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18 gennaio 1977 – Luciano Re Cecconi, scherzo del destino, o forse no

40 anni fa la strana tragedia del centrocampista della Lazio

Morire per uno scherzo finito male. La storia di Luciano Re Cecconi, centrocampista della Lazio Campione d’Italia solo tre anni prima e morto in una sera di 40 anni fa per una tragica goliardata fatta ad un amico gioielliere. Una morte diventata leggenda, che andiamo a ricordare. Nato il 1° dicembre 1948, aveva solo 28 anni quando il destino lo portò via

La sera del 18 gennaio 1977 Re Cecconi si trovava con due amici, il compagno di squadra Pietro Ghedin e il profumiere romano Giorgio Fraticcioli, accompagnando quest’ultimo nella gioielleria di Bruno Tabocchini, situata in Via Francesco Saverio Nitti 68, nella tranquilla e decentrata zona della Collina Fleming della capitale, per consegnare alcuni campioni di profumo.

Dal momento in cui i tre entrarono nel negozio, la dinamica non è tuttora chiara. Si ipotizzò che Re Cecconi avesse simulato, per scherzo, un tentativo di rapina e che il gioielliere avesse reagito sparando. Tuttavia, nella ricostruzione dei fatti emersa durante le fasi del processo, Re Cecconi non fece nulla che potesse essere interpretato come un tentativo di rapina. Re Cecconi, cui fu puntata l’arma dopo Ghedin, venne colpito in pieno petto da una pistola Walther calibro 7,65 e morì in ospedale alle 20.04[2]. È da rimarcare il comportamento del Fraticcioli che, interrogato da Tabocchini, negò di conoscere Re Cecconi.

Tabocchini fu poi arrestato e accusato di “eccesso colposo di legittima difesa”; processato solo 18 giorni dopo, venne assolto per “aver sparato per legittima difesa putativa”.[3]Nonostante il parere contrario del pubblico ministero Franco Marrone, la Procura di Roma non presentò ricorso in appello.[4]

Morendo a soli 28 anni, Re Cecconi lasciava la moglie Cesarina, la figlia Francesca di pochi mesi ed il figlio Stefano di due anni. Le sue spoglie furono tumulate nel cimitero della natia Nerviano. Poco dopo la morte, l’ingegnere Agostino D’Angelo, dirigente della S.S.Lazio e suo grande amico, inaugura la Fondazione Luciano Re Cecconi – Contro la violenza.

Nel novembre 2003, il Comune di Roma gli dedicò una strada nel quartiere Tuscolano. Gli è stato inoltre intitolato il centro sportivo di Nerviano Nel 2012 è uscito il libro inchiesta dello scrittore Maurizio Martucci, che attacca la versione ufficiale sulla morte del calciatore, contesta la tesi dello scherzo finito in tragedia e sostiene, con il suo esame della documentazione processuale, che Re Cecconi venne ucciso senza aver pronunciato una parola[5].

Il figlio Stefano ha scritto un libro sulla vita del padre dal titolo “Lui era mio papà”, con la collaborazione di Sandro Di Loreto (casa editrice Reality Book).

Biografia

Re Cecconi era figlio di un muratore e cominciò in gioventù a lavorare come carrozziere assieme al cugino, giocando a calcio come hobby.

Carriera

Club

Muove i primi passi sul campo polveroso dell’oratorio di Sant’Ilario Milanese (Nerviano). Da agonista comincia a giocare a calcio nell’U.S.D. Aurora Cantalupo, passando poi alle giovanili della Pro Patria, con cui il 14 aprile 1968, esordisce in Serie C (Pro Patria-Messina 1-1). I capelli biondi gli valsero anche il soprannome di Cecconetzer, un gioco di parole sul nome del calciatore tedesco Günter Netzer, con cui c’era una spiccata somiglianza fisica.

L’anno dopo l’allenatore Carlo Regalia lo inserisce nella rosa dei titolari e coi lombardi disputa una stagione da leader, guidando il centrocampo e collezionando 33 presenze.

L’allenatore del Foggia Tommaso Maestrelli chiede e ottiene il giovane centrocampista, facendolo esordire all’11ª giornata del Campionato di Serie B 1969-70 contro il Perugia (gara vinta dai pugliesi per 2-0). La stagione è brillante e Luciano colleziona 14 presenze e 1 goal, ma soprattutto il Foggia conquista la promozione in Serie A. La stagione 1970-71 non è però delle migliori e il Foggia torna subito in Serie B.

Per il campionato cadetto 1971-72 giunge sulla panchina foggiana Ettore Puricelli, che assegna a Re Cecconi il ruolo di regista di centrocampo. Gioca un campionato al termine del quale Maestrelli, divenuto allenatore della Lazio, lo porta a Roma. Con 29 presenze e 1 goal, Re Cecconi si proietta tra i protagonisti del campionato 1972-73 che vede la Lazio giungere terza, ad appena 2 punti dalla Juventus campione d’Italia.

Re Cecconi in azione con la maglia della Lazio scudettata.

L’anno seguente il team di Maestrelli conquista il primo scudetto della sua storia. Re Cecconi, rimasto assente per 7 giornate verso metà campionato a causa di un infortunio, si erge comunque a protagonista, collezionando 2 goal in 23 presenze.

Nella stagione 1974-75 la Lazio non può prendere parte alla Coppa dei Campioni: a causa di una rissa scoppiata negli spogliatoi dell’Olimpico, dopo il ritorno dei sedicesimi di finale della Coppa UEFA dell’anno precedente contro l’Ipswich Town, il club biancoceleste subisce dall’UEFA la squalifica per 3 anni (poi ridotti a 1) dalle competizioni europee. Il campionato non è inoltre all’altezza delle aspettative e la Lazio non riesce a difendere il tricolore.

Il campionato 1975-76 è più difficile e la Lazio, anche a causa dell’addio forzato di mister Maestrelli e alle cessioni di molti dei pezzi pregiati (primo fra tutti Giorgio Chinaglia), rischia addirittura la retrocessione, ma grazie al miracoloso ritorno, seppur temporaneo, di Tommaso Maestrelli (morirà il 2 dicembre 1976 per un tumore al fegato), si salva per un soffio a fine stagione grazie ad una partita maestosa di Re Cecconi e ad una differenza reti migliore rispetto all’Ascoli. Re Cecconi gioca 25 partite, segnando 1 goal, e la Lazio si affida a lui e a Bruno Giordano in vista della stagione successiva.

Per il campionato 1976-77 giunge sulla panchina laziale Luis Vinicio. La Lazio debutta contro la Juventus (finita 2-3 per i bianconeri) all’Olimpico e Re Cecconi delizia i tifosi biancocelesti con un goal capolavoro, che sarà anche l’ultimo della sua carriera. Alla terza di campionato contro il Bologna, Re Cecconi subisce al 19′ un grave infortunio al ginocchio sinistro dopo un intervento del bolognese Tazio Roversi, che lo costringe ad uno stop di parecchi mesi.

Nazionale

Il responsabile della nazionale “under 23” Enzo Bearzot convoca Re Cecconi nella nazionale Under-23, con cui esordisce il 14 gennaio 1973 ad Ankara (Turchia-Italia 1-3). Nello stesso anno è convocato in nazionale A, rimanendo tra le riserve, per le amichevoli contro il Brasile a Roma e contro l’Inghilterra a Londra.

Re Cecconi in nazionale

Viene convocato da Ferruccio Valcareggi per l’avventura italiana ai Mondiali di calcio Germania Ovest 1974. L’esperienza è però amara, dato che la nazionale non supera il primo turno, ma in tale contesto il giovane Re Cecconi riesce a farsi apprezzare da tutto il gruppo non solo per le doti calcistiche, ma anche per le sue qualità umane e caratteriali.[1]

Le presenze in nazionale maggiore giungeranno comunque nello stesso anno: il nuovo commissario unico Fulvio Bernardini lo convoca per l’amichevole contro la Jugoslavia il 28 settembre a Zagabria (persa dagli azzurri per 1-0), dove Re Cecconi gioca tutta la partita, e successivamente per la gara in programma il 29 dicembre a Genova contro la Bulgaria (finita 0-0), nella quale entra nel secondo tempo al posto di Causio.

Nella cultura popolare

Re Cecconi è il titolo di una canzone dell’Orchestra Casadei, facente parte dell’album “Ciao mare” del 1973. Il romanzo “Ho visto un re” di Carlo D’Amicis (casa editrice Limina), uscito nel 1999 e ristampato nel 2012, è ispirato alla vita sportiva e personale di Re Cecconi. Il cantante Toni Malco gli ha dedicato la canzone “Un riflesso biondo”.

Statistiche

Presenze e reti nei club

StagioneSquadraCampionato
CompPresReti
1967-68Pro PatriaSerie C3
1968-69Serie C33
1969-70FoggiaSerie B14
1970-71Serie A261
1971-72Serie B34
1972-73LazioSerie A291
1973-74Serie A232
1974-75Serie A291
1975-76Serie A251
1976-77Serie A31

Cronologia presenze e reti in nazionale

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale – Italia Italia
DataCittàIn casaRisultatoOspitiCompetizioneRetiNote
28/09/1974ZagabriaJugoslavia Jugoslavia1 – 0Italia ItaliaAmichevole
29/12/1974GenovaItalia Italia0 – 0Bulgaria BulgariaAmichevole
TotalePresenze2Reti

Palmarès

Competizioni nazionali

  • Scudetto.svg Campionato italiano: 1
Lazio: 1973-1974

Altre competizioni

  • Campionato Under 23: 1
Lazio: 1973-1974
Informazioni su diego80 (1946 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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