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Cavaglia 1972. Alla festa della Madonna ci si divertiva da matti.

Filmato festa Cavaglia 1972 originale gentilmente concesso dal Sig. Giacomo Busi.

Indietro tutta, la macchina del tempo ci riporta a Cavaglia per rivedere come erano le feste religiose qualche lustro fa…

Raccoglimento, fede, tradizione popolare, divertimento, socialità. Le feste religiose hanno sempre poggiato su questi aspetti per riuscire a coinvolgere il gran numero di persone che le frequentava. Il video che proponiamo oggi risale ad una festa della Madonna del 1972 a Cavaglia (Brembilla). Qui tutti gli anni, un tempo alla presenza di tutti gli emigranti che allora abbondavano, si celebrano i riti e le funzioni religiose in ricordo dell’apparizione della Madonna a due fanciulli pastorelli di La Salette. Molto più prosaicamente, ma non per questo meno sentita, la festa di Cavaglia è da sempre anche occasione per rivedersi, scambiare abbondanti chiacchiere, gustare qualche piatto tipico e poi, ahimè ora non più, occasione per raccogliersi dal’oste “Carimbel” per una cantata in compagnia dalla sera fino all’alba. Questo documento non è un semplice amarcord ma è una testimonianza straordinaria e viva di come eravamo.

Cavaglia e la Salette : Il racconto dell’apparizione

Nostra Signora della Salette

Il 19 settembre 1846, circa alle tre del pomeriggio, su una montagna vicina al villaggio di La Salette-Fallavaux, due ragazzi, una pastorella di quindici anni di nome Mélanie Calvat e un giovane pastore di undici anni di nome Maximin Giraud, stanno pascolando le mucche.

Secondo il loro racconto l’apparizione si compone di tre fasi. Nella prima appare in una luce risplendente una bella signora, vestita in una foggia straniera e seduta su una roccia, in lacrime e con la testa fra le mani, nel luogo chiamato ravin de la Sezia.

Nella seconda fase la signora si alza e, parlando ai due ragazzi sia in francese che nel patois del luogo[1] (nel dialetto vivaro-alpino dell’occitano),[2] affida loro un messaggio diretto all’intera umanità e quindi da diffondere universalmente. Dopo essersi lamentata per le empietà e i peccati degli uomini, che comportano, secondo la dottrina, l’eterno allontanamento daDio e quindi l’inferno se avessero perseverato nel male, la signora annuncia il perdono per chi si converte. Successivamente comunica a ciascuno dei due fanciulli un segreto, prima di scomparire nel cielo, al di sopra del Mont-sous-les-Baisses (terzo momento dell’apparizione).

La notizia dell’apparizione

I due ragazzi raccontano l’accaduto ai loro padroni, i pastori Baptiste Pra e Pierre Selme. Poi Maximin Giraud viene interrogato dal sindaco del paese, Pierre Peytard, il 21 settembre 1846.

I due pastori, impressionati, riferiscono al parroco Louis Perrin, che ne parla nella predica informando a sua volta l’arciprete di Corps, Pierre Mélin, il quale riferisce al vescovo diGrenoble, Philibert de Bruillard, il 4 ottobre.

La notizia della presunta apparizione si diffonde rapidamente. Jean-Maximin Giraud, il padre di Maximin, che non era affatto credente, si converte l’8 novembre. Il primo pellegrinaggio avviene il 24 novembre, guidato dai due ragazzi. Il 31 maggio 1847, al pellegrinaggio in cui viene posta una croce sulla montagna, partecipano 5.000 fedeli.

Nell’ottobre del 1846 i ragazzi sono interrogati dal sacerdote diocesano Mathieu Cat. Nel febbraio dell’anno successivo sono nuovamente interrogati da François Lagier, un sacerdote che conosceva perfettamente il patois locale. Il 16 aprile 1847 vengono ancora interrogati da un giudice di pace di Grenoble, Fréderic-Joseph Long. In questa data sarebbe avvenuta la prima guarigione miracolosa, riguardante suor Claire Peirron, ad Avignone. I ragazzi vengono interrogati ancora da un sacerdote, Pierre Lambert, il 29 maggio. Il 22 luglio Clément Villecourt, allora vescovo di La Rochelle, compie un pellegrinaggio personale a La Salette e interroga Maximin e Mélanie. Il 15 agosto si verifica un’altra guarigione, ritenuta miracolosa, riguardante Mélanie Gamon, a Corps.

Il 19 settembre, primo anniversario dell’apparizione, ha luogo un pellegrinaggio di 50.000 fedeli.

Il messaggio

Si riporta di seguito un estratto del messaggio che la Vergine avrebbe comunicato ai due pastorelli:

« “Se il popolo non si sottomette, sarò costretta a lasciare libero il braccio di mio Figlio,esso è così forte e così pesante che non posso più sostenerlo […] da quanto tempo soffro per voi! Poiché ho ricevuto la missione di pregare continuamente mio Figlio,voglio che non vi abbandoni, ma voi non ci fate caso. Per quanto pregherete e farete, mai potrete compensare la pena che mi sono presa per voi […] “Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settimo e voi non lo volete riconoscere” : è questo che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio […]se il raccolto si guasta è colpa vostra. Ve lo mostrai l’anno scorso con le patate, ma voi non l’avete considerato. Anzi, quando ne trovavate di guaste, bestemmiavate il nome di mio Figlio. Continueranno a marcire e quest’anno, a Natale, non ce ne saranno più.Sopraggiungerà una grande carestia. Prima di essa, i bambini al di sotto dei sette anni saranno colpiti da tremito e morranno…Se questa gente si convertirà, allora, le pietre e le rocce si muteranno in mucchi di grano e le patate nasceranno da sole nei campi. Dite la vostra preghiera, figli miei? Bisogna dirla bene, mattino e sera […] d’estate a Messa vanno solo alcune donne anziane. Gli altri lavorano di domenica, tutta l’estate. D’inverno, quando non sanno che cosa fare, vanno a Messa solo per burlarsi della religione…”. »

Osservano padre Livio Fanzaga e Saverio Gaeta: “Queste profezie si sono di fatto concretizzate. In particolare, in quel tempo giunse in Francia dal Nord America la fino ad allora sconosciuta epidemia crittogamica, che effettivamente fu un flagello per le vigne; e anche la mortalità infantile afflisse il circondario di La Salette. Così gli uomini poterono rendersi conto di quanto il proprio comportamento nei riguardi di Dio e delle cose divine fosse direttamente collegato con gli sviluppi delle cose terrene.”

2 Commenti su Cavaglia 1972. Alla festa della Madonna ci si divertiva da matti.

  1. Gran bel servizio che “tocca” in modo sicuramente sensibile il mio animo, essendo ormai cresciuto e svezzato in questa frazione montanara. La festa di Cavaglia è sempre stato un nostro baluardo, due volte all’anno, l’ultima domenica di gennaio (poi diventato l’ultimo weekend per via del “rinfresco” del sabato sera)ed a ferragosto, spostata recentemente di sera, con una festa di sicuro più sobria di quella invernale. Non conosco l’autore del filmato, all’epoca i miei ancora erano in Svizzera (arrivarono solo due anni più tardi), ma è una bella testimonianza. Immagino fosse la festa invernale. Purtroppo molti personaggi storici se ne stanno andando, a partire dal grande Luigi Milesi, “Carimbèl”, ormai già nell’agosto di 6 anni fa. Un ricordo comunque toccante. Anzi, se qualcuno volesse venire a Cavaglia, venga a scoprire la semplicità di questo posto, diviso in tre contrade (Cavaglia, Gaiazzo e Dosso)ancora ad estrazione contadina. Sovente vi capiterà di vedere ancora mucche al pascolo, trattori che transitano sulle strade, rumori di falciatrici e decespugliatori e camion che portano carichi di fieno. E pure qualche turista che, grazie al recente attrazione del “Bed and Breakfast Castello della Regina” ancora vuole godersi un’escursione nelle nostre montagne.Complimenti.

  2. Oliviero CARMINATI // 30 agosto 2016 a 23:44 // Rispondi

    Meraviglioso filmato ricco di scene che ci ricordano tradizioni come la RAMA DE CAOIA, fantastica

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