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Storia di una fiaccolata (2^parte)

Domenica 7 agosto – Giorno due

E’ un risveglio molto speciale quello si stamattina, non che abbia avuto bisogno di essere svegliato da una sveglia, ma non appena i miei occhi incontrano la luce di una splendida giornata, ricordo all’istante che oggi si andrà in San Pietro per l’Angelus di Papa Francesco.

Ufficialmente fissata alle 08:00, la mia sveglia interna dice: 06:30 giù dalle brande! Va bè… ma questa è un’altra storia. Ci prepariamo a scendere per la colazione tra un cartone animato e l’altro, c’era anche la TV in camera, anzi due, una per stanza. Ci incamminiamo verso la hall e scopriamo che in sala da pranzo, o meglio refettorio, ci sono già alcuni di noi che si rimpinzano di prelibatezze; i nonnetti della fiaccolata… hihihihihihi… quelli che si svegliano presto. Come per il pranzo di ieri, anche la colazione ha la C maiuscola, brioches, pane e prosciutto e l’immancabile caffè a gogò.

Dopo colazione ci dirigiamo nella splendida Chiesetta dell’albergo, in parte al refettorio, per l’esattezza ve ne sono due di Chiesette e noi andiamo in quella che a me sembra la più capiente. Durante la S. Messa, Don Cesare ci consegna dei braccialetti sulla vita di Gesù, ma anche le varie letture, l’omelia e tutto il resto è stato molto coinvolgente , sentito ed apprezzato. Sempre durante la S. Messa, ci ha fatto visita il Cappellano del carcere di Rebibbia al quale abbiamo consegnato i doni che avevamo preparato per carcerati. Cosa dire poi del nostro meraviglioso coretto che ci ha accompagnato durante l’intera settimana? Cantare è una delle azioni più belle per liberare il corpo e la mente, si riesce  per sino a volare. Continuate, continuate, continuate… Io vi seguo.

Dopo la S. Messa viene fissato il ritrovo per le 10:30 e nel frattempo si sbrigano le ultime faccende del dopo colazione; vi lascio immaginare a voi che faccende possano essere…

Giunta l’ora del ritrovo non resta altro che dirigerci a piedi in Vaticano. Circa le 11:00 arriviamo agli ingressi e, come ieri, passiamo i dovuti controlli ed entriamo in Piazza San Pietro; c’è già molta gente… Ci mettiamo a destra guardando la Piazza, in parte all’obelisco, un’ottima posizione anche per far in modo che Papa Bergoglio veda bene lo striscione. Nell’attesa ci sediamo e cominciamo a cantare … si uniscono a noi anche altre persone, poi anche un gruppo di Argentini canta alternandosi a noi. L’atmosfera che si crea è unica, magica; giuro che in questo momento che lo ricordo e lo do ai posteri mi vengono i brrrrr…ividi con pelle di gallina annessa. E cantando e cantando ad un certo punto si apre la finestra dove si affaccia il Papa, ma è una finta perché i suoi collaboratori cominciano a preparare la postazione mettendo il drappo del Papa e il microfono. Prepariamo lo striscione con scritto: L’UNITA PASTORALE VAL BREMBILLA SALUTA PAPA FRANCESCO.

Cominciano i cori: Papa Francesco tatatata Papa Francesco tatatata, poi gli Argentini: Papa Francisco papapapa Papa Francisco papapapa, poi ancora noi: uno di noi Francesco uno di noi, uno di noi, Francesco uno di noi… salta con noi Francesco salta con noi, salta con noi Francesco salta con noi…
Arriva, non arriva, arriva arriva, non arriva… e poi, accompagnato da un boato, Papa Francesco si affaccia.

Come di consuetudine saluta con il braccio ed un caloroso Fratelli e Sorelle buongiorno… poi spiega il Vangelo del giorno: noi possiamo essere attaccati alle cose, al denaro, averne molto… ma poi non possiamo portarli con noi, il sudario non ha tasche! Dobbiamo spingere per avere una vita ricca di opere buone…
Non sono molto bravo come predicatore ma se volete approfondire è il Vangelo secondo Luca 12,32-48.
Finita la spiegazione del Vangelo ci sono le preghiere, rigorosamente in latino, e poi la Benedizione; parla poi della situazione in Siria e dei tanti civili e bambini colpiti dalla guerra in corso.

Ave Maria piena di grazia, il Signore è con te…

Poi saluta tutti i gruppi presenti tra cui il nostro ed infine ci augura una buona domenica, buon pranzo ma soprattutto di pregare per lui, nel frattempo saluta e si congeda. In contemporanea all’uscita di scena del Papa i telefoni vibrano a manetta: vi abbiamo visti, si è visto quello o quell’altro, registrazioni video dalla TV, foto…
Finito l’incontro con Papa Bergoglio, ci posizioniamo davanti alla Papale Basilica di San Pietro in Vaticano e ci facciamo immortalare in una foto di gruppo da un gentile passante, oltre ad altri fotografi della squadra Val Brembillese.

Grazie gentile fotografo passante. Grazie a tutti i fotografi.

Usciamo da San Pietro e ci dirigiamo verso l’albergo per il pranzo.

Strada facendo, tra chiacchiere varie, mi viene posta una domanda: come ti sembra Roma dopo un giorno e mezzo di permanenza?

Essendo la prima volta nella mia vita che mi reco a Roma, la domanda ci sta, diciamo che nasce spontanea. Così di botto rispondo che sa molto di antico, ovunque giri e rigiri lo sguardo si vede e si sente il peso della storia, però qua e là, sa anche di vecchio e decadente. Poi mi immaginavo spazzatura dappertutto, cassonetti stracolmi di immondizia, cosi come citava la TV… invece tutte stupidaggini! Certo, Bergamo sa di pulito ed è più pulita, però tutto sommato si sta’ bene, almeno in centro città. Non faceva neppure ‘sto caldo soffocante, o meglio, faceva caldo ma era ventilato e si stava da Dio.

Bon! Siamo arrivati albergo, andiamo in bagno per le solite cose di routine e poi via… suona la campana del pranzo, un pranzo con la PR…. maiuscole. hihihihihihi.

Dopo pranzo ci siamo ritrovati alle ore 15:00 per partire verso le quattro Basiliche principali o Papali di Roma, ovvero, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura, seconda solo a San Pietro, visitata ieri, in ordine di grandezza.

Una volta finita la visita alle Cattedrali siamo ritornati in albergo e dopo una sciacquata all’anima ed una igienizzata alle ascelle, circa alle 20:00, si va a mangiare la pappa.

Ore 21:15 ci si da appuntamento nella hall dell’hotel, saliamo sul pullman e partiamo per un breve tour notturno di Roma… Poi ci scarica, dove non ricordo, e da lì partiamo per visitare i luoghi cult di Roma.

Piazza di Spagna, purtroppo la famosa scalinata “Trinità dei Monti” era chiusa per lavori di restauro, in compenso ci siamo fatti qualche foto della Barcaccia, fontana creata da Pietro e Gian Lorenzo Bernini. In prossimità di Piazza di Spagna si è potuta ammirare la Colonna dell’Immacolata Concezione. Poi, ciliegina sulla torta; chi indovina ha buona memoria… La Fontana di Trevi! Lo sono adesso come lo ero allora, senza parole, un monumento fantastico di incredibile maestosità e bellezza, sono restato a bocca aperta per un bel po’… sbalordito. Dopo siamo passati da Piazza del Popolo, devo dire molto grande e con un tridente posto al centro, per poi ritrovare il nostro bus e riportarci in albergo.

Non amo molto parlare dei palazzi del potere Italiani, pero tra il passaggio da un monumento e l’altro abbiamo visto, se pur brevemente, il QuirinaleMontecitorio, Palazzo Chigi e nel ritorno in bus abbiamo visto anche il palazzaccio, praticamente il Palazzo di Giustizia di Roma.

Rientrati in albergo, in una decina siamo andati a berci una birretta in un pub Irlandese lì vicino. Quattro chiacchiere, un’ottima Guinnes per concludere una giornata memorabile.

Dopodiché… Notte a tutti.


Per chi non ha letto la prima parte cliccare qui

Per chi vuole vedere e sentire l’Angelus del 7 agosto 2016  

Per chi vuole leggerlo clicchi qui

 

 

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Informazioni su Author999 (24 Articoli)
Sono nato a Bergamo nel 1978; vivo a Brembilla con mia moglie e i miei due bellissimi bambini, dove sono cresciuto e dove lavoro come operaio. Sin da piccolo ho presentato una grande passione per la musica e dall’età di dodici anni ho iniziato a suonare il trombone a tiro, più tardi il basso elettrico. Questa mia passione si è poi, col tempo, arricchita da un’improvvisa ispirazione per la scrittura, che mi ha portato a condividere i pensieri, leggeri e pesanti e profondi che il buco nella mia anima ha portato a galla. Prima, però, benedico la pagina bianca che per prima ha sempre voluto, saputo e sempre saprà ascoltare i miei lamenti rimbombanti in labirinti di parole, amare ma dolci, basse ma alte, brevi ma infinite, nero su bianco ma coloratissime. Ha asciugato le lacrime della sofferenza.

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