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Paesi della Bergamasca – Pianico, Castro, Solto Collina

Pianico
comune
Pianico – StemmaPianico – Bandiera
Pianico – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoClara Sigorini (lista civicaPianico nel cuore) dal 26/05/2013
Territorio
Coordinate45°48′38″N 10°02′38″ECoordinate: 45°48′38″N 10°02′38″E (Mappa)
Altitudine328 m s.l.m.
Superficie2,7 km²
Abitanti1 544[1] (31-12-2010)
Densità571,85 ab./km²
Comuni confinantiCastro, Lovere, Solto Collina, Sovere
Altre informazioni
Cod. postale24060
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016162
Cod. catastaleG564
TargaBG
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantipianichesi
Patronosan Zeno
Giorno festivo12 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Pianico
Pianico
Posizione del comune di Pianico nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Pianico nella provincia di Bergamo

Il territorio

Il territorio è reso molto importante dalla grande quantità di fossili, di reperti archeologici e minerali (tra cui lignite ed argilla) dovuti all’esistenza, nell’era preistorica, di un bacino lacustre.
Questo comprendeva, oltre al territorio comunale di Pianico, anche l’attuale zona di Sellere, nel vicino comune di Sovere.

Storia

Le origini del paese risalgono all’epoca romana, come confermano alcuni ritrovamenti di materiale risalente a quel periodo, nonché all’accertata presenza dei colonizzatori nei paesi limitrofi, tra cui Castro e Sovere.

Pare difatti che i Romani utilizzassero la zona per controllare lo sbocco della stessa valle Borlezza verso la Val Camonica, centro nevralgico dei trasporti e dei commerci.

Al termine della dominazione romana, il paese subì le scorrerie di alcune tribù barbare, tra cui gli Alani e gli Ungari, che perpetrarono saccheggi ai danni della popolazione, la quale dovette subire anche pestilenze e terremoti.

Il territorio, dopo essere passato sotto la dominazione longobarda prima, e del Sacro Romano Impero poi, fu ceduto al vescovo della città di Bergamo come riconoscimento dei favori compiuti in sede dei trattati di pace, con un editto redatto nel 1168.

I secoli seguenti, in pieno periodo medievale, videro il paese al centro delle dispute fratricide tra guelfi e ghibellini. A tal periodo risale un castello, di cui ora si sono perse le tracce, di proprietà della famiglia Foresti. Attorno a questa fortificazione venne costruito il paese, che tuttora ricorda un borgo medievale. Gli scontri ebbero il loro apice nel corso del XIV secolo, e terminarono soltanto con l’annessione del territorio alla Repubblica di Venezia.

Con il declino della famiglia Foresti, anche il paese subì un drastico ridimensionamento, e nei secoli successivi seguì le sorti del resto della provincia di Bergamo.

Da vedere

Molto suggestivo risulta essere il centro storico, di origine medievale. Costruito su un piccolo colle che svetta sulle aree circostanti, ha mantenuto le peculiarità dell’epoca in cui venne costruito.

Qui era presente anche l’antica chiesa parrocchiale dedicata a San Zenone, demolita nella seconda metà del XX secolo per lasciare spazio all’attuale edificio religioso che, edificato nel 1925, è intitolato allo stesso santo.

Frontalmente ad essa si possono ammirare il monumento dedicato ai caduti ed una torre campanaria appartenente dapprima ad una fortificazione, e poi ad una chiesa risalente al XIX secolo e demolita anch’essa per fare spazio alla nuova parrocchiale.

Blasonatura stemma

D’oro al castello di rosso, chiuso, finestrato di due e murato di nero, merlato alla guelfa le due torri ciascuna di tre, la cortina di quattro, fondato su una collina di verde avente alla base quattro colline ugualmente di verde solcate da un fiume defluente in banda, alla ruota dentata di otto pezzi d’azzurro posta in capo. Ornamenti esteriori da Comune. (DPR 27 giugno 1983).

Amministrazione

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
15 aprile 200826 maggio 2013Angelo Chigionilista civica Per Pianico 2008Sindaco
27 maggio 2013in caricaClara Sigorinilista civica Pianico nel cuoreSindaco

Persone legate a Pianico

  • Ivan Cattaneo, artista, cantautore e pittore.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[5]

Castro
comune
Castro – StemmaCastro – Bandiera
Castro – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoMariano Foresti (lista civicaIntesa per Castro) dal 26/06/2014
Territorio
Coordinate45°48′N 10°04′ECoordinate: 45°48′N 10°04′E (Mappa)
Altitudine200 m s.l.m.
Superficie2,59 km²
Abitanti1 385[1] (31-12-2010)
Densità534,75 ab./km²
Comuni confinantiLovere, Pianico, Solto Collina
Altre informazioni
Cod. postale24063
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016065
Cod. catastaleC337
TargaBG
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanticastrensi
PatronoSan Giacomo e San Lorenzo
Giorno festivo10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Castro
Castro
Posizione del comune di Castro nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Castro nella provincia di Bergamo

Castro (Càster in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 1.385 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia. Situato sulla sponda occidentale del Lago d’Iseo, dista circa 45 chilometri ad est dal capoluogo orobico.

Geografia fisica

Dal punto di vista naturalistico, notevoli sono i paesaggi in cui ci si può imbattere lungo la vecchia e tortuosa strada litoranea: la roccia di origine sedimentaria si sussegue in continue lastre sovrapposte, “meritandosi” il nome di “Orrido”, e cala a strapiombo nelle acque del lago, creando piccole insenature a dir poco suggestive (i cosiddetti “bögn”). Nella parte alta del paese si può accedere ad una palestra di roccia naturale molto conosciuta dagli appassionati del luogo. Sulla strada litorale, in località Grè, è presente la cava di marmo della Marini Marmi, presente da più di 100 anni e famosa per il suo Ceppo di Grè, utilizzato in Italia ed esportato anche all’estero.

Storia

Il centro storico

Il paese di Castro (dal latino “castrum” : fortificazione) ha un’origine risalente al periodo medievale, ed è nato su iniziativa del vescovo-conte di Bergamo come porto fortificato per gli scambi tra la pianura e le valli bergamasche, importanti prodruttrici di ferro, evitando di transitare per il territorio di Lovere che era in mano al vescovo-conte di Brescia e di pagare quindi i dazi imposti da quest’ultimo. Ancora oggi esiste dietro al paese la “via corna” che i carri dei mercanti transitavano diretti alle valli. Posto su un’altura che svetta sulla costa, si trova una fortificazione che fu distrutta durante i violenti scontri tra le opposte fazioni guelfe e ghibelline. Furono questi ultimi che, nel 1380, attaccarono violentemente la fortificazione, distruggendola: ancora oggi è possibile visitare le rovine della rocca, rimasta inutilizzata da allora.

Persa l’importanza come porto commerciale, a scapito di Lovere, il paese modificò la propria economia: si cominciò a puntare dapprima sulla pesca e successivamente anche sulla presenza, durante la dominazione della Serenissima, di alcune fucine e magli atti alla lavorazione del ferro. Si narra che la qualità del prodotto fosse talmente elevata da farvi produrre i cannoni utilizzati dai veneziani sulle loro navi.

Rinomata fu anche la fucina che produceva falci, che ad un certo momento dovette ricorrere all’importazione di manodopera addirittura dai territori d’oltralpe.

Con il passare del tempo la siderurgia acquisì un peso sempre maggiore, tanto che nel XIX secolo si insediarono attività industriali tali da soddisfare le richieste di lavoro anche dei paesi limitrofi.

Ancora oggi l’economia del paese si basa sulla siderurgia, con una recente timida apertura alle attività turistiche.

Cultura

Letteratura

A Castro sono ambientati i romanzi La perfezione (Feltrinelli, 1994), Chiudi gli occhi (Baldini Castoldi Dalai, 2004) e Il tempo dell’innocenza (Baldini Castoldi Dalai, 2012) di Raul Montanari; i primi due volumi sono stati tradotti in tedesco rispettivamente col titolo Der Perfektionist (Ullstein, 1998) e Rückkehr eines Mörders (List, 2005; Ullstein 2007 anche audiolibro).

Monumenti e luoghi d’interesse

La chiesetta di San Lorenzo (XII secolo)

Il borgo storico, molto caratteristico, è tipico di un paese che in passato era basato sulla pesca: vie strette, case molto vicine e ridosso del lago; è costruito attorno alla vecchia chiesa parrocchiale dedicata a San Giacomo. Risalente indicativamente ad un periodo tra il XIV ed il XV secolo, fu soggetta ad un’inondazione nel corso del XVI secolo, e fu riedificata due secoli più tardi con un portale in marmo di Zandobbio, opera dei Fantoni. La chiesa ora è sconsacrata e sostituita dalla nuova parrocchiale, sempre intitolata a San Giacomo, costruita nel 1969.

Meritano menzione anche le chiese di San Lorenzo e della Natività di Maria. La prima risale al XII secolo ed è costruita, in stile romanico con le pareti in pietra a vista, su un’altura; la seconda venne edificata nel XIII secolo ed ampliata due secoli più tardi, custodisce affreschi risalenti al XVI secolo; quest’ultima è stata privata delle sue più belle e preziose decorazioni artistiche, fra cui due antiche statue dei re Davide e Salomone, a causa di un furto da parte di ignoti avvenuto nel 2010.

Architetture civili e militari

Sono inoltre visitabili sia le rovine della rocca, sia il maglio Carrara, nella frazione Poltragno, azionato da una ruota idraulica.

Aree protette

Nel territorio comunale è presente l’area protetta Parco della Gola del Tinazzo, gestita dall’associazione Legambiente.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[4]

Cittadini Onorari

  • Raul Montanari, scrittore italiano[5]
  • Félicien Mwanama Galumbulula, Vescovo della Diocesi di Luiza

http://www.comune.castro.bg.it/pages/home.asp  sito istituzionale

http://www.prolocodicastro.it/  sito Pro Loco

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Solto Collina
comune
Solto Collina – StemmaSolto Collina – Bandiera
Solto Collina – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoMaurizio Esti (lista civicaRinnovamento per Solto)
Territorio
Coordinate45°47′N 10°01′ECoordinate: 45°47′N 10°01′E (Mappa)
Altitudine449 m s.l.m.
Superficie11,76 km²
Abitanti1 709[1] (31-12-2010)
Densità145,32 ab./km²
FrazioniEsmate, Grè
Comuni confinantiCastro, Endine Gaiano, Fonteno, Pianico, Pisogne (BS), Riva di Solto, Sovere
Altre informazioni
Cod. postale24060
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016200
Cod. catastaleI812
TargaBG
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantisoltesi
Patronosanta Maria Assunta
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia

Solto Collina
Solto Collina
Posizione del comune di Solto Collina nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Solto Collina nella provincia di Bergamo

Solto Collina (Sólt in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano dell’Alto Sebino della provincia di Bergamo, in Lombardia. La superficie è di 12,01 km² mentre la densità della popolazione è di 119 ab/km². L’altezza media dal livello del mare è di 449 m. Sorge su un altopiano interposto fra il lago d’Iseo e l’alta Val Cavallina a circa 36 chilometri a est dal capoluogo orobico.

Storia

Vista sul nucleo storico

La documentazione in possesso degli archivi ci indica che l’origine del borgo risale all’epoca medievale, all’incirca attorno all’XI secolo.

In quel periodo di forte instabilità politica, tre famiglie altolocate e molto in vista, i Codoferri, gli Oldrati ed i Colombini, decisero di trasferirsi in questa zona molto panoramica e di costruirvi un sistema fortificato.

Da questi luoghi difatti si potevano controllare i movimenti di truppe e carovane dirette o provenienti dal lago d’Iseo e dalle valli Cavallina e Camonica. La struttura prevedeva l’esistenza di un castello, situato nell’attuale omonima contrada, una torre, ancor oggi conosciuta come torre Foresti, e la cosiddetta casatorre in contrada Dosso.

Le tre famiglie gestirono le sorti del paese fino al XIV secolo, quando la famiglia Foresti, molto potente in tutta la zona, acquisì i territori del borgo. Questi legarono indissolubilmente il proprio nome a quello della contrada, tanto che tuttora fanno bella mostra su alcuni edifici gli stemmi del casato, recanti un’aquila con una corona.

Al riguardo le cronache riferiscono che, nel 1330, l’imperatore Ludovico il Bavaro istituì la contea di Solto, che raggruppava anche il territorio dell’attuale comune di Riva di Solto, insignendo il titolo di “conte Palatino” ad un membro della famiglia Foresti, tale Maffeo, garantendo anche una serie di indennità ed esenzioni anche a tutti i suoi discendenti.

Con il termine del periodo feudale e l’avvento della Repubblica di Venezia, la famiglia Foresti si trovò di fatto esautorata, facendo iniziare un nuovo periodo nella storia della contrada di Solto.

Soltanto nel XX secolo i sette nuclei abitativi che compongono il comune vennero saldati nell’attuale struttura amministrativa.

Da visitare

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta

La ricca storia medievale ha fatto sì che il paese si dotasse di un’architettura tipica di quel periodo.

Conseguentemente il centro storico, perfettamente conservato, risulta essere uno spaccato della vita di quel periodo: le strade strette abbarbicate sul colle e lastricate in ciottolato, alcuni pozzi e fontane, i portoni e gli edifici in pietra riportano la memoria a parecchi secoli fa.

Come citato precedentemente, il sistema di protezione comprendeva tre elementi: il castello, la torre dei Foresti e la casatorre. Altri esempi sono una torre in contrada Sconico, l’antica canonica nei pressi della chiesa parrocchiale, alcuni resti di mura nella frazione di Esmate ed alcune abitazioni nel borgo di Furmignano.

Il castello si trova nella zona più a sud del paese, in un punto panoramico nella contrada detta appunto contrada Castello e fu edificato in più riprese dalla famiglia Colombini. Anche se ha subito interventi di ristrutturazioni in epoche differenti, si trova ancora in un buono stato di conservazione, e presenta elementi architettonici e decorativi tipici medievali.

La torre Foresti si trova invece nella contrada Canzanico e risale al XII secolo. Costruita in pietra, è dotata di feritoie, piccole finestre ed è alta quattro piani. Originariamente svettava molto più di ora, poiché venne ridotta in altezza durante la dominazione veneta, in un periodo in cui si cercava di smantellare tutti gli edifici con funzione bellica.

La casatorre, posta nella contrada Dosso, viene nominata in documenti già nel XIV secolo come Castro del Dosso. Costruita con funzione difensiva, presenta una struttura massiccia a forma rettangolare, con al proprio interno un arco recante lo stemma araldico della famiglia Foresti ed un pozzo.

In ambito religioso ricopre una grande importanza la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta. Edificata nel corso del XV secolo e ristrutturata all’inizio del XX secolo da Elia Fornoni, custodisce al proprio interno opere di numerosi artisti, tra cui Vincenzo Angelo Orelli, che affrescò la volta, Domenico Carpinoni (Annunciazione della Beata Vergine Maria) ed Andrea Fantoni. Lo stesso artista ha donato al paese altre opere, collocate nell’attigua chiesa dei Disciplini, tra cui fa bella mostra di sé un crocifisso in legno policromo.

La chiesa parrocchiale dedicata a San Gaudenzio

Nella frazione di Esmate si possono trovare la chiesa parrocchiale dedicata a San Gaudenzio, edificata nel XV secolo in stile lombardo. I fratelli scultori Andrea e Gian Giacomo Manni di Rovio, residenti a Gazzaniga, vi realizzarono tre marmorei altari intorno al 1728 circa.

Nei pressi si possono ammirare numerose chiesette denominate anche “santelle” o “oratori”, tra cui spicca quello dedicato a San Defendente.

In ambito naturalistico è d’obbligo citare la Valle del Freddo.

Si tratta di un biotopo lungo circa 600 metri ed estremamente particolare, poiché in esso si trovano diverse specie caratteristiche della flora alpina (tra cui le stelle alpine), nonostante la piccola valle si trovi a “soli” 360 metri s.l.m.

Questo è reso possibile dalla conformazione geologica molto particolare della valle, che fa sì che durante il periodo estivo esca aria gelida da alcuni buchi del terreno, che in inverno emettono invece aria calda.

Questo la rende di grande interesse scientifico e naturalistico, ma anche turistico: è possibile infatti addentrarsi nella valle, con la supervisione di guide locali al fine di ammirare le peculiarità della zona. Il territorio è fortemente protetto, dato che anche il minimo intervento umano potrebbe portare danni irreparabili al delicato ecosistema.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[4]

Informazioni su diego80 (1949 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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