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Quando Juventus e Atalanta giocarono una finale europea

29 giugno 1963: bianconeri ed orobici si trovano di fronte per la finale di Coppa delle Alpi

Ieri sera l’ottavo di finale tra Juventus e Atalanta è stato molto combattuto, col successo finale della Juventus per 3-2 che le è valsa la qualificazione ai quarti di finale, dove troverà la vincente di Milan-Torino, in programma stasera. Intanto, spujlciando nei ricordi, ci fu un altro precedente famoso finito ancora 3-2 per i bianconeri: quello della finale di Coppa delle Alpi 1962/63. L’Atalanta, appena vincitrice della Coppa Italia col Torino, disputò a Ginevra un’altra finale, quella della Coppa delle Alpi, trofeo che vedeva coinvolte squadre di nazioni dell’arco alpino (Italia, Francia, Svizzera, Austria) e che vide il successo in quell’edizione appunto della Juventus. In quell’edizione parteciparono 8 squadre, 4 italiane (Juventus, Inter, Roma e Atalanta) e 4 svizzere (Grasshopers, Basilea, Servette e Biel/Grenchen) suddivise in due gironi da 4 (due italiane e due svizzere). Luve ed Atalanta vinsero i loro giron arrivando in finale, dove la Juve si impose appunto per 3-2. La formula di quell’edizione poi prevedeva anche la finalina tra le seconde dei gironi, e andò alla Roma, che travolse l’Inter per 5-1. Questa è la statistica su quell’annata.

Fase a gironi

Gruppo 1

Squadra #1Ris.Squadra #2
Svizzera Servette2-3Italia Inter
Svizzera Biel/Grenchen2-5[3]Italia Atalanta
Svizzera Biel/Grenchen1-2Svizzera Servette
Svizzera Biel/Grenchen3-3Italia Inter
Svizzera Servette2-3Italia Atalanta
Italia Atalanta1-1Italia Inter
SquadraPtGVNPGFGS
1uparrow green.svg1.Italia Atalanta5321095
2.Italia Inter4312076
3.Svizzera Servette2310267
4.Svizzera Biel/Grenchen13012710

Gruppo B

Squadra #1Ris.Squadra #2
Svizzera Basilea1-5Italia Juventus
Svizzera Grasshoppers1-7Italia Roma
Italia Juventus2-0Italia Roma
Svizzera Basilea1-4Italia Roma
Svizzera Grasshoppers3-5Italia Juventus
Svizzera Basilea1-1Svizzera Grasshoppers
SquadraPtGVNPGFGS
1uparrow green.svg1.Italia Juventus63300124
2.Italia Roma43201114
3.Svizzera Basilea13012310
4.Svizzera Grasshoppers13012513

Finale 3º posto

Basilea
29 giugno 1963
Roma5 – 1InterSt. Jakob Stadium

Finale 1º posto

Ginevra
29 giugno 1963
Juventus3 – 2AtalantaCharmilles Stadium

Ma andiamo a conoscere meglio la storia della Coppa delle Alpi, disputata dal 1960 al 1987, e che ha visto l’affermazione di altri tre club italiani: il Genoa, che l’ha vinta per due volte, Napoli e Lazio.

La Coppa delle Alpi, organizzata dalla F.I.G.C. e dalla A.S.F, è stata una competizione calcistica per squadre di club disputata tra il 1960 e il 1987. È considerata, assieme alla Coppa Rappan e al Torneo Anglo-Italiano, tra le manifestazioni progenitrici della Coppa Intertoto.

Nelle prime edizioni il lotto delle partecipanti era composto da squadre di club italiane e svizzere, alle quali si aggiunsero club tedeschi e francesi, mentre le edizioni dal 1972 al 1987 hanno visto la partecipazione di squadre esclusivamente svizzere e francesi. Le prime sei edizioni videro il dominio delle squadre italiane su quelle svizzere e nell’edizione 1962 anche su quelle francesi, con i due trionfi della selezione italiana, due vittorie del Genoa,[1] una del Napoli,[2] che vinse tutte le partite disputate nell’edizione del ’66, ed una della Juventus. Dal 1957 al 1969 parteciparono anche squadre tedesche (nel 1969 anche una belga), che firmarono subito due successi da parte di Eintracht Francoforte e Schalke 04, mentre l’edizione 1969 fu vinta per la prima volta da una squadra svizzera: il Basilea. Le edizioni 1970 e 1971 videro di nuovo la sola partecipazione di squadre italiane e svizzere, e ci fu il bis del Basilea 3-2 contro la Fiorentina,[7][8] e la vittoria della Lazio.[9] Dal 1972 non parteciparono più le squadre italiane, ma ritornarono le squadre francesi. L’edizione del 1972 venne vinta dal Nimes, mentre le successive edizioni videro sei trionfi delle squadre svizzere (quattro del Servette, uno dei Young Boys e una del Basilea) e otto delle formazioni transalpine (tre del Monaco, due del Auxerre e uno da parte di Stade de Reims-Champagne, Nantes e Bordeaux). L’ultima edizione, disputatasi nel 1987, fu vinta dall’Auxerre.

Nelle edizioni 1960 e 1961 la classifica venne compilata sommando i punti delle squadre italiane e svizzere. Il torneo venne vinto in entrambe edizioni dalla Federazione italiana, ed alle squadre che la rappresentavano venne assegnata una coppa di dimensioni ridotte. Nell’edizione del 1971 vennero assegnati due punti per la vittoria, uno per il pareggio ed uno per ogni rete segnata. Ai fini della tradizione sportiva, il Memorial Pier Cesare Baretti andato in scena dal 1988 al 1994 viene informalmente considerato come erede della Coppa delle Alpi nel frattempo abolita.

da ilpalloneracconta.blogspot.it

29.6.1963: COPPA DELLE ALPI

DI GIANNI GIACONE, DA “HURRÀ JUVENTUS” DEL MARZO 1986:
Intercontinentale, dei Campioni, delle Coppe, Uefa, Supercoppa, Mundialito Club: quando si parla del blasone della “Signora” e si recita tutto lo scibile calcistico delle Coppe internazionali vinte dalla Juve, si finisce, fatalmente, per dimenticare qualcosa. Inevitabile, se la dimenticanza, oltre che risalire a un bel po’ di anni fa, si riferisce ad una manifestazione che da tempo non viene più disputata.Alludiamo alla Coppa delle Alpi, e l’anno, non preistorico ma poco ci manca, è il 1963. Confessiamo: era da tempo che ci premeva di ricordare quella conquista, ma sino ad oggi mancava l’occasione propizia.Come spiegare tanto interesse per una manifestazione, una conquista, quando l’albo d’oro ancora difetta dei fondamentali trionfi? Ora che la questione è felicemente sistemata, con l’incameramento della Coppa dei Due Mondi, ultima assente, ci piace fare un paio di passi indietro, e ricordare, romanticamente, dove è iniziata la lunga, sofferta, talora drammatica scalata della Juve ai vertici del calcio internazionale.
La Coppa delle Alpi, negli anni Sessanta, era una manifestazione di fine stagione, rivolta alle migliori squadre svizzere ed italiane. Una sfida dall’innegabile valore tecnico, ma ancor più dal profondo significato umano, visto che si giocava in città svizzere dove la presenza di lavoratori italiani rendeva ogni sfida un vero e proprio derby.
Dunque, giugno 1963. Otto squadre al via, quattro italiane ed altrettante svizzere. Due gironi all’italiana, di quattro squadre ciascuno. Nel secondo, Juventus con Basilea, Grasshoppers e Roma. Chi vince il girone va direttamente in finalissima, mentre la seconda si gioca il terzo posto.
Il debutto ha un nome che è tutto un programma, per il tifoso juventino di oggi: Basilea. La prima partita si gioca infatti al St.Jakob, stadio destinato a diventare mitico per i nostri colori, visto che nel 1984 i bianconeri ci vinceranno la Coppa delle Coppe.
Al timone di quella Juve, finita seconda in campionato alle spalle dell’Inter di Herrera, il brasiliano Pablo Amaral, che fa praticare alla squadra un 4-2-4 adattato alle esigenze del gioco italiano. La Coppa è vista come importantissimo test sulle possibilità future della squadra, visto che vengono schierati tre nuovi acquisti, da cui ci si attende molto: il difensore Adolfo Gori e gli attaccanti Carlo Dell’Omodarme e Giampaolo Menichelli.
Ma torniamo a Basilea. I locali si schierano con: Jecker; Fueri e Michaud; Stocker, Weber e Kifer; Baumann, Burri, Pfirter, Blumer e Gatti.
La Juve oppone: Anzolin; Castano e Salvadore; Gori, Sacco e Leoncini; Dell’Omodarme, Del Sol, Miranda, Sivori e Menichelli.
Arbitra l’italiano Francescon. La partita non ha storia. La Juve, che gioca praticamente in casa tant’è nutrita la rappresentanza di nostri tifosi, parte all’attacco e va al riposo già sul 2-0, in virtù di una doppietta del nuovo acquisto Menichelli. Nella ripresa, Dell’Omodarme, Gori e Miranda completano il bottino, mentre il Basilea riesce a segnare con Weber il punto della bandiera 5-1.
Decisamente più ostico il secondo impegno. Sulla strada di Sivori e compagni, al Letzigrund di Zurigo, c’è la Roma, e basta dare un’occhiata alla formazione dei giallorossi per capire l’importanza, anche psicologica, dell’incontro.
Giocano infatti: Matteucci; Ardizzon e Corsini; Guarnacci, Losi e Frascoli; Leonardi, Fontana, Charles, Angelillo e De Sisti. La Juve conferma lo schieramento che ha battuto il Basilea.
Stimolato forse dal confronto a distanza con l’amico e compagno di cento battaglie, l’indimenticabile John Charles, Sivori gioca una partita stupenda, andando in goal una volta per tempo e facendo in pratica la differenza di valori in campo. È un 2-0 che apre alla Juve le porte di una finale.
Ma c’è l’ultimo ostacolo da superare, ed è anche il più duro. Sempre a Zurigo, infatti, la squadra di Amaral deve affrontare i campioni svizzeri dei Grasshoppers.
Si gioca il 25 giugno, in notturna, e gli zurighesi scendono in campo con questa formazione, imbottita di nazionali: Elsener; Hummel e Faccin; Wintherhofen, Ghilardi e Menet; Dimmeler, Wutrich, Kunz, Blatter e Duret.
Amaral rimescola un po’ le carte e schiera inizialmente: Anzolin; Bercellino e Castano; Gori, Sacco e Leoncini; Dell’Omodarme, Del Sol, Miranda, Sivori e Menichelli. Nel corso della gara, troveranno spazio anche Mattrel e Stacchini.
È partita incandescente, ricca di emozioni, bellissima. La Juve si ritrova subito in vantaggio per una autorete di Ghideli, ma Blatter pareggia dopo qualche minuto. Si scatena allora Miranda, il centravanti mobilia di quella Juve, capace di formidabili esecuzioni dalla distanza, e in breve si va sul 3-1 per la Juve. Nella ripresa, prima Blatter riduce le distanze, poi Menichelli e Sivori danno il colpo di grazia agli svizzeri, che nel finale riescono comunque a rosicchiare il vantaggio. Finisce 5-3, con il pubblico che non ha davvero lesinato gli applausi. La Juve è in finale per il primo posto.
La sede della finalissima è quanto di più internazionale possa offrire la Svizzera: Ginevra. Nello stadio del Servette, invaso da tifosi italiani, si affrontano Atalanta e Juve.Gli orobici, che hanno dominato nel loro girone, schierano: Pizzaballa; Pesenti e Nodari; Nielsen, Gardoni e Colombo; Domenghini, Da Costa, Calvanese, Christensen e Nova.La Juve oppone: Anzolin; Castano e Salvadore; Gori, Sacco e Sarti; Dell’Omodarme, Del Sol, Siciliano, Sivori e Menichelli.Arbitra Dienst, avviato a diventare il miglior arbitro internazionale. È il 29 giugno.
L’Atalanta, eccellente fusione di giovani speranze (come il portiere Pizzaballa e l’ala Domenghini) con esperti campioni (come Colombo, ex juventino, e Da Costa, che verrà alla Juve di lì ad un anno) non ha timori di sorta, e assume decisamente l’iniziativa. È proprio Da Costa a rompere il ghiaccio dello 0-0, alla mezzora. Replica immediata della Juve, che prima del riposo è in goal con Siciliano.
Ripresa al calor bianco, tra due squadre che vogliono la coppa ad ogni costo. Juve in vantaggio su rigore trasformato da Del Sol, Atalanta che pareggia con Magistrelli. Già si profila l’ombra dei supplementari quando, improvvisamente, riappare il miglior Sivori, l’asso capace di risolvere da solo qualunque partita. Il suo gol è stupendo, e chiude la gara.
È la vittoria, il 3-2 che assegna la Coppa delle Alpi alla Juve di Amaral, di Sivori più che mai capitano e trascinatore.

Albo d’oro

StagioneVincitoreSecondo postoTerzo postoNote
1960Italia ItaliaItalia Roma Italia Alessandria Italia Verona Italia Catanzaro Italia Napoli Italia Catania Italia Triestina Italia Palermo [17]Svizzera Svizzera[18]
1961Italia ItaliaItalia Brescia Italia Lecco Italia Pro Patria Italia Reggiana Italia Parma Italia Monza Italia Lazio Italia Fiorentina [19]Svizzera Svizzera[20]
1962Italia GenoaFrancia Grenoble
1963Italia JuventusItalia AtalantaItalia Roma
1964Italia GenoaItalia CataniaItalia Roma
1965non disputata
1966Italia NapoliItalia JuventusSvizzera Losanna, Svizzera Zurigo
1967Germania E. FrancoforteGermania Monaco 1860Italia Roma
1968Germania Schalke 04Svizzera Basilea
1969Svizzera BasileaItalia Bologna
1970Svizzera BasileaItalia Fiorentina
1971Italia LazioSvizzera Basilea
1972Francia NîmesFrancia Bordeaux
1973Svizzera ServetteSvizzera Losanna
1974Svizzera Young BoysSvizzera Basilea
1975Svizzera ServetteSvizzera Basilea
1976Svizzera ServetteFrancia Nîmes
1977Francia Stade ReimsFrancia Bastia
1978Svizzera ServetteSvizzera Losanna
1979Francia MonacoFrancia Metz
1980Francia BordeauxFrancia Nîmes
1981Svizzera BasileaFrancia Sochaux
1982Francia NantesSvizzera Neuchâtel Xamax
1983Francia MonacoFrancia Auxerre
1984Francia MonacoSvizzera Grasshoppers
1985Francia AuxerreFrancia Monaco
1986non disputata
1987Francia AuxerreSvizzera Grasshoppers

Trofei per squadra

Squadre
Trofei
Anni
Servette
4
1973, 1975, 1976, 1978
Monaco
3
1979, 1983, 1984
Basilea
3
1969, 1970, 1981
Genoa
2
1962, 1964
Auxerre
2
1985, 1987
Napoli
2
1960, 1966
Lazio
2
1961, 1971
Juventus
1
1963
E. Francoforte
1
1967
Roma
1
1960
Schalke 04
1
1968
Nîmes
1
1972
Young Boys
1
1974
Stade Reims
1
1977
Bordeaux
1
1980
Nantes
1
1982
Alessandria
1
1960
Catania
1
1960
Catanzaro
1
1960
Palermo
1
1960
Triestina
1
1960
Verona
1
1960
Brescia
1
1961
Fiorentina
1
1961
Lecco
1
1961
Monza
1
1961
Parma
1
1961
Pro Patria
1
1961
Reggiana
1
1961
Informazioni su diego80 (1976 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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