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Omelia del Vescovo Beschi e Auguri di Author999

In questa vigilia di Natale voglio riproporre, per chi non l’ha sentita o letta sul bollettino parrocchiale ma anche per chi l’ha già letta e sentita, l’omelia del Vescovo Francesco Beschi durante la Messa che ha sancito ufficialmente l’Unità Pastorale della Val Brembilla il 02 ottobre 2016.

In questo tempo dove, regna l’egoismo, il bene personale invece del bene comune, l’indifferenza generale trionfa dentro lamentele di ogni tipo, si predica pace ma si razzola guerre, il troppo benessere ci ha sradicato dalla nostra vera missione (portare vita e crescerla), il denaro ha sporcato le nostre anime… parlare di UNITA’ e di FEDE sia una perla, una luce nel buio dentro le coscienze degli umani. UNITA’ e FEDE a Val Brembilla, Bergamo, Lombardia, Italia, Mondo, Universo…

Capita ormai di sovente che la parola PACE venga abusata, ci si riempie la bocca fino a star male, tante troppe persone predicano PACE, ma in pochi la cercano davvero.

Queste parole, UNITA’, FEDE, PACE, aggiungo anche AMORE sono bellissime, io le adoro, e ache se cambi la loro sequenza, la sostanza non cambia.

Prendo occasione di porgere ad ognuno di Voi un Natale gioioso, ricco d’amore e serenità… L’amore è nel nostro cuore e nulla ce lo estirperà… e un anno prospero di UNITA’, FEDE e PACE.

Ringrazio la trascrittrice dell’omelia, che gentilmente mi ha concesso il file.

OMELIA DI MONSIGNOR FRANCESCO BESCHI:

Nel  vangelo appena ascoltato  abbiamo udito una preghiera  che nella sua brevità è veramente molto intensa!  Gli apostoli si rivolgono a Gesù e dicono : “ Signore accresci in noi la fede”

E’ la preghiera di chi già crede, ma per mille ragioni si rende conto di non credere abbastanza  e penso che una preghiera così sia in maniera evidente anche la nostra.

“Signore accresci la mia fede!!  Accresci  la nostra fede!!”

Forse con queste parole non ci siamo rivolti spesso al Signore, ma credo che, con altre parole o forse senza parole, abbiamo chiesto al Signore di accrescere la nostra fede.

La preghiera nel Vangelo è rivolta a Gesù da parte degli apostoli, proprio gli apostoli ,non semplicemente dai discepoli o dalla folla! Gli Apostoli, cioè quelli più vicini a Gesù, quelli che godevano della grande confidenza con lui, quelli che avevano lasciato tutto per seguire il maestro, per stare con lui sempre; proprio ai loro occhi appare una strada molto impegnativa, proprio  quelli che stanno con Gesù che si rendono conto che le cose sono cambiate.

C’è stato al primo momento una specie di marcia trionfale : la gente, i miracoli, le parole di Gesù, la meraviglia… poi qualcuno se né andato e ha visto che alcuni dei capi cominciavano a opporsi in maniera sempre più evidente a Gesù, i miracoli sono diminuiti ma soprattutto ad un certo punto Gesù ha cominciato a parlare della sua morte e ha detto che la strada che stavano intraprendendo li avrebbe portati a Gerusalemme. Eppure erano stati lì tante volte, ma quella volta lui andava a Gerusalemme a morire e… sarebbe risorto! Sarebbe risorto? Che roba è?

Morire in croce sappiamo bene cosa è, ne abbiamo visti tanti morire in croce, questo lo sappiamo! Ma risorgere??

“ Signore accresci la nostra fede!”

Gesù risponde a questa preghiera dicendo che la fede non è una questione di quantità, accresci vuol dire darci più fede da mettere nel sacco del nostro cuore…

Gesù dice che se avete una fede che è grande come un granello di senapa potete dire a un gelso di sradicarsi e piantarsi in mezzo al mare e lo farà!! Ecco è un esagerazione, è un paradosso, non l’ha fatto nemmeno lui,  ma è per dire che se avete una fede grande come un granello di senapa (conoscete un granello di granoturco, un grano del frumento, un seme di una mela, ecco immaginate… il granello di senapa è ancora più piccolo, non so se l’avete mai visto,  sulla mano è proprio come un filo!) niente vi sarà impossibile… Gesù sta dicendo che la fede non è una questione di quantità !!

Di quantità di cosa?

Di quantità di feste,  di parole, di impegni, di chiese, di strutture, di preti…  Gesù dice la fede non è una questione di quantità! Che cos’ ha di speciale il granello di senapa che è così piccolo?

Dice Gesù  che se avete la fede grande così potete fare tutto , la differenza tra il diamante più puro e un granello di senapa è questa: il diamante sarà prezioso con un valore incalcolabile ma il seme è vivo e dà la vita e questo è impagabile, non c’è niente di prezioso al mondo come un seme perché è vivo e dà la vita!

La fede che è capace di sradicare un gelso e piantarlo in mezzo al mare, è una fede così:  non tanta ma viva e capace di darvi! Questa è la fede che chiediamo  al Signore di accrescere in noi, una fede vitale!

Cari fratelli e sorelle  quello che vi sto dicendo,  i nostri figli e i nostri ragazzi sin dai più piccoli che sanno registrare tutto, la misurano subito, loro sono i nostri misuratori, loro vedono se la fede è una questione di quantità o se la fede è una questione di vita.

Non so se ricordate la pagina del profeta Abacuc che abbiamo sentito, parla di grandi disastri ,poi il profeta dice che finiranno  e conclude con queste parole stupende “ecco soccombe colui che non ha l’animo retto mentre il giusto vivrà per la sua fede!”  La fede è come un seme vivo e dà la vita e ripeto che i nostri giovani, i nostri ragazzi e i nostri bambini  vedono, più di quello che noi ci accorgiamo, se la nostra fede è più forte e piccola come un granello di senapa e quindi è vita o se è solo una cosa così… le tradizioni sono belle ma le tradizioni  non sono semi e se rimangono pietre preziose…

La fede non sostituisce la nostra responsabilità, questo me l’hanno insegnato i miei genitori: “ fai tutto il tuo dovere!”

Avete sentito cosa concludeva Gesù sul servo inutile, inutile diciamo, ma se è inutile che servo è?  È semplicemente un servo, che giustamente bisognerebbe tradurre siamo semplicemente dei servi o meglio, abbiamo fatto ciò che dovevamo fare.

I miei genitori mi hanno insegnato a fare il mio dovere, è un grande insegnamento, che ognuno faccia il suo dovere! Ma mi hanno anche insegnato che il dovere non basta, vi devo proprio fare una confidenza… mio padre e mia madre mi dicevano che per  qualsiasi cosa che hanno intrapreso, a un metro dal traguardo si fermavano e affidavano tutto al Signore! Fino a metro dal traguardo arrivavano con i loro sforzi! E han tirato su cinque figli, lavorava solo mio papà che  faceva il ferroviere!

La fede non sostituisce la responsabilità, giochiamole tutte le nostre responsabilità: in famiglia, nel lavoro nella costruzione della comunità… avendo l’animo aperto!

Ma è anche il contrario, proprio nel momento in cui ci apriamo il cuore alla fede del Signore, saremo capaci di assumere responsabilità  anche più gravi, quelle che a volte le nostre spalle non riescono a portare! Se io penso  a me stesso, le mie non sarebbero mai capaci di sopportare! Fede e responsabilità vanno a braccetto: una aiuta l’altra!

Vi ho detto tutte queste cose perché quello che sta succedendo nelle vostre comunità ha a che fare con questo. Penso ad alcuni tra voi, ai più anziani , alle famiglie , ai più giovani o ai ragazzi che dicono:” che cosa succede?” Certo avete dei bravi sacerdoti e devo ringraziare anche Don Lino che accompagna la formazione di questa Unità Pastorale! C’è tanta gente che si è impegnata in questo cammino,  però ci può essere un po’ di timore e allora insieme diciamo: “Signore accresci la nostra fede!”

Quello che sta succedendo è frutto di scelte responsabili  ma soprattutto, porterà frutto se ci mettiamo il seme, il granello di senapa  della fede!  E’ così, ecco perché mi sono soffermato tanto!

Sull’Unità Pastorale qualcuno può dire: “ è una questione di organizzazione, non ci sono più preti e il Vescovo se  le inventa, ci mettono insieme, non siamo stati noi a scegliere… “ Allora io dico intraprendiamo questa strada, è una strada oscura, non sappiamo bene… Gesù parla di croce, ci spaventa perché parla di resurrezione e noi siamo gente che ci crede però: “Signore accresci la nostra fede!” Possiamo dire alla luce di quella parola che non ho scelto ma che il Signore ci rivolge quest’oggi che l’Unità Pastorale è una questione di fede nel senso che provoca la nostra fede, ci chiede di aumentare la fede, di  non disperare, non spaventarti, non chiuderti, anche perché se guardiamo quella strada impegnativa riconosciamo che è la strada della salvezza,  è la strada dell’Unità ! Noi declamiamo l’Unità Pastorale e ci viene in mente un organizzazione,  ma cari sorelle e fratelli, la strada che stiamo percorrendo e che adesso ancor più vogliamo percorrere è la strada dell’Unità e ditemi se la strada dell’Unità non è una strada evangelica, se l’Unità non è un bene e non l’uniformità, ma l’Unità!

Non faccio fatica a dimostrarvelo cari fratelli e sorelle, le nostre famiglie oggi sono delicate forse un poco fragili comunque tutti ci teniamo e tutti qualsiasi sia la sorte delle nostre famiglie, delle famiglie dei nostri figli, delle famiglie dei nostri vicini di casa (che non ci permetteremo mai di giudicare) portiamo nel cuore un desiderio, il desiderio dell’Unità questa è la verità , l’Unità è un bene, non l’uniformità!

Guardiamo una famiglia e i suoi figli, se è proprio tanto diversa … però apprezziamo questo bene e non solo, lo desideriamo tanto ed è un regalo molto speciale! Ne ha parlato l’apostolo parlando del corpo di Cristo è un Unità organica come quella di un corpo!

Qualcuno di voi con il suo lavoro credo che sia un perfezionista dell’Unità, nel senso che: pensate  all’assembramento di pezzi diversi, tanti, che a un certo punto coincidono perfettamente, un meccanismo dove basta una goccia d’olio e funziona a meraviglia! Ogni pezzo coincide col suo corrispettivo!

L’Unità delle nostre famiglie,  l’Unità tra le nostre Parrocchie, l’Unità della Chiesa sono un’ Unità organica: l’Unità della mia mano con il mio piede con la mia testa e con il mio cuore è diversa  rispetto alla macchina più perfetta o al sistema computerizzato più perfezionato perché è un Unità vitale!

E ancora una volta pensate alle vostre famiglie che  non sono un meccanismo e nemmeno un azienda e anche la Chiesa non è un azienda o una grande organizzazione che deve funzionare perfettamente oliata come fino a un certo punto ci è sembrato  funzionassero le nostre Parrocchie, i nostri preti  e la diocesi! E’ un unità vivente in cui le cose continuamente si ripropongono, si trasformano, si uniscono e qualche volta c’è qualche parte dolorante, qualche volta ci sembra che tutto funzioni bene, è un Unità vivente! Questo è il cammino dell’Unità Pastorale che, certamente è anche un cammino organizzativo, ma se perdiamo l’ispirazione ,se perdiamo quella fede di cui vi ho parlato, se perdiamo il convincimento che il nostro destino è l’Unità, ma non il destino soltanto quello dei nostri tentativi,  ma il destino finale è un destino di Unità  e se perdiamo tutto questo allora diventa qualcosa di freddo, dovesse anche funzionare al meglio, ma non è più la Comunità Cristiana, è’ un organizzazione!

Questo è il cammino dell’Unità  Pastorale che quindi è uno stile di vita Cristiana, è certamente un progetto scritto che alla fine è anche un organizzazione ma se ci manca l’anima è finita, come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra e tutte le membra del corpo pur essendo molte sono un corpo solo, così anche il Cristo… ora voi siete il corpo di Cristo!

Cari fratelli e  sorelle io prego e vi penso  perché sono affezionato a questa valle, ai vostri sacerdoti  e a  persone che ho imparato a conoscere. Non sono qui  a vendere un prodotto ma sono qui a parlarvi di ciò che fa bella la vita Cristiana cominciando dalle nostre famiglie, cominciando dalle nostre Parrocchie!

Non siamo qui a dire che le parrocchie non ci sono più  ma siamo qui a dire camminiamo nell’Unità e apprezziamo il bene dell’Unità non dell’uniformità, come il corpo che è fatto di tante membra e tutte sono necessarie!

Nell’Eucarestia che celebriamo  ed alla fine nella benedizione che invocheremo, vi auguro che il Signore accompagni  il cammino vostro e di tanti altri che non sono qui, di tutte famiglie, di tutte le comunità,  anche quelle più distanti, indifferenti  o a volte anche incomprensive del cammino che stiamo aprendo .

Informazioni su Author999 (30 Articoli)

Sono nato a Bergamo nel 1978; vivo a Brembilla con mia moglie e i miei due bellissimi bambini, dove sono cresciuto e dove lavoro come operaio. Sin da piccolo ho presentato una grande passione per la musica e dall’età di dodici anni ho iniziato a suonare il trombone a tiro, più tardi il basso elettrico. Questa mia passione si è poi, col tempo, arricchita da un’improvvisa ispirazione per la scrittura, che mi ha portato a condividere i pensieri, leggeri e pesanti e profondi che il buco nella mia anima ha portato a galla. Prima, però, benedico la pagina bianca che per prima ha sempre voluto, saputo e sempre saprà ascoltare i miei lamenti rimbombanti in labirinti di parole, amare ma dolci, basse ma alte, brevi ma infinite, nero su bianco ma coloratissime. Ha asciugato le lacrime della sofferenza.

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