio con un solo punto di vantaggio sul quartetto delle retrocesse. Nuova stagione sportiva (1978-1979) e nuovo staff con Gilberto Prati alla presidenza che riporta alla guida tecnica Augusto Vaccari. Cambio anche nella tenuta da gioco, con i pantaloncini che diventano blu.

Cambiamenti che non giovano, infatti il club retrocede mestamente con soli 17 punti conquistati.

Anni 1980

La rosa del Sassuolo 1983-1984, vincitore del Campionato Interregionale e promosso per la prima volta assoluta nel calcio professionistico, in Serie C2.

Il Sassuolo si ripresenta al campionato di Interregionale al via della stagione 1981-1982, sempre con Prati alla presidenza e Franco Martinelli in panchina, partecipando nel girone C, emiliano-romagnolo, ottenendo il 6º posto finale grazie alle 13 reti del bomber Maini. L’annata seguente il bomber locale si conferma con 12 segnature e per i neroverdi è 8º posto, in un girone misto emiliano-veneto, ponendo le basi per il salto di categoria, con la società che passa nelle mani di un nuovo proprietario il Rag. Claudio Sassi.

La stagione 1983-1984 è una di quelle storiche per la squadra di Sassuolo, si ha un primo appoggio esterno di Giorgio Squinzi con la Mapei e i risultati si vedono; al termine di un lungo duello a distanza con il Rovigo, gli emiliani vincono il girone D, con sole 3 sconfitte, approdando per la prima volta nel campionato di Serie C2. Sempre con l’attaccante Maini sugli scudi questa volta con 15 reti. Per la C2, dove viene inserito nel girone C, si ha la conferma di tutto lo staff a partire dal tecnico della promozione Aurelio Dotti, per una squadra formata da quasi tutti giocatori della zona, nel primo anno di Interregionale. Una stagione da incorniciare per i neroverdi, con un ottimo sesto posto finale, una sola sconfitta interna, spinti come sempre dal bomber Piero Maini, che conferma le sue qualità anche nella categoria superiore con 11 centri. Nel campionato successivo 1985-1986, il Sassuolo pur confermando lo stesso gruppo, incontra alcuni problemi sul cammino, riuscendo comunque a centrare una sofferta salvezza.

Il Sassuolo 1986-1987.

La stagione 1986-1987, vede gli emiliani spostati nel girone B; presidente è sempre il Rag. Sassi, mentre in panchina Ezio Galbiati, che in squadra può contare su buoni giocatori di categoria come lo stopper Malaguti, il mediano Residori e il centrocampista Alessandro Pane in seguito all’Empoli. Per i sassolesi, da registrare anche il ritorno di Ezio Pascutti a rilevare Galbiati, per cercare di centrare la salvezza che arriva. Nel 1987-88, sempre inseriti nel girone B, da registrare alcuni cambiamenti importanti. La Mapei diventa sponsor e mette come general manager, l’ex ala di Inter e Fiorentina Giorgio Mariani, mentre in panchina troviamo Giancarlo Magrin. Viene abbandonata la storica sede di via Fossetta 1, per passare in Piazza Risorgimento 47, dove è situato lo stadio “Ricci”. Confermati Residori, Montanini, in prima squadra si affacciano anche il bomber Cosimo Francioso (6p 1r), prelevato dal Galatina e anche un giovanissimo Schenardi, al tempo nemmeno ventenne, arrivato in prestito dalla Cremonese. Per il centrocampista alla fine della stagione saranno 33 le presenze e due reti, ma la squadra arranca, arrivando terz’ultima con 28 punti e arriva la retrocessione con il Suzzara e la Pro Patria. Al termine del campionato per Suzzara e Sassuolo ci sarà anche il ripescaggio in categoria.
Nel campionato successivo il tecnico è Guido Mammi, con un Sassuolo che trova una suo precisa identità con Aloise, Paraluppi, Zuccheri in difesa Schenardi, Liset, Residori e Lagrasta a centrocampo oltre agli attaccanti Paraluppi e D’Agostino con 24 gol complessivi. Un gruppo che nonostante il cambio di panchina da Mammì ad Adelmo Capelli, ottiene un 5º posto di tutto rispetto.

Una formazione del Sassuolo nella stagione 1989-1990: è già in essere il legame con la Mapei, che prosegue sino al presente.

La stagione 1989-1990, vede la formazione neroverde sempre nel girone B di C2, si registrano alcune partenze importanti come Liset che approda all’ambiziosa Solbiatese di Caravatti, che poi verrà sconfitta nello spareggio promozione dalla SPAL a Verona. Il Sassuolo, conferma comunque la solita l’intelaiatura con Schenardi sempre più simbolo della squadra; inizialmente in panchina Adelmo Capelli, quindi Raffaello Vernacchia ex ala dell’Atalanta in B e poi il sempiterno Gianni Seghedoni, ma non riesce a raddrizzare la baracca. Al termine del campionato i sassuolesi non possono evitare la caduta in Interregionale accompagnati da JuveDomo e Orceana.

Anni 1990

Il ritorno nei dilettanti vede l’abbandono di Squinzi, che si defila preferendo le sponsorizzazioni ciclistiche e la conseguente cessione dei pezzi più importanti, come Marco Schenardi, prelevato dal Bologna dell’allora presidente Corioni, il quale lo piazza momentaneamente nella sua società satellite Ospitaletto. Gli emiliani vengono inseriti nel girone C, dove ritrovano vecchie avversarie come la Virtus Roteglia, il Fanfulla, Reggiolo, Vogherese, Crema e Brescello. La formazione sassolese che si piazza dunque a centro classifica. Stessa posizione raggiunta anche nelle due annate successive. 5º posto invece nel campionato 1993-1994, mettendo in evidenza il bomber Spezia con 16 centri, secondo solo a Pompini che ne siglò 17 nella Casalese. Altro 7º posto nel 1994-95 e 6º nel campionato seguente dove si evidenzia il tandem d’attacco Luconi (18 gol) e Mollica (8).

La stagione 1996-1997 è invece di sofferenza nonostante un duo d’attacco formato sempre da Luconi (14) e da Paraluppi (13), tornato alla base dopo un lungo girovagare nelle squadre emiliane di categoria. Arriva una salvezza stentata per un solo punto, che vale però come trampolino di lancio per la stagione seguente, che segna una nuova era per il Sassuolo con il riavvicinamento di Squinzi e di conseguenza della Mapei, con Giorgio Mariani che ritorna nelle vesti di general manager. Il girone C del CND, vede un lungo duello tra Trento e Sassuolo, che hanno tra le proprie fila l’ex comasco Oreste Didonè, con le due squadre che conquistano gli stessi punti sia all’andata che al ritorno. Inevitabile quindi lo spareggio che viene disputato allo stadio di Masnago a Varese. Trentini trascinati da Daniele Giulietti che segna 20 reti. La promozione si decide ai rigori con i gialloblu che hanno la meglio sui neroverdi per 5-4. Per il Sassuolo arriva comunque la promozione in C2 con un ripescaggio per inadempienze finanziarie di altre società.

Ai nastri di partenza della C2, con l’iscrizione nel girone B, con squadre adriatiche, i neroverdi si presentano con Baldelli alla presidenza, Mariani come G.M. e l’ex centrocampista del Pisa Stefano Garuti in panchina. In campo il portiere Bizzarri, il difensore Rosario Biondo, che poi approderà in Serie A e Serie B, il centrocampista ex Padova Andrea Cuicchioltre a una buona punta di categoria come Ramacciotti. La squadra non ingrana e soffre il salto di categoria, Garuti viene sostituito da Roberto Busi, che guida la formazione al 10º posto. Nel campionato 1999-2000 arriva la salvezza con allenatore l’esperto Gianni Balugani in porta anche Graziano Vinti (ex Perugia).

Anni 2000

Nella stagione 2000-2001 arriva una salvezza sofferta per gli emiliani, con un solo punto di vantaggio dai play-out. In evidenza l’esterno sinistro Emanuele Pennacchioni autore di otto reti. Nel campionato successivo i neroverdi passano nel girone C, si salvano solo ai play-out superando il Faenza (0-0 e 1-0). Una stagione tormentata con continui cambi di allenatore da Balugani a Magnani, Lamagni ancora Magnani per concludere con il solito Balugani. Sassuolo che presenta ancora Vinti, oltre a Di Cintio una della tante promesse non mantenute del calcio italiano, Battafarano, Dal Compare e il fratello maggiore di Ciccio Ruopolo, Luca (81), in una stagione che vede l’avvicinamento ulteriore di Squinzi e la Mapei con la presidenza che passa a Belfasti.
Prospettive che paiono buone per la stagione 2002-2003, che invece si rivela un disastro. Arrivano buoni giocatori di categoria come Terrera, Lambrughi e Leoni, ma anche qualche fiasco clamoroso dalle giovanili delle squadre maggiori. In panchina Cesare Maestroni, ma la squadra non gira arriva come sempre Balugani a sistemare le cose, oltre al rinforzo di Marco Giandebiaggi, che arriva a Sassuolo in pratica a chiudere la carriera. La formazione neroverde raccoglie solo 32 punti che portano al penultimo posto con i play-out contro l’Imolese. Il Sassuolo retrocede in virtù delle due sconfitte sempre per 2-1. In estate arriva però arriva il ripescaggio, sempre per inadempienze finanziarie di diverse società di Serie C.

Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo dal 2002. L’industriale era già statosponsor del club neroverde (tramite la Mapei) durante gli anni 1980.

La stagione successiva il club torna nel girone A, partendo con ben altre ambizioni con la Mapei che entra decisamente a prendere le redini finanziarie, con gli innesti del difensore Ardenghi, Santunione, degli attaccanti Sforzini, Semprini e Federici, oltre del giovane Gilioli in prestito dal Modena. Ben presto la formazione sassolese si trova sul fondo. Chiude il girone di andata a 12 punti e a Balugani subentra l’ex difensore della Lazio Cristiano Bergodi. Stagione regolare terminata al penultimo posto con soli 27 punti all’attivo e quindi ennesimi play-out, questa volta contro la blasonata Pro Vercelli. Le bianche casacche bicciolane, vengono sconfitte in Emilia per 2-1 (Morello e Federici per il Sassuolo e Tozzi-Borsoi per i piemontesi), mentre al ritorno una rete in avvio di gara di Federici, chiude ogni discorso con la gara che termina sull’1-1 finale consegnando la salvezza ai neroverdi.

Nel 2004-2005 il patron Squinzi decide di dare l’assalto alla categoria superiore, affidando le chiavi della squadra al D.S. Nereo Bonato (ex portiere del Brescello dei miracoli). In panchina arriva Giuseppe Brucato che aveva fatto bene nei campionati minori piemontesi, in particolare al Moncalieri. La rosa viene rinforzata, inserendo elementi che poi saranno l’asse portante per le stagioni a venire. Dal Monza arrivano il centrocampista Filippo Pensalfini (cresciuto nelle giovanili del Cesena), Benetti, Pagani e Piccioni mentre dall’Udinese Margheriti e dal Verona si ottiene la riconferma del prestito del giovane attaccante Sforzini e la stessa cosa avviene con il Modena per Cris Gilioli. Il girone di andata non è certo dei migliori con 21 punti conquistati, così nel mercato di gennaio arrivano gli inserimenti di giocatori come il centrocampista Serrapica e il bomber Andreini. La squadra cambia marcia e centra i play-off a quota 52, con l’ultimo posto disponibile. In semifinale trova il Pizzighettone (poi promosso in C1) dell’ex portiere biancoblu Arcari. I cremonesi sbancano all’andata Sassuolo con una rete di Parmesani al 90′, con la gara di ritorno che si chiude sull’1-1, con i sassolesi in vantaggio con Andreini e poi raggiunti da Tacchinardi.

Nel 2005-2006 si punta senza mezze misure al salto di categoria sfuggito, Bonato si ricorda del suo vecchio compagno al Brescello Gianmarco Remondina (ex giocatore settepolmoni della Carrarese di Orrico), al quale nel campionato appena concluso era riuscito il miracolo di portare la Canzese in C2, poi tutto svanito per la non omologazione dell’impianto della squadra brianzola. Al nuovo tecnico viene in pratica affida la squadra della stagione precedente con solo 3 nuovi arrivi. Gli avversari sono quelle del cosiddetto girone adriatico e si chiamano Ancona, SPAL, Reggiana, oltre a Benevento e Cavese. L’undici di Remondina pratica immediatamente un calcio concreto ma piacevole, che porta la squadra nelle prime posizioni. Concludendo la stagione regolare al 2º posto dietro la Cavese. Alla 30ª di campionato gli emiliani, si recano a Cava de’ Tirreni, dove i padroni di casa festeggiano la promozione in C1. Durante il primo tempo gli uomini di Remondina passano a condurre e al ritorno negli spogliatoi succede di tutto; nel tunnel inservienti e altri personaggi intimidiscono verbalmente e con calci e pugni i giocatori del Sassuolo. La stessa cosa avviene in tribuna alla dirigenza e ai componenti dello staff neroverde. I padroni di casa nella ripresa rimontano e vincono per 2-1, con i giocatori ospiti choccati da quanto è successo nell’intervallo. Il ricorso alla Lega Calcio, produce solo una multa di 3 000 euro per i campani con la dirigenza emiliana che va su tutte le furie. Il secondo posto garantisce comunque un’ottima posizione ai play-off e in semifinale il team di Remondina supera ogni ostacolo. Prima vincendo la semifinale di andata ad Ancona per 2-3, con un rigore di Andreini al 90′, che scatenerà la furia della tifoseria locale. Il ritorno vede i dorici vincere al “Ricci” per 1-0, ma la finale era ormai acquisita. Sassuolo che quindi si gioca la storica promozione in C1 con un’altra neofita come la Sansovino. In Toscana pareggia per 2-2, mentre in casa una rete di Pensalfini al 26′ regala la certezza della C1.

Massimiliano Allegri, tecnico del Sassuolo che nel 2008 ottiene la sua prima promozione in Serie B, vincendo il girone A di C1 e la Supercoppa di Lega.

Nel torneo 2006-2007 la società del patron Squinzi, ancora con pochi ma mirati innesti come il portiere Agazzi e il centrocampista italo-argentino Erpen dalla Triestina, i centrocampisti Gambadori e Giardina dal Pisa, Jiday dal Castel San Pietro, il roccioso difensore Tarozzi e la guizzante punta Selva dal Padova, sfiora lo storico traguardo della promozione in Serie B rimanendo sempre nelle primissime posizioni e spesso in vetta solitaria. La formazione di Remondina centra i play off con il secondo posto a una sola lunghezza dal Grosseto. In semifinale incontra il Monza; gli emiliani vanno a vincere al “Brianteo” per 0-1 per poi soccombere malamente in casa per 2-4, consegnando la finale ai biancorossi, dove verranno sconfitti dal Pisa. Durante l’estate l’allenatore dei miracoli Gian Marco Remondina lascia il Sassuolo, non senza polemiche, per accasarsi al Piacenza Calcio che disputa il campionato di Serie B.

Nel campionato 2007-2008 la squadra di mister Allegri ottiene la promozione in Serie B con una giornata d’anticipo nella partita casalinga contro il Manfredonia, vinta per 1 a 0 con il gol di testa siglato dal capitano Piccioni al 22° del primo tempo.

Al primo anno di Serie B la squadra, costretta al trasferimento allo stadio di Modena, è allenata da Andrea Mandorlini. Fin dall’inizio la squadra stupisce e prima di Natale si trova in testa alla classifica. Nel girone di ritorno, il cammino non è altrettanto brillante, con otto partite senza vittoria. Il Sassuolo conclude il campionato al 7º posto mancando così la qualificazione ai play-off. Obiettivo che viene raggiunto nella stagione successiva, quando, dopo un inizio non eccelso, la squadra chiude al quarto posto in classifica. Nelle semifinali il Torino estromette i neroverdi, vincendo 2-1 in trasferta dopo il pareggio dell’andata.

Anni 2010

Nella stagione 2010-2011 i neroverdi lottano per la salvezza ottenendo il 16º posto finale all’ultima giornata. L’anno seguente il Sassuolo sfiora la promozione diretta in Serie A e termina la stagione al 3º posto con 80 punti (a 3 punti da Pescara e Torino, giunti rispettivamente primo e secondo), qualificandosi per i play-off dove viene eliminato subito dalla Sampdoria, perdendo per 2-1 allo Stadio Marassi e pareggiando al Braglia per 1-1.

Nella stagione 2012-2013, sotto la guida del nuovo allenatore Eusebio Di Francesco, la squadra parte ancora una volta con l’obiettivo della promozione. Dopo essersi subito imposta come la formazione più quotata del torneo cadetto e aver guidato per larga parte la classifica (con una sola flessione nella giornate conclusive), il 18 maggio il Sassuolo batte in casa per 1-0 il Livorno, vincendo il campionato: Simone Missiroli è l’autore, al 6′ di recupero, della rete che permette ai neroverdi di conquistare la Coppa Ali della Vittoriae di ottenere, per la prima volta nella loro storia, la promozione in Serie A.[6]

Eusebio Di Francesco, l’allenatore della storica promozione in Serie A dei neroverdi nel 2013.

L’esordio nella massima serie, con il trasferimento nello stadio di Reggio Emilia, è abbastanza traumatico per la matricola sassolese, che nelle prime quattro giornate incappa in altrettante sconfitte (tra cui spicca il pesante 0-7 subito in casa dall’Inter);[7] nell’1-4 da parte del Livorno alla seconda giornata, Simone Zaza ha comunque l’occasione di mettere a segno lo storico primo gol dei neroverdi in A.[8] Il primo punto in massima divisione del Sasòl arriva il 25 settembre 2013, al quinto turno, grazie all’1-1 maturato sul campo del Napoli.[9] La prima vittoria assoluta in Serie A si fa invece attendere fino al 20 ottobre 2013, quando all’ottava giornata il Sassuolo ha la meglio in casa per 2-1 sul Bologna;[10] il 3 novembre arriva poi anche il primo successo esterno, nella gara contro la Sampdoria battuta 4-3.[11] Nonostante alcuni risultati di rilievo, tra cui i pareggi sui campi di Napoli e Roma[12] nonché la vittoria interna per 4-3 col Milan,[13] il girone d’andata vede il club neroverde nella parte bassa della classifica, situazione che alla fine del gennaio 2014 porta all’esonero del tecnico Di Francesco[14] e all’arrivo in panchina di Alberto Malesani;[15] la mossa non ha l’esito sperato, tanto che già ai primi di marzo la società solleva quest’ultimo dall’incarico e riaffida le redini della squadra a Di Francesco[16] il quale, a fine campionato, riesce a portare i neroverdi alla loro prima salvezza in massima serie.[17]. Il campionato seguente, in cui spiccano i tre successi su quattro contro le milanesi, è più tranquillo per il Sassuolo che raggiungere un’agevole salvezza con quattro giornate di anticipo, issandosi al dodicesimo posto finale della classifica.

Nella stagione 2015-2016, sempre con Di Francesco in panchina, il Sassuolo chiude il campionato al sesto posto con 61 punti, record assoluto di punti conquistati e di posizionamento in classifica per la società emiliana, con annessa prima storica qualificazione ai preliminari di Europa League.[18][19]

Cronistoria

Cronistoria dell’Unione Sportiva Sassuolo Calcio
  • 1920 – Fondazione del club.
  • 1920-21 – 1° nel girone A della Promozione Emiliana. Ammesso al girone finale.
  • 1921-22 – Aderisce alla CCI e partecipa al Girone Emiliano di Seconda Divisione.
  • 1922-25 – Partecipa a tornei minori.
  • 1925-26 – 1º nel girone B della Terza Divisione Emiliana. Ammesso alle finali Nord.
  • 1926 – ottobre, radiato per inadempienze finanziarie.
  • 1926-29 – Partecipa a tornei minori.
  • 1929-30 – 4º nel girone B della Terza Divisione Emiliana.

  • 1930-31 – 4º nel girone A della Seconda Divisione Emiliana.
  • 1931-32 – Partecipa a tornei minori.
  • 1932-33 – ?º nel girone A della Terza Divisione Emiliana. Ammesso al girone B delle semifinali. Green Arrow Up.svg Promosso in Seconda Divisione per ampliamento organici.
  • 1933-34 – 5º nel girone A della Seconda Divisione VII Zona (Emilia).
  • 1934-35 – ?º nel girone A della Terza Divisione VII Zona.
  • 1935-45 – Partecipa a tornei minori.

  • 1945-46 – 9º nel girone F della Prima Divisione Emiliana.
  • 1946-47 – ?º nel girone? della Prima Divisione Emiliana.
  • 1947-48 – 8º nel girone D della Prima Divisione Emiliana.
  • 1948-49 – 3º nel girone B della Prima Divisione Emiliana.
  • 1949-50 – 6º nel girone B della Prima Divisione Emiliana.

  • 1950-51 – 2º nel girone C della Prima Divisione Emiliana.
  • 1951-52 – 5º nel girone D della Prima Divisione Emiliana. Green Arrow Up.svgAmmesso in Promozione Regionale a completamento degli organici.
  • 1952-53 – 10º nel girone B della Promozione Emiliana.
  • 1953-54 – 5º nel girone B della Promozione Emiliana.
  • 1954-55 – 12º nel girone B della Promozione Emiliana.
  • 1955-56 – 3º nel girone B della Promozione Emiliana.
  • 1956-57 – 2º nel girone B della Promozione Emiliana. Green Arrow Up.svgPromosso in IV Serie a completamento degli organici.
  • 1957-58 – 16º nel girone D dell’Interregionale Seconda Categoria. Red Arrow Down.svg Retrocesso nel Campionato Dilettanti.
  • 1958-59 – 8º nel girone C del Campionato Dilettanti.
  • 1959-60 – 3º nel girone C della Prima Categoria.

  • 1960-61 – 12º nel girone C della Prima Categoria.
  • 1961-62 – 4º nel girone C della Prima Categoria.
  • 1962-63 – 6º nel girone C della Prima Categoria.
  • 1963-64 – 11º nel girone B della Prima Categoria.
  • 1964-65 – 2º nel girone B della Prima Categoria.
  • 1965-66 – 3º nel girone C della Prima Categoria.
  • 1966-67 – 2º nel girone B della Prima Categoria.
  • 1967-68 – 1º nel girone B della Prima Categoria. Green Arrow Up.svgPromosso in Serie D.
  • 1968-69 – 6º nel girone B della Serie D.
  • 1969-70 – 10º nel girone B della Serie D.

  • 1970-71 – 15º nel girone B della Serie D.
  • 1971-72 – 14º nel girone B della Serie D.
  • 1972-73 – 18º nel girone B della Serie D. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1973-74 – 6º nel girone B della Promozione Emiliana.
  • 1974 – In estate si fonde con l’AC Sassolese dando vita all’Unione Sportiva Sassuolo Calcio.
  • 1974-75 – 8º nel girone D della Serie D.
  • 1975-76 – 16º nel girone D della Serie D. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1976-77 – 1º nel girone B della Promozione Emiliana. Green Arrow Up.svgPromosso in Serie D.
  • 1977-78 – 14º nel girone D della Serie D.
  • 1978-79 – 18º nel girone C della Serie D. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Promozione.
  • 1979-80 – 4º nel girone B della Promozione Emiliana.

  • 1980-81 – 1º nel girone B della Promozione Emiliana. Green Arrow Up.svgPromosso in Interregionale.
  • 1981-82 – 6º nel girone D dell’Interregionale.
  • 1982-83 – 8º nel girone D dell’Interregionale.
  • 1983-84 – 1º nel girone D dell’Interregionale. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C2.
  • 1984-85 – 6º nel girone C di Serie C2.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1985-86 – 14º nel girone C di Serie C2.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1986-87 – 13º nel girone B di Serie C2.
 ? di Coppa Italia Serie C.
  • 1987-88 – 16º nel girone B di Serie C2. Retrocesso, ma poi ripescato in Serie C2.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1988-89 – 5º nel girone B di Serie C2.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1989-90 – 16º nel girone B di Serie C2. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Interregionale.
 ? di Coppa Italia Serie C.

  • 1990-91 – 8º nel girone C dell’Interregionale.
  • 1991-92 – 7º nel girone D dell’Interregionale.
  • 1992-93 – 6º nel girone C del CND.
  • 1993-94 – 5º nel girone C del CND.
  • 1994-95 – 7º nel girone C del CND.
  • 1995-96 – 6º nel girone C del CND.
  • 1996-97 – 13º nel girone C del CND.
  • 1997-98 – 2º nel girone C del CND. Green Arrow Up.svg Ripescato in Serie C2.
  • 1998-99 – 10º nel girone B di Serie C2.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1999-2000 – 10º nel girone B di Serie C2.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.

  • 2000-2001 – 12º nel girone A di Serie C2.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2001-2002 – 16º nel girone B di Serie C2. Vince i play-outcontro il Faenza.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2002-2003 – 17º nel girone B di Serie C2. Perde i play-outcontro l’Imolese, ma viene poi ripescato.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2003-2004 – 17º nel girone A di Serie C2. Vince i play-outcontro la Pro Vercelli.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2004-2005 – 5º nel girone A di Serie C2. Perde le semifinali dei play-off contro il Pizzighettone.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2005-2006 – 2º nel girone B di Serie C2. Vince le finali deiplay-off contro il Sansovino. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie C1.
Play-off di qualificazione ai sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2006-2007 – 2º nel girone A di Serie C1. Perde le semifinaliplay-off contro il Monza.
Primo turno preliminare di Coppa Italia.
Primo turno ad eliminazione diretta di Coppa Italia Serie C.
  • 2007-2008 – 1º nel girone A di Serie C1. Green Arrow Up.svg Promosso inSerie B.
Vince la Supercoppa di Lega di Serie C1 (1º titolo).
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2008-2009 – 7º in Serie B.
Quarto turno di Coppa Italia.
  • 2009-2010 – 4º in Serie B. Perde la semifinale play-off contro il Torino.
Quarto turno di Coppa Italia.

  • 2010-2011 – 16º in Serie B.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 2011-2012 – 3º in Serie B. Perde la semifinale play-off contro la Sampdoria.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 2012-2013 – Coppa Ali della Vittoria.png 1º in Serie B. Green Arrow Up.svg Promosso in Serie A.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 2013-2014 – 17° in Serie A.
Quarto turno di Coppa Italia.
  • 2014-2015 – 12° in Serie A.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 2015-2016 – 6° In Serie A.
Quarto turno di Coppa Italia.

Colori e simboli

Colori

Il Sassuolo sfoggia la seconda divisa bianca

I colori canonici del Sassuolo sono il nero e il verde, da cui il soprannome di “neroverdi”. L’attuale prima maglia del club presenta questo abbinamento cromatico secondo una rigatura a strisce verticali, ma in passato non sono mancate le più diverse sperimentazioni stilistiche, spesso legate alle mode del momento.[20] Come seconda uniforme, la scelta è quasi sempre caduta su di un completo bianco con dettagli neroverdi; la terza casacca è spesso colorata di blu.[20]

Simboli ufficiali

Stemma

Versione alternativa dello stemma usata fino alla stagione 2009-2010

Lo stemma del Sassuolo (che risulta in uso perlomeno dal 2001[21]) è costituito da uno scudo decorato nella parte inferiore da strisce nere e verdi, oltre che da un pallone da calcio, e nella parte superiore è diviso in due parti, quella a sinistra presenta i tre colli dello stemma cittadino, quella a destra ancora strisce nere e verdi. La fascia orizzontale che divide i due settori riporta il nome del club (dapprima vi era la sigla U.S.S., poi sostituita da U.S. Sassuolo).[1]

Nella stagione 2008-2009 sulle maglie era applicato uno stemma costituito da uno scudo pentagonale diviso verticalmente in due porzioni (una verde e una nera), con al centro lo stemma della città di Sassuolo, racchiuso tra la denominazione del club e l’anno di fondazione.[22]

Inno[

L’inno ufficiale del Sassuolo è il brano Neroverdi, composto nel 2013 dal cantautore sassolese Nek e utilizzato come tale a partire dal dicembre dello stesso anno.[23]

Strutture

Stadio

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Stadio Enzo Ricci, Stadio Alberto Braglia e Mapei Stadium-Città del Tricolore.

Il Braglia di Modena, stadio impiegato dal club neroverde negli anni di militanza in Serie B

Il primo campo da calcio dei neroverdi, dal 1922 al 1925, è l’impianto nei pressi dell’attuale via Roma, a Sassuolo. Fino al 1929 viene poi utilizzato il campo sportivo in località La Pista, nel quartiere di Borgo Venezia sulle rive della Secchia, mentre dalla fine degli anni 1920 al 1972 viene utilizzato il campo polisportivo di piazza Risorgimento, situato anch’esso nella città emiliana.[24]

Da qui fino alla promozione in Serie B del 2008, il club neroverde disputa le proprie partite interne allo stadio Enzo Ricci di Sassuolo, un piccolo impianto da 4 008 posti composto da un solo settore, la tribuna centrale coperta.[25] Le due curve, quella ospiti e quella destinata ai supporter della squadra di casa, sono removibili, in ferro.[25]

Durante la sua militanza in cadetteria, dal 2008 al 2013, il Sassuolo ha disputato le sue partite interne allo stadio Alberto Braglia diModena, complice l’inadeguatezza del Ricci per gli standard della Serie B: l’impianto è di proprietà del comune modenese, ed il Sassuolo versava una quota annuale per disputarvi le partite casalinghe.[26]

A seguito della prima storica promozione dei neroverdi in Serie A, nel 2013 il Sassuolo trasferisce il suo campo casalingo allo stadio di Reggio nell’Emilia[27], che in quell’anno viene acquistato dalla Mapei del patron Giorgio Squinzi e rinominato Mapei Stadium-Città del Tricolore.[28]

Centro di allenamento

La prima squadra del Sassuolo si allena presso lo stadio Enzo Ricci, struttura situata a fianco della sede societaria del club, in Piazza Risorgimento, utilizzata anche come terreno per le partite interne del settore giovanile.[25]

Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor del Sassuolo.

Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1980-81
  • 1981-82 Umbro
  • 1982-83
  • 1983-86 Ennerre
  • 1986-89 ABM
  • 1989-91 Ennerre
  • 1991-98 Erreà
  • 1998-99 Uhlsport
  • 1999-00 Sportika
  • 2000-01 Hummel
  • 2001-05 Virma
  • 2005-07 Erreà
  • 2007-15 Sportika
  • 2015-oggi Kappa[30]
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1980-81
  • 1981-82
  • 1982-84 Autos
  • 1984-85 Fimo
  • 1985-86
  • 1986-88 System
  • 1988-91 Mapei
  • 1991-95 Menestrello
  • 1995-96 Gammadue
  • 1996-97 Ceramiche Sassuolo
  • 1997-99 Technokolla
  • 1999-01 TSC
  • 2002-oggi Mapei

Impegno nel sociale

Il Sassuolo è attivo nel campo sociale e umanitario. In seguito al terremoto dell’Emilia del 2012 il club partecipa all’iniziativa “Un calcio al terremoto”, raccogliendo fondi per finanziare progetti di promozione sportiva nelle area colpite, inoltre durante il ritiro estivo del 2013 partecipa a “Make A Wish”, organizzazione Onlus che permette a bambini con seri problemi di salute di realizzare i loro desideri.[31] Il 5 settembre 2013 partecipa a un’amichevole contro la Paullese Calcio, i cui ricavi vengono devoluti all’associazione genitori oncologia pediatrica UNA Onlus, mentre nel novembre dello stesso anno promuove videomessaggi nella lingua dei segni;[31] il mese successivo alcuni giocatori neroverdi si inscrivono ad ADMO e al Registro Donatori Midollo Osseo, infine il 16 febbraio 2014, in occasione di Sassuolo-Napoli, la squadra ospita allo stadio anche la Nazionale Italiana Calcio Amputati.[31]

Settore giovanile

Il settore giovanile del Sassuolo è formato da 4 squadre maschili partecipanti ai campionati nazionali (Primavera, Allievi Nazionali A e B e Giovanissimi Nazionali), una partecipante a livello regionale (Giovanissimi Regionali), oltre a 2 rappresentative di Esordienti (2002 e 2003) e una di Pulcini 2004.[32]

L’U.S. Sassuolo Calcio nella cultura di massa

Il Sassuolo, sebbene non abbia una storia e un palmarés particolarmente prestigiosi (anche rispetto ad altre squadre “provinciali” della penisola), è presente in alcune opere dellacultura italiana.

A fine febbraio 2012 il cantautore Don Backy fu vittima di uno scherzo a opera di Jacopo Morini, andato in onda nel programma televisivo Le Iene ai primi di marzo.[33] Morini telefonò al cantautore spacciandosi per Carlo Rossi, presidente del Sassuolo, e chiedendogli in tale veste di realizzare una rivisitazione del brano L’immensità da adottarsi come nuovo inno del club e successivamente di cantarlo prima della partita Sassuolo-Ascoli, valida per la 26ª giornata della Serie B 2011-12. Don Backy, credendo di aver veramente interloquito con il presidente neroverde, compose l’inno, salvo poi non essere ammesso all’interno dello stadio Alberto Braglia il giorno della gara. Il presidente Rossi, venuto a conoscenza dello scherzo, decise poi di invitare effettivamente Don Backy a interpretare il brano a latere di una gara ufficiale dei neroverdi. Il cantante Nek, di fede mianista, ma nativo di Sassuolo, ha composto l’inno ufficiale della squadra emiliana, intitolata Neroverdi, presentata l’8 dicembre 2013

Allenatori e presidenti

Arrows-folder-categorize.svgLe voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori dell’U.S. Sassuolo Calcio

Di seguito l’elenco di allenatori e presidenti del Sassuolo dall’anno di fondazione a oggi.

Allenatori
  • 1920-?? non conosciuta
  • 19??-1970 Italia Carmine Edere
  • 1970-1972 Italia Angelo Ottani
  • 1972-1973 Italia Augusto Vaccari
  • 1973-1975 Italia Ezio Pascutti
  • 1975-1977 Italia Angelo Ottani
  • 1977-1978 non conosciuta
  • 1978-1979 Italia Augusto Vaccari
  • 1979-1984 non conosciuta
  • 1984-1986 Italia Aurelio Dotti
  • 1986-1987 Italia Ezio Galbiati
    Italia Ezio Pascutti
  • 1987-1988 Italia Giancarlo Magrini
  • 1988-1989 Italia Guido Mammi
    Italia Adelmo Capelli
  • 1989-1990 Italia Adelmo Capelli
    Italia Raffaello Vernacchia
    Italia Gianni Seghedoni
  • 1990-1991 non conosciuta
  • 1991-1994 Italia Zuccatelli
    Italia Roberto Benincasa
    Italia Loris Marani
  • 1994-1995 Italia Giorgio Barbieri
    Italia Gianni Seghedoni
  • 1995-1997 Italia Gianni Vaccari
    Italia Roberto Cesati
  • 1997-1998 Italia Loris Boni
    Italia Stefano Garuti
  • 1998-1999 Italia Stefano Garuti
    Italia Roberto Busi
  • 1999-2000 Italia Gianni Balugani
  • 2000-2001 Italia Daniele Simeoni
    Italia Fabio Bedogni
    Italia Paolo Magnani
  • 2001-2002 Italia Gianni Balugani
    Italia Paolo Magnani
    Italia Oscar Lamagni
    Italia Paolo Magnani
    Italia Gianni Balugani
  • 2002-2003 Italia Gianni Balugani
  • 2003-2004 Italia Cristiano Bergodi
  • 2004-2005 Italia Giuseppe Brucato
  • 2005-2007 Italia Gian Marco Remondina
  • 2007-2008 Italia Massimiliano Allegri
  • 2008-2009 Italia Andrea Mandorlini
  • 2009-2010 Italia Stefano Pioli
  • 2010-2011 Italia Daniele Arrigoni (1ª-7ª)
    Italia Angelo Gregucci (8ª-39ª)
    Italia Paolo Mandelli (40ª-42ª)
  • 2011-2012 Italia Fulvio Pea
  • 2012-2013 Italia Eusebio Di Francesco
  • 2013-2014 Italia Eusebio Di Francesco (1ª-21ª)
    Italia Alberto Malesani (22ª-26ª)
    Italia Eusebio Di Francesco (27ª-38ª)
  • 2014- Italia Eusebio Di Francesco
Presidenti
  • 1920-1970 non conosciuta
  • 1970-1973 Italia Primo Costi
  • 1973-1974 Italia …; Cantelli
  • 1974-1975 Italia Carlo Alberto Giovanardi
  • 1975-1977 Italia Igino Guazzi
  • 1977-1978 non conosciuta
  • 1978-1979 Italia Gilberto Prati
  • 1979-1984 non conosciuta
  • 1984-1990 Italia Claudio Sassi
  • 1990-1998 non conosciuta
  • 1998-2002 Italia Rodolfo Baldelli
  • 2002-2003 Italia Ivano Belfasti
  • 2003-oggi Italia Carlo Rossi

Calciatori

Arrows-folder-categorize.svgLe voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori dell’U.S. Sassuolo Calcio

L’U.S. Sassuolo Calcio e le Nazionali di calcio

Tra i calciatori neroverdi con presenze nella Nazionale di calcio dell’Italia troviamo Simone Zaza, il quale ha totalizzato 4 presenze oltre che a una rete.[35] Domenico Berardi ha ottenuto 7 presenze e una rete nella Nazionale Under-21 di calcio dell’Italia, e 3 presenze e un gol in quella Under-19,[36] mentre Luca Antei ha messo a referto 10 presenze nell’Under-21, e 2 presenze e due reti nell’Under-20.

Palmarès

Competizioni nazionali

  • Coppa Ali della Vittoria.svg Campionato italiano di Serie B: 1
2012-13
  • Supercoppa di Lega di Serie C1: 1
2008

Competizioni interregionali

  • Campionato italiano Serie C1: 1
2007-08 (girone A)
  • Campionato Interregionale: 1
1983-84 (girone D)

Competizioni regionali

  • Campionato di Promozione: 3
1920-21 (girone emiliano A), 1976-77 (girone B), 1980-81 (girone B)
  • Campionato di Terza Divisione: 1
1925-26 (girone emiliano B)
  • Campionato di Prima Categoria: 1
1967-68 (girone emiliano B)

Statistiche e record

Partecipazione ai campionati nazionali

Di seguito due tabelle raffiguranti le partecipazioni del Sassuolo ai campionati di calcio.

LivelloCategoriaPartecipazioniDebuttoUltima stagioneTotale
Serie A32013-142015-163
Serie B52008-092012-135
Serie C122006-072007-082
Serie D81968-691977-7822
Serie C2141984-852005-06
Serie D11978-7912
Campionato Interregionale51981-821991-92
Campionato Nazionale Dilettanti61992-931997-98

Partecipazione ai campionati regionali

LivelloCategoriaPartecipazioniDebuttoUltima stagioneTotale
Eccellenza161945-461973-7416
Prima Categoria81959-601967-688

Statistiche di squadra

Dalla sua fondazione il Sassuolo gioca 3 edizioni della Serie A, 5 della Serie B, 2 di Serie C1, 22 di campionati di quarto livello e 12 di quinto: nel corso dei campionati di massima categoria, i neroverdi ottengono il loro migliore piazzamento, ovvero il sesto posto della stagione 2015-2016, totalizzando 61 punti. Il Sassuolo è inoltre la cinquantunesima squadra che ha raccolto il maggior numero di punti nella storia del campionato di Serie A;[37] è inoltre l’unica squadra italiana, insieme all’Inter, a non essere mai stata retrocessa dalla massima serie.

Statistiche individuali

Simone Zaza, autore il 1º settembre 2013 del primo gol neroverde in Serie A.

Il giocatore del Sassuolo che detiene il record di maggior numero di reti segnate è Domenico Berardi con 49 gol,[38] a cui seguono Cristiano Luconi (44)[39], Gaetano Masucci (40)[40] e Alessandro Noselli (38)[41] mentre, per quanto riguarda la sola Serie A, al primo posto troviamo Berardi con 31 marcature,[38] Simone Zaza con 20,[42] Nicola Sansone con 10 e Antonio Floro Flores con 9.[43] Francesco Magnanelli è il calciatore neroverde con il maggior numero di presenze, 351,[44] a 227 segue Gaetano Masucci,[40] mentre a 219 troviamo Nicolò Consolini.[45] Per quanto riguarda il massimo campionato italiano, il primo posto è detenuto da Zaza con 64 presenze[42], seguono Berardi con 61[38] e Magnanelli con 54[44]

Di seguito i record presenze e marcature dei giocatori del Sassuolo dall’anno di fondazione a oggi:

Record di presenze
  • 369 Italia Francesco Magnanelli
  • 242 Italia Gaetano Masucci
  • 219 Italia Nicolò Consolini
  • 202 Italia Marco Piccioni
  • 194 Italia Alberto Pomini
  • 155 Italia Luigi Bertolini
  • 147 Italia Simone Missiroli
  • 147 Italia Filippo Pensalfini
  • 141 Italia Alessandro Longhi
  • 132 Italia Domenico Berardi
Record di reti
  • 49 Italia Domenico Berardi
  • 44 Italia Cristiano Luconi
  • 44 Italia Gaetano Masucci
  • 38 Italia Alessandro Noselli
  • 28 San Marino Andy Selva
  • 24 Italia Stefano Paraluppi
  • 23 Ghana Richmond Boakye
  • 23 Italia Sergio D’Agostino
  • 22 Italia Daniele Martinetti
  • 21 Italia Simone Zaza

Tifoseria

Storia

La frangia più calda della tifoseria neroverde nella curva Nord del Mapei Stadium di Reggio nell’Emilia, durante Sassuolo-Napoli del 2014.

I tifosi del Sassuolo presenti alle partite, storicamente non numerosi a causa delle dimensioni della città, si sono ulteriormente ridotti quando, per effetto delle promozioni degli anni 2010 nelle principali categorie nazionali (Serie B e A), la squadra ha disputato i propri incontri interni dapprima a Modena e poi a Reggio nell’Emilia: la media delle presenze si è attestata intorno a quota 3 000.[46] Così, venuti meno gli storici gruppi Ultras Saxolum 1988, Alkatraz, Gruppo 1922 e Head Out,[47] la tifoseria organizzata neroverde è confluita principalmente nel Clan Curva Nord[48] e nel Sasol.[48]

Durante il match casalingo contro il Chievo nel campionato 2013-14 gli ultras sassolesi indicono una protesta contro l’acquisto dello stadio della città reggiana da parte della società neroverde, evidenziando quanto sia importante per loro non essere sempre “ospiti”; al loro fianco, presenti in curva Sud, gli ultras “padroni di casa” della Reggiana.[49]

Gemellaggi e rivalità

Nella stagione 2013-14 nasce un gemellaggio con i supporter del Chievo, in particolare con i membri del Coordinamento amici del Chievo.[50] La tifoseria emiliana sostiene inoltre rapporti di amicizia con gli ultras di Bra, Pavia,[47] Südtirol,[47] Pordenone[47] e Pro Sesto.[47]

La rivalità più sentita è storicamente quella con i tifosi del Carpi, spesso sbeffeggiati durante le partite dei neroverdi. Nata recentemente, per ragioni di vicinanza e di campanilismo, è quella con il Modena,[47][51] mentre altre rivalità sono con i supporter di Empoli, Mantova, Ancona,[47] Grosseto, Sansovino,[47] Savona,[47] Trento,[47] Pro Vercelli,[47] Belluno[47] nonché con i corregionali del Cesena e della SPAL.[47]

Informazioni su diego80 (2292 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

Rispondi

UA-76292238-1
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: