ULTIM'ORA

Chapecoense, la Superga del Brasile: una nazione in lutto

Superga, Italia, 1949. Manchester, Inghilterra, 1958. Zambia, 1993. Ed ora: Medellin, Colombia, 2016. Quella del 28 novembre è la quarta grande tragedia aerea che cancella quasi totalmente una squadra di calcio. Come dimensioni raggiunge quella del 4 maggio 1949, ma anche quella del 27 aprile 1993, quando la nazionale dello Zambia fu spazzata via da un incidente aereo.

Il 28 novembre 2016 la squadra della Chapecoense, che si apprestava a giocare la finale della Copa Sudamericana contro i colombiani dell’Atlético Nacional, è stata coinvolta in un disastro aereo nei pressi della città colombiana di Medellin. Il quadrimotore su cui viaggiava la squadra, il Volo LaMia Airlines 2933, precipitava mentre si avvicinava all’aeroporto José Maria Cordoba, a 50 km da Medellín.

L’aereo caduto in Colombia aveva a bordo 77 persone, di cui sei sopravvissute, tra cui tre calciatori della Chapecoense (Hélio Hermito Zampier Neto, Jackson Ragnar Follman e Alan Luciano Ruschel). Gli altri tre sopravvissuti sono la hostess Ximena Suarez, il tecnico Erwin Tumiri e il giornalista Rafael Valmorbida[9].

Volo LaMia Airlines 2933

Il volo LaMia Airlines 2933 era un volo charter in servizio fra l’aeroporto Internazionale Viru Viru in Bolivia e l’aeroporto di Rionegro-José María Córdova in Colombia.

Il 28 novembre 2016 il quadrimotore Avro RJ 85 che operava il volo, è precipitato a sud di Medellín, in Colombia. L’incidente ha causato la morte di 71 persone, su un totale di 77 tra passeggeri e membri dell’equipaggio, a bordo dell’aeromobile. Molte delle vittime erano giocatori della squadra brasiliana di calcio della Chapecoense, in viaggio verso Medellín per disputare la finale della Coppa Sudamericana contro la squadra colombiana dell’Atlético Nacional[1].

1024px-city_jet_avro_rj85_ei-rjkzrh16-07-2010_583dg_4800079164

L’Avro RJ85 fotografato nel 2010 con livrea Air France di City Jet

Il velivolo coinvolto nell’incidente era l’Avro RJ85 con marche CP-2933 motorizzato da quattro LY LF507-1F ed entrato in servizio nel 1999 per la compagnia statunitense Mesaba Airlines. Tra il 2007 e il 2013 operò per CityJet e poi essere acquistato da Lamia in quello stesso anno

Il BAE146 decollò dall’aeroporto internazionale di Viru Viru alle 18:18 (UTC-4) e venne autorizzato a salire fino a FL280 lungo l’aerovia UA301[3]. A circa 11 miglia dell’aeroporto di Rionegro il velivolo iniziò la discesa fino a a poche miglia dall’aeroporto quando i piloti chiesero al controllo del traffico aereo di poter effettuare un circuito di attesa per risolvere dei problemi all’impianto elettrico[4]. Dopo aver effettuato un giro, il BAE iniziò a perdere progressivamente quota per poi scomparire dai radar fino a precipitare sul fianco di una montagna a Cerro Gordo nella municipalità di La Unión.

Dopo l’accertamento della scomparsa del volo 2933 i soccorsi iniziarono a pattugliare l’area dell’ultimo contatto radar. Inizialmente gli elicotteri non poterono raggiungere la zona poiché per la presenza di una fitta nebbia la visibilità era scarsa. I primi soccorsi raggiunsero il relitto dopo due ore dallo schianto[5].

Alle 2:00 (UTC-5) uno dei sopravvissuti, Alan Ruschel, arrivò all’ospedale di La Ceja. Delle sette persone trovate ancora in vita una morì poco dopo; su 72 passeggeri e 9 membri dell’equipaggio sopravvissero quindi 6 persone. L’ultimo sopravvissuto venne ritrovato alle 5:40 (UTC-5).

Per accertare le cause dell’incidente venne nominata una inchiesta presieduta dall’Autorità dell’Aviazione Civile Colombiana (CCCA) con il supporto tecnico della AAIB e della BAe.

Nella mattinata del 29 novembre il presidente dell’inchiesta affermò che sul luogo dell’incidente non c’erano prove della presenza di combustibile nel velivolo al momento dello schianto e che sia il Cockpit Voice Recorder (CVR) che il Flight Data Recorder(FDR) erano stati recuperati in buone condizioni[6].

Passeggeri

Squadra della Chapecoense[7][8][9]
  • Adriano Bitencourt († 45)[10]
  • Ailton Cesar Junior Alves da Silva (detto Canela, († 22)[11])
  • Alan Ruschel (sopravvissuto)[12]
  • Ananias Eloi Castro Monteiro († 27)
  • Anderson Martins †
  • Anderson Paixão †
  • Arthur Maia († 24)
  • Bruno Rangel († 34)
  • Cléber Santana († 35)
  • Cleberson Fernando da Silva †
  • Daví Barela Dávi †
  • Decio Filho †
  • Delfim Pádua Peixoto Filho († 75)
  • Dener Assunção Braz († 25)
  • Edir De Marco †
  • Eduardo de Castro Filho †
  • Eduardo Preuss †
  • Emersson Domenico †
  • Everton Kempes dos Santos Gonçalves (detto Kempes) († 31)
  • Filipe Machado († 32)
  • Gelson Merísio
  • Gilberto Thomaz
  • Guilherme Gimenez de Souza († 21)
  • Hélio Hermito Zampier Neto (sopravvissuto)[12]
  • Jakson Ragnar Follmann (sopravvissuto)[12]
  • Jandir Bordignon
  • José Gildeixon de Paiva (detto Gil; † 29)
  • Josimar Rosado da Silva Tavares († 30)
  • Lucas Gomes da Silva († 26)
  • Luiz Carlos Saroli (detto Caio Júnior)
  • Luiz Cunha
  • Luiz Grohs (detto Pipe Grohs)
  • Marcelo Augusto Mathias da Silva († 25)
  • Marcio Koury
  • Marcos Danilo Padilha († 31)
  • Mateus Lucena dos Santos (detto Caramelo)
  • Matheus Biteco († 21)
  • Mauro Bello
  • Mauro Stumpf
  • Nilson Jr.
  • Rafael Gobbato
  • Ricardo Porto
  • Sandro Pallaoro
  • Sérgio de Jesus
  • Sérgio Manoel Barbosa Santos († 27)
  • Tiago da Rocha Vieira Alves († 22)
  • Willian Thiego de Jesus († 30)

Le reazioni

Le bandiere del Brasile e del Mercosur issate a mezz’asta al Palazzo del Congresso Nazionale di Brasília

Dopo l’incidente il presidente della Repubblica Michel Temer ha proclamato tre giorni di lutto nazionale in tutto il Paese, e la Confederación sudamericana de Fútbol ha comunicato l’immediata sospensione di tutte le attività sportive, rinviando la finale della Coppa Sudamericana a data da destinarsi, mentre la CBF ha rinviato l’ultimo turno del campionato nazionale e la finale di Coppa del Brasile. L’Atlético Nacional emetteva un comunicato per proporre alla CONMEBOL l’assegnazione d’ufficio del titolo di campione sudamericano alla Chapecoense, per commemorare le vittime dell’incidente[13].

Associação Chapecoense de Futebol

modificado_simbolo_da_chapecoense-svg

L’Associação Chapecoense de Futebol, nota semplicemente come Chapecoense, è una società calcistica brasiliana con sede nella città di Chapecó, nello stato di Santa Catarina.

Storia

Tifoseria del Chapecoense

Il club venne fondato come Associação Chapecoense de Futebol il 10 maggio 1973, in seguito alla fusione tra l’Atlético Chapecoense e l’Independente.[1]

Nel 1977 la Chapecoense vinse il primo titolo aggiudicandosi il Campionato Catarinense dopo aver sconfitto l’Avaí 1-0 in finale.[2]

Nel 1978 il club partecipò per la prima volta al Campeonato Brasileiro Série A, concludendo la stagione al 51º posto,[3] e l’anno successivo, terminò al 93º posto.[4]

Nel 2002, a causa di una partnership, la Chapecoense ha cambiato nome in Associação Chapecoense Kindermann/Mastervet.[1] Nel 2006, il club è tornato a chiamarsi col suo nome originale, cioè Associação Chapecoense de Futebol,[5] e vinse anche la Copa Santa Catarina.[6]

Nel 2007, il club ha vinto per la terza volta il campionato statale,[7] e ha anche partecipato al Campeonato Brasileiro Série C, dove è stato eliminato alla prima fase.[8] Ha vinto di nuovo il Campionato Catarinense nel 2011. Con il passare degli anni arrivano anche le promozioni di categoria che lo hanno portato fino in Série A nel 2014, arrivando secondo alle spalle del Palmeiras.

Palmarès

Competizioni statali

1977, 1996, 2007, 2011, 2016
2006

Rosa

Aggiornata al 29 novembre 2016.

N.RuoloGiocatore
3BrasileDRafael Lima
4BrasileDNeto
7BrasileCLourency
10BrasileCHyoran
12BrasilePMarcelo Boeck
28BrasileCMoisés
N.RuoloGiocatore
30BrasileCNeném
36BrasilePCláudio Winck
44BrasileDDemerson
87ArgentinaAAlejandro Martinuccio
89BrasileDAlan Rusche
Informazioni su diego80 (1976 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

Contatto: WebsiteFacebook

Rispondi

UA-76292238-1
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: