ULTIM'ORA

Per quando è troppo tardi.

Essere vecchi, indigenti, vivere da soli e morire da soli. E’ uno degli incubi più diffusi in una società sempre più anziana, sempre meno solidale.
Anche da noi, nel nostro piccolo paese che a volte ci sembra un nido fin troppo opprimente può succedere di andarsene da soli.

Il sacchetto del pane non ritirato, il comignolo senza sbuffi, una luce lasciata stranamente accesa a dispetto della maniacale parsimoniosità dei vecchi, piccoli segni che hanno fatto insospettire i vicini che lo sorvegliavano in maniera discreta. Quante volte passiamo accanto alla solitudine e nemmeno ce ne accorgiamo oppure la scavalchiamo con deferente indifferenza? Carletto se n’è andato così, solo, come ha trascorso buona parte della vita, come forse ha amato trascorrere la vita. Oppure forse avrebbe voluto condividere con qualcuno la sua vita ed il suo ultimo viaggio. Chissà? Forse errori o ferite del passato hanno scelto per lui. Chissà? Mi piace pensare che la sua fisarmonica lo abbia lasciato volare leggero nell’ultimo concerto.

 

È tardi, troppo tardi,
accade spesso così …
purtroppo me ne accorgo solo ora.
Chissà com’eri, chissà perché …
se per scelta o per destino,
ma tu … un uomo solo eri,
e tale sei rimasto fino alla fine,
senza una mano da poter stringere.
E io, che non ti ho mai chiesto niente,
mi ritrovo ora a pensare.
La mia fretta …
la solita maledetta fretta,
e la tua solitudine,
magari, anche per una volta sola, avrebbero potuto incontrarsi.

Pamela 2016

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