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Atalanta 1987/88: che cosa fanno ora gli eroi della Coppa delle Coppe

L’Atalanta di Gasperini sta facendo sognare i tifosi con aspirazioni europee (qualcuno la vede pure in lotta per lo scudetto). Ma l’Atalanta che in Europa fece davvero sognare tutti è nei ricordi di tutti gli sportivi: quella della stagione 1987/88, quando in serie B sfiorò la finale di Coppa delle Coppe. Vi avevamo già raccontato di quella cavalcata, ora andiamo a vedere cosa fanno ora quei fantastici eroi, e come è proseguita la loro carriera dopo quella stagione.

PORTIERI

NELLO MALIZIA – Classe 1950, di Montenero di Bisacca (CB), maceratese d’adozione, il secondo portiere ora è preparatore dei portieri dell’Aurora Seriate dal 2011. Vinse un campionato di serie B col Perugia nel 1975, oltre a quello con i nerazzurri.

OTTORINO PIOTTI  – Classe 1954, di Gallarate, finì la carriera nel Genoa nel 1991. A seguito dell’abbandono dei campi da gioco, intraprende attività dirigenziale prima con la Solbiatese e poi con il Voghera. Oggi è procuratore di alcuni calciatori e segue per conto di altri colleghi i campionati delle serie minori.

DIFENSORI

COSTANZO BARCELLA – Classe 1965, di Seriate, dopo Bergamo andò al Cesena e finì nel 1995 alla Maceratese. Non ho reperito ciò che faccia ora. Se ualcuno lo sa, ce lo faccia sapere.

DIEGO CAVERZAN–  Classe 1969, di Montbelluna (TV), quell’anno giocò solo due gare in serie B. Giocò in diverse squadre, anche se fu maggiormente legato al Verona, in cui rimase diverse stagioni. Ha finito la carriera nel 2002 a Rimini. A Verona è stato allenatore delle giovanili e poi vice, ma ora fa l’agente assicurativo.

CARMINE GENTILE – Classe 1954, salernitano, è solo omonimo del Claudio nazionale. Quella della Coppa delle Coppe fu l’ultima di cinque stagioni con gli orobici. E’ stato direttore sportivo dell’Atalanta nei primi anni’90.

CARLO OSTI – Classe 1958, di Vittorio Veneto, vestì anche le maglie di Udinese e Juventus (due scudetti) e dopo Bergamo, Piacenza e Virescit. Ora è un valido dirigente sportivo, direttore sportivo della Samporia, dopo esserlo stato dal 2006 al 2010 dell’Atalanta.

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LUIGINO PASCIULLO  – Molisano di Montemitro, classe 1961, ne avevamo già parlato della sua stagione brembillese nel 1996, ora fa l’allenatore a Cenate Sotto.

DOMENICO PROGNA – Classe 1963, di San Donato di Lecce, restò fino al 1991 per poi finire a Bari nel 1993. Col Pisa vinse una Mitropa Cup nel 1986. Ritiratosi dal calcio giocato, è passato a quello allenato prima sulle panchine di squadre dilettantistiche molisane, per entrare poi nel giro della Rappresentativa della Regione Molise per più categorie giovanili

GIANPAOLO ROSSI – Classe 1969, mantovano di Viadana, finì nel 1990 a Monza. Da allenatore è stato vice di Mondonico dal 1996 al 1998, poi ha allenato in provincia, tra Alzano, Palazzolo, Valle Brembana, Ponteranica e La Torre.

ANDREA SALVADORI – Empolese, classe 1961, giocò anche con la squadra della sua città, sia prima che dopo Bergamo, poi a Catania e finì nelle serie minori nel 1995 a Scandicci, in Toscana. Wanted.

CENTROCAMPISTI

WALTER BONACINA – Bergamasco, classe 1964, attuale allenatore della Primavera orobica, fu un idolo a Bergamo, Lasciò i bergamaschi nel 1991 per un triennio alla Roma, ma vi tornò nel 1994 restandoci fino al 1999, per poi finire a Monza e Rodengo Saiano fino al 2002. E’ sempre stato nello staff dell’Atalanta, a parte due anni a Foggia, sedendosi pure sulla panchina di serie A nel 2010, guidando per un turno in primavera con un successo a Palermo .

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IVANO BONETTI – Bresciano, classe 1964, è nato da una famiglia di calciatori: il padre Aldo, ed i fratelli Mario e Dario, che come lui giocò anche nella Juve e nella Sampdoria. Ha giocato anche nelle serie minori inglesi ed ha finito la carriera a Dundee, in Scozia, nel 2002, come allenatore-giocatore. Vinse due scudetti con la Juve (ed un’Intercontinentale) ed uno con la Sampdoria. Diventato dirigente, è stato direttore sportivo del Pescina (dove fece assumere il fratello Dario come allenatore) e Sulmona fino al 2012.

RICCARDO BRACALONI–  Carrarese, classe 1970, era giovanissimo all’epoca, fu un autentico girovago,  destreggiandosi in diverse società, tutte del Nord, tra cui Novara ed Alessandria, ritirandosi nel 2012. Dopo una stagione e mezza sulla panchina della Juniores del S. Marco Avenza, nel luglio 2014 passa alla guida della prima squadra, appena retrocessa nel campionato di Promozione . Due anni dopo riconquista l’eccellenza

GIANMARIO CONSONNI – Classe 1966, di Dalmine, dopo Bergamo girò ancora diverse squadre, tra cui Monza, Modena, Spal e Como, e finì nel 2000 all’Albinoleffe. Chi l’ha visto?

DANIELE FORTUNATO – Varesino di Samarate, classe 1963, giocò anche con Juventus , vincendo Coppa Italia e Coppa Uefa, Bari e Torino, prima di tornare all’Atalanta nel 1994 e chiudendo nel 1997. Da allenatore è stato sulle panchine dell’Albinoleffe e dei portoghesi del Beira Mar. Ora è tecnico della Primavera del Vicenza.

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ANDREA ICARDI – Milanese, classe 1963, arrivò dopo diverse stagioni al Milan. Dopo vestì anche le maglie di Lazio e Verona, finendo in Australia nel 1994. Iniziò la carriera di allenatore dove aveva terminato quella da calciatore, ovvero nella formazione australiana del Marconi Stallions, per poi tornare in patria ed allenare nelle giovanili di Milan, Monza e Alessandria. Ha poi guidato Derthona e Voghera. Coordina la Milan Soccer Academy Australia, con sede a Sydney.

ELIGIO NICOLINI – Nato ad Omegna, ora in Verbania, lasciò la Dea nel 1992 per andare alla Cremonese, poi alla reggina. Finì alla Grumellese nel 2002. Da tecnico è stato diversi anni all’Aurora Trecore nelle giovanili, poi all’Azzano.

CESARE PRANDELLI – Bresciano di Orzinuovi, classe 1957,  non ha certo bisogno di presentazioni: prima di Bergamo giocò nella Juve vincendo tutto, a Bergamo si ritirò nel 1990. Da allenatore iniziò nelle giovanili orobiche, guidando con Andrea Valdinoci per un breve periodo nel 1993 la prima squadra, poi tra Verona, Venezia, Parma e Firenze si costruì la sua carriera, che lo portò alla guida della Nazionale con la finale dell’Europeo 2012. Dopo un breve periodo al Galatasaray nel 2014, è sulla panchina del Valencia dal 28 settembre.

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GLENN PETER STRÖMBERG –  Svedese di Goteborg, classe 1960, era l’unico straniero della società. E’ stato bandiera del club, nonchè il giocatore più rappresentativo, dal 1984 al 1992. Al termine della carriera agonistica è rimasto in Italia e, da grande appassionato di cucina italiana, ha lanciato nel suo paese d’origine un marchio di prodotti italiani, chiamati proprio come lui. Ha commentato l’ultimo mondiale di calcio per una Tv svedese.

NELLA FOTO GLENN STROMBERG ALL'ATALANTA STORE ,BERGAMO 30 NOVEMBRE 2012.ph FRANCESCO MORO/FOTOGRAMMA BERGAMO - NELLA FOTO GLENN STROMBERG ALL'ATALANTA STORE ,BERGAMO 30 NOVEMBRE 2012.ph FRANCESCO MORO/FOTOGRAMMA BERGAMO - fotografo: francesco moro

NELLA FOTO GLENN STROMBERG ALL’ATALANTA STORE ,BERGAMO 30 NOVEMBRE 2012.ph FRANCESCO MORO/FOTOGRAMMA BERGAMO – NELLA FOTO GLENN STROMBERG ALL’ATALANTA STORE ,BERGAMO 30 NOVEMBRE 2012.ph FRANCESCO MORO/FOTOGRAMMA BERGAMO – fotografo: francesco moro

ATTACCANTI

ALDO CANTARUTTI – Udinese di Manzano, classe 1958, Brescia e Vicenza le sue ultime tappe prima del ritiro nel 1990. Giocò tra le altre anche con Pisa, Ascoli e Catania. Ritiratosi, ha lavorato come osservatore e responsabile dell’area tecnica. Ha iniziato con l’Atalanta, per proseguire con il Valencia, il Lecce, il Celta Vigo e dal 2004-2005 con il Vicenza. In seguito ha lavorato come osservatore per il Lecce.

GIUSEPPE COMPAGNO – Palermitano, classe 1967, fratello minore di Rosario, l’Atalanta fu il primo club. Giocò poi  tra Cosenza, Pescara, Palermo e Ancona tra le altre, ritirandosi nel 2005. Dopo un periodo lontano dal calcio, nel 2008 è assunto dal Casteldaccia, formazione militante nella Promozione siciliana. Nel dicembre dello stesso anno viene esonerato.

OLIVIERO GARLINI–  Stezzanese, classe 1957, arrivò all’Atalanta dall’Inter, ma quella fu la sua unica stagione a Bergamo, giocando poi ad Ancona, Ascoli e ravenna. Finì nel 1992 nel Corbetta di Ezio Greggio. Diventò poi tam manager del Padova. Commise però una gaffe in una partita decisiva per la salvezza, Padova-Varese giocata il 3 aprile 1999, con i biancoscudati in vantaggio per 2-0: a tre minuti dalla fine della gara non impedì la sostituzione dell’unico giocatore under 21 della squadra rimasto in campo, contravvenendo a una regola della federazione. L’episodio costò una sconfitta a tavolino che a fine stagione fu determinante per la retrocessione dei biancoscudati. Guidò da allenatore le giovanili del Dalmine dal 2004 al 2011 e poi è diventato responsabile del settore giovanile del Longuelo. Oltre che opinionista di Bergamo Tv.

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GIUSEPPE INCOCCIATI – Romano di Fiuggi, classe 1963, giocò poi con Pisa, Napoli, Bologna ed Ascoli fino al 1995. È opinionista per i canali nazionali Mediaset Premium, RAI, LA7 e per l’emittente locale Teleuniverso nonché per la stazione Isoradio. È inoltre giornalista pubblicista, iscritto all’albo dal 2010. Dal 2000 si è anche dato alla politica, ricoprendo l’incarico di assessore allo sport per il comune di Fiuggi, per Forza Italia. Da allenatore ha guidato oltre all’ Avellino e la Cisco/Atletico Roma, anche il Martina, fino allo scorso gennaio.

 

Informazioni su diego80 (1949 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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