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Ol spiscer (speziale) di Brembilla l’odierno farmacista

Breve storia degli speziali (spiscer) di Brembilla

 

In questo documento del 1812 viene notificato la bottega di speziale di Brembilla del titolare Giobatta Celeste CARMINATI che si trovava nella Brembilla Vecchia, ora via Marconi oppure Piazza.

A Brembilla nel luglio del 1944 fu distrutta da un incendio in una rappresaglia fascista la vecchia bottega di speziale del 1700, questa immagine di una vecchia farmacia potrebbe essere simile a quella che andò in fumo

Notifica del catastino napoleonico del 1812 che registra la presenza della bottega di speziale di GioBatta Celeste CARMINATI nella contrada di Brembilla vecchia (Piazza)

Il dott. Alessandro FUSTINONI di Sedrina, fu lo speziale a Brembilla dal 1902 fino al 1918.

Notifica del 1902 di assunzione per gestione farmacia di Alessandro FUSTINONI

Pubblicità della farmacia FUSTINONI di Brembilla inserita nella ricetta del dott. Carlo AMAGLIO medico condotto di Brembilla

A sinistra dell’immagine Giuseppina PAVARANI, con il titolo professionale di farmacista, assunse la direzione della farmacia adempiendo alle nuove normative per la gestione delle farmacie, affiancata dal marito Gianfranco, sulla destra dell’immagine il dott. Santo LOCATELLI medico condotto di Brembilla tra gli anni ’40 e ’50.

Ricettario dei preparati galenici di Giuseppe GHISALBERTI

A sinistra dell’immagine Gianfranco GHISALBERTI che proseguì la conduzione della farmacia dopo la scomparsa del padre Giuseppe (Bepo) che vediamo a destra della foto assieme alla moglie Emma LAMERA

Fattura del 1940 della farmacia GHISALBERTI

Fattura 1928 farmacia GHISALBERTI

Boccette usate dal farmacista Giuseppe GHISALBERTI per preparazione di medicine

Bilancino usato per pesare gli ingredienti per le medicine

Torchio per estrazione di sostanze per preparati medicinali usato dal farmacista Giuseppe GHISALBERTI

Etilometro anni’30 usato dal farmacista Giuseppe GHISALBERTI

 

 

Giuseppe GHISALBERTI, ultimo speziale di Brembilla, le persone più anziane lo ricordano quando preparava le medicine con preparati galenici come tinture, decotti, estratti usando appositi strumenti seguendo le ricette che aveva imparato in una spezieria a Bergamo,

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