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28 Luglio 1944. I fascisti compiono una strage a Brembilla.

Riportiamo la testimonianza registrata da G. Genini (Gèna) sui tragici fatti, compiuti ad opera dei fascisti, accaduti a Brembilla il 28 Luglio 1944. A seguire la testimonianza di Maria Todeschini che in un video racconta, dal suo punto di vista, come si sono svolti i fatti.

Brembilla, 28 Luglio 1944.

“Quella notte io mi trovavo sulla Corna Marsa per ricevere uomini che sarebbero venuti ad incrementare il mio gruppo allora costituito da circa 15 unità tra cui molti di Brembilla. Dovevamo dirigerci verso il Pertus così la mattina ci incamminiamo. Ci dividiamo per andare a prendere il pane. Eravamo in 3 o 4. Io scendo per andare dal prestinaio mentre gli altri mi aspettano lungo la mulattiera che porta al Put della Grat. Dopo aver fatto le spese, vediamo un fascista in bicicletta. Portava la posta. Lo lasciamo perdere e prendiamo la strada del Pertus che passa per Capizzone. Facciamo qualche passo e quando siamo sul ponte sentiamo dei colpi di mitra. Notare che mentre facevamo la strada sentivamo il rumore di una macchina. L’eco dei co1pi ci dava l’impressione che si sparasse a Capizzone perciò decidiamo di ritornare sui nostri passi facendo il ponte della Grat. Qui sentiamo nuovamente la macchina che s’avvicina. Ci abbassiamo dietro il muretto e scattiamo in piedi quando l’auto passa vicino. Spariamo alcune scariche sul motore. La macchina si blocca e Stefano provvede ad assestare dei duri colpi col calcio del fucile ai 4 fascisti man mano che escono dall’abitacolo. Ci allontaniamo rapidamente dal ponte dirigendoci verso Bermbenno. Poco dopo sentiamo il rombo dei camion tedeschi. Non ne conosciamo la direzione, ma uno zoppo ce la indica. Noi ci dirigiamo verso la parte opposta e cioè torniamo sui nostri passi verso la Corna Marsa.

Lungo la strada però veniamo sorpresi da sventagliate di mitra. Ci ripariamo dietro le balze del luogo e ci organizziamo per sganciarci. Riusciamo non facilmente in questa operazione e mentre ci ritiriamo verso la montagna, incontriamo degli slavi che stanno fuggendo. Si aggregano a noi. Dopo aver vagato a lungo per i monti, dall’alto vediamo , il fumo che si alza su Brembilla. Scendiamo verso i1 paese: volevamo sapere. I miei erano salvi, ma nel paese erano state bruciate una decina di case e i fascisti avevano ucciso alcune persone. Perché avevano bruciato Brembilla? Il Canadese quella notte era sceso con i suoi dal farmacista per farsi dare dei medicinali, ma era incappato nei fascisti che già erano arrivati in paese. Ne seguì uno scontro: bombe di qua, bombe di là. I fascisti si ritirarono alla frazione Corna. Aspettarono un po’ poi a ventaglio circondarono Brembilla mettendola poi a ferro e fuoco mentre Giorgio e i suoi erano già scantonati. Così i fascisti scaricarono la loro rabbia sulla ,povera gente del paese. Morì Bortolo , Vanotti a Berbenno: aveva 14 anni e stava riparando il tetto quando arrivarono i fascisti. Tentò di scappare, ma era già sotto tiro e fu abbattuto con una mitragliata. Gli altri furono uccisi nello stesso luogo in cui era morto d’infarto un fascista che aveva tentato di scappare per evitare di essere catturato da noi quando in giugno con Rino effettuammo una puntata su Brembilla. Questi due erano Lorenzo Pesenti e Vincenzo Offredi. “

Maria Todeschini, classe 1924 racconta i tragici fatti della rappresaglia fascista a Brembilla del 1944 in cui vennero uccisi Offredi Vincenzo, Pesenti Lorenzo e Vanotti Bortolo.

“I fascisti sono entrati in un’osteria di Brembilla dove c’erano i partigiani, e hanno avuto la peggio. Successivamente un’armata di fascisti ha ucciso per rappresaglia l’oste, ma dell’osteria sbagliata. Poi sono andati a Gavazzone e hanno messo contro il muro tutti gli uomini. Sono entrati nella casa del suocero di Maria e aprendo un cassetto della cucina hanno trovato le sue medaglie al valore. Lo lasciano andare e con lui anche tutti i suoi amici.”

Per approfondire questa vicenda consigliamo il bellissimo libro, uscito in più edizioni, “La resistenza in Valle Brembana e zone limitrofe” scritto da Tarcisio Bottani, Giuseppe Giupponi (Fuì) e Felice Riceputi.

 

1 Commento su 28 Luglio 1944. I fascisti compiono una strage a Brembilla.

  1. Sempre giusto ricordare.

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