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Storia di una fiaccolata (3^parte)

Lunedi 8 agosto – giorno 3

La sveglia è fissata alle 08:00, il gallo pure, ma è inutile, li batto entrambi… Ore 07:00 già in piedi e operativo. Attendiamo l’ora della colazione preparando le valige perché nel pomeriggio si parte per la prima tappa della fiaccolata. Ci avviamo verso l’ultima colazione Romana, come sempre abbondante.

Questa mattinata la usiamo per visitare, diciamo cosi: la Roma politica in modo più approfondito rispetto alla serata di domenica. Cosi, ritrovo ore 09:30, siamo partiti e come prima meta passiamo da Piazza Navona con la sua incantevole Fontana dei quattro fiumi sovrastata dall’Obelisco di Domiziano o Obelisco Agonale. Ci sono poi altre fontane: Fontana del Moro e Fontana del Nettuno, molto belle anch’esse.  Camminando siamo giunti a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica Italiana e l’omonima Piazza Madama, sempre presidiata dalle forze dell’ordine. Procedendo a passo incalzante siamo arrivati al Pantheon, monumento della Roma antica dedicato a tutte le divinità, poi convertito a Basilica Cristiana. Continuando con la nostra marcia giungiamo a Piazza Montecitorio dove è posto il famoso palazzo omonimo, sede della camera dei deputati della Repubblica Italiana, su un lato e sull’altro lato, adiacente a Piazza Colonna c’è Palazzo Chigi, sede del governo e residenza del presidente del consiglio della Repubblica Italiana. Poi, nel nostro costante incedere, visitiamo molto velocemente la Fontana di Trevi, di cui ho già scritto nella 2^ parte, per sopraggiungere al Palazzo del Quirinale, posto sopra il Colle Quirinale e si affaccia all’omonima piazza. Il palazzo del Quirinale è la residenza del Presidente della Repubblica Italiana. Dopo la visita al Quirinale raggiungiamo il pullman; direzione albergo per il nostro ultimo pranzo Romano. Oggi nel pomeriggio parte la fiaccolata.

Arrivati in albergo andiamo a pranzo con un pizzico di rammarico per via che dobbiamo partire ma anche con tanta voglia di vivere questa esperienza nel suo spirito. Terminiamo il pranzo per poi dirigerci nella splendida Chiesetta dell’albergo per celebrare la S. Messa, come sempre molto coinvolgente.

Ci siamo, ci siamo la prima tappa sta per partire… e allora tutti ci raduniamo fuori dall’albergo per salutare la squadra che affronterà la prima tappa che partirà da Roma, zona Farnesina, fino ad arrivare, in serata, a Bassano Romano in provincia di Viterbo dopo un percorso di 59,3 km.

Nel frattempo che la prima tappa è partita, la comitiva è restata ancora un attimo in albergo. Poi con uno schioccar di dita saliamo sul bus e pulmini vari e partiamo tutti in direzione Bassano Romano. Dopo circa un’ora e mezza, forse due, arriviamo a destinazione presso il Monastero di San Vincenzo Martire. Una volta terminate le operazioni di sbarco, le donne della cucina, si mettono subito all’opera per preparare la cena, intanto, alcuni di noi sistemano i tavoli in un androne vicino alla cucina, poi altre addette addobberanno le tavole. Nel tardo pomeriggio ci vengono consegnate le camere dove pernotteremo. Arriva l’ora di cena e piano piano tutti, chi a giocare a calcio, chi a carte, chi a leggere o semplicemente a zonzo per il Monastero, convergono verso le tavole imbandite.

Una cena a base di stelle al chiarore di luna.

Quasi terminata la cena facciamo la conoscenza con Padre Antonio o don Antonio, un monaco del monastero; sinceramente non ricordo che ruolo avesse all’interno della comunità monastica, però chè lèngua… … Adesso ricordo! Praticamente un tutto fare, qualsiasi cosa lui l’ha fatta. << Ho fatto di qui, ho fatto di là, poi di su, poi di giù>> e poi è andato monaco. Vero è che sapeva tante storie, ma chè lèngua scecc! Infatti nel bel mezzo di una sua conversazione con noi poveri mortali, l’abbiamo dovuto lasciare di corsa perché stava per arrivare la tappa partita nel primo pomeriggio da Roma Farnesina. Cosi corriamo fino all’ingresso del monastero, ci disponiamo su due file e non appena la squadra fa capolino al cancello partono applausi e cori vari. La prima tappa è andata. Nel frattempo che gli atleti arrivati si sistemano e mangiano le prelibatezze delle nostre cuoche, si prepara alla partenza la staffetta notturna che da Bassano Romano arriverà in mattinata a Montalto Marina per un totale di 74,2 km.

Tappa notturna, lunghettina ma al fresco; cita la scheda tappe.

La squadra che percorrerà la seconda tappa è pronta, il furgone della P.C. pure, allora ci sistemiamo all’uscita del monastero, sempre su due file e con un caloroso saluto diamo il via alla seconda tappa. Poi abbiamo un momento di “libertà” prima di radunarci all’ingresso della zona alloggi dove don Antonio ci farà visitare il monastero e racconterà molte, molte, molte cose. Rispondendo ad una sua domanda ho vinto anche un premio.

… … E parla e parla e parla… … e parla e parla e parla… … nonostante don Cesare gli abbia comunicato di essere breve; maaa, niente da fare. E parla e parla e parla… Oramai si pensava di pernottare all’interno della Chiesa. Poi alla fine don Cesare, vedendo l’ora fatta e la stanchezza sui nostri volti ha deciso di fare una preghiera conclusiva molto breve invece della lettera agli Ebrei (13,1-3) e del Vangelo secondo Luca (10,33-35) e infine la riflessione con preghiera finale, da lui preparati.

Dopo questa stramega assunzione di informazioni da parte di don Antonio e il cervello  un poco fumante , ce ne andiamo meritatamente in branda. Doccia fredda quasi gelata eee… Buona Notteee.


Martedì 9 agosto – giorno 4

Anche questo risveglio si contraddistingue per la luce solare che fiocca come non mai sulle palpebre ancora assonnate.

Un-due-tre e il risveglio vien da s’è.

Una volta in piedi e sistemati, riordiniamo le valigie, usciamo dalla stanza e le sistemiamo nella stiva del bus; pronti a partire, non prima d’aver fatto colazione e chiacchierato con don Antonio che aveva ancora qualcosa di scorta da dire e qualche dono da darci.

Terminata la fase colazione e chiacchiere saliamo sul pullman e pulmini vari e partiamo in direzione Marina di Grosseto, in Toscana a circa 150 km da Bassano Romano, dove nella Parrocchia di San Rocco, attenderemo la tappa della mattina che è partita da Montalto Marina in primissima mattinata e dopo 96,7 km arriverà appunto a Marina di Grosseto. La tappa è lunghettina ma ci sono dei tratti che si fanno sul pulmino visto che si passa sulla S.S. Aurelia, cita la scheda tappe.

Arrivata a Marina di Grosseto, la comitiva raggiunge la parrocchia di San Rocco a piedi, tra l’altro con vista sul mare, prendiamo possesso dei locali a noi adibiti e le donne cominciano a preparare il pranzo.

Sta per arrivare la tappa! Cosi tutti ci catapultiamo fuori, sul viale principale , ed accogliamo la squadra con un festoso oooooole e tanti applausi.

Ritorniamo all’area pranzo e buon appetito! Oggi panini a più non posso… Due paninazzi con  la cotoletta e posso dirmi soddisfatto. Nel frattempo tra un panino e l’altro si prepara alla partenza la squadra che affronterà la tappa del pomeriggio che da Marina di Grosseto giungerà in prima serata a Sant’Antimo, sempre in Toscana, per un totale di 80,4 km.

Finito il pranzo giunge il momento della partenza per la tappa del pomeriggio, cosi ci disponiamo su due file, fuori sul viale principale, e lanciamo la squadra verso Sant’Antimo. A dopo Ragazzi!

Una volta partita la quarta tappa sistemiamo i tavoli sul furgone, ci infiliamo il costume eee… tutti al mareee, tutti al mareee a mostrar le ciape chiare. Trascorriamo circa un paio d’ore di relax e divertimento tra mare e sole, proprio quello che ci voleva. Aaaa che botep…

Dopo una doccia veloce sulla spiaggia ci si ritrova presso la Chiesa della Parrocchia che ci ha ospitato per la Messa quotidiana.

Terminata la Messa ci raduniamo fuori dalla chiesa e attendiamo il pullman che ci porterà a Sant’Antimo, dove attenderemo l’arrivo della tappa del pomeriggio, saluteremo la tappa notturna e sosteremo sino a domattina. In realtà la destinazione è Montalcino, Sant’Antimo è il nome di un’abbazia che c’è nei dintorni al luogo dove pernotteremo.

Più ci addentriamo in terra Toscana e più mi sembra di non essere in Italia. Vedere le terre collinari cosi ordinate, con viti sistemate divinamente, erba tagliata minuziosamente anche ai bordi delle strade e il manto stradale in uno stato ottimale, insomma, sembrava d’esser in Svizzera o in Lussemburgo, in un sogno, in foto o cartoline di fattura celestiale. Ammaliato!

Come dicevo, dopo circa un’ora e mezza di bus arriviamo nei pressi dell’abbazia di Sant’Antimo, nel comune di Montalcino, si proprio quello dove fanno il Brunello di Montalcino e veniamo diretti verso la struttura che ci ospiterà. Una struttura semi interrata posta leggermente sopra la strada con vista sull’abbazia. Scarichiamo borse e borsoni e nell’attesa di sistemazione e dell’assegnazione delle brande si comincia a preparare per la cena. Nel frattempo c’è chi occupa l’attesa con attività varie, calcio e carte le principali.

Assegnate le brande e sistemato il sistemabile ci schieriamo sulla strada principale, su due lati, e con applausi e ooooooole abbracciamo la squadra giunta da Marina di Grosseto.

Poco dopo viene servita la cena, caronsei di sicuro e poi mi sembra polpette e del buon vino rosso. Salute! Quando si è in ottima compagnia il tempo trascorre che è una meraviglia e cosi in un batter d’occhio è già ora che parta la squadra che affronterà la quarta tappa, in notturna, che da Sant’Antimo, Montalcino, giungerà in primissima mattinata a Colle Val d’Elsa per un totale di 75,2 km. Cosi ci spostiamo sulla strada principale, salutiamo la squadra che piano piano s’inabissa nella notte stellata.

Torniamo alla zona della cena per finire e sistemare, ancora qualche chiacchiera e poi, causa levataccia alle ore 04:00, mi corico. Domattina ci attende la sesta tappa che da Colle di Val d’Elsa, dove troveremo quelli della tappa notturna, arriverà a Pontedera per un totale di 68,8 km.

Doccia…

Un bacio, due baci… eee, buona notte.

Per chi non avesse letto la parte prima e seconda eccovi i link:

Storia di una fiaccolata

Storia di una fiaccolata 2^ parte

 

 

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Informazioni su Author999 (31 Articoli)

Sono nato a Bergamo nel 1978; vivo a Brembilla con mia moglie e i miei due bellissimi bambini, dove sono cresciuto e dove lavoro come operaio. Sin da piccolo ho presentato una grande passione per la musica e dall’età di dodici anni ho iniziato a suonare il trombone a tiro, più tardi il basso elettrico. Questa mia passione si è poi, col tempo, arricchita da un’improvvisa ispirazione per la scrittura, che mi ha portato a condividere i pensieri, leggeri e pesanti e profondi che il buco nella mia anima ha portato a galla. Prima, però, benedico la pagina bianca che per prima ha sempre voluto, saputo e sempre saprà ascoltare i miei lamenti rimbombanti in labirinti di parole, amare ma dolci, basse ma alte, brevi ma infinite, nero su bianco ma coloratissime. Ha asciugato le lacrime della sofferenza.

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