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Eccellenze di Val Brembilla: Luca Masarati, la montagna dentro.

Luca, occhi vispi e faccia da bravo ragazzo lo chiamo in un infuocato pomeriggio di Luglio per chiedergli se gli va di portarmi un giorno in montagna insieme a lui per riprenderlo mentre è impegnato in qualche arrampicata. Non so quale sarà la sua risposta perchè non lo conosco bene e faccio mille congetture del tipo : penserà ma cosa vuole questo? gli darò fastidio? Lui mi risponde tutto entusiasta :<< Ma certo che lo facciamo! E’ una bellissima idea!>> Tre ore dopo, finito il lavoro è già a casa mia per raccontarmi cosa potremmo fare e come potremmo organizzarci. Mi porta anche la registrazione della sua ultima uscita alpinistica ( risalente al giorno prima!) su una punta innominata sul gruppo del Bianco e poi comincia a raccontarmi nel dettaglio tutte le sicurezze e le precauzioni che si devono prendere per godersi la montagna in sicurezza. Io mi appassiono, lui lo capisce e va avanti, non si ferma più, mi racconta di come è cambiato l’alpinismo negli anni. Parliamo per un ora e poi ci lasciamo con la promessa di una prossima uscita insieme. Vi lascio ora con il video registrato da lui Domenica 17 Luglio sul gruppo del Bianco. A breve, approfittando dell’uscita insieme racconteremo meglio chi è il nostro Luca Masarati.

Come ogni salita lunga da affrontare in alta montagna sveglia all’alba , colazione alle 3.00 e alle 3.30 ci troviamo a calpestare il primo nevaio al di sopra del rifugio Monzino, la salita inizia con la risalita di una canale di neve, spaccato a metà da un salto di roccia di circa 30 m per poi riprendere il canale di neve che si stringe fino a dover risalire il diedro di roccia che porta al colletto dove inizia la vera e propria cresta sud/est della punta innominata. Partiamo scalando i primi 60 metri facendo due tiri di arrampicata per poi legarci in conserva e iniziare la prima parte rocciosa , superiamo vari tratti di cresta fra neve ,ghiaccio e roccia per poi raggiungere l’anticima ! L’anticima é quella che si vede nella prima parte del video, una cresta affilata dove si procede legati in conserva corta e molta attenzione a non sbagliare ! Da qui alla cima 1 ora di camminata sul filo della cresta! Per poi vede finalmente la nostra meta punta innominata 3730 m. Questo video sembrerà qualcosa da pazzi, da incoerenti ma voglio sottolineare che la progressione in conserva se fatta correttamente può essere sicura ! Io Diego Manini e Dario Rota facciamo parte di un team del Cai di Bergamo , il progetto “under 25” composto da 6 ragazzi selezionati in base ad un curriculum alpinistico , e quindi con giá esperienza in campo alpinistico e arrampicatorio di notevole importanza , il progetto è seguito da tutor , il loro compito é di accompagnarci nelle uscite , non per insegnarci ad andare in montagna ,ma di migliorare affinare in tutti gli aspetti del mondo alpinismo. La punta innominata non è alpinisticamente difficile, ma attraverso questo video si può vedere quel che si prova ad essere sul filo di una montagna a 3700 metri ai piedi del monte bianco. Adrenalina, concentrazione , attenzione ai compagni di cordata e fiducia, ma soprattutto un panorama indescrivibile e diverso da quello che molti di voi vedono nella vita comune o da escursionista incallito. Sottolineo che siamo ragazzi con esperienza e che ogni scalata viene affrontato nel modo più sicuro possibile, attraverso tecniche di assicurazioni affinate.

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