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Referendum: quanto è importante votare?

“La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.”

Chi avrà mai pronunciato questa espressione tanto sintetica da sembrare banale? E’ una delle tante affermazioni o frasi fatte che corrono e si sprecano nei dibattiti politici che la TV ci propone e propina incessantemente?

No! niente di tutto questo, se si pensa che è l’articolo 70 della Costituzione vigente della Repubblica Italiana, affermazione tanto sintetica e lapidaria che in nove parole occupa tutto un singolo articolo.

Pur non essendo minimamente conoscitore della costituzione, al massimo arrivo a memoria all’articolo 1 e poco oltre…“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

La Costituzione Italiana  è formata da 139 articoli raggruppati in 6 Titoli più le disposizioni transitorie e finali, immagino che l’articolo 70 sia uno dei più brevi in assoluto.

I dibattiti sul referendum per la riforma di una parte della Costituzione e sulla nuova legge elettorale in qualche modo collegata a tale riforma, tengono banco da tempo sui media e visto l’avvicinarsi della data di votazione: il 4 dicembre prossimo, si fanno via via più intensi.

Il tema è talmente vasto e articolato che una analisi anche minima risulta impossibile a farsi in quattro righe, ognuno può chiedersi: vale la pena andare a votare? E per cosa? Per il SI o per il NO!

E’ il tormentone che avvolge e coinvolge ad ogni occasione di referendum, appassiona o lascia indifferenti, oppure suscita i soliti giudizi banali, qualunquisti e rassegnati del “tanto fanno come vogliono” o “comanderanno sempre quelli” o un ancora più inflazionato “è ora che la piantino di rubare”; del resto astensioni ormai prossime al 50% dei votanti sono all’ordine del giorno in qualsiasi tipo di consultazione, che sia locale o nazionale e cosi è o probabilmente sarà anche con il referendum con i cosidetti indecisi in percentuale molto alta e un indeciso corrisponde sempre ad un elettore che rinuncia ad esprimersi.

Dire che gli Italiani ne hanno piene le scatole e non si interessano più di politica è diventato un luogo comune, vero solo in parte, perché tanti ancora se non la maggior parte pensa alla politica o meglio alle questioni del vivere comune, pur magari non vivendola attivamente, pur non militando, pur con idee sbagliate e fuorvianti, pur anche non votando più, ma ci pensa, la sente sempre come cosa che tanto o poco lo riguarda.

Volendomi avvicinare un pò di più al tema del referendum sulla Costituzione, subito mi è balzato all’occhio il particolare della incomparabile differenza riguardo la sintesi e la chiarezza del vigente articolo 70 della Costituzione formato da sole 9 parole e il nuovo che vorrebbe sostituirlo usando ben 440 parole di cui riporto solo uno stralcio della prima parte:

«Art. 70. — La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. ….

Se il buongiorno si vede dal mattino, come si usa dire, viene da chiedersi già da questo dove sarà la semplificazione e la speditezza che si vuole introdurre con la riforma.

E’ solo un’osservazione buttata li quella fatta, il tema come detto è vasto e difficile da trattare, l’informazione chiara è scarsa sui media, sopraffatta da slogan propagandistici, che mascherano anzichè rendere chiaro e comprensibile l’oggetto della contesa. Ognuno prima di esprimersi può e se vuole ha diritto di farsi una sua idea, informandosi il più possibile, valutando le cose nella loro sostanza o come si usa dire “nel merito” e poi decidere.

(Pier59)

 

3 Commenti su Referendum: quanto è importante votare?

  1. Bravo Pier59!
    Comunque la si pensi ognuno la deve almeno pensare… Essere informati e farsi una propria opinione è la condizione necessaria per vivere da liberi in un paese libero. Le solite balle dei “qualunquisti e rassegnati” non hanno nemmeno più ragione di esistere. Le informazioni, i commenti, gli approfondimenti li troviamo dappertutto se si ha la voglia di provare a capirci qualcosa in più. Certo, se ci aspettiamo che qualcuno o qualche entità ci instilli la verità assoluta in testa credo che staremo lì un pò ad attendere questo fatal evento… Leggere, informarsi, essere curiosi questi sono i segreti per non essere perennemente legati alla schiera dei “qualunquisti e rassegnati”.

    • Io una mia opinione me la sto già facendo e credo si intuisca anche, credo che difficilmente mi convincerò del contrario, non faccio nomi o riferimenti a questo o a quel politico, perchè non mi sembra il caso e anche perchè le simpatie o antipatie verso chi ci governa è bene lasciarle il più possibile da parte. la questione è stata proposta un po troppo come una televendita, come se si trattasse di piazzare un materasso ortopedico; ma la Costituzione non è spacciabile come un materasso ortopedico, credo infatti sia qualcosa che ci deve tenere svegli e non farci dormire belli rilassati!

  2. Sul fatto che si debba andare a votare non ci sono dubbi. E già questa è una questione non banale.
    Sul cosa votare si apre poi un ampio dibattito.

    Come già ho commentato in altri post, una delle cose che non mi convincono è la modalità di elezione dei Senatori.
    Degli eletti dagli eletti. Cioè persone che verranno insediate non dal popolo ma dai politici.

    Ne più ne meno come sta succedendo per le Provincie.
    Presidente e Consiglio eletti da Consiglieri Comunali e Sindaci.

    Quindi dei giochi di potere. E gli eletti al Senato hanno già cariche amministrative importanti. Come potranno conciliare la loro attività ordinaria con il Senato?
    Vero è che il Senato non avrà più grossi impegni come lo è adesso.
    Ma la Commedia dell’Arte ci insegna che il servo di due padroni non serve nei dovuti modi nessuno dei due.

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