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Adblock Plus: una soluzione per eliminare i banner pubblicitari del web

Quante volte, visitando siti internet troviamo fastidiose finestre pubblicitarie (banner?) che disturbano la vista del sito e che se cliccati inavvertitamente rimandano a siti internet non richiesti? Quete finestre sono prodotte dai programmi “adware”, ovvero dei piccoli virus che hanno la funzione nei siti web, alla visualizzazione di tali siti, di aprire spazi pubblicitari, creati in modo più o meno lecito, da aziende che ottengono guadagni indiretti con la pubblicità occulta del web (ogni clic di tale annuncio produce guadagno). Anche tante app scaricate sugli smartphone creano questi banner pubblicitari (tuttavia nello store, lo sviluppatore della app generalmente deve mettere l’avvertenza “contiene annunci”).

Esiste però un  metodo per nascondere il più possibile questi annunci, e si chiama “adblock plus“. Ovvero un’estensione (un programmino che crea una piccola app nella parte alta dello schermo, di lato alla barra degli indirizzi) che permette di rilevare questi inserimenti pubblicitari e bloccarli, rendendo più fluida la navigazione. Il suo logo è un ottagono rosso che richiama il segnale stradale della STOP:

AdBlock Plus è un’estensione per Opera, Mozilla Firefox, Google Chrome, Internet Explorer e Microsoft Edge, oltre ad essere anche un’applicazione per Android. Il filtraggio del materiale indesiderato avviene attraverso la ricerca del corrispondente URL all’interno di una lista di regole di riconoscimento: qualora l’URL soddisfi una qualsiasi di tali regole, l’oggetto può essere, a discrezione dell’utente, completamente ignorato oppure normalmente scaricato ma non visualizzato all’interno della pagina.

L’estensione Adblock Plus in un browser Google Chrome. Appare nella parte in alto a destra dello schermo., cliccandola i può attivare o disattivare, e scegliere quali pubblicità visualizzare.

Le regole di filtraggio possono indicare uno specifico URL (funzionalità che AdBlock Plus mette a disposizione direttamente con pochi click) oppure, più normalmente, contenere caratteri wildcard allo scopo di escludere un intero gruppo di URL caratterizzati da pattern comuni, fino alla possibilità di utilizzare vere e proprie espressioni regolari per riconoscere anche i pattern più complessi.

Un’ulteriore estensione di Firefox, AdBlock Filterset.G Updater, consente l’aggiornamento periodico ed automatico di un set di regole di esclusione preconfezionato, in grado di filtrare la maggior parte dei contenuti pubblicitari online.

Le regole di filtraggio più semplici possono includere delle wildcard come gli asterischi (*). I siti e gli oggetti possono essere posti in whitelist con due “chiocciole” (@@). Possono essere usate le espressioni regolari delimitate da slash (/). Adblock Plus supporta anche una sintassi più sofisticata che fornisce un controllo preciso sui filtri.[1] Un esempio di filtro sofisticato potrebbe essere ‘wikipedia.org#div(id=siteNotice)’, che nasconde l’elemento siteNotice usato da Wikimedia per mostrare le richieste di donazione.

Controversie sul filtraggio della pubblicità e banner “accettabili”

Alcuni operatori di siti web, che utilizzano le pubblicità online per finanziare gli hosting dei loro siti web, sostengono che l’uso dei software di blocco della pubblicità come Adblock Plus rischi di ridurre le loro entrate. Mentre alcuni siti hanno implementato con successo dei sistemi di iscrizione e login per riscuotere dei guadagni, la maggior parte dei siti web si affida alla pubblicità online per funzionare.[12] Il fatto che gli utenti possano visitare gratis i siti web, con le pubblicità che ripagano l’hosting, ha portato alcuni webmaster ad equiparare l’uso di Adblock col furto[13], e altri a prendere contromisure per impedire il suo utilizzo.

Il 5 dicembre 2011, Wladimir Palant ha annunciato che alcune pubblicità “accettabili” sarebbero state messe in whitelist nelle successive versioni di Adblock, con l’opzione per rimuoverle comunque disabilitata di default. Secondo Palant, solo le pubblicità statiche con un massimo di uno script saranno considerate “accettabili”, con una preferenza verso il contenuto testuale. L’annuncio ha creato qualche controversia sia sul sito web di Adblock sia sui siti social come Reddit.[14]

In risposta alla funzione di whitelist delle “pubblicità accettabili” sono stati creati alcuni fork di Adblock Plus. Degli esempi sono Trueblock Plus[15] e Adblock Lite.[16] Entrambi questi fork non accettano donazioni. Per quanto riguarda Trueblock, ciò è voluto in quanto l’autore non desidera denaro per qualcosa che non ha creato. Per Adblock Lite, ciò è dovuto al design dell’interfaccia utente: infatti le versioni precedenti di Adblock Plus non avevano alcun pulsante di donazione. Entrambi questi fork hanno – questo è il loro scopo – l’opzione per la whitelist disabilitata di default. Adblock Lite ha ripristinato la vecchia interfaccia, il che significa che la whitelist per le pubblicità accettabili non può nemmeno essere attivata.[17]

Eric Bishop, l’autore di Trueblock, riguardo all’add-on ha affermato che lo sviluppo cesserà se l’autore di Adblock Plus Wladimir Palant decidesse di rimuovere la funzione oggetto di controversie.[18] Inoltre egli ha supposto che Palant possa vendere l’ingresso alla lista di pubblicità “accettabili” al miglior offerente, producendo un guadagno in violazione della fiducia data all’add-on. Alla data del 18 marzo 2012, Trueblock non è disponibile per Google Chrome.[19]

Individuazione

Alcuni webmaster usano JavaScript per individuare gli effetti delle liste di Adblock più popolari.[20][21] Questo si può fare generando un URL honeypot, verificando che venga caricato, e analizzando il DOM dopo che la pagina sia stata visualizzata dal browser web, per assicurarsi che la pubblicità sia presente.

Tali metodi non individuano direttamente la presenza dell’estensione Adblock Plus, ma solo gli effetti dei filtri. Essi sono vulnerabili ai continui aggiornamenti dei filtri, e agli script che filtrano con whitelist tramite estensioni come NoScript.

Fu fatto un tentativo per rilevare l’uso della stessa estensione, ma tale metodo di individuazione fu reso inutilizzabile dall’aggiornamento 0.7.5.2 di Adblock Plus.[22]

Adblock su VBTV

Normalmente. Adblock non ha effetti nella semplice navigazione su VBTV. Tuttavia, gli admin e gli scriventi che creano articoli con WordPress devono disattivare l’estensione perchè nasconde il cursore e la barra degli strumenti in modalità “Visuale”. L’icona di ABP in questo caso apparirà grigia, e non più rossa. E’ necessario ricaricare la pagina web per avvertire gli effetti della disattivazione di Adblock Plus.

Informazioni su diego80 (1877 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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