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20 luglio 1973 – Il mito di Bruce Lee ed una morte avvolta nel mistero

Già avevamo parlato tempo fa della scomparsa misteriosa di Brandon Lee, l’attore protagonista de Il corvo, ed oggi vi raccontiamo con wikipedia, della morte del padre, il grande Bruce Lee, forse il primo a far trionfare le arti marziali nella cinematografia mondiale.

(da wikipedia) Bruce Jun Fan Lee (李小龍T, Lǐ XiǎolóngP; San Francisco, 27 novembre 1940 – Hong Kong, 20 luglio 1973) è stato un attore, artista marziale, filosofo, regista, sceneggiatore e produttore statunitense di origini cinesi. E’ stato inoltre il precursore del cinema d’azione moderno, colui che ha dato il maggior contributo al concetto moderno di arti marziali miste, nonchè fondatore del Jeet Kune Do..

Nato nella Chinatown di San Francisco da famiglia originaria di Hong Kong, cresciuto poi a Hong Kong e ritornato a diciotto anni a San Francisco, Lee è ampiamente considerato uno dei più influenti artisti marziali di tutti i tempi, nonché l’attore più ricordato per la presentazione delle arti marziali cinesi al mondo. I suoi film, prodotti a Hong Kong e ad Hollywood, elevarono ad un nuovo livello di popolarità e gradimento le pellicole di arti marziali e l’interesse per questo tipo di discipline in Occidente. La direzione ed il tono delle sue opere influenzarono profondamente i film di arti marziali di Hong Kong che, fino ad allora, avevano mostrato più un senso teatrale che realistico delle scene. L’arte marziale da lui sintetizzata è chiamata Jeet Kune Do.

Biografia

Bruce Lee in una foto del 1940 insieme ai genitori

Penultimo di cinque figli, Phoebe, Agnes, Robert, Bruce e Peter, di Lee Hoi-Chuen[1], cinese, e di Grace, di origini euroasiatiche. La famiglia tornò a Hong Kong tre mesi dopo la nascita di Lee[2].

Bruce Lee insieme al figlio Brandon

Tra i nomi datogli dai genitori, “Li Yuen Kam”, “Jun Fan” (che significa letteralmente “ritorna ancora”) e “Xiao Feng” (“piccola fenice”). Un altro nome, “Xiao Long” (“piccolo drago”, in quanto nato nell’ora e nell’anno cinese del drago) ne sottolineava il carattere esuberante, che durante l’infanzia trascorsa a Hong Kong lo portava a scontrarsi con la piccola criminalità giovanile. Per questo decise di volere imparare le tecniche di difesa marziali iscrivendosi alla prestigiosa scuola di Wing Chun sotto gli insegnamenti del Maestro Yip Man[2], con cui studiò per molti anni. Da allora Bruce non abbandonò più lo studio delle arti marziali.

All’età di 12 anni entrò alla scuola cattolica La Salle College. Successivamente frequentò il Francis Xavier’s College, finché il suo temperamento esuberante, i continui battibecchi coi compagni, la scarsa voglia di applicarsi nello studio, nonché il rischio che potesse rovinare la reputazione della famiglia medio-borghese, indussero il padre a mandarlo a vivere da un vecchio amico negli Stati Uniti[2]. Ma dopo un breve periodo vissuto a San Francisco si trasferì a Seattle, dove lavorò come cameriere[2]. Qui, nel 1962 riuscì a terminare la sua formazione di scuola superiore ottenendo il diploma alla Edison Technical School. Si iscrisse quindi alla facoltà di filosofia dell’Università di Washington[2], ma abbandonò gli studi al penultimo anno. Qui conobbe Linda Emery che sposerà nell’agosto del 1964[2] e dalla quale ebbe due figli: Brandon nel 1965 e Shannon Emery nel 1969[2].

Il Kung Fu e gli allenamenti

Bruce Lee a 10 anni nel film The Kid(1950)

Nonostante le credenze, Lee non studiò mai il Tai Chi seriamente, in quanto non si confaceva alle sue caratteristiche peculiari, prima fra tutte, la sua notevole velocità. Dal padre imparò i concetti fondamentali di questa antica arte. Lee studiò assiduamente Kung Fu nello stileWing Chun col Maestro Yip Man per cinque anni. Bruce sarebbe stato presentato a Man da William Cheung, sedicente studente di Man, ma in anni recenti la federazione ufficiale del Wing Chun di Hong Kong ha ufficialmente smentito la cosa chiarendo che William Cheungnon ha mai studiato con Man, bensì con un istruttore delegato dal Maestro. Bruce comunque studiò con Man fino ai diciotto anni nel 1959, anno in cui partì per gli Stati Uniti[3]. Uno degli studenti di maggior livello fu Wong Shun-Leung, che si ritiene abbia avuto una grande influenza sull’allenamento di Lee.

Attratto da qualsiasi disciplina da combattimento, Lee si allenò anche nel pugilato occidentale, vincendo nel 1958 il titolo interscolastico di boxe. Batté il tre volte campione Gary Elms con un K.O. al terzo round. Imparò anche rudimenti di scherma occidentale dal fratello minore Peter, all’epoca campione di questa disciplina. Questo approccio a 360º distinse via via sempre più Lee da ogni altro praticante di arti marziali, tanto che nel 1966, decise di dare un nome al suo stile, ovvero Jeet Kune Do[2], “via del pugno che intercetta”.

Il suo allenamento includeva tutti gli elementi di fitness, forza e resistenza muscolare, resistenza cardiovascolare e flessibilità. Utilizzò le tecniche tradizionali del culturismo per scolpire e aumentare la massa muscolare. Tuttavia, fu sempre attento nel sottolineare quanto la preparazione mentale e spirituale fossero fondamentali per il successo dell’allenamento fisico e nella pratica delle arti marziali. Al fine di allenare specifici gruppi di muscoli, Lee si avvalse di attrezzature appositamente progettate e costruite.

Bruce Lee insieme al suo insegnante Yip Man

Il 13 agosto del 1970, a causa di un errato preriscaldamento dei muscoli in un allenamento di sollevamento pesi, subì un grave infortunio[2]: gli esami clinici mostrarono uno stiramento al quarto nervo sacrale, nella parte inferiore della schiena. Durante il periodo di convalescenza, iniziò a dedicarsi alle religioni, alla filosofia, alle arti da combattimento e agli scritti di Jiddu Krishnamurti. Il periodo di inattività fisica gli offre anche l’opportunità di documentare i metodi di allenamento, che in seguito verranno raccolti e pubblicati dalla moglie Linda nel libro The Tao of Jeet Kune Do[2]. Nell’arco dei successivi sei mesi, riuscì a recuperare agilità, velocità e potenza.

Carriera cinematografica

Stella di Bruce Lee sulla Hollywood Walk of Fame, Los Angeles (California)

Bruce Lee e Van Williams in una foto pubblicitaria della serie televisivaThe Green Hornet

Il suo debutto nel mondo cinematografico di Hong Kong avvenne all’età di tre mesi, quando fu scelto per il ruolo del neonato nel film Golden Gate Girl del 1941. Fra i sei ed i diciassette anni partecipò a sedici pellicole, anche se il primo film di un certo riguardo, The Orphan del 1958 lo interpretò all’età di diciotto anni[2].

Il produttore della serie televisiva Batman e Robin, William Dozier, ebbe l’occasione di visionare i filmati di Lee[2] al Campionato Internazionale di karate, tenutosi a Long Beach il 2 agosto del 1964. L’esibizione incluse varie dimostrazioni, tra le quali flessioni su pollice ed indice e il suo noto “pugno a un pollice”. Colpito dalle notevoli capacità fisiche, Dozier invitò Lee per un’audizione, grazie alla quale si aggiudicò una parte nella serie televisiva Il calabrone verde[2], per la stagione 1966-1967, in Batman. Successivamente ottenne ruoli anche nelle serie Ironside, Longstreet, Here Come the Brides e, nel 1969 nel film: L’investigatore Marlowe[2].

Lee interpretò il suo primo ruolo da protagonista nei film Il furore della Cina colpisce ancora del 1971 e Dalla Cina con furore del 1972, grazie ai quali ottenne vasta celebrità internazionale. Successivamente fondò una propria casa di produzione, la Concord Production Inc., in società con Raymond Chow della Golden Harvest. Sotto tale egida co-produsse, scrisse, diresse e interpretò L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente nel 1972, in cui fece comparsa anche Chuck Norris[2] in una scena, quella del duello nel Colosseo, che divenne la più celebre di arti marziali nella storia del cinema. Richiese tre giorni di riprese, e venti pagine di sceneggiatura scritte e disegnate da Lee.

Nel 1973 ottenne il ruolo di protagonista in I 3 dell’operazione Drago, film che lo consacrò come divo internazionale, per il quale fece anche da coreografo per le scene di combattimento e co-produttore con la sua Concord Production Inc. Il film fu il secondo maggior incasso della Warner Bros. dopo L’esorcista e consolidò l’immagine di Lee come leggenda delle arti marziali.

La morte

“…tanta profusione di energie ebbe come risultato una ulteriore perdita di peso, e un allarmante ritmo di disidratazione…”. Linda racconta con questi termini nel suo libro Dragon, ciò che accadde durante le riprese de I tre dell’Operazione Drago. Tra le conseguenze della disidratazione grave, c’è l’edema cerebrale. L’autopsia (Bruce Lee il re del kung fu, di Alex Ben Block 1976), evidenziò non solo il sintomo più evidente del malore che portò del decesso (“…il cervello di Lee era gonfio come una spugna…” segno inequivocabile di un accumulo repentino di liquidi), ma una possibile disfunzione renale, oltre alla presenza nei polmoni di modesta quantità di fluido (che secondo alcuni maestri di Arti Marziali, come riportato dall’autore Alex Ben Block nel libro sopra citato, poteva essere anche annoverata tra le conseguenze di un particolare colpo di Kung-Fu della tecnica Dim Muk, ritenuta leggendaria dai più), e piccole quantità di sangue riversatesi negli alveoli. Ma ancora molti giorni dopo il funerale la causa mortis restava ignota e ciò provoco tumulti di folla nelle strade di Hong Kong che richiesero l’intervento di agenti in tenuta anti-sommossa. I fans ebbero l’impressione che si stesse nascondendo qualcosa o che le autorità non sapessero esattamente quali pesci pigliare. Il mannitolo iniettato in vena a Bruce Lee aveva come unico compito il fare riassorbire velocemente il liquido in eccesso causa sia del primo sia del secondo collasso.

Tomba di Bruce Lee a Seattle, con accanto quella del figlio Brandon

Il 10 maggio 1973, negli studi della Golden Harvest, durante le sessioni di doppiaggio de I tre dell’Operazione Drago, Lee fu colto da un attacco di vomito, febbre alta e forti convulsioni. Venne immediatamente trasportato all’ospedale più vicino, dove riscontrarono la presenza di un edema cerebrale. Gli fu così somministrato del mannitolo[4], un medicinale atto a ridurre il gonfiore al cervello, che gli salvò la vita. Lo stesso male, tuttavia, gli tolse la vita tre mesi più tardi. Si trovava a Hong Kong a casa di Betty Ting Pei[5]. Entrambi avevano appuntamento col produttore Raymond Chow per discutere di un film in produzione, Game of Death. Per cercare di alleviare una forte emicrania, Lee assunse una pastiglia, datagli da Betty[5], di Equagesic, contenente sia aspirina che meprobamato, e si addormentò senza più svegliarsi[3]. Tutto ciò secondo le dichiarazioni di Betty in tribunale, giacché non vi erano altri testimoni in casa sua. Fu trasportato con molto ritardo al Queen Elizabeth Hospital dove fu dichiarato “dead on arrival”, cioè arrivato morto, dopo che la stessa Betty aveva perso tempo prezioso chiamando prima il proprio medico generico e poi il produttore Raymond Chow, che si adoperarono per tentare di svegliare Lee. L’autopsia non fugò del tutto il dubbio sulla causa del decesso, poiché nel verbale seguito all’inchiesta si parlò di “probabile” reazione allergica a una o più sostanze contenute in un’aspirina. Il cervello di Lee, che mediamente in un adulto pesa attorno ai 1.400 grammi, ne pesava 1.575 (un aumento del 13%). Le uniche due sostanze rinvenute nelle analisi del sangue durante l’autopsia, furono i due componenti dell’Equagesic, la summenzionata aspirina, ed anche tracce di cannabis che Bruce aveva masticato, ma che come droga leggera non aveva nessun precedente mortale nella casistica medica ufficialmente nota.

Il 15 ottobre 2005, Chow disse che Lee era morto per un’ipersensibilità al miorilassante contenuto nell’Equagesic, il meprobamato, ingrediente molto comune negli antidolorifici. Quando i dottori annunciarono ufficialmente la morte di Lee, il verdetto finale ne confutò, ossia ne mise in dubbio, la «morte accidentale»[6]. Le cause della morte di Lee sono ancora oggi oggetto di discussione in quanto non vi certezza certa di quella fatale ipersensibilità al medicinale. E proprio ciò secondo molti, incluso il campione di Karate americano Mike Anderson amico personale di Lee, ha avvalorato, fra le tante tesi omicidiarie, quella di un veleno erboristico orientale che non poteva essere rinvenuto in un’autopsia eseguita 36 ore dopo la morte, come si legge anche sopra citato libro di Alex Ben Block, a meno che non si fossero effettuati esami particolari per cercare esattamente tracce di veleno. La distonia fra la lentezza nell’accertare la causa mortis -o quantomeno comunicarla al pubblico- e l’impennata di velocità che portò poi a chiudere l’inchiesta in meno di tre mesi, non fecero altro che avvalorare, secondo molti, l’ipotesi di un precipitoso insabbiamento, giacché all’epoca tanto la polizia di Hong Kong -che risultava il corpo più corrotto dopo quello di Los Angeles-, quanto la magistratura, erano sovente criticate per infiltrazioni mafiose da parte dei sindacati del crimine “Hung” (Triadi, in Occidente), ai quali erano affiliati produttori e registi con cui Lee era sovente entrato in contrasto. Molti fans di Hong Kong accusarono Betty Ting Pei, al punto che essa non poté partecipare al funerale, in quanto era nota per accompagnarsi spesso a boss delle Triadi nei locali notturni. Del decesso furono sospettati dai fans più esagitati anche Raymond Chow, dal quale Lee era in procinto di separarsi artisticamente, il regista Lo Wei,che col divo aveva avuto violente liti ampiamente pubblicizzate sui giornali, il potentissimo produttore Run Run Shaw, al quale il rifiuto di Lee aveva fatto saltare una coproduzione internazionale con Carlo Ponti infliggendo anche una cocente umiliazione sul piano dell’immagine, ed alcuni esponenti di Arti Marziali tradizionali sia cinesi che nipponiche, che l’attore aveva spesso criticato.

L’opinione preliminare di Peter Wu, il neurochirurgo che salvò la vita di Lee durante il primo attacco, fu che la causa della morte dovesse essere attribuita a una reazione alla cannabis della quale, come summenzionato, furono trovate tracce nello stomaco o all’Equagesic[7]. Comunque, in seguito Wu ritrattò questa posizione, affermando:

« Il Professor Teare era uno scienziato forense raccomandato da Scotland Yard; era stato interpellato come esperto sulla cannabis e non possiamo contraddire la sua testimonianza. Il dosaggio della cannabis non è preciso né prevedibile, ma non ho mai sentito di qualcuno che sia morto solo per averla assunta. »
(Bruce Thomas, p. 286)

Bruce Lee giace nel lotto 276 del Lake View Cemetery accanto al figlio Brandon Lee[8]. A portare la bara nella cerimonia tenuta a Seattle furono Steve McQueen, James Coburn,Chuck Norris, Dan Inosanto, Taky Kimura, Peter Chin, e il fratello Robert[2].

Le commemorazioni

Stella di Bruce Lee alla Avenue of Stars, Hong Kong

Nel 1993 è stato anche onorato con una stella sulla Hollywood Walk of Fame a Los Angeles, e nell’occasione di quello che sarebbe stato il suo 65º compleanno (novembre 2005), una statua commemorativa è stata posata sull’Avenue of the Stars a Kowloon, in sua memoria: di colui che è stato votato “Star of the Century” dagli addetti ai lavori del mondo del cinema di Hong Kong. Un’altra statua più piccola ha preceduto di pochi mesi quest’ultima a Mostar in Bosnia ed Erzegovina, mentre una molto più grande, di venti metri, è sorta successivamente in un parco a tema nella Cina continentale, il Bruce Lee Paradise, a Jun’an (均安) (paese presso Foshan nel quale avrebbe avuto i natali il padre di Bruce, l’attore teatrale e caratterista cinematografico Li Hoi Chuen).

Apparizioni televisive

Come se stesso in documentari o talk show

  • The Pierre Berton Show (1971)
  • Where the Action is, (1966)
  • The Milton Berle Show (1966)

Produzioni postume

Due anni dopo la morte di Lee, il regista Lin Ping dirige Good Bye Bruce Lee (Yung chun ta hsiung, 1975) utilizzando il più somigliante dei suoi sosia, Ho Chung Tao (nome d’arte: “Bruce Li”). La storia riprende le idee che Lee aveva per il suo Game of Death, rimaneggiandole e privandole dell’aspetto filosofico. È solo una delle decine di film speculanti su Lee ed interpretati da una pletora di sosia, tra Hong-Kong e Taiwan.

Statua di Bruce Lee a Hong Kong

Nel 1977 la casa cinematografica che possiede i diritti del materiale girato di Game of Death affida al regista Robert Clouse, lo stesso di I tre dell’Operazione Drago il materiale girato dall’attore prima della morte per rimaneggiarlo e farne un film. Esce così nel 1978 L’ultimo combattimento di Chen (Game of Death/Xi wang youxi). Le scene di arti marziali aggiunte sono coreografate dall’allora esordiente Sammo Hung e, tra gli attori, il Maestro Dan Inosanto e il campione di pallacanestro Kareem Abdul-Jabbar[2].

Oltre ai film di montaggio e quelli con sosia esistono anche produzioni totalmente estranee a Bruce Lee ma in cui le distribuzioni internazionali hanno forzatamente inserito il suo nome a scopo di sfruttarne la fama, ad esempio Il braccio violento del Thay-Pan.

Nel 2000, il regista e scrittore John Little decide di rimasterizzare il materiale girato da Lee prima della sua morte e di montarlo seguendo le indicazioni che lo stesso Lee aveva lasciato. A corredo, inserisce interviste inedite e filmati di repertorio. Il risultato è il film-documentarioBruce Lee – La leggenda (Bruce Lee: A Warrior’s Journey).

Film-biografia

L’enorme clamore provocato dalla morte improvvisa dell’attore ha creato numerosi film-biografia, ognuno dei quali racconta una propria versione riguardo alla morte di Lee.

Nel 1975 viene proiettato il film agiografico Io… Bruce Lee (Lei Siu Lung jyu ngo) tramite cui si sostiene la maldicenza secondo cui Betty Ting Pei, nella cui casa Lee morì tre anni prima, fosse l’amante del noto attore. In realtà non vi è nessuna prova dell’esistenza di una relazione fra i due attori. La produzione Shaw Bros è lo studio che non riuscì ad avere sotto contratto Lee in vita. La parte di Lee è interpretata da Danny Lee, alias Li Hsiu-Sien, in seguito star dei police-thriller anni ottanta-novanta. Nel ruolo del barman che difende Betty da una banda di fan di Lee che l’accusa di essere la colpevole della sua morte, appare l’attore Jimmy Nam (Nan Kung Hsiu), noto ai patiti per i suoi ruoli di villain in pellicolecult del filone quali Cinque dita di violenza e I fantastici piccoli supermen.

Nel 1978 esce Bruce Lee Supercampione (Li Hsiao Lung chuan chi) di Ng See Yuen, con Ho Chung Tao nel ruolo di Lee. È il più prolifico sosia dell’attore, un ginnasta e stuntman taiwanese in realtà molto più giovane del vero Lee che, col nome fittizio di Bruce Li girerà numerose pellicole di qualità inferiore.

Nel 1993 esce Dragon – La storia di Bruce Lee, trasposizione cinematografica del romanzo della moglie di Lee, Linda, del 1989, che racconta la storia del marito aggiungendo il punto di vista soggettivo.

A partire dagli anni ottanta e novanta, una vasta quantità di libri e narrativa su Bruce Lee ha contribuito a rinverdirne il mito. Da John Little negli Stati Uniti, a Lorenzo De Luca, autore dei primi libri in lingua italiana su Lee e sul cinema di arti marziali, i quali hanno contribuito a divulgare in Italia anche gli allora poco conosciuti Jackie Chan, Sammo Hunge Lau Kar Leung, che De Luca ha personalmente intervistato, presso le nuove generazioni.

La leggenda di Bruce Lee è una serie televisiva cinese di 30 episodi da 47 minuti l’uno trasmessa sul canale Rai 4 a partire dal 4 aprile 2009. Si tratta della biografia televisiva di Bruce Lee, trasmessa dalla televisione di Stato cinese (CCTV) in occasione delle Olimpiadi del 2008. Danny Chan Kwok-kwan, già interprete di film come Shaolin Soccer e Kung Fusion, veste nel telefilm i panni di Lee.

Recentemente il mistero che avvolge le morti di Bruce e Brandon Lee è stato oggetto di una puntata di Voyager su Rai 2, con ospite l’autore Lorenzo De Luca (che incontrò Brandon pochi mesi prima del tragico incidente).

Filmografia

Attore

Cinema

  • Golden Gate Girl, regia di Kwan Man Ching (1941) – non accreditato
  • The Birth of Mankind, regia di Yue Leong (1946)
  • Fu gui fu yun (1948)
  • Meng li xi shi, regia di Aimin Jiang (1949) – accreditato come Siu Hoi-Chuen Lee
  • Xi lu xiang, regia di Fung Fung (1950) – accreditato come Siu Lung
  • Ren zhi cue, regia di Kim Chun (1951)
  • Ku hai ming deng, regia di Kim Chun (1953)
  • Ci mu lei, regia di Kim Chun (1953)
  • Qian wan ren jia, regia di Ji Zhu (1953)
  • Wei lou chun xiao, regia di Tie Li (1953) – accreditato come Lee Jun-fan
  • Fu zhi guo (1953)
  • Ai, regia di Kim Chun, Sun-Fung Lee, Tie Li, Wui Ng, Hang Wong e Ji Zhu (1955)
  • Ai xia ji, regia di Kim Chun, Sun-Fung Lee, Tie Li, Wui Ng, Hang Wong e Ji Zhu (1955)
  • Gu er xing, regia di Dai-Suk Chin e Kai Lee (1955)
  • Er nu zhai, regia di Kim Chun (1955)
  • Gu xing xue lei, regia di Ji Zhu (1955)
  • Zha dian na fu, regia di Kim Chun (1956) – accreditato come Lee Siu Lung
  • Zao zhi dang cu wo bu jia, regia di Wai-Kwong Chiang (1956)
  • Lei yu, regia di Wui Ng (1957)
  • Ren hai gu hong, regia di Sun-Fung Lee (1960) – accreditato come Lee Siu-Lung
  • L’investigatore Marlowe (Marlowe), regia di Paul Bogart (1969)
  • Il furore della Cina colpisce ancora (Tang shan da xiong), regia di Wei Lo e Chia-Hsiang Wu (non accreditato) (1971)
  • Dalla Cina con furore (Jing wu men/ fist of fury), regia di Wei Lo (1972)
  • L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente (Meng long guo jiang/ Way of the Dragon), regia di Bruce Lee (1972)
  • I 3 dell’operazione Drago (Enter the Dragon), regia di Robert Clouse (1973)

Opere postume:

  • Bruce Lee Supercampione, regia di See-Yuen Ng (1976)
  • L’ultimo combattimento di Chen (Game of Death I), regia di Robert Clouse (1978): Bruce Lee viene fatto comparire usando materiale di archivio.
  • L’ultima sfida di Bruce Lee (Game of Death II), regia di Ngsee See Yuen (1981): in questo film Lee compare solo in immagini d’archivio prese dai suoi film.
  • Io sono Bruce Lee, regia di Pete McCormack – documentario (2012)

Televisione

  • The Milton Berle Show (titolooriginale) – serie TV, episodio 1×2 (1966)
  • Batman (Batman) – serie TV, episodi 2×7-2×51-2×52 (1966-1967)
  • Il Calabrone Verde (The Green Hornet) – serie TV, 26 episodi (1966-1967)
  • Ironside (Ironside) – serie TV, episodio 1×7 (1967)
  • Blondie – serie TV, episodio 1×13 (1969)
  • Arrivano le spose (Here Come the Brides) – serie TV, episodio 1×25 (1969)
  • Longstreet (Longstreet) – serie TV, 4 episodi (1971)

Sceneggiatore

  • L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente (Meng long guo jiang), regia di Bruce Lee (1972)
  • L’ultimo combattimento di Chen (Game of Death), co-regia di Robert Clouse (1978) – non accreditato

Opere postume:

  • Messaggi da forze sconosciute (Circle of Iron), regia di Richard Moore (1978) – soggetto
  • Bruce Lee – La leggenda (Bruce Lee: A Warrior’s Journey), regia di John Little e Bruce Lee – video documentario (2000) – filmati originali
  • Bruce Lee in G.O.D.: Shibôteki yûgi, regia di Toshi Ohgushi e Toshikazu Ôgushi (2000) – materiale

Regista

  • L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente (Meng long guo jiang) (1972)

Opere postume:

  • L’ultimo combattimento di Chen (Game of Death), co-regia di Robert Clouse (1978) – non accreditato
  • Bruce Lee – La leggenda (Bruce Lee: A Warrior’s Journey), co-regia di John Little – video documentario (2000) – filmati originali

Altro

  • The Silence Flute, sceneggiatura del (1971)
Film prodotti dalla Concord Production

logo della Concord Production Inc.

  • The Game of Death (死亡的遊戲), film incompiuto (1972)

Curiosità

  • È stato anche un filosofo introducendo il radicalismo nelle arti marziali.
  • Il film L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente probabilmente sarebbe dovuto uscire nelle sale italiane alla fine del 1973, infatti la prima edizione originale dell’omonimo manifesto cinematografico riporta l'”anno di edizione 1973″ mentre invece l’uscita del film avvenne nei primi giorni del gennaio 1974.
  • È stato preso come spunto per diversi personaggi di videogiochi di combattimento, come Marshall Law (e suo figlio Forest) e Lee Chaolan (il suo nome ricorda la traslitterazione cinese di Bruce Lee) della serie Tekken della casa di produzione Namco, Fei Longdella serie Street Fighter della Capcom, Liu Kang in Mortal Kombat, Dragon della serie World Heroes e Bros lee del videogiocoBroforce. Bruce Lee ha ispirato anche Rock Lee e Gai Maito personaggi del Manga ed Anime Naruto.
  • Il volto di Lee è servito da base a Tetsuo Hara per creare l’immagine di Kenshiro, protagonista di Ken il Guerriero; durante la storia Lee viene citato più volte nelle movenze, nella concezione della Divina Arte di Hokuto come tecnica adattabile ai cambiamenti, e perfino in piccoli gesti (soprattutto quello di provocare l’avversario invitandolo a farsi avanti). Quando la collocazione temporale si sposta di alcuni anni (dopo la morte di Raoul), la somiglianza si perde ed il volto di Kenshiro adulto somiglia maggiormente aSylvester Stallone.

Citazioni

  • L’ultimo combattimento di Chen viene citato in due film: in Kill Bill vol. 1 la protagonista Beatrix Kiddo (interpretata da Uma Thurman) indossa una tuta integrale gialla e nera; in The Matrix Neo (interpretato da Keanu Reeves), durante lo scontro con l’agente Smith in metropolitana, si muove e lo provoca come Bruce Lee durante lo scontro conKareem Abdul Jabbar.

 

Informazioni su diego80 (2292 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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