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Il peso dell’abbandono. Quando le pietre raccontano.

Crosnello. Val Brembilla.

Resisto perché è quello che so fare meglio. Nasco dalla terra,nelle sue viscere sono stato schiacciato fino a comprimere ogni mia molecola,in un continuo movimento sono stato poi cacciato dai sul ventre.

Tu mi hai raccolto,mi hai girato e ritirato e poi? Ecco la mia storia, la tua storia, un sasso ecco quello che sono. Ora squadrato di un bel grigio chiaro, ma pur sempre un sasso. Non parlo certo,sono materia inerte, le tue emozioni parlano per me. Mi sono penetrare dentro, mi hai preso e lavorato, hai addomesticato la mia forma,reso unico. Il tuo sudore ha impregnato la mia superficie, non l’ho rifiutato, l’ho fatto mio, ho ceduto schegge grezze in cambio di una superficie liscia.

Questo esserti stato servo deve richiamare la tua attenzione, non aspettare il mio schianto al suolo perché, quando sarà, metterò tutta la forza del mio peso cosicché più forte sarà il rumore che farò, più la tua angoscia ed il tuo rimpianto dovranno essere grandi. La calce che ci unisce ormai si sta lavando via, il tetto è già crollato. Il legno d’altronde è corruttibile, una volta tolto dalla sua radice nella terra diventa debole e bisognoso di continue cure. A noi no, non succede.

Vediamo il tempo passare senza che lui si accorga di noi. Sappiamo e capiamo che te ne sei dovuto andare altrove per non morire di fame, perché le comodità sono la vittoria sulla fatica. Ma no, non ti perdoniamo perché ci hai abbandonato. Ora tutto è vuoto e buio, prima eravamo qualcosa, prima eravamo casa. Lo siamo stati per così tanto tempo che ci siamo illusi di poterlo essere per sempre.

Ti abbiamo protetto, dentro il nostro abbraccio abbiamo tenuto quel fuoco che ti ha scaldato negli inverni gelidi, come una fortezza abbiamo tenuto fuori freddo e paure, ci siamo riempiti delle tue emozioni, risate e pianti, ti abbiamo sentito gemere di piacere e di dolore. Ci hai innalzato verso il cielo, piccoli pezzi della terra attratti dalla luna, in un equilibrio non fatto di calcoli ma di speranza. Colpa nostra. Abbiamo dimenticato quello che sei, uomo che non vuoi memoria, perché non sai che fartene. Noi resisteremo, il nostro scopo è questo. Poi ritorneremo alla terra da dove ci avete cavato.

Torna, riprenditi cura di me, non farmi tornare solo un sasso. So che niente sarà come prima, ma ascolta le tue radici, guarda pure lontano ma senza scordare cda dove vieni. Dacci la speranza che ci sia ancora amore per questi luoghi.

Val Brembilla 2017

3 Commenti su Il peso dell’abbandono. Quando le pietre raccontano.

  1. Una delle tante contrade che mi sta più a cuore,un luogo fantastico che mi ha ispirato questo piccolo pensiero.

    Crosnèl

    Crosnello contrada disabitata di
    Brembilla, in fraz. Catremerio,
    sentiero 596 C.A.I. Pizzo Cerro

    Cuntrada desèrta de Crosnèl,
    dogana a quàter pass dal nòst cünfì,
    ‘n mèssa chel paradìs te sé ü gioièl
    bandunàt da l’óm al tò destì…

    Se ‘l sul l’aqua e ‘l vét
    a belasì i t’à cönsömàt;
    da quando l’è mancàt la tò zét,
    nóma lüna e stèle i t’à ninàt.

    Pö gna ün öss vèrt,
    sénsa pö ü fil de éta,
    tècc e mür ferìcc ‘n d’ ü desèrt
    e uramài sénsa cröéta.

    Se töte i tò prìde i pödèss parlà,
    ògn’ öna la poderèss cantà ‘na stòria,
    vivìda ‘n tép de misèria e poertà,
    ma che ‘nchö la serverèss per fa de memoria.

    CROSNELLO
    Contrada spopolata di Crosnello,
    dogana a quattro passi dal nostro confine,
    in mezzo quel paradiso sei un gioiello,
    lasciato dall’uomo al tuo destino…
    Se il sole l’acqua e il vento
    adagio ti hanno consumato,
    da quando è mancata la tua gente,
    solo luna e stelle t’ hanno cullato.
    Più un uscio aperto,
    senza più un filo di vita,
    tetti e muri scossi in un deserto,
    e ormai senza intonaci.
    Se tutte le tue pietre potessero parlare,
    ogn’una racconterebbe più di una storia,
    vissuta in momenti di miseria e povertà,
    ma che oggi servirebbe per fare memoria.

    Pellegrini Alessandro 2005

    • Ciao Sandro,
      E’ davvero emozionante. Con il tuo permesso prossimamente la vorrei includere e pubblicare nella raccolta di scritti e riflessioni dei nostri lettori.
      Omar

  2. certamente Omar,con piacere!

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