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Comuni della Bergamasca: Schilpario, Vilminore di Scalve, Colere, Azzone

Vilminore di Scalve
Schilpario
comune
Schilpario – StemmaSchilpario – Bandiera
Schilpario – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoClaudio Agoni (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate46°01′N 10°09′ECoordinate: 46°01′N 10°09′E (Mappa)
Altitudine1 124 m s.l.m.
Superficie63,97 km²
Abitanti1 236[1] (01-01-2014)
Densità19,32 ab./km²
FrazioniBarzesto, Pradella, Ronco
Comuni confinantiAzzone, Borno (BS),Cerveno (BS), Lozio (BS),Ossimo (BS), Paisco Loveno(BS), Teglio (SO), Vilminore di Scalve
Altre informazioni
Cod. postale24020
Prefisso0346
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016195
Cod. catastaleI530
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantischilpariesi
Patronosant’Antonio di Padova
Giorno festivo13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Schilpario
Schilpario
Posizione del comune di Schilpario nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Schilpario nella provincia di Bergamo

Schilpario (Sculpér in dialetto scalvino[2], Schilpér o Schilpàre in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 1.236 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato in cima alla Valle di Scalve, fa parte della Comunità Montana di Scalve. Posto all’estremo angolo nord-est della provincia, dista circa 65 chilometri da Bergamo ed è quindi il comune della provincia più distante dal capoluogo orobico.

Geografia fisica

Schilpario

Territorio

Inserito in un contesto naturalistico di grande livello, il paese sta sempre più sfruttando questa sua posizione per trarne i benefici dati dal turismo. Il tutto senza snaturare le peculiarità ambientali che hanno caratterizzato la sua esistenza. In tal senso si sta addirittura cercando di rivalutare la storia, ed offrirla ai visitatori.

Mulino sul Dezzo

Il museo etnografico, ad esempio, è stato istituito proprio per preservare e rivalutare la storia, le tradizioni e la cultura delle genti di tutta la Val di Scalve. Grazie all’apporto di documenti, fotografie ed oggetti legati alla vita rurale, si possono ricostruire la vita ed i lavori degli abitanti nei secoli scorsi. Inoltre, essendo la struttura che ospita il museo posta a fianco del torrente Dezzo, è presente una ruota di mulino azionata dalle correnti dello stesso corso d’acqua. Queste azionano un torchio ed una macina per la lavorazione del frumento, così come avveniva nei secoli scorsi.

Altri esempi di rivalutazione del territorio vengono dalle miniere che, ristrutturate e messe a norma dopo la chiusura dell’attività avvenuta nel 1972, sono visitabili mediante visite guidate, alcune con appositi trenini ed altre a piedi, che si addentrano nelle viscere della terra.

Inoltre la natura offre scenari mozzafiato ed una serie di itinerari adatti ad ogni esigenza: dalla semplice passeggiata per le famiglie, ad escursioni più impegnative per utenti esperti.

Durante il periodo invernale esistono inoltre numerose iniziative per la pratica degli sport sulla neve: rinomate sono le piste per lo sci di fondo. Per lo sci alpino Schilpario è stata la prima località della bergamasca a dotarsi di una seggiovia ad agganciamento automatico, la quale serve una splendida pista rossa immersa negli abeti proprio sotto le pareti del Pizzo Camino. Vi si trova anche un lungo campo scuola servito da uno skilift. La stazione rientra nel circuito Serio Snow (insieme ad altre località delle valli Seriana e di Scalve) ma è penalizzata dalla maggiore distanza dai grandi centri abitati della pianura e dalla mancanza di un impianto sulla parte alta (dai 1600 metri di quota in su); un eventuale nuovo impianto su questo tratto potrebbe servire le vecchie piste (già presenti perché un tempo utilizzate) e completare la stazione aumentando l’appetibilità per gli sciatori.

Storia

L’antichità e le origini

L’origine del borgo, intesa come insediamento stabile, risale al periodo della dominazione romana, quando venivano utilizzate le grandi risorse minerarie di ferro e zinco presenti nella zona.

Tuttavia pare che nella zona fossero già presenti piccole tribù di Galli Cenomani, come testimonia un masso, sito in località Pià Sèrsegn, che si pensa fosse utilizzato dai druidi per i riti magici. Non è però dato sapere se vi fossero insediamenti stabili o se la zona venisse utilizzata solo occasionalmente per tali riti.

Il medioevo

I secoli successivi videro il borgo passare sotto il controllo del Sacro Romano Impero guidato da Carlo Magno, che donò l’intera zona ai monaci di Tours. Questi successivamente la permutarono in favore del Vescovo di Bergamo, il quale diede investitura feudale ai Capitani di Scalve.

Questi ultimi furono di fatto esautorati dalla costituzione dell’Universitas di Scalve, una piccola istituzione feudale molto simile ad una repubblica, che garantiva grandi privilegi agli abitanti ed un’autonomia al limite dell’indipendenza. Questa garantiva l’esenzione del servizio militare, libertà di caccia e pesca, nonché sgravi fiscali e la possibilità di sfruttamento delle miniere presenti in zona.

Età moderna e contemporanea

Con il passaggio alla Repubblica di Venezia, avvenuto nel XV secolo, Schilpario mantenne i privilegi conquistati precedentemente, ma venne aggregato nella Comunità grande di Scalve.

Soltanto nel 1797, con la fine della Serenissima e l’avvento della Repubblica Cisalpina, acquisì la propria autonomia comunale.

Seguenti modifiche, operate dai vari regimi che si susseguivano nella valle, modificarono i confini territoriali, ma non intaccarono l’autonomia comunale di Schilpario, che visse nella tranquillità della valle fino ai giorni nostri.

Monumenti e luoghi d’interesse

Chiesa parrocchiale

Architetture religiose

Chiesa di Sant’Antonio

La chiesa parrocchiale, dedicata a Sant’Antonio da Padova. Edificata nel XVII secolo in luogo di una precedente chiesa, è dotata di uncampanile al termine del quale è posta una statua del santo patrono, nonché di opere pittoriche del Cifrondi e del Carpinoni, e di sculture di scuola fantoniana. Nella navata principale si può inoltre ammirare la statua raffigurante il cardinale Angelo Mai, nativo di Schilpario.

Nel gennaio del 1820, anno in cui il cardinale trovò alcuni frammenti del “De re publica” di Cicerone, Giacomo Leopardi gli dedicò l’ode intitolata Ad Angelo Mai. Parte di quest’ode è stata recentemente incisa su pietra nella piazza principale.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[4]

Persone legate a Schipario

  • Angelo Mai (1782-1854), cardinale.

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
14 giugno 200426 maggio 2014Gianmario BendottiLista civicaSindaco
26 maggio 2014in caricaClaudio AgoniLista civicaSindaco

Sport

  • Fabio Maj (1970), ex fondista.

Galleria d’immagini

http://www.comune.schilpario.bg.it/pages/home.asp  sito istituzionale

http://www.centrofondoschilpario.com/  Centro Fondo Schilpario

Vilminore di Scalve
comune
Vilminore di Scalve – StemmaVilminore di Scalve – Bandiera
Vilminore di Scalve – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoPietro Orrù (lista civica Comune idea per Vilminore) dal 06-6-2016
Territorio
Coordinate46°00′N 10°06′ECoordinate: 46°00′N 10°06′E (Mappa)
Altitudine1,019 m s.l.m.
Superficie41 km²
Abitanti1 496[1] (31-12-2014)
Densità36,49 ab./km²
FrazioniBueggio, Dezzolo, Nona,Pezzolo, Pianezza, Sant’Andrea, Teveno, Vilmaggiore, Adenasso, Meto
Comuni confinantiAzzone, Colere, Gromo,Oltressenda Alta, Rovetta,Schilpario, Teglio (SO),Valbondione
Altre informazioni
Cod. postale24020
Prefisso0346
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016243
Cod. catastaleM050
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantivilminoresi
Patronosanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Vilminore di Scalve
Vilminore di Scalve
Posizione del comune di Vilminore di Scalve nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Vilminore di Scalve nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Vilminore di Scalve (Vilminùr o Ilminùr in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 1 496 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato sulla destra orografica del torrente Dezzo, in Valle di Scalve, dista circa 61 chilometri a nord-est dal capoluogo orobico. Con il Palazzo pretorio è da sempre il centro di riferimento della Valle di Scalve.

Storia

L’antichità

L’origine del borgo risale al periodo della dominazione romana, quando venivano utilizzate le grandi risorse minerarie di ferro ezinco della zona.

Qui venne istituito un Vicus, a cui il paese deve l’origine del proprio toponimo: Vicus Minor sta difatti ad indicare l’esistenza di un piccolo agglomerato urbano (idem Vicus Maior per Vilmaggiore).

Il Medioevo

I secoli successivi videro il borgo passare sotto il controllo del Sacro Romano Impero guidato da Carlo Magno, che donò l’intera zona ai monaci di Tours. Questi successivamente la permutarono in favore del Vescovo di Bergamo, il quale diede investitura feudale ai Capitani di Scalve.

Questi ultimi furono di fatto esautorati dalla costituzione dell’Universitas di Scalve, una piccola istituzione feudale molto simile ad una repubblica, che garantiva grandi privilegi agli abitanti ed un’autonomia al limite dell’indipendenza. Questa garantiva l’esenzione del servizio militare, libertà di caccia e pesca, nonché sgravi fiscali e la possibilità di sfruttamento delle miniere presenti in zona. Grazie a queste ultime si sviluppò il commercio, favorito anche dagli scambi con la val Seriana che avvenivano mediante il Passo della Manina, posto a monte delle frazioni di Nona e Teveno.

Chiesa di Vilmaggiore

La dominazione veneta

Con il passaggio alla Repubblica di Venezia, avvenuto nel XV secolo, Vilminore mantenne i privilegi conquistati precedentemente, e venne aggregato nella Comunità grande di Scalve, di cui fu capoluogo.

Soltanto nel 1797, con la fine della Serenissima e l’avvento della Repubblica Cisalpina, acquisì la propria autonomia comunale.

L’età moderna e contemporanea

Seguenti modifiche, operate dai vari regimi che si susseguivano nella valle, modificarono i confini territoriali, ma non intaccarono l’autonomia comunale di Vilminore, che restò centro di riferimento per la zona.

La storia recente è stata caratterizzata dal disastro causato dal crollo della Diga del Gleno, posta a monte dell’abitato. Il cedimento, avvenuto il 1º dicembre 1923, riversò una grandissima quantità d’acqua sui piccoli centri abitati sottostanti, provocando la morte di centinaia di persone e causando ingentissimi danni all’intera zona. A seguito di questo tragico evento, per parecchi anni l’economia della valle fu messa in ginocchio, causando un processo di emigrazione dalla valle.

Simboli

Stemma

D’azzurro ai tre abeti al naturale, nodriti su campagna di giallo e sormontati da tre stelle, male ordinate, d’oro raggiate di cinque; dietro il tronco dell’albero centrale un orso. Sotto lo scudo su lista d’azzurro con le estremità bifide il motto in caratteri maiuscoli di nero “Tutus in silvis”. Ornamenti esteriori da Comune.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

Chiesa arcipresbiteriale Santa Maria Assunta e San Pietro

La chiesa Arcipresbiteriale, risalente al XVII secolo, fu edificata dai maestri Comacini in luogo di una pieve di lontanissima costruzione che fu a lungo sede della Vicaria Plebana, è intitolata a Santa Maria Assunta e San Pietro, e presenta sculture ed affreschi di pregio.

Chiese parrocchiali delle frazioni

L’antico Palazzo Pretorio, oggi sede della Comunità Montana della Valle di Scalve

Tra le chiese delle varie frazioni, tra cui quella della Santissima Trinità a Vilmaggiore, le parrocchiali di Teveno e Pezzolo che presentano strutture ed opere scultoree di grande impatto e quella di Nona che, intitolata alla Natività di Maria, risale al XVII secolo.

Ingresso a Vilminore

Architetture civili

Palazzo Pretorio

Notevole importanza riveste il Palazzo Pretorio, edificato nel 1375 ed ampliato due secoli più tardi. Recentemente restaurato, ospita la sede della locale Comunità montana.

Altro

  • Porta di Vilminore

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[4]

Persone legate al comune

SISTE VIATOR – LEGE ET DISCE – FUNEST SUB LAPIDE – BANNITO – RUM CAPITA REPONUNTUR (Fermati viandante, leggi ed impara, sotto questa lapide vengono riposte le teste dei banditi)

  • Enrico Albrici (1714-1773), pittore
  • Manara Valgimigli (1876-1965), filologo, poeta, scrittore
  • Gaetano Bonicelli (1924), arcivescovo
  • Francesco Panfilo (1942), arcivescovo

Geografia antropica

Frazioni e suddivisioni storiche

Il comune comprende numerose frazioni, ossia Vilmaggiore, Adenasso, Bueggio, Nona, Teveno, Pianezza, Meto, Pezzolo e Dezzolo Sant’Andrea.

Il comune di Vilminore di Scalve, inteso come entità con l’attuale estensione e denominazione, è nato soltanto nel 1927 dall’unione diVilminore e Oltrepovo. Il primo comune comprendeva soltanto l’attuale censuario di Vilminore stesso, mentre il secondo raggruppava i borghi di Bueggio, Nona, Pezzolo e Teveno, divisi dall’attuale capoluogo dal torrente Povo.

Da notare che nel 1797, anno in cui sulla scena politica della zona irruppe la Repubblica Cisalpina, gran parte dei borghi che ora compongono il comune di Vilminore di Scalve ottennero la propria autonomia a seguito dalla disgregazione della Comunità Grande di Scalve. Bueggio, Dezzolo, Nona, Teveno, Pezzolo e Vilmaggiore (che comprendeva anche Barzesto, ora appartenente a Schilpario) tuttavia mantennero la loro condizione soltanto per otto anni, dal momento che nel 1805 vennero fusi nell’entità comunale denominata Oltrepovo, pur mantenendo l’autonomia a livello parrocchiale.

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
14 maggio 200115 maggio 2011Giovanni ToninelliLista civica InsiemeSindaco
16 maggio 20115 giugno 2016Guido GiudiciLista civica Per un domaniSindaco
5 giugno 2016in caricaPietro OrrùLista civica Comune idea per VilminoreSindaco

http://www.comune.vilminore.bg.it/pages/home.asp  sito istituzionale

Colere
comune
Colere – StemmaColere – Bandiera
Colere – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoFranco Belingheri (lista civicaProgetto Colere) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate45°58′24″N 10°04′50″ECoordinate: 45°58′24″N 10°04′50″E (Mappa)
Altitudine1 013 m s.l.m.
Superficie18,63 km²
Abitanti1 141[1] (31-12-2010)
Densità61,25 ab./km²
FrazioniCantoniera (Passo della Presolana), Carbonera, Castello, Dezzo di Scalve, Grana, Valle Richetti
Comuni confinantiAngolo Terme (BS), Azzone,Castione della Presolana,Rovetta, Vilminore di Scalve
Altre informazioni
Cod. postale24020
Prefisso0346
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016078
Cod. catastaleC835
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticoleresi
Patronosan Bartolomeo apostolo
Giorno festivo24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Colere
Colere
Posizione del comune di Colere nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Colere nella provincia di Bergamo

Colere (Còler in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 1.143 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia. Si trova tra i 751 m s.l.m. della frazione Dezzo e i 2.521 m s.l.m. della cima della Presolana.

Composto da numerose frazioni e situato sulla destra orografica del torrente Dezzo, in Val di Scalve, dista circa 59 chilometri a nord-est dal capoluogo orobico.

Storia

L’antichità e le origini

L’origine del borgo origine risale al periodo della dominazione romana, quando venivano utilizzate le grandi risorse minerarie di ferro e zinco della zona. Tale tesi è suffragata da ritrovamenti avvenuti nella contrada Carbonera, che attestano l’esistenza di piccoli insediamenti.

Alcune leggende narrano di una cruenta battaglia avvenuta in queste zone, sulle pendici della Presolana, tra i Romani stessi ed il popolo degli Alani per il controllo della zona.

Il Medioevo

I secoli successivi videro il borgo passare sotto il controllo del Sacro Romano Impero guidato da Carlo Magno, che donò l’intera zona ai monaci di Tours. Questi successivamente la permutarono in favore del Vescovo di Bergamo, il quale diede investitura feudale ai Capitani di Scalve.

Questi ultimi furono di fatto esautorati dalla costituzione dell’Universitas di Scalve, una piccola istituzione feudale molto simile ad una repubblica, che garantiva grandi privilegi agli abitanti ed un’autonomia al limite dell’indipendenza. Questa garantiva l’esenzione del servizio militare, libertà di caccia e pesca, nonché sgravi fiscali e la possibilità di sfruttamento delle miniere presenti in zona.

Con il passaggio alla Repubblica di Venezia, avvenuto nel XV secolo, Colere mantenne i privilegi conquistati precedentemente, ma venne aggregato nella Comunità grande di Scalve.

L’età moderna

Soltanto nel 1797, con la fine della Serenissima e l’avvento della Repubblica Cisalpina, acquisì la propria autonomia comunale, inglobando nei propri confini anche la parte della contrada di Dezzo posta alla destra dell’omonimo torrente ed il borgo di Teveno.

Lo status di comune durò poco più di un decennio, dopodiché venne nuovamente accorpato alla Repubblica di Scalve con sede di Vilminore, unitamente al vicino borgo di Azzone.

L’età contemporanea

La fine della dominazione francese ebbe ripercussioni anche sulle piccole comunità scalvine che riacquisirono la propria autonomia, anche con le nuove delimitazioni territoriali: Colere perse Teveno.

Con l’attivazione dei comuni della provincia di Bergamo, in base al compartimento territoriale del regno lombardo-veneto, venne collocato, con 417 abitanti, nel distretto XIV di Clusone; fu confermato nel medesimo distretto in forza del successivo compartimento territoriale delle province lombarde. Nel 1853 fu inserito nel distretto XVI; a quella data era comune, con convocato generale, di 588 abitanti.

In seguito all’unione temporanea delle province lombarde al regno di Sardegna, in base al compartimento territoriale stabilito con la legge 23 ottobre 1859, il comune di Colere con 584 abitanti, retto da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri fu incluso nel mandamento I di Clusone, circondario III di Clusone, provincia di Bergamo. Alla costituzione nel 1861 del Regno d’Italia, il comune aveva una popolazione residente di 677 abitanti (Censimento 1861). In base alla legge sull’ordinamento comunale del 1865 il comune veniva amministrato da un sindaco, da una giunta e da un consiglio. Nel 1867 il comune risultava incluso nel mandamento di Vilminore, circondario di Clusone e provincia di Bergamo. Popolazione residente nel comune: abitanti 711 (Censimento 1871); abitanti 787 (Censimento 1881); abitanti 766 (Censimento 1901); abitanti 964 (Censimento 1911); abitanti 1.008 (Censimento 1921). Nel 1924 il comune risultava incluso nel circondario di Clusone della provincia di Bergamo. In seguito alla riforma dell’ordinamento comunale disposta nel 1926 il comune veniva amministrato da un podestà.

Questa situazione durò fino al 1927, anno in cui il regime fascista fece una grande opera di accorpamento tra parecchi comuni del regno d’Italia. Fu il caso anche di Colere, che si trovò nuovamente unito ad Azzone, con la denominazione di Dezzo di Scalve.

Soltanto nell’immediato dopoguerra, precisamente nel 1947, i comuni si separarono definitivamente, con Dezzo nuovamente relegato a ruolo di frazione, diviso a metà tra Colere ed Azzone.

Attualmente Colere fa parte della Comunità Montana di Scalve, composta dai Comuni di Azzone, Colere, Schilpario e Vilminore di Scalve.

Il Comune abbraccia le frazioni di Cantoniera della Presolana, Albarete, Valle Sponda, Castello, Valle Richetti, Carbonera, Valzella, Dezzo di Scalve.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

Chiesa parrocchiale

La chiesa parrocchiale, dedicata a San Bartolomeo, risale alla fine del XVIII secolo e presenta discrete opere pittoriche.

Il “Cesulì”, l’antica parrocchiale risalente al 1400 e con molti rifacimenti fino al restauro degli anni ’70 del XX secolo. È la chiesa più antica della Valle di Scalve. Vi si tengono cerimonie religiose, matrimoni e piccole mostre.

Santuario della Madonnina

Il Santuario della Madonnina: situato fuori dal centro abitato in loc. Dezzo di Scalve, è stato edificato nel XVII secolo su una preesistente santella, dove si narra che il 2 luglio 1654 un vecchio pastore malato, proveniente da Borno, ebbe la visione della Madonna, che lo guarì da sbocchi di sangue. In occasione dell’anniversario dell’apparizione, (2 luglio) si tiene ogni anno una grande festa. Il santuario fu distrutto nel 1923 dal “Disastro del Gleno” e venne riedificato, sullo stesso luogo, due o tre anni dopo, su disegno dell’architetto Luigi Angelini, con il contributo importante se non essenziale, in termini finanziari e di prestazione gratuita di manodopera, da parte degli abitanti di Colere.

Aree naturali

Grotta del ghiaccio

La suggestiva grotta del ghiaccio, è così chiamata per la presenza, in ogni periodo dell’anno, di uno strato di ghiaccio che ne ostruisce l’ingresso.

Parco delle Orobie:

Tutto il territorio fa parte del parco delle Orobie Bergamasche e vigono rigide normative per la salvaguardia della flora e della fauna.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[4]

Qualità della vita

Tra i fattori che hanno fatto conoscere nel mondo il comune di Colere abbiamo avuto la Festa della Luna, raduno che si svolgeva annualmente nei boschi circostanti al paese e che richiamava decine di migliaia di persone da ogni parte d’Italia e d’Europa. Al centro di polemiche per l’eccessivo afflusso di persone, lo spaccio di sostanze stupefacenti ed il danneggiamento di flora e fauna, è stata dichiarata illegale dalle locali autorità nel 1993, anche se definitivamente debellata solo nel 2004.

Il paese ha comunque conservato il senso del “buon vivere”, trovandosi in un ambiente integro e protetto.

Economia

Turismo

Rinomato per le piste da sci in inverno e per le innumerevoli escursioni in estate, il borgo è stato recentemente interessato da un boom del turismo che ha di fatto modificato la vita degli abitanti stessi, da sempre dediti alla pastorizia ed all’agricoltura.

Le pendici della Presolana e del Monte Ferrante, esposte a nord, garantiscono un innevamento duraturo, permettendo talvolta la pratica di sport invernali (pattinaggio su ghiaccio, sci alpino e nordico) fino all’inizio della primavera, mentre nei mesi più caldi sono un’ottima palestra per arrampicatori ed appassionati di trekking.

Dal paese si può giungere, attraverso vari sentieri, abbastanza facili, al Rifugio Luigi Albani, inserito nel Sentiero delle Orobie orientali.

Attività produttive:

Fino agli anni 1970 la principale attività era quella estrattiva, con miniere di blenda e fluorite, risalente ai romani. Si insediarono aziende italiane e francesi, fino all’arrivo della Montedison e poi dell’EGAM (ente minerario dell’Eni).

Negli anni ’70 del secolo XX l’Amministrazione Comunale realizzò una piccola area industriale, la prima della Lombardia in area montana, con indediamento di attività artigianali nel settore della meccanica e di collanti. Furono altresì ristrutturate le vecchie laverie del minerale, ricavandone locali per l’insediamento di Cooperative del settore dell’abbigliamento. Nel 2010 fu realizzato anche un Ecomuseo della Presolana, con una raccolta di reperti minerari e della montagna locale.

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
19561964Ignazio BelingheriDemocrazia CristianaSindaco
19641970Lazzaro BettineschiDemocrazia CristianaSindaco
19701985Franco BelingheriDemocrazia CristianaSindaco
19851990Romano BelingheriDemocrazia CristianaSindaco
19901995Aldo BettineschiDemocrazia CristianaSindaco
19952004Angelo PiantoniLista civica di centro-sinistraSindaco
20042014Franco BelingheriLista civica – Progetto ColereSindaco

Sport

Tra i principali eventi sportivi che hanno interessato il paese, è d’obbligo segnalare l’arrivo della 19ª tappa del Giro d’Italia 2004,il 29 maggio 2004. L’arrivo, posto al Passo della Presolana, ha visto la vittoria di Stefano Garzelli.

Colere è la principale località sciistica della Val di Scalve. Le piste di sci di Colere, situate sotto la parete nord della Presolana, si affacciano sulla Val di Scalve ed il Pizzo Camino, coprendo un dislivello di ben 1200 metri e godono di un’esposizione che permette alla neve di mantenere un’ottima qualità durante tutta la stagione. L’auspicato collegamento con la val Seriana (stazione sciistica di Lizzola) potrebbe portare alla creazione di un unico polo turistico con evidenti vantaggi sull’economia di entrambe le valli. Le piste hanno ospitato varie edizioni dei Campionati Italiani Assoluti di Sci Alpino.

Colere ha ospitato anche alcune edizioni dei campionati italiani di sci alpinismo.

Inoltre, dal 22 al 25 marzo 2006, si sono svolti i Campionati Italiani di Snow-Board.

Dal 2007 tutti gli anni verso la fine di giugno viene organizzata una gara podistica in salita verso il Rifugio Luigi Albani di circa 5,2 km ma con 900 metri di dislivello.

La parete nord della Presolana è meta ambita e molto conosciuta da chi pratica l’arrampicata.

http://www.comune.colere.bg.it/pages/home.asp  sito istituzionale

http://www.colereski.it/  sito Colere ski

http://www.prolococolere.it/  sito Pro Loco

Azzone
comune
Azzone – StemmaAzzone – Bandiera
Azzone – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoAntonio Pietro Piccinini (lista civica) dall’08/06/2009
Territorio
Coordinate45°58′43″N 10°06′43″ECoordinate: 45°58′43″N 10°06′43″E (Mappa)
Altitudine973 m s.l.m.
Superficie17,29 km²
Abitanti437[1] (31-12-2010)
Densità25,27 ab./km²
FrazioniDezzo di Scalve, Dosso
Comuni confinantiAngolo Terme (BS), Borno(BS), Colere, Schilpario,Vilminore di Scalve
Altre informazioni
Cod. postale24020
Prefisso0346
Fuso orarioUTC+1
CodiceISTAT016017
Cod. catastaleA533
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona F, 3 451 GG[2]
Nome abitantiazzonesi
PatronoSS. Filippo e Giacomo Apostoli
Giorno festivo1º maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Azzone
Azzone
Posizione del comune di Azzone nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Azzone nella provincia di Bergamo

Azzone ( in dialetto bergamasco[3][4]) è un comune italiano di 450 abitanti[5] della provincia di Bergamo in Lombardia. Posto sulla sinistra orografica del torrente Dezzo, in Valle di Scalve, si trova a circa 47 chilometri a nord-est del capoluogo orobico. Il comune fa parte della Comunità Montana di Scalve.

Geografia fisica

Territorio

Paese di Dezzo

Il territorio si compone, oltre che del capoluogo, anche delle frazioni di Dezzo (nella sua porzione posta sulla sinistra orografica del fiume omonimo) e Dosso.

Delimitato a nord-est dal pizzo Camino e dalle alture denominate le Pale (i cui profili compaiono sullo stemma comunale) che lo dividono dalla Val Camonica, comprende la Riserva Naturale Regionale Boschi del Giovetto, luogo di alto interesse naturalistico, anche per la presenza di formiche autoctone appartenenti alla specie della formica rufa.

Il verde lussureggiante invita i numerosi turisti ad escursioni adatte ad ogni tipo di esigenza: da quella più semplice, adatta a bambini e famiglie, a quelle più impegnative, per gli amanti del trekking e dello sky-race.

Storia

Toponimo
Il toponimo deriva dal vocabolo “Some”, che sta ad indicare un antico luogo abitato. Tuttora è presente una località, sempre nel territorio comunale, che ha mantenuto la denominazione “Some”. Successive modifiche hanno portato la trasformazione prima in Zono (documenti riferiscono difatti di “Zono Antico”), fino all’attuale Azzone.

L’antichità

Casa sulla rupe a Dezzo

Indizi fanno supporre che questa contrada sia uno degli insediamenti stabili più antichi della Valle di Scalve (Pedrini, E.). Non si conoscono però dati certi circa l’epoca della sua fondazione: si può comunque ipotizzare che la contrada fosse abitata in epoca pre-romana. Già allora erano sfruttate, in maniera rudimentale, le grandi risorse minerarie della zona.

Il Medioevo

I secoli successivi videro il borgo passare sotto il controllo del Sacro Romano Impero guidato da Carlo Magno, che donò l’intera zona ai monaci di Tours. Questi successivamente la permutarono in favore del Vescovo di Bergamo, il quale diede investitura feudale ai Capitani di Scalve.

Questi ultimi furono di fatto esautorati dalla costituzione dell’Universitas di Scalve, una piccola istituzione feudale molto simile ad una repubblica, che garantiva grandi privilegi agli abitanti ed un’autonomia al limite dell’indipendenza. Questa garantiva l’esenzione del servizio militare, libertà di caccia e pesca, nonché sgravi fiscali e la possibilità di sfruttamento delle miniere presenti in zona.

Con il passaggio alla Repubblica di Venezia, avvenuto nel XV secolo, Azzone mantenne i privilegi conquistati precedentemente, andando a costituire con le altre contrade scalvine la Comunità grande di Scalve.

L’età Moderna

Soltanto verso la fine del XVII secolo si dotò di un proprio statuto, venendo riconosciuto come contrada e, con il termine della dominazione veneta e l’avvento della Repubblica Cisalpina, acquisì la propria autonomia comunale, inglobando nei propri confini anche la contrada di Dezzo (nella sua porzione posta sulla sponda orografica sinistra).

Lo status di comune durò poco più di un decennio, dopodiché venne nuovamente accorpato al comune di Vilminore, unitamente al vicino borgo di Colere.

L’età contemporanea

La fine della dominazione francese ebbe ripercussioni anche sulle piccole comunità scalvine che riacquistarono la propria autonomia, ritornando ai confini precedentemente stabiliti.

Il tutto durò fino al 1927, anno in cui il regime fascista fece una grande opera di accorpamento tra parecchi comuni del regno d’Italia. Fu il caso anche di Azzone, che si trovò nuovamente unito a Colere, con la denominazione di Dezzo di Scalve. Soltanto nell’immediato dopoguerra, precisamente nel 1947, i comuni si separarono definitivamente, con Dezzo nuovamente relegato a ruolo di frazione di Azzone.

Simboli

Stemma

I simboli del comune sono lo stemma e il gonfalone con concessi con D.P.R. 13 febbraio 2001.

Blasonatura stemma:

« D’azzurro, alla montagna di verde, fondata in punta e uscente dai fianchi caricata dalla torre civica di Azzone, di argento, murata e finestrata di nero, essa montagna cimata dalla catena montuosa uscente dai fianchi, effigiante il Pizzo Camino e le Pale, di argento, il tutto accompagnato in capo da tre stelle di cinque raggi d’oro, ordinate in fascia. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto in lettere maiuscole, di nero: TUTUS IN SILVIS. Ornamenti esteriori di Comune. »
(DPR 13 febbraio 2001)

Architetture religiose

Chiesa parrocchiale San Filippo e San Giacomo

La chiesa parrocchiale, dedicata a San Filippo e San Giacomo, riedificata nel periodo 1724 – 1733 e ampliata nel 1860, presenta opere di Antonio Cifrondi, e la Torre civica, di origine medievale (XIV secolo), utilizzata anche nello stemma del comune stesso.

Chiesa Santa Maria Maddalena

Situata nella frazione Dezzo, la chiesa di Santa Maria Maddalena conserva anch’essa dipinti del Cifrondi, tra cui la Madonna Addolorata.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[6]

Informazioni su diego80 (2352 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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