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Tempo di Lupi – Una mostra di BergamoScienza 2016

La storia di un ritorno

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TEMPO di LUPI è il titolo della mostra itinerante che, tra le tante, ci viene presentata quest’anno da BergamoScienza.

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Con un titolo che, come piace tanto a me, gioca sulle parole: tempo DA lupi, tempo DI lupi.

E con un sottotitolo che già ci fa capire cosa ci si può aspettate in questo itinerario didattico: la storia di un ritorno.

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Prima di parlare della mostra non possiamo spendere due parole sul COMPLESSO dove è stata allestita: la ex Chiesa di S. Maria Maddalena in via S. Alessandro, una perla incastonata in uno dei quartieri più storici di Bergamo.

da www.ecodibergamo.it

da www.ecodibergamo.it

Un complesso composto da vari edifici il più vecchio dei quali, la ex Chiesa trecentesca. Contraddistinta da un portale di pietra le cui mensole agli estremi dell’architrave hanno angeli come sostegno e nella lunetta spicca la figura della Maddalena. Divisa in quattro campate da tre archi acuti.

La parte absidale e l’arco di trionfo sono ricoperti di affreschi riferibili ad un anonimo pittore della fine del XIV secolo.

Particolarmente significativo, un dipinto sulla parete destra del presbiterio ci presenta i padroni di casa. L’uno di fronte all’altro due gruppi di disciplini vestiti della capa con il cappuccio calato sul volto sono inginocchiati a mani giunte. Li precedono due confratelli che tengono alta tra le mani una croce astile con il Cristo crocefisso. Al centro, posti frontalmente, due confratelli hanno il volto scoperto. Le aureole, una delle quali raggiata, mostrano il segno della loro santità.
Il tetto è a due falde con una orditura completamente in legno. Appena entrati, sulla sinistra le vestigia di un pavimento di cotto antico. Passando da via Borfuro si può intravvedere l’antico campanile, con ghiera ad arco e finestre in cotto.
Nel resto del complesso trova spazio un ampio chiostro e l’antico ospedale adibito nel passato a sostegno dei più bisognosi.

MA ORA PASSIAMO ALLA MOSTRA.

Aperta durante tutto il periodo di BergamoScienza (dal 1 al 16 ottobre 2016) può essere visitata liberamente oppure con una guida. Da scuole e da privati. Gratuitamente.
La visita guidata e le visite delle scuole vanno preferibilmente prenotate registrandosi attraverso il portale www.bergamoscienza.it . Oppure, nel caso di pochi visitatori presenti, chiedendo direttamente alle guide. Che cortesemente chiedendo, cortesemente non vi diranno di NO.

La mostra parte da lontano, molto lontano: dalla preistoria. Quando lupo e uomo erano DUE CACCIATORI PER UNA STESSA PREDA.

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Mostrando e spiegando il rispetto riservato a questo animale da parte dell’uomo, tanto che, nel tempo, la sua progenie addomesticata, ne è diventata IL MIGLIORE AMICO.
In tempi antichi la mitologica figura della Lupa Capitolina suggella il patto con questo animale diviene il simbolo di un Impero e tutt’ora l’icona della capitale Italiana.
Ma non solo i romani avevano un culto speciale per i lupi. Le monete galliche e i tamburi sciamanici sono ulteriori segni di rispetto verso questo cacciatore.
E che dire poi della cultura dei Pellerossa d’America e dei popoli nomadi eurasiatici, dove solo chi comanda può indossare la pelliccia di un lupo.

Lo spirito del cacciatore si è poi trasformato nella necessità di allevare il bestiame. Ed ecco che il LUPO, da compagno di caccia, diviene l’assassino che distrugge greggi e mandrie. Un animale pericoloso. Un animale cattivo. Sempre più considerato ostile.

La mostra si sviluppa ulteriormente sugli aspetti antropologici più significativi del passato: dalle LEGGENDE sui lupi mannari, alla visione medioevale del Lupo come emblema del demonio, alle campagne di abbattimento “in nome di Dio e del RE”.

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Quale è l’animale cattivo che mangia Cappuccetto Rosso e la Nonna? Quale è l’animale cattivo che vuole divorare i tre porcellini? Quale è la bestia feroce alla quale San Francesco dice di smettere di fare il cattivo? Sempre lui! IL LUPO

Fortunatamente ci sono anche situazioni positive, come nel film “Balla coi lupi” e il supereroe “Wolverine”.

Con le campagne di abbattimento, in Italia si è sfiorata l’estinzione. Nel 1970 la popolazione censita sul territorio nazionale era inferiore ai 150 esemplari.
Nel 1971 un decreto ministeriale toglie il lupo dall’elenco degli animali nocivi e ne vieta la caccia. Nel 1976 un altro decreto  vieta l’utilizzo dei bocconi avvelenati.

Il suo RIPOPOLAMENTO, partito dall’Appennino, si sta espandendo sempre più anche sulle Alpi.

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Ma questa politica di ripopolamento deve per forza essere accompagnata da una energica attività di tutela di pastori e mandriani, che periodicamente subiscono perdite naturali da parte dei branchi.

I  finanziamenti “passivi” (rimborso dei capi persi) hanno lasciato campo anche a “finanziamenti attivi”. Specifiche sovvenzioni per l’acquisto di recinzioni elettrificate, per l’acquisto di Flandry (recinzioni mobili composte da bandierine rosse dissuasive). Oppure di dissuassori sonori e luminosi, efficaci non solo contro i lupi.

Per completarsi anche in specifiche attività per l’addestramento di cani pastori, al pagamento delle specifiche visite veterinarie e tanto altro.

La visita guidata dura mediamente 50 minuti.
E tra le altre cose insegna mostra come distinguere un lupo da un cane. Mettendo in evidenza soprattutto la facilità con la quale spesso e volentieri si confonde un cane-lupo cecoslovacco, razza domestica, con il  “CANIS LUPUS“.

La mostra si completa giovedì 7 ottobre 2016 con una conferenza dal titolo “IN VIAGGIO CON I LUPI” presentata da Giuseppe Festa, naturalista e scrittore

Io ora non posso raccontarvi tutto. Vi ho dato un assaggio di alcune emozioni che ho vissuto visitandola personalmente. E la mia preparazione in materia è molto molto scarsa.

“TEMPO da LUPI” e “Life Wolfalps” sono presenti con un fantastico video anche su YouTube.

Vi invio quindi ad approfittare di questa opportunità offerta da BergamoScienza.

E vi chiedo un favore: quando vi presentate dite che siete dei LUPI DI BREMBILLA! Potrebbe essere che vi riservano una accoglienza speciale!

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Monumento ai Lupi del Pizzo Cerro – Brembilla

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