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Occhio sul crimine, a Val Brembilla nuovi sceriffi elettronici…

Nei giorni scorsi sul territorio comunale sono stati arruolati dei nuovi sceriffi elettronici. In totale 20 telecamere che, piazzate nei luoghi sensibili del paese, e nei 4 varchi principali del comune, Sottocamorone, Gerosa, Laxolo e Sant’Antonio terranno monitorati gli accessi al paese.

Il progetto di videosorveglianza è stato finanziato tramite un bando regionale che ha riconosciuto al comune di Val Brembilla un contributo pari al 80 percento. Dal sito del comune si possono verificare gli importi e le aziende che sono state invitate e che hanno poi partecipato al bando.
Come detto il sistema nel suo complesso è basato su circa 20 telecamere che tramite internet e ponti radio trasmetteranno le immagini ad una centrale operativa gestita dalle forze dell’ordine.

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Una caratteristica importante ed interessante delle videocamere poste ai varchi del paese è che queste sono in grado di leggere le targhe per permettere di segnalare immediatamente ai carabinieri veicoli sospetti o rubati in transito e fare indagini e approfondimenti sui movimenti degli stessi sospetti.
Gli altri elementi di video sorveglianza verranno usati per presidiare le principali proprietà pubbliche per individuare i responsabili di atti di vandalismo o altri reati.

A questo riguardo speriamo che questi nuovi occhi servano a beccare e a tirare le orecchie agli imbecilli che nelle loro menti sono convinti di essersi riempiti di onore combinando queste schifezze presso il monumento ai caduti.

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Sicurezza e privacy due facce della stessa medaglia

E la privacy ? Nei giorni scorsi su facebook in tanti si sono esercitati in una accesa e legittima discussione sui pro e i contro di avere un grande fratello che ci guarda e ci sorveglia H24.

Proviamo anche noi a dare un contributo alla discussione :

La videosorveglianza nelle aree pubbliche  rimane un motivo di discussione ancora molto aperto nel quale sostenitori della sicurezza e sostenitori della privacy si scontrano aspramente. In buona sostanza i secondi sostengono che la privacy non possa essere compromessa da telecamere che riprendono costantemente i cittadini nelle aree pubbliche, la sicurezza deve a loro essere assicurata in altri modi molto meno invasivi e meno lesivi della privacy di ciascuno di noi.

Il dibattito è potenzialmente infinito, tuttavia le norme che il Garante della privacy ha definito ha raggiunto a nostro avviso un grado di equilibrio accettabile tra sicurezza e mantenimento della privacy.

LA SICUREZZA:

Alcune aree cittadine possono essere soggette all’azione di vandali o disturbatori della quiete pubblica e pertanto la videosorveglianza si rende necessaria in quanto le forze dell’ordine sono fisicamente impossibilitate a presidiare giorno e notte queste zone sensibili.

Le aree dove c’è una videosorveglianza ben orchestrata hanno evidenziato una riduzione degli atti di vandalismo davvero notevole con conseguente risparmio per le casse comunali; sullo stesso piano dobbiamo mettere in conto che le telecamere di sorveglianza poste sui semafori e sugli incroci hanno portato ad una notevole diminuzione degli incidenti dovuti alla propensione di alcuni ad aggirare le regole stradali quando non visti.

Il vantaggio dunque è certamente evidente perché le statistiche indicano diminuzioni di atti vandalici ed incidenti che sfiora il 50% ed inoltre la sicurezza nelle aree cittadine viene in questo modo garantita con maggiore efficienza anche nelle ore notturne. Dall’altro lato della medaglia c’è il già citato svantaggio di una certa perdita di privacy poiché ad ogni modo è da sottolinearsi il fatto che si è ripresi in ogni momento dalle telecamere che devono vigilare sulla nostra sicurezza.

IL LAVORO DEL GARANTE

Questo svantaggio è enormemente mitigato però dal lavoro svolto dal Garante della Privacy, i regolamenti emanati sono piuttosto rigidi e permettono di raggiungere l’equilibrio tra sicurezza e privacy di cui si parlava sopra. Le aree sottoposte a videosorveglianza devono essere segnalate da appositi cartelli ed inoltre le amministrazioni comunali sono tenute a specificare gli orari durante i quali il sistema è in funzione e se le registrazioni sono monitorare direttamente dalle forze dell’odine. Allo stesso modo c’è l’obbligo di non tenere i video per più di 24 ore a meno che non sia necessario per motivi di sicurezza trattenere le immagini previa autorizzazione degli organi preposti.

 

 

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