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San Benedetto, L’Europa, l’Italia e i terremoti dello spirito.

Resta ancora una speranza per questa povera Europa confusa e scossa tra invasione di migranti, in crisi per una identità smarrita, tra burocrazia e finanza, alla disperata ricerca di un’anima riconoscibile e finalmente riconosciuta il cui seme partendo dal nobile intento di esorcizzare una volta per sempre i demoni di guerre dilanianti, ricucendone le terribili piaghe con nuovi  ideali e nuove politiche di pace e concordia tra popoli storicamente ostili tra loro, arrivi ad una entità nuova, mai vista prima: un’unione federativa di popoli e nazioni fatti di lingue e storie diverse ma con un’unica radice e cultura, quella di una civiltà complessa e unica che sa riconoscersi nella letteratura, nell’ architettura, nella pittura, nella cultura religiosa, nel progresso scientifico, nel progresso civile e democratico e perché no in un nuovo progresso politico.

Un ideale che visto oggi sembra morto con la fine di una generazione, quella dei padri fondatori, quella delle prime organizzazioni comuni di libero commercio, dei primi paesi fondatori, dei trattati di Roma, del primo mercato comune.

Un Europa che pare in trent’ anni abbia smantellato rinunciandovi ad un patrimonio storico di grande cultura, una sorta di laboratorio unico al mondo risultato di secoli di vicende, scambi, contatti tra popoli tante volte anche cruenti, un patrimonio vivo e prezioso.

Evitando assolutamente congetture temerarie fuori luogo di castighi Divini che nessuno dotato di senno dovrebbe mai sentirsi in diritto di sostenere, la natura si sa fa il suo corso e nessun luogo può sfuggire a questa regola, saranno coincidenze, ma certi accadimenti colpiscono la parte più emotiva e meno razionale di noi, mi viene da pensare vedendo le immagini struggenti del crollo della basilica di San Benedetto a Norcia, collegandole a quelle di qualche anno fa del crollo della cupola della Basilica Maggiore di San Franceso di Assisi e di chissà quante altre chiese meno note di una regione tanto ricca di personaggi legati alla Storia della Cristianità, vedendo la rovina di quelle che sono simboli e importanti testimonianze storiche visibili di arte e cultura religiosa, sembra di vedervi un richiamo,  un involontario campanello d’allarme riguardo ad un arretramento spirituale e morale di un Continente.

Certo le chiese possono essere ancora ricostruite in forma quasi fedele all’ originale con nuovi criteri di gran lunga migliori in quanto a solidità, si può fare di tutto e meglio e ringraziando sempre il Cielo se non ci sono perdite umane, attuare tutte le prevenzioni del caso e non solo per le chiese è quanto di più doveroso occorra fare.

L’Europa nella forma della sua organizzazione sovranazionale, seppure distratta e disorientata troverà i mezzi per non fare mancare il sostegno economico ad una ricostruzione (e ci mancherebbe), ma Santi Patroni come Francesco e Benedetto, patrono d’Italia il primo e d’Europa il secondo, cosa hanno da dire a questa Europa? Le chiese in quanto edifici rinascono ma gli ideali morali e spirituali e perchè no religiosi sapranno fare altrettanto? Io ancora credo che nulla sia perduto definitivamente in questo senso, San Benedetto ha ancora tanto da dire!

(Pier59)

1 Commento su San Benedetto, L’Europa, l’Italia e i terremoti dello spirito.

  1. Bravo Pier. Interessante riflessione. Tra l’altro in questi periodi di muri che spuntano come funghi, di veti promessi, di accuse di essere cicale, di voler lasciare invadere l’europa, di nuovi e vecchi estremismi che riemergono da un passato che sembrava avessimo definitivamente archiviato il crollo della basilica di San Benedetto, patrono d’Europa, sembra davvero la inappellabile e divina punizione nei confronti dei sognatori di Ventotene. E sembra rievocare lo scontro di qualche anno fa sulle radici cristiane dell’Europa.

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