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Hiroshima. 71 anni fa la follia.

Hiroshima 71 anni dopo

Tratto da : La Repubblica

I giapponesi hanno commemorato oggi le vittime del primo bombardamento atomico della storia, che ha colpito 71 anni fa la città di Hiroshima. Come ogni anno, il sindaco ha lanciato un appello al mondo per il divieto delle armi nucleari.

Quest’anno l’anniversario è stato particolarmente sentito, anche perché arrivato pochi mesi dopo la storica visita del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il primo leader della nazione che sganciò la bomba a recarsi nella città martire.

Il 6 agosto 1945, alle 8.15 ora locale, il bombardiere Enola Gay sganciò su Hiroshima la bomba “Little boy”. Gran parte della città fu immediatamente distrutta. Entro la fine di quell’anno morirono 140mila persone. Molte altre hanno continuato a portare le ferite sul corpo e nella memoria per il resto della loro vita. Tre giorni più tardi gli americani lanciarono una seconda bomba, la cosiddetta “Fat man”, sulla città di Nagasaki. Due armi tra loro completamente differenti: una all’uranio 235, l’altra al plutonio 239, sostanzialmente uguale a ‘The Gadget’, la prima bomba atomica esplosa ad Alamogordo nel famoso Trinity Test tre settimane prima, il 16 luglio, dell’olocausto di Hiroshima.

La successiva proliferazone delle armi nucleari durante la Guerra fredda tra Usa e Urss ha portato le due superpotenze a costruire bombe sempre più potenti: gli Stati Uniti si dotarono della B-41, (anche conosciuta come Mk-41) un ordigno da 25 megatoni (mille e seicento volte più potente della bomba che distrusse Hiroshima). La risposta di Mosca arrivò con la bomba Zar, che venne testata il 30 ottobre del 1961: aveva una capacità distruttiva di 50 megatoni. Attualmente l’atomica più potente negli arsenali americani è la B83: la sua capacità distruttiva è di “soli” 1,2 megatoni.

Circa 50mila persone si sono riunite al Parco della pace di Hiroshima, dove è collocato l’epicentro dell’esplosione. Tra loro i rappresentanti di 91 Paesi e dell’Unione europea. Presente, come di prammatica, anche il primo ministro nipponico Shinzo Abe.

Dopo un minuto di raccoglimento, durante la cerimonia solenne, il sindaco di Hiroshima Kazumi Matsui ha ricordato la visita di Obama, che è “stata la prova che il profondo desiderio di Hiroshima di non tollerare il male assoluto è condiviso dal presidente Obama”. Il capo della città ha lanciato al mondo un appello per chiedere il divieto dell’arma nucleare, “forma ultima dell’inumano”.

Quindi, il sindaco di Hiroshima, diretto al premier Shinzo Abe presente alla cerimonia, ha sottolineato come “un mondo libero dalle armi nucleari esprimerebbe il nobile pacifismo della costituzione giapponese”. Costituzione che il primo ministro vorrebbe cambiare, eliminando la rinuncia al pacifismo iscritta nell’articolo 9 della carta.

Il primo ministro giapponese ha deposto una corona di fiori e ha ribadito che intende lavorare per un mondo senza armi nucleari. “Io sono convinto – ha detto Abe – che la visita di Obama ha portato una grande speranza al Giappone, nel mondo e particolarmente a Hiroshima e Nagasaki”.

Ma nonostante i proclami e i programmi di disarmo, nel mondo ci sono ancora 15.700 testate nucleari (prima del 1985 erano serttantamila): la Russia ne ha 7.500 e detiene il primato mondiale degli armamenti nucleari. Seguono gli Usa con 7.200 testate, mentre al terzo posto si trova la Francia con 300 testate e non ci sono dati certi sull’arsenale di pechino, le stime parlano di 250 testate ma un dato è certo: l’arsenale cinese è in aumento, insieme a quello indiano e pakistano. Senza contare che risulta difficile ottenere informazioni dalla Corea del Nord e da Israele.

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