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Lera vuole il suo telefono pubblico

L’antefatto

Correva l’anno 1992. Brembilla e l’Italia vivevano ancora nel mondo 1.0.  A Lera, così come in altri punti strategici del paese c’erano ancora numerose cabine telefoniche pubbliche. La loro crisi però era già cominciata.

In particolare a Lera la SIP, causa l’immancabile e atavica antieconomicità di tutto quello che viene installato in montagna, aveva deciso anzichè ripararla di eliminarla. In 27 allora decisero di prendere carta e penna e scrivere una lettera denuncia all’allora direttore de L’Unità Walter Veltroni. Ecco qui il testo di quella lettera che ci riporta ad un modo che rivisto con gli occhi di un ragazzino sembra risalire a qualche secolo fa…

La lettera

Caro Direttore,

Siamo abitanti di Lera, frazione di Brembilla (Bergamo) una comunità montana di circa 150 persone.Finora disponevamo di una cabina telefonica SIP situata al centro del gruppo di abitazioni. Quando facemmo presente i guasti all’apparecchio ottenemmo l’assicurazione che l’apparecchio sarebbe stato sostituito nel giro di pochi mesi. Nell’Agosto scorso però, gli incaricati SIP, invece di riparare l’apparecchio lo smontarono portandoselo via dicendo che la società non poteva tenere in vita un’utenza che era in perdita. Adesso siamo costretti a recarci a Brembilla, distante circa 2 km, per trovare una cabina telefonica pubblica in caso di emergenza, bambini o persone malate o per solidarietà. Pertanto chiediamo che la SIP revochi la soppressione del telefono pubblico e disponga l’installazione di un nuovo apparecchio di nuovo tipo. Cioè non a gettone ma a monete o a tessere magnetiche.

Seguono le firme di 27 abitanti di Lera.

lera

 

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