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Un Accadde Oggi che non avremmo mai voluto

24 agosto 2016, la terra trema nel Centro Italia: storie di tre paesi rasi al suolo dal terremoto.

E’ difficile realizzare un filmato o un semplice articolo su quello che è successo nella notte nel centro Italia. Un terremoto che, come nell’aprile 2009 in Abruzzo è giunto nel cuore della notte, sorprendendo la maggior parte della popolazione nel sonno. Un’ora della prima scossa, quasi simile a quella dell’Aquila del 6 aprile di 7 anni fa: le 3,36 rispetto alle 3,32 di allora. Due città maggiormente colpite: Amatrice (patria della famosa pasta all’amatriciana) e Accumoli (strano nome del destino), sede dell’epicentro, paesi in provincia di Rieti, con diverse frazioni sfuse che rendono ancora più drammatico il bilancio, ma anche diverse cittadine nelle Marche. Troppe immagini e filmati (alcuni veramente raccapriccianti di sciacallaggio mediatico dei giornalisti inviati) che da tutto il giorno notiziari nazionali, con diverse edizioni speciali, e programmazione serale stravolta per lasciare spazio agli speciali, con giornalisti, inviati, opinionisti, tutti dottori, operatori sanitari, logistici, anche la gara di solidarietà, scene di cordoglio e desolazione sui social, di tutto di più. E poi loro, gli eroi che nelle terre colpite scavano incessantemente per trovare corpi, purtroppo col numero di vittime che sale, e poi cercano di offrire solidarietà e conforto a chi è sopravvissuto ed ha perso tutto, e la speranza che Amatrice e le altre cittadine non cessino di esistere.

Senza aggiungere ulteriore scoramento ad una giornata già difficile, ricostruiamo gli eventi odierni nella pagina wikipedia aperta dopo l’evento disastroso ed aggiornata con l’evolversi della situazione in modo costante.

Il terremoto del Centro Italia del 2016 consiste in una serie di eventi sismici con epicentri nelle province di Rieti, Ascoli Piceno e Perugia, iniziati nel mese di agosto. La scossa principale si è verificata il 24 agosto 2016 alle 3:36 e ha avuto una magnitudo Richter 6.0, con epicentro situato lungo la Valle del Tronto tra i comuni di Accumoli, Amatrice (provincia di Rieti) e Arquata del Tronto (provincia di Ascoli Piceno).[2]

La scossa è stata inizialmente stimata dallo United States Geological Survey con un’intensità pari a 6.4 della scala Richter e una profondità di 10 km (6.2 miglia), successivamente corretta a 6.2[3][4], il Centro sismologico europeo-mediterraneo ha invece calcolato una magnitudo di 6.1,[5][6] mentre l’INGV ha registrato una magnitudo di 6.0.

Eventi sismici

La prima scossa di magnitudo 6.0 è avvenuta alle ore 1:36:32 (UTC) avente come epicentro il comune di Accumoli alla profondità di 4 km. Durante la notte sono state registrate numerose scosse nella zona norcina e in quella reatina, tra queste, varie superiori ai 4 gradi. Alle ore 2:33:29 (UTC) un’altra scossa di 5.3 gradi è stata registrata presso Norcia in provincia di Perugia.

Il sisma e le scosse di replica sono state avvertite in gran parte dell’Italia centrale, incluse Roma, Napoli e Firenze[8]. La zona dell’evento sismico si trova in un’area sismologica molto attiva dell’Italia che comprende anche L’Aquila, dove nel 2009 si verificò un terremoto che provocò più di 300 morti e circa 65.000 sfollati[9], oltre all’Umbria stessa, che nel 1997 subì un altro terremoto particolarmente intenso.

Sequenza delle scosse

D

Di seguito, la lista dettagliata delle scosse telluriche registrate dal 24 agosto 2016, escludendo quelle di magnitudo inferiore a 4; le scosse più forti (di magnitudo maggiore o uguale a 5) sono evidenziate in blu.[10]

DataOra locale
(CEST)
MagnitudoProfondità
ipocentro
Epicentro
ComuneLatitudineLongitudine
24 agosto 201603:36:326.04 kmAccumoli42,70 N13,24 E
24 agosto 201603:56:004.45 kmAmatrice42,61 N13,28 E
24 agosto 201604:33:295.39 kmNorcia42,79 N13,15 E
24 agosto 201604:59:354.19 kmNorcia42,80 N13,14 E
24 agosto 201605:08:104.015 kmAmatrice42,61 N13,27 E
24 agosto 201605:40:114.111 kmAmatrice42,62 N13,25 E
24 agosto 201606:06:504.48 kmNorcia42,77 N13,13 E
24 agosto 201613:50:304.78 kmNorcia42,82 N13,15 E
24 agosto 201619:46:094.410 kmAccumoli42,66 N13,22 E

Danni e vittime

L’area più colpita è stata quella dell’alta valle del Tronto, al confine tra Lazio, Marche ed Umbria. In particolare sono stati pressoché rasi al suolo i centri di Amatrice e Accumoli (epicentro della scossa più intensa) nel Lazio, e quelli di Arquata del Tronto e della sua frazione Pescara del Tronto nelle Marche.[11][12][13]La scossa è stata percepita da Rimini a Napoli.[14]

Il premier Matteo Renzi riporta un bilancio provvisorio di circa 120 vittime.[1]

Tra le vie di comunicazione hanno subito danni: la strada statale 4 Via Salaria, che comunque è rimasta percorribile e ha costituito la principale direttrice per l’afflusso dei soccorsi, dove alcuni viadotti hanno subito spostamenti e in vari tratti la carreggiata è ristretta dalle frane[15]; la strada regionale 260 Picente, che è stata chiusa dopo Confignoper il danneggiamento del ponte Tre Occhi, con il traffico tra Amatrice e L’Aquila deviato sulla regionale 577 del Lago di Campotosto; inoltre sono stati chiusi ampi tratti dellastrada statale 685 delle Tre Valli Umbre[15]. Buona parte della viabilità secondaria, tra cui molte delle strade di accesso ai paesi colpiti, è rimasta invece del tutto interrotta, costituendo un importante ostacolo all’arrivo dei soccorsi.[16]

È stato gravemente danneggiato il principale ospedale dell’area, il Francesco Grifoni di Amatrice, da dove sono stati evacuati tutti i pazienti ricoverati.[17]

Una breve presentazione dei paesi maggiormente colpiti, stile “Comuni della Bergmasca”, usando le schede di wikipedia.

comune
Amatrice – StemmaAmatrice – Bandiera
Amatrice – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
SindacoSergio Pirozzi (lista civica) dall’8-6-2009
Territorio
Coordinate42°37′45.77″N13°17′18.14″ECoordinate: 42°37′45.77″N 13°17′18.14″E (Mappa)
Altitudine955 m s.l.m.
Superficie174,4 km²
Abitanti2 650[1] (31-3-2016)
Densità15,19 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiAccumoli, Campotosto (AQ),Cittareale, Cortino (TE),Crognaleto (TE), Montereale(AQ), Rocca Santa Maria(TE), Valle Castellana (TE)
Altre informazioni
Cod. postale02012
Prefisso0746
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT057002
Cod. catastaleA258
TargaRI
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona F, 3 048 GG[2]
Nome abitantiamatriciani
Patronosanta Maria di Filetta
Giorno festivodomenica dopo l’Ascensione
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Amatrice
Amatrice
Posizione del comune di Amatrice nella provincia di Rieti
Posizione del comune di Amatrice nella provincia di Rieti

Amatrice (L’Amatrìci in dialetto sabino[3]) è un comune italiano di 2 650 abitanti della provincia di Rieti nel Lazio. Fino al 1927 faceva parte della provincia dell’Aquila, in Abruzzo e, dal 1265 al 1861, per circa 600 anni, è stato parte integrante del giustizierato d’Abruzzo e della provincia Abruzzo Ultra II, nel distretto di Cittaducale, con capoluogo L’Aquila[4].

Fa parte della Comunità Montana “Velino” ed è sede del polo agroalimentare del Parco nazionale del Gran Sasso Monti della Laga, dal 2015 è entrata a far parte del Club “I borghi più belli d’Italia”.

Frazioni

Aleggia, Bagnolo, Capricchia, Casale, Casale Bucci, Casale Nadalucci, Casalene, Casale Nibbi, Casali della Meta, Cascello, Castel Trione, Collalto, Collecreta, Collegentilesco,Collemagrone, Collemoresco, Collepagliuca, Colletroio, Colli, Conche, Configno, Cornelle di Sopra, Cornelle di Sotto, Cornillo Nuovo, Cornillo Vecchio, Cossara, Cossito, Crognale, Domo, Faizzone, Ferrazza, Filetta, Fiumatello, Francucciano, Forcelle, Moletano, Musicchio, Nommisci, Osteria della Meta, Pasciano, Patàrico, Petrana, Pinaco Arafranca, Poggio Castellano, Poggio Vitellino, Prato, Preta, Rio, Retrosi, Roccapassa, Rocchetta, Saletta, San Benedetto, San Capone, San Giorgio, San Lorenzo a Pinaco, San Martino, Santa Giusta, Sant’Angelo, San Tomasso, Saletta, Scai, Sommati, Torrita, Torritella, Varoni, Villa San Cipriano, Villa San Lorenzo a Flaviano, Voceto.

Geografia fisica

Territorio

Amatrice è situata al centro di una conca verdeggiante, incastonata a sua volta in un’area al confine di ben 4 regioni: Lazio, Umbria,Marche e Abruzzo, in una zona strategica di passaggio tra versante adriatico e quello tirrenico, nell’alto bacino idrografico del fiumeTronto.

II suo territorio si articola in un altopiano centrale con un’altitudine compresa tra i 900 e i 1000 metri, ospitante il lago di Scandarello, un bacino artificiale ottenuto mediante lo sbarramento del rio Scandarello nel 1924, e circondato da rilievi che sul lato orientale superano i 2400 metri, in corrispondenza della dorsale principale dei Monti della Laga. Nel comune di Amatrice è inclusa la cima delMonte Gorzano (2458 m), la vetta più alta del Lazio, mentre sulla stessa linea spartiacque si ergono anche le cime di Pizzo di Moscio, Cima Lepri e Pizzo di Sevo tutte sopra i 2400 m di quota.

A differenza degli altri gruppi appenninici, la catena della Laga non è costituita di calcari, bensì di rocce poco permeabili, qualiarenarie e marne, che rendono molto limitata l’infiltrazione delle acque piovane nel sottosuolo. Ciò permette l’esistenza di un gran numero di sorgenti perenni, distribuite sin quasi sulle vette, che alimentano la circolazione superficiale. Questo territorio, quindi, a differenza delle altre montagne dell’Appennino centrale, si presenta verdeggiante e ricco d’acqua durante tutto l’anno.

Salendo dalla conca verso le cime, si abbandonano i coltivi e i boschi prevalentemente formati di cerro, castagno e pioppo, per entrare poi nelle caratteristiche faggete di montagna. Il bosco si spinge così sino a circa 1800 metri di quota, per lasciare quindi lo spazio alla prateria d’altitudine che, all’inizio dell’estate, subisce l’effetto del fenomeno della fioritura. In questo contesto assumono particolare rilievo i numerosi fossi che scendono verso valle con un continuo susseguirsi di salti di roccia. Questi, nella fascia d’altitudine compresa tra 1300 metri e 1600 metri di altitudine, formano cascate con dislivelli anche di 70 – 80 metri che, spettacolari in primavera per la portata d’acqua dovuta al disgelo, assumono toni suggestivi in inverno per l’abbondante ghiaccio che le riveste.

Dal 1991 il territorio amatriciano è incluso nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga cui la cittadina dedica un piccolo parco turistico-fotografico con annessa l’intera planimetria-altimetria 3D.

Cucina

Amatriciana

Amatrice è famosa per il sugo all’amatriciana, che ha reso impropriamente celebre la cucina romana nel mondo, con il quale si condiscono spaghetti, vermicelli o bucatini. Originariamente il sugo veniva preparato dai pastori con gli ingredienti a loro disposizione sulle montagne quando seguivano al pascolo le loro greggi. Gli ingredienti erano: guanciale a cubetti o fettine sottilissime, pecorino e spaghetti, piatto che veniva tradizionalmente chiamato “unto e cacio”. Successivamente nel XVIII secolo la ricetta fu ingentilita con l’aggiunta di pomodoro e pochissimo olio d’oliva. La diffusione su scala nazionale si ebbe nell’Ottocento quando molti amatriciani emigrarono a Roma a causa della crisi della pastorizia e trovarono occupazione nel campo della ristorazione facendo conoscere il piatto tipico dei loro avi: l’amatriciana.

Il primo storico ristorante amatriciano fu inaugurato a Roma nel 1860 da Luigi Sagnotti con il nome de Il Passetto, così chiamato poiché attraverso il ristorante si poteva passare dal vicolo del passetto a piazza Navona.

Alla conoscenza su scala nazionale della ricetta dell'”amatriciana” contribuì anche l’attore Aldo Fabrizi che ne parlò spesso durante le sue trasmissioni radiofoniche e televisive. Ancora oggi nei menù dei ristoranti si trovano le due ricette: la tradizionale detta comunemente anche gricia e quella con la salsa di pomodoro. In molti ristoranti si trova una ricetta errata che fa uso di pancetta (al posto del guanciale), cipolla e olio d’oliva.

Amatrice tuttavia deve la sua gloria gastronomica ad una tradizione antica; tanto profonda era questa tradizione, che Amatrice divenne la città dei cuochi dei Papi. Elemento fondante della sua scuola erano e sono le qualità degli ingredienti primari: la carne di primissimo livello, grazie ai pascoli abbondanti dei Monti della Laga, i formaggi conseguenti e l’acqua, di cui è ricco il territorio amatriciano.

Gnocchi ricci

Gli Gnocchi ricci sono un’altra specialità tipica di Amatrice, ma molto meno nota rispetto l’amatriciana. Sono gnocchi realizzati con acqua, farina e uova, a cui viene dato il caratteristico riccio schiacciandoli con le dita. Tipici della cittadina e poco conosciuti nelle frazioni, sono stati tramandati di generazione in generazione e vengono considerati il piatto più antico della gastronomia amatriciana.

Persone legate ad Amatrice

  • Dionisio Cappelli, pittore italiano, nato ad Amatrice verso la fine del XV secolo;
  • Nicola Filotesio, pittore e architetto, nato ad Amatrice nel 1480;
  • San Giuseppe da Leonessa, religioso e santo Leonessa, morto ad Amatrice nel 1612;
  • Antonio Nibby, archeologo nato a Roma nel 1792, la cui famiglia era originaria di Amatrice;
  • Piersilvestro Leopardi, patriota e politico, nato ad Amatrice nel 1797;
  • Giovanni Minozzi, fondatore dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia, nato ad Amatrice nel 1884;
  • Domenico D’Angelo, maggiore dell’esercito ed eroe della seconda guerra mondiale, nato ad Amatrice nel 1899;
  • Alfredo Muzi, partigiano ed eroe della seconda guerra mondiale, nato ad Amatrice nel 1902;
  • Elio Augusto Di Carlo, medico, storico, naturalista e ornitologo, nato ad Amatrice nel 1918;
Accumoli
comune
Accumoli – StemmaAccumoli – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Rieti-Stemma.png Rieti
Amministrazione
SindacoStefano Petrucci (lista civica) dal 13-6-2004
Territorio
Coordinate42°42′N 13°15′ECoordinate: 42°42′N 13°15′E (Mappa)
Altitudine855 m s.l.m.
Superficie87,37 km²
Abitanti667[1] (31-3-2016)
Densità7,63 ab./km²
FrazioniCassino, Cesaventre, Colleposta, Collespada, Fonte del Campo, Grisciano,Illica, Libertino, Macchia, Mole, Poggio Casoli, Poggio d’Api, Roccasalli, San Giovanni, Terracino, Tino, Villanova
Comuni confinantiAmatrice, Arquata del Tronto(AP), Cittareale, Norcia (PG),Valle Castellana (TE)
Altre informazioni
Cod. postale02011
Prefisso0746
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT057001
Cod. catastaleA019
TargaRI
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 921 GG[2]
Nome abitantiaccumolesi
PatronoBeata Vergine Addolorata
Giorno festivo15 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Accumoli
Accumoli
Posizione del comune di Accumoli nella provincia di Rieti
Posizione del comune di Accumoli nella provincia di Rieti

Accumoli è un comune italiano di 667 abitanti della provincia di Rieti nel Lazio. Fino al 1927 faceva parte della provincia dell’Aquila, in Abruzzo e, dal 1263 al 1861, per circa 600 anni, è stato parte integrante del Regno delle Due Sicilie nella provincia di Abruzzo Ulteriore II, nel distretto di Cittaducale, con capoluogo L’Aquila.

Geografia fisica

Territorio

Situata all’altitudine di 855 m s.l.m. nell’Appennino umbro-marchigiano e all’estremo Nord-Est del Lazio, Accumoli è inserito nella Comunità montana del Tronto. Fino al 1927 era parte della provincia dell’Aquila in Abruzzo. Il comune di Accumoli (insieme a quello confinante di Arquata del Tronto e a quello emiliano (piacentino) di Zerba è uno dei tre comuni italiani che confinano con tre regioni (Abruzzo, Marche e Umbria) diverse da quella di appartenenza (Lazio).

Geografia antropica

Frazioni

La frazione di Terracino, a 1.165 m s.l.m., è la più alta del comune.

Collespada

Collespada, reso noto dai racconti del poeta romanesco Federico Tosti, dov’era la casa dei nonni e dove visse gran parte della sua gioventù, è oggi in provincia di Rieti; all’epoca era in territorio aquilano e venne trasferito al Lazio nel ventennio fascista.[7]

Grisciano

La frazione di Grisciano è l’ultimo paese dell’alta Sabina, sul confine con le Marche.

Illica

La frazione di Illica, a 800m s.l.m., sorge nell’area dei Monti della Laga a pochi chilometri da Amatrice.

Poggio d’Api

La frazione di Poggio d’Api (1080 m s.l.m.) presenta sorgenti di acqua ed è sede dell’oasi WWF del Lago Secco (1548 m s.l.m.). Tale oasi è la più a sud d’Europa a contenere un particolare tipo di tritone alpino.

Terracino

La frazione di Terracino, a 1.165m s.l.m., è la più alta del comune.

Economia

Turism

Nell’anno 2008 è entrato a far parte del consorzio “Riviera delle Palme”, comprendente altri sei comuni costieri e interni della provincia di Ascoli Piceno.[8]

Amministrazione

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Accumoli passò dalla provincia dell’Aquila a quella di Rieti.

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
20042009Stefano Petruccilista civicaSindaco
2009in caricaStefano Petruccilista civicaSindaco

Altre informazioni amministrative

  • Fa parte della Comunità montana del Velino
Arquata del Tronto
comune
Arquata del Tronto – StemmaArquata del Tronto – Bandiera
Arquata del Tronto – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Amministrazione
SindacoAleandro Petrucci (Insieme per Arquata) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate42°46′19.02″N13°17′36.24″ECoordinate: 42°46′19.02″N 13°17′36.24″E (Mappa)
Altitudine777 m s.l.m.
Superficie92,23 km²
Abitanti1 178[2] (31-12-2015)
Densità12,77 ab./km²
FrazioniBorgo di Arquata, Camartina,Capodacqua, Colle di Arquata, Faete, Forca Canapine, Pescara del Tronto, Piedilama, Pretare,Spelonga, Trisungo, Tufo,Vezzano
Comuni confinantiAccumoli (RI), Acquasanta Terme, Montegallo,Montemonaco, Norcia (PG),Valle Castellana (TE)
Altre informazioni
Cod. postale63096
Prefisso0736
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT044006
Cod. catastaleA437
TargaAP
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 549 GG[3]
Nome abitantiarquatani
PatronoSantissimo Salvatore[1]
Giorno festivoprima domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Arquata del Tronto
Arquata del Tronto
Posizione del comune di Arquata del Tronto nella provincia di Ascoli Piceno
Posizione del comune di Arquata del Tronto nella provincia di Ascoli Piceno

Arquata del Tronto è un comune italiano di 1 178 abitanti della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche, appartenente alla Comunità montana del Tronto, noto per la presenza della storica rocca medioevale che sovrasta il suo panorama e per il Vino Pecorino di Arquata del Tronto, vitigno autoctono da sei secoli di storia.

È l’unico comune d’Europa racchiuso all’interno di due aree naturali protette: il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a sud, ed il Parco nazionale dei Monti Sibillini a nord.[4]

Confina con ben tre regioni: il Lazio, l’Umbria e l’Abruzzo.

Geografia fisica

Mappa fisica e topografica del comune di Arquata del Tronto

Territorio

Panorama del paese di Arquata del Tronto, visto dal sentiero che, partendo da Forca di Presta, conduce alla vetta del monte Vettore.

Il territorio dell’arquatano, prevalentemente montuoso, è caratterizzato dalla presenza del monte Vettore, del monte Ceresa, del massiccio dei Sibillini e della catena dei monti della Laga. Il paesaggio varia tra alpestri pareti scoscese che si avvicendano a fittiboschi di castagno, faggio e conifere; tra pendii e ampie balconate naturali, verdi campi e aree pascolive. Dalle cime più alte si scorgono i profili del Gran Sasso d’Italia e del mare Adriatico. Questa è l’area del cosiddetto “versante magico” dei Sibillini, intriso sin dal medioevo di credenze, tradizioni e storie fantastiche, animate da presenze misteriose, che ancora oggi vi aleggiano. Guido Piovene li descrive come i «monti più leggendari d’Italia».[5] Sui fianchi di queste montagne vi erano gli antichi sentieri che conducevano alla Strada delle fate, alla Grotta della Sibilla, profetessa Appenninica, e al Lago di Pilato, dove si crede sia sprofondato il carro condotto dai buoi che trasportava, ingovernato, il corpo di Ponzio Pilato.[6]

Il centro urbano di Arquata è stato costruito a cavallo di un’altura nella zona dell’Alta valle del Tronto, lungo il versante sinistro dell’omonimo fiume che attraversa la zona, alle falde delle montagne che lo circondano, tra il corso stesso del fiume e il Fosso di Camartina. L’autore Adalberto Bucciarelli individua le ragioni della scelta di edificazione dell’insediamento nella favorevole e strategica posizione topografica a vocata difesa naturale, legandola anche questioni d’igiene come la peculiare ventosità del luogo.[7] Il paese dista circa 30 km dal capoluogo Ascoli Piceno, 55 km dall’Adriatico e 30 km da Norcia. Il suo territorio comunale, solcato dalla Salaria, (strada rilevante già in epoca romana, attraverso gli snodi della consolare era possibile raggiungere l’entroterra marchigiano, Norcia, Roma e L’Aquila.[8]) comprende una superficie di circa 92 km² spaziando dai 580 ai 2.476 ms.l.m.[9] Il suo comprensorio si estende fino all’estremo sud-occidentale delle Marche, confinando con tre regioni, (caratteristiche che in Italia condivide col solo comune confinante di Accumoli), quali: Abruzzo, con la provincia di Teramo, Lazio, con la provincia di Rieti, ed Umbria, con la provincia di Perugia.

Geografia antropica

Frazioni

  • Borgo – Piccolo centro il cui incasato sorge quasi attaccato al paese capoluogo, anticamente dedito al commercio è rimasto sempre legato alle vicende ed al destino storico di Arquata. Ospita la chiesa dei SS. Pietro e Paolo e la chiesa ed il convento di San Francesco.
  • Camartina – Piccolissimo centro abitato 706 m s.l.m., composto da poche case, raggiungibile dalla diramazione della Vecchia Salaria nei pressi di Borgo. Il paese si trova lungo la valle dell’omonimo Fosso Camartina ed accoglie al suo interno la chiesa dedicata a sant’Emidio.
  • Capodacqua – Frazione che si trova verso il lembo estremo della regione Marche al confine con Lazio ed Umbria. Nel suo tessuto urbano vi è l’Oratorio della Madonna del Sole.
  • Colle – Paese tra i più popolati del comune arquatano conserva ancora oggi molte abitazioni in pietra. Tra le attività commerciali si ricorda la produzione del carbone vegetale da combustione. Appartiene a questo borgo la chiesa di San Silvestro.
  • Faete – Piccolo centro che sorge all’interno di un bosco di faggi, si presenta ben conservato e gode del panorama sul capoluogo essendo stato costruito sull’altura che fronteggia la Rocca. Accoglie nelle sue vicinanze la chiesa della Madonna della Neve.
  • Pescara del Tronto – Frazione che si trova a 4 km dal capoluogo, seguendo la Vecchia Salaria verso Roma. Il centro è noto per il suo acquedotto e per avere la croce astile inrame sbalzato che si annovera tra le più antiche e migliori per stato di conservazione delle Marche.
  • Piedilama – Frazione che si colloca prima del paese di Pretare salendo verso Forca di Presta.
  • Pretare – Il centro abitato sorge alle falde del monte Vettore ed è noto per la leggenda delle fate legata alla grotta della Sibilla Appenninica. Di particolare interesse anche i resti dell’antica fornace, poco distanti dal centro urbano.
  • Spelonga – La frazione è uno dei paesi più grandi e popolosi del comune, nota per avere molte le abitazioni in pietra che spesso mostrano scalette esterne, loggette edarchitravi di porte con bassorilievi. Ricorrente è l’immagine di un angelo in volo.
  • Trisungo – Il paese è identificato come la Statio di Ad Centesimum della Tavola Peutingeriana. Ha l’incasato che si distribuisce lungo la riva destra del fiume Tronto ed è costeggiato dalla consolare Salaria. Accoglie un antico ponte, un cippo miliare dell’età di Augusto e la chiesa di Santa Maria delle Grazie.
  • Tufo – È un piccolo borgo poco popolato che viene identificato come la Statio “Ad Martis” della Tavola Peuntigeriana.
  • Vezzano – La frazione si trova fra i paesi di Arquata e di Pescara del Tronto. Conserva nel suo centro urbano parecchie abitazioni in pietra locale.

Altre località del territorio

  • Forca Canapine – Valico appenninico tra Marche ed Umbria, parte del suo comprensorio ricade nel territorio del comune di Arquata.
  • Forca di Presta – Valico appenninico alle falde del monte Vettore che divide le Marche dall’Umbria.

Persone legate ad Arquata del Tronto

  • Francesco d’Arquata – Fu un frate laico predicatore francescano ed originario d’Arquata, vissuto nel XIV secolo. Sono scarse e lacunose le notizie che riguardano la sua vita, è noto come l’ultimo personaggio del territorio ascolano di cui si occupò l’Inquisizione.
    Lo storico Antonio De Santis inquadra la sua figura come quella di un semplice frate predicatore, lo definisce torzone, ed aggiunge che fu animato da un forte sentimento di fede nell’ideale francescano di povertà. Egli seguì il religioso fra Giovanni Castiglione nel territorio meridionale della Francia ed, insieme con questi, iterando di paese in paese, predicò gli insegnamenti di san Francesco d’Assisi contrapponendoli al lusso della Chiesa ed in particolare a quello della Corte di Avignone. I due frati scelsero per la diffusione dei loro sermoni soprattutto la città di Montpellier, dove aveva sede l’università istituita dal papa ascolano Niccolò IV, considerata all’epoca come un vivace centro culturale. Fu in questa cittadina francese che avvenne il loro arresto per mano dell’inquisitore mandato dal papa Innocenzo VI e, da qui, furono condotti in stato di prigionia presso l’istituto di detenzione di Carcassonne. Da questa località furono trasferiti ad Avignone da due notai incaricati del papa e due sbirri. Nell’Archivio Vaticano si trova ancora conservata la nota delle spese sostenute per la traduzione dei due frati, che ammontarono a quattro fiorini d’oro giornalieri più il vitto. Nella città di Avignone, al cospetto del papa Innocenzo VI, senza alcun timore ripeterono e misero per iscritto le loro affermazioni sulla illegittimità dei papi succedutisi da Giovanni XXII ad Innocenzo VI, considerandoli indegni di ricoprire qualsiasi carica o ufficio ecclesiastico. Sebbene vi furono tentativi per zittire i due frati, non vi fu verso di convincerli e pertanto condannati al rogo. Alla presenza del papa furono ridotti allo stato laicale e arsi tre giorni dopo la Pentecoste. La condanna fu eseguita ad Avignone il 3 giugno 1354. Dalle cronache dell’epoca si apprende che affrontarono il fuoco con serenità. Mentre erano condotti al rogo e durante il divampare delle fiamme cantavano con voce ferma il Gloria in excelsis Deo, fino a quando il fumo non lo impedì. La folla presente al supplizio restò attonita ed impressionata dal coraggioso comportamento dei frati, in segno di rispetto s’inginocchiò e prima che i soldati portassero via i resti dei religiosi, per gettarli nel Rodano, tentò di prendere qualche avanzo per custodirlo come reliquia.[38]
  • Robert Zemeckis, la cui madre è nata nella cittadina[39].
Pescara del Tronto
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
ComuneArquata del Tronto-Stemma.png Arquata del Tronto
Territorio
Coordinate42°45′09″N 13°16′07″ECoordinate: 42°45′09″N 13°16′07″E (Mappa)
Altitudine743 m s.l.m.
Abitanti135[1] (2001)
Altre informazioni
Cod. postale63096
Prefisso0736
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantipescaresi
Patronosanta Croce
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Pescara del Tronto (La Pescara in dialetto locale[2]) è un paese di 135[1] abitanti che si trova nella regione Marche. Il suo centro abitato è una frazione del comune di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Dista 4 km dal suo capoluogo e circa 36 km dalla Ascoli Piceno. Sorge a 743 m s.l.m.

Geografia fisica

Questo paese e l’intero comune di Arquata del Tronto hanno la caratteristica di estendere il loro territorio a cavallo tra due aree naturali protette: il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Territorio

Il borgo, situato nell’alta valle del Tronto, sorge sulle alture a sinistra del corso dell’omonimo fiume, circondato prevalentemente da zone boschive e tratti di aree utilizzate per il pascolo di piccole greggi.
La fauna che popola il suo circondario è costituita da varie specie di animali selvatici tra cui, in maggior numero, i cinghiali, che hanno avuto un incremento di crescita a seguito di un’operazione di ripopolamento. Vi è, inoltre, la presenza del picchio, del falco pellegrino, della lepre, del gatto selvatico, del tasso, dello scoiattolo, del riccio, dell’istrice, del capriolo, della volpe e della donnola.

 

Informazioni su diego80 (1834 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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