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8 agosto 1956 – 60 anni fa la tragedia di Marcinelle

da www.panorama.it

Edoardo Frittoli

I Belgi li trattavano più o meno come prigionieri di guerra. Erano i lavoratori italiani della miniera del Bois du Cazier a Marcinelle vicino a Charleroi. Si erano sentiti spesso chiamare “musi neri” o “sporchi maccaroni“. Siamo nel 1956, ma le condizioni di vita dei minatori emigrati riportavano ad almento 10 anni indietro, quando le misere baracche dove alloggiavano erano state utilizzate prima come lager dai nazisti e poi come campo di prigionia per gli stessi tedeschi.

Il Belgio si trovava in quegli anni in una situazione opposta a quella dell’Italia stremata da una guerra perduta. Aveva molte risorse e poca mano d’opera disponibile. Il nostro Paese invece mancava completamente di riserve energetiche, centellinate dai vincitori.

Fu un accordo politico siglato nel 1948 dai governi di Roma e Bruxelles a portare decine di migliaia di italiani spinti dalla fame a lavorare nei pericolosi cunicoli delle miniere del Belgio. Braccia umane in cambio di carbone. Il contratto prevedeva per i minatori un periodo minimo di un anno di lavoro, pena l’arresto in caso di rescissione da parte loro. Per 8 anni fino al giorno della tragedia, gli italiani lavorarono giorno e notte in cunicoli alti appena 50 centimetri a più di 1000 metri dentro le viscere della terra, spesso vittima di esplosioni di grisù e di malattie gravi come la silicosi.

La speranza per 262 minatori, di cui 136 italiani, si spense poco dopo le 8,20 del mattino dell’8 agosto 1956. Nel pozzo N.1, un impianto obsoleto in funzione dal 1930, si verificò un incidente ad unascensore carico di carrelli di carbone. Uno di questi sporgeva di alcuni centimetri dal vano di carico e per un errore umano fu fatto partire verso la superficie. L’attrito del carrello sporgente spezzò contemporaneamente cavi elettrici e tubazioni d’olio per macchinari ad alta pressione.

L’incendio si innescò immediatamente e invase presto le gallerie puntellate con travi di legno e prive di sistemi di sicurezza efficaci. Presto dai due pozzi della miniera iniziarono a levarsi alte colonne di fumo, mentre la squadra di soccorso del Bois du Cazier distava ben 1,5 km dall’impianto. Non fu neppure fermato il pozzo di aerazione, fatto che contribuirà ad alimentare l’incendio ed i gas letali da questo sprigionati. Le fiamme furono domate solo 24 ore dopo con l’ausilio dei pompieri di Charleroi, ma i superstiti furono soltanto 13. 262 cadaveri giacevano inghiottiti nelle gallerie, ed i quotidiani uscirono con il titolo a cinque colonne “Sono tutti morti“.

Gli ultimi corpi furono recuperati il 22 marzo del 1957, mentre iniziava l’inchiesta sulle responsabilità della tragedia. Come prevedibile, la Commissione belga nella quale furono chiamati anche alcuni ingegneri minerari italiani, scagionò la società delle miniere del Bois du Cazier in un iter pieno di omissioni e vizi di forma. Nessuna tra le vittime ebbe giustizia né risarcimento in quell’estate di 60 anni fa quando la vita umana valeva una manciata di carbone.

 

Lista delle vittime della catastrofe (pubblicata su Le Soir due giorni dopo) (da wikipedia)

Le 262 vittime furono di dodici nazionalità diverse, così suddivise:

  • Italia 136 italiani
  • Belgio 95 belgi
  • Polonia 8 polacchi
  • Grecia 6 greci
  • Germania 5 tedeschi
  • Ungheria 3 ungheresi
  • Algeria 3 algerini
  • Francia 2 francesi
  • Regno Unito 1 britannico
  • Paesi Bassi 1 olandese
  • Russia 1 russo
  • Ucraina 1 ucraino

Questa lista, pubblicata sul quotidiano Le Soir il 10 agosto 1956 riporta come dispersi tutti i minatori che saranno ritrovati cadaveri nei giorni e mesi successivi. L’ultimo fu ritrovato nel dicembre del 1957.

Superstiti

  • primo ascensore rimontato (alle 8:25)
    • Antonio Iannetta (arrivato in superficie, diede l’allarme)
  • secondo ascensore rimontato (verso le 8:30)
    • René Albert
    • Robert Barbieux
    • Philippe Detobel
    • Carlo Fontaine
    • Onorato Pasquarelli
    • Attilio Zannin

Questi sei uomini arrivarono in superficie verso le 8:30, confermarono la drammaticità della situazione. Un settimo uomo, Marceau Caillard era con loro nell’ascensore che tardava a risalire. Scese dall’ascensore per ridare il via. L’ascensore partì senza di lui, e fu ritrovato morto in fondo al pozzo.

Deceduti

  • Louis Bidlot
  • Franz Joseph Devries
  • Alois Gooris
  • Camillo Iezzi
  • Rocco Iezzi
  • Louis Opdebeek
  • Armand Van den Broeck
  • Joseph Van Voissen
  • Germain Wilmart (arrivato in superficie vivo ma deceduto subito dopo)

Feriti

  • François Lowie
  • Albert Peers
  • Louis Saluyts
  • Alphonse Van de Plas.
  • Alfons Verbeek
  • Karel Wuyts

Questi sei feriti furono trasportati all’ospedale e il loro stato, il giovedì mattina seguente, era soddisfacente per quanto possibile.

Dispersi

A
  • Ferdinand Aerts
  • François Allard
  • Raphaël Ammazalasso
  • Maurice Anno
  • Sisto Antonini
B
  • Carmelo Baio
  • Robert Barlieux
  • Pietro Basso
  • Rodolfo Batiocolo
  • Joseph Baumans
  • Omar Belamri
  • Assunto Benzoni
  • Napoléon Bernard
  • Giovanni Bianconi
  • Henryk Biedonski
  • Alois Biena
  • Eugène Bohen
  • Pierre Bohen
  • Giuseppe Bontempi
  • Désiré Bourguignon
  • Willy Briemont
  • Pompeo Bruno
  • Otello Bugliani
  • Mario Burotti
C
  • Joseph Caes
  • Salvatore Capoccia
  • Alphonse Caillard
  • Demitrio Cambylis
  • Sebastiano Campisi
  • Orlando Canzone
  • Guerrino Casanova
  • Felice Casciato
  • Ruggero Castellani
  • Rocco Ceccomancini
  • Joseph Chmiela
  • Francesco Cicora
  • Franz Ciprido
  • Edmondo Cirone
  • Attilio Cirone
  • Ernest Clase
  • Charles Clissen
  • Attilio Colangelo
  • Marcel Colinet
  • Marceau Collard
  • Paul Commene
  • Giuseppe Corso
  • Roberto Corvaglia
  • Paul Couture
  • Salvatore Cucinelli
D
  • Giovanni D’Agoste
  • Donato D’Astolfo
  • Antonio Danisi
  • Attilio Dassogno
  • Joseph Daubresse
  • Lorenzo De Santis
  • Pancrazio De Luca
  • Georges Deblezer
  • Gilbert Degognies
  • Paolo Del Rosso
  • Enrico Del Guasta pisano
  • Dino Della Vecchia
  • Evandro Dellipasseri
  • Philippe Delobel
  • Fortune Delporte
  • René Dewinter
  • Nicolas Dezzi
  • Eligio Di Donato
  • VaIento Di Donato
  • Bartholomeo Di Cecco
  • Dante Di Quillo
  • Nicolas Di Biase
  • Santino Di Donato
  • Antonio Di Pomponio
  • Rocco Di Rocco
  • Benito Di Biase
  • Giovanni Di Pietro
  • Nicola Di Pomponio
  • Donato I Di Biase
  • Cesare Di Berardino
  • Alfredo Di Donato
  • Edo Dionigi
  • Antonio Dipietrantonio
  • Emilio Dîpietrantonio
  • Fernand Doclot
  • Angelo Dominiani
  • Léopold Dubois
  • Gérard Dury
F
  • Lyberis Fanfapoulos
  • Roger Felhausen
  • Camillo Ferrante
  • Oriando Ferrante
  • Pasquale Ferrante
  • Giulio Fidanza
  • Romano Filippi
  • Auguste Franz
G
  • Antonio Gabrielli
  • Robert Galand
  • Terzo Gallinucci
  • Stefan Gavrosky
  • Albert Gérard
  • Giuseppe Geti
  • Lino Gherardini
  • Raymond Godart
  • Anatole Gonet
  • Michel Gonet
  • Willy Gonet
  • Franz Gooris
  • Albert Gooris
  • Michel Granata
  • Francesco Granata
  • Willy Gruss
H
  • Joseph Hannecart
  • Roland Hannecart
  • Gérard Hannecart
  • Michel Hannecart
  • Constantin Hartzigeorgieou
  • Emmanuel Hartzigeorgion
  • Reinhold Heller
  • Léopold Hendrickx
  • Achille Herman
  • Alex Höfflinger
  • Isturen Hrabouski
I
  • Orlando Iezzi
  • Donato Il lezzi
  • Gaëtano Indorato
  • Martin Iwanow
J
  • Ferdinand Janssens
K
  • Ali Kaddour
  • Nicolas Katsikis
  • Félix Keska
  • Jean Kôhler
L
  • Raymond L’Hoir
  • Antonio Lachetta
  • Antonio Lanetta
  • Gui Lebbe
  • Philibert Lefebvre
  • Elie Lejeune
  • Primo Leopardelli
  • Vincenzo Lezzi
  • Marcel Liekens
  • Urbain Loklam
  • Georges Londéche
  • Fernand Londéche
  • Vito Larizza
  • Domenico Lucciani
  • Joannes Luyten
M
  • Said Mami
  • Arthur Marchal
  • Marcel Marique
  • Santo Martignano
  • Francesco Martinelli
  • Modesto Martinelli
  • Adolfo Mazzieri
  • Gabriel Menichelli
  • Cosimo Merenda
  • Antonio Molari
  • Miche Mollitero
  • Gustave Monard
  • Hans Mueller
N
  • Pasquale Nardachione
  • Robert Nival
  • Leonino Nubile
O
  • Joseph Ochs
  • Félix Oosten
P
  • Annibale Pagnezzi
  • Francesco Palazzo
  • Giuseppe Pallazone
  • Esmeraldo Pallante
  • Liberato Palmieri
  • Olivaro Palozzi
  • Pasquale Papa
  • J.-B. Pardon
  • Ferrucio Pegorer
  • Oscar Pelgrims
  • Théodore Pelgrims
  • Marcel Pelhausen
  • Cesario Luigi Perdicchia
  • Janos Peres
  • Giuseppe Petaccia
  • Ottavio Petaccia
  • Secundo Petronio
  • Mario Piccin
  • Ciro Piccolo
  • Maurice Pielquin
  • Giulio Pierani
  • Salvator Piluso
  • Giuseppe Pinto
  • Rudolf Pohl
  • Giuseppe Polese
  • Pietro Pologruto
  • Panatote Psiatzis
R
  • Sante Ranieri
  • Henri Rasschaert
  • Calogero Reale
  • Vincenzo Riga
  • Giuseppe Righetti
  • Donato Rocchi
  • Robert Rochet
  • Henri Rock
  • Eduardo Romasco
  • Osmano Ruggieri
  • Camillo RuIli
  • Rocco Rulli
  • Cosimo Ruperto
S
  • Antonio Sacco
  • Nicola Salomone
  • Alphonse Samoy
  • René Samoy
  • Natale Santantonio
  • Donato Santantonio
  • Raymond Scohier
  • Davilio Scortechini
  • Giuseppe Semplicinno
  • Carmelo Serrone
  • Vincenzo Sicari
  • Michel Sorpels
  • Ernesto Spica
  • Wladislaw Stanislawzin
  • Pasquale Stifani
  • Jean Stromme
  • André Swingedauw
T
  • Philippe Talamelli
  • Abramo Tamburrano
  • Robert Tenret
  • Charles Thanghe
  • Renato Tieborts
  • Alfred Tilmant
  • Sante Toppi
  • Pantaleone Toppi
  • Léonard Torfs
  • Gabriel Travaglini
U
  • Sergius Usowik
V
  • Georges Van Craen
  • Florent Van Eyken
  • Albert Van Hoof
  • Arthur Van Hiel
  • Roger Van Hamme
  • René Vande Voorde
  • Franz Vanderauwermeulen
  • Robert Vanderveen
  • Gaston Vansort
  • Vito Venneri
  • Salvatore Ventura
  • Franz Vervoort
  • Louis Vervoort
  • Rocco Vita
  • Roberto Vitali
W
  • Georges Waldron
  • Gregoire Wasik
  • J B. Wauters
  • Yvan Woloschyn
  • Louis Wouters
Z
  • Armando Zanelli
  • Federico Zazzara
  • Mario Zinni

Particolarità

Due delle vittime, Stromme e Waldron, non facevano parte del personale della miniera. Stromme (olandese, la grafia corretta del nome è Jan Stroom e non Jean Stromme come solitamente riportato) era capo squadra alle dipendenze di una società che approfondiva il pozzo n. I. Scese nella miniera dopo l’incidente, verso le 8.30, attraverso il pozzo n. II. Al processo la difesa degli imputati si servì di questo argomento per dire che alle 8.30 non vi era pericolo, visto che Stromme era sceso nella miniera. Non si sa se il suo gesto fu imprudenza o un coraggioso tentativo per avvertire gli operai. Questo uomo, nato a Ushuaia, fu ritrovato morto con due compagni, nel punto più profondo del pozzo di Marcinelle.

Waldron era anch’egli impiegato per una società esterna che faceva trivellazioni per estrarre il “grisù”, un gas altamente esplosivo, formato principalmente di metano, che viene sprigionato dal carbone rimosso.

Nella cultura di massa

  • I New Trolls scrissero Una miniera: in questa canzone un uomo, ormai morto, si rivolge alla sua compagna, che l’aveva atteso inutilmente
  • Monongah, Marcinelle americana
  • Marcinelle (miniserie televisiva)
  • Lu trenu di lu suli canzone (parzialmente in dialetto siciliano tratta dal’omonima opera di Ignazio Buttitta) che evoca la tragedia de di Marcinelle.

Informazioni su diego80 (2033 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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