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Eccellenze brembillesi – Stefano Forcella

Parlare di Modà a Brembilla non è come parlare dei Modà in qualsiasi altro posto d’Italia, anche se di fan club del gruppo milanese ne sono dissipati in ogni parte d’Italia. A Brembilla parlare di Modà vuol dire soprattutto parlare di Stefano Forcella, il bassista del gruppo. Nato a Brembilla, cresciuto a Brembilla, può capitare spesso di vedere fan scatenate (le cosiddette “Modàiole”) appartenenti allo “Stefano Forcella fan club” organizzare cene e serate a cui lo stesso Stefano, invitato, si prende una licenza dal gruppo e partecipa. O sovente capita che il buon Stefano si conceda qualche giorno di vacanza, lasci la sua Caravaggio, dove risiede, e torni a visitare la casa natale, la mamma Paola, (il papà Tobia, ex panettiere, è scomparso nel gennaio 2003) ed i tre fratelli, e magari si conceda un giretto a qualche festa paesana.

Nel giorno del suo 39mo compleanno (è nato il 2 settembre 1977 a Bergamo), estraiamo da questo articolo di corriere.it di tre anni fa (6 febbraio 2013), alla vigilia della partecipazione dei Modà al festival di Sanremo di quell’anno, un po’ di storia del nostro Stefano.

Stefano i piedi ben ancorati a terra li ha da sempre. Nonostante il milione e 150 mila fan su Facebook e gli oltre 45 mila follower su Twitter per i Modà, non si atteggia. Merito anche delle radici. «Vivo a Caravaggio e sono fiero delle mie origini brembillesi – dice -. Dalla gente semplice del mio paese ho imparato a non montarmi la testa, a mantenere una certa umiltà». Il primo approccio con la musica avviene a quattordici anni, la band si chiama Incrostazione. «Cercavano un bassista – ricorda -. E io che volevo suonare a tutti i costi in un gruppo, pur di entrare a farne parte, ho chiesto 200 mila lire a mia mamma per comprare uno strumento. Passavo le giornate a fare esercizi sopra i dischi metal, ma ho anche studiato per un anno al Centro di produzione musica, poi privatamente ho preso lezioni da Robi Zonca. Per guadagnare qualcosa facevo il metalmeccanico, finché a 24 anni mi sono trasferito a Milano. Per mantenermi sistemavo gli scaffali all’Esselunga». E nella metropoli avviene l’incontro che cambierà la sua esistenza. «Un amico in comune fa incontrare me e Kekko in un bar – ricorda -. Lui era un cantautore con una precisa idea musicale. Così sono entrato a far parte del progetto Modà». Stefano continua a lavorare nel supermercato anche quando nel 2005 il gruppo approda a Sanremo Giovani con «Riesci a innamorarmi». «Cercavo di fare entrambe le cose – racconta -. Allora non guadagnavamo tanto. Poi sono arrivato a esaurire le ferie. E ho dovuto fare una scelta».

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Stefano con la sua bombetta , insieme al gruppo dei Modà.

I Modà sono paragonati ai Pooh per il loro linguaggio trasversale, tuttavia Stefano non si sente il nuovo Red Canzian: «Ce ne vogliono di decenni per arrivare alla loro carriera. E poi il mio modello è Jaco Pastorius», afferma tradendo gusti che spaziano dal rock al prog al funk. Che sperimenta insieme all’altro Modà, il chitarrista Diego Arrigoni, origini monzesi, trevigliese d’adozione, e al batterista Milly Fanzaga nella formazione strumentale dei Fixforb. (esibitisi a festa Avis Brembilla il 18 maggio 2013 nda)«I Modà sono la mia band, quella dei Fixforb è una valvola di sfogo – puntualizza il bassista -. Un modo, per me e Diego, per non perdere il senso della realtà e non dimenticare da dove arriviamo. Perché non ci sono solo i palazzetti con le folle oceaniche, ma anche i piccoli club e il contatto diretto col pubblico».

Aggiungiamo che Stefano è stato tre volte a Sanremo con i Modà: nel 2005 tra i giovani con “Riesci ad innamorarmi”, nel 2011 con Arriverà, con Emma Marrone (secondi) e nel 2013 con “Se si potesse non morire” (terza) e “Come l’acqua dentro il mare”.

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Fixforb, l’altra carriera parallela di Stefano

Informazioni su diego80 (1910 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

3 Commenti su Eccellenze brembillesi – Stefano Forcella

  1. Tantissimi auguri a Stefano e Complimenti per la sua carriera.
    Ma anche tanti applausi a Diego per gli articoli che scrive.
    Bravo veramente bravo…
    Meglio di tanti giornalisti che scrivono sul l’eco.

    • Hai scritto un bellissimo articolo dove in breve hai racchiuso la vita di ste e brembilla dove ha abitato x tanto temo grazie giego

  2. Vi ringrazio x questi attestati di stima e dico a Filippo che esagera un po’ paragonandomi a “tanti giornalisti de L’Eco”, ai quali non son degno neppure di slacciare i legacci dei sandali. Ma la soddisfazione più bella me l’ha data Stefano condividendo l’articolo nei suoi canali ufficiali! Glielo dovevo, x essere un pezzo della musica italiana contemporanea fiero delle nostre origini.

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