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Corpo Forestale dello Stato. Quasi 200 anni di attività!

Pro Natura Opus et Vigilantia (a favore della natura opera e vigilanza)

Corpo Forestale dello Stato. Addio!
Grazie per tutto quello che hai fatto per questo paese.

Dopo 194 anni di esistenza, il 31 dicembre 2016 è stata definitivamente CANCELLATA una delle forze dell’Ordine Italiane.

Il Corpo forestale dello Stato, istituito nel 1822, era una forza di polizia ad ordinamento civile, specializzata nella tutela del patrimonio naturale e paesaggistico, nella prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare. La molteplicità dei compiti affidati alla Forestale affondava le radici in una storia professionale dedicata alla difesa dei boschi, che si è evoluta nel tempo fino a comprendere ogni attività di salvaguardia delle risorse agro-ambientali, del patrimonio faunistico e naturalistico nazionale.

Il Corpo era costituito da circa 7.563 unità

Ad esso erano affidati tra le altre cose 130 Riserve Naturali, gestite da 28 Uffici Territoriali per la Biodiversità, coordinati in uno specifico Reparto chiamato appunto “Ufficio per la biodiversità”

In questo specifico settore va assolutamente ricordato che nel 1922 alla Forestale, fu affidata l’apertura e la gestione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, il primo parco in Italia.
La gestione diretta durò fino al 1947, quando venne istituito un ente di gestione autonomo.
In questo settore, anche il Parco dello Stelvio ha avuto i suoi esordi con la Forestale

Per lo svolgimento delle sue attività, nella Forestale erano presenti dei servizi speciali,come il Servizio Cinofilo (destinato principalmente ad attività di protezione civile, di ricerca e soccorso di persone), il Servizio a Cavallo (specializzato nella sorveglianza dei boschi e delle aree di interesse naturalistico) ed il Servizio Nautico (che si occupa della salvaguardia degli ecosistemi costieri, marini, fluviali e lacustri).

Non va dimenticato anche l’attività svolta dal dal Gruppo Sportivo, che annovera tra gli atleti nomi che sono entrati nella storia dello sport italiano.
Anche nella terra Bergamasca ci sono atleti che hanno portato con onore la maglia dell’Italia in gare di sci di fondo.
Ma gli atleti bianco/verdi della forestale hanno gareggiato brillantemente anche nello slittino, nel ciclismo, nel tiro al volo nel canottaggio e nella corsa in montagna.

Alcuni nomi illustri: Manuela Di Centa, Stefania Belmondo, Deborah Compagnoni, Gabriella Paruzzi, Federico Fanali, Giulio Fioravanti.

Per non parlare dei Brembani Pieralberto Carrara, Benedetto Carrara (past comandante della Stazione di Zogno), Angelo Carrara, Celestino Midali, Gianbattista Scanzi.
E lo scalvino Fabio Maj.
* I fratelli Fabio e Renato Pasini della Valle Seriana.
Chissà quanti bergamaschi ho dimenticati, scusatemi in anticipo.
Questi sono quelli che conosco bene oppure che ho trovato nella pagina http://www.sport.vallebrembana.org/campioni.html .
Ad ogni segnalazione provvederò ad aggiornare l’elenco! *

A corredo delle attività istituzionali erano presenti anche una Banda e un Coro.

Bene, tutto questo non si chiude. Cambia nome, cambia corpo, cambia divisa, cambia colori, cambia inquadramento.

Un certo Tomasi di Lampedusa diceva che per non cambiare niente bisogna cambiare tutto.
Speriamo sia così.

Ma intanto viene a mancare un riferimento DIRETTO importante.

Anche perché ci sono aspetti da sistemare non indifferenti.
In Valle Brembana i presidi vengono mantenuti, per ora. Quanto non si sa.
Ovvero, fintanto che rimarranno in essere le convenzioni della Comunità Montana con le sedi operative.
Poi si vedrà.

E cosa certa che per le attività di gestione degli incendi Boschivi, il coordinamento della attività di spegnimento dei fuochi (il DOS, Direttore Operazioni di Spegnimento) non si potrà più avvalere degli SPECIALISTI della Forestale.
Il tutto verrà demandato alle comunità montane ed ai volontari.
Per i quali soggetti, non si mette in dubbio la competenza e la professionalità! Anzi, senza il volontariato la lotta all’incendio boschivo partirebbe sconfitta.
Ma certe professionalità, certi meccanismi, la disponibilità e i mezzi di una struttura nazionale, vengono a mancare, quasi di punto in bianco.Corpo forestale

Ma la domanda che tutti ci poniamo è: PERCHÉ????

Notizie che mi sono state passate negli anni parlano di una SANZIONE che l’Italia subisce dalla Comunità Europea perché abbiamo troppe Forze dell’Ordine.

Abbiamo infatti:
– I Carabinieri, ad ordinamento militare, che dipendono dal Ministero della Difesa;
– La Guardia di Finanza, ad ordinamento militare, che dipende dal ministero dell’Economia e delle Finanze;
– La Polizia di Stato, ad ordinamento civile, che dipende dal Ministero dell’Interno
– La Polizia Penitenziaria, ad ordinamento civile, che dipende dal Ministero della Giustizia
– E c’era il Corpo Forestale dello Stato, ad ordinamento civile, che dipendeva dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Se questa è la ragione, della quale non ho però trovato conferma da nessuna parte, non era più facile cominciare con la Polizia Penitenziaria?
E farla confluire nella Polizia di Stato?
Notare! Due istituzioni ad ORDINAMENTO CIVILE!

No! Si è cominciato dalla Forestale, per farla confluire nei Carabinieri, un corpo ad ORDINAMENTO MILITARE!

Notare che le attività del Corpo Forestale dello Stato sono state riformate nel 2004, con la legge 6 febbraio 2004, n. 36.
La Forestale venne dotato di un nuovo ordinamento, divenendo «forza di polizia dello Stato ad ordinamento civile, specializzata nella difesa del patrimonio agro-forestale italiano e nella tutela dell’ambiente, del paesaggio e dell’ecosistema».
Forse questa riforma non andava bene? O forse il Corpo si è MACCHIATO di qualche nefandezza?
Non ci sembra sia così.

A voler guardare sembra invece di vedere una ennesima lotta di potere.
Guardate l’elenco precedente. E tra i 5 ministeri citati, quale vi sembra il MENO FORTE?

Io punterei sul Ministero delle Politiche Agricole. E voi?
Certo. Questo Ministero non rimane a piedi, potrà contare ancora sull’apporto dei suoi ex forestali.
Attraverso il  Comando carabinieri politiche agricole e alimentari.
E si avvale ancora dell’apporto del Reparto di Pesca Marittima del Corpo delle Capitanerie di Porto.

E allora? Formalmente cosa è cambiato?
Probabilmente quasi niente!

Quello che di grosso è cambiato è per i 7.563 uomini e donne che indossavano la divisa.
Per loro la differenza è stata il passare da un ordinamento civile ad un ordinamento militare. Che non è poco.
A qualcuno andrà anche bene.
Ma quelli che non vorranno accettare? Verranno trasferiti in altre attività della Pubblica Amministrazione.
Ma perderemo probabilmente la loro specialità, la loro competenza, la loro professionalità.

Si rimane increduli anche di fronte a delle DICHIARAZIONI IMPORTANTI, datate 2013.
L’allora Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo, così dichiarava: “per salvaguardare la competenza della Polizia Provinciale con l’abolizione delle province faremo transitare gli agenti nel Corpo Forestale dello Stato”
Le provincie sono rimaste. La Forestale NO

 

E cambia qualcosa anche per il povero san Giovanni Guadalberto? Rimane senza “patronati”.

OPS: dimenticavo.
Nelle Regioni e nelle Province Autonome, continueranno ad esistere i Corpi Forestali Regionali o Provinciali, alter-ego autonomo del Corpo Forestale dello Stato Italiano.
Ops ops. Ex Corpo Forestale dello Stato.

 

Dotazione di mezzi dell’ ex Corpo Forestale dello Stato:

(Da Wikipedia)

Aerei
Piaggio P180 Avanti che veniva utilizzato per voli di trasferimento istituzionali e per il trasporto del personale dei nuclei del CFS.
Elicotteri
Gli elicotteri in dotazione erano di diversi tipi: l’Agusta-Bell AB 412 (18), il Breda Nardi NH500 C e D (12), tre elicotteri AW 109N e l’ultimo arrivato, quattro Sikorsky S-64F.
Autovetture
Molteplici sono state le autovetture impiegate dal CFS durante il corso della sua storia:
nel periodo postbellico vennero utilizzati vari mezzi, sia stradali che fuoristrada. Si andava così dalle varie vetture di produzione ordinaria nazionale (Fiat Topolino, 1100 ecc.) alle jeep residuate del conflitto.
In seguito la dotazione si è arricchita soprattutto nel settore fuoristrada con la FIAT Campagnola, sia nel modello AR51 che nel successivo AR76, sia in versione Hard Top che telonata.
Risultano essere state immatricolate anche delle Alfa Romeo Matta, tra queste anche nella versione civile (AR 52).
Gli anni 70 ed ancor più gli anni ottanta hanno rappresentato il passaggio definitivo dalle moto alle auto nelle articolazioni operative del Corpo.
Per l’impiego normale si è così assistito all’utilizzo di mezzi quali le FIAT 500, 126, 127, 128, 131, Uno, Regata, Ritmo, Croma ecc., fino a giungere alle FIAT Punto, Panda 4×4, Stilo, Sedici, ecc. attualmente in dotazione.
Tra i mezzi fuoristrada, le Campagnola sono state sostituite dal Land Rover Defender in dotazione attuale, oltre a Subaru Forester (per l’impiego nei NIPAF) e Nissan Terrano.
Per compiti particolari erano inoltre in servizio furgoni, pullman, pulmini ed autocarri di vari modelli, comprese alcune versioni antincendio, come il jeppone Iveco 40.10 e l’autobotte Iveco 80.17 Baribbi.
Motociclette
Nel corso della sua storia il CFS ha utilizzato diversi tipi di motociclette: la Guzzi Airone 250 (anni 50 – 70), la Guzzi Falcone 500 (anni 50 – 70), la Guzzi Stornello 125 (anni 60 – 80), la 160 (anni 60 – 80) e la Morini 350 (anni 70).
A partire dal 2007 sono a disposizione, in via sperimentale, alcuni esemplari di Ducati Multistrada 1100, utilizzate per la sorveglianza nei grandi parchi urbani.

 

La pagina WEB della Forestale è ancora attiva. Si apre con un rimando al sito istituzionale dell’Arma dei Carabinieri.
Ma se volete informazioni sullo storico Martello Forestale qui trovate un breve cenno storico.

 

La fiction “Un passo dal Cielo” può continuare ad esistere. Era ambientata a San Candido.
Terence Hill potrà girare la quarta serie senza problemi.

 

 

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