ULTIM'ORA

La vita uguale.

"L'enigma dell'ora" (Giorgio De Chirico)

…Cosa mai ti deve accadere di strano ancora, per convincerti che esiste qualcosa che sfugge al controllo della razionalità al “credo solo se tocco con mano” tipico del Tommaso dei vangeli cristiani, antesignano inconsapevole del pensiero empirico e razionale.

In questa contesa  ormai cronica tra  razionalità,   e qualcosa di indefinibile o che al massimo potrebbe chiamarsi istinto, oppure  inconscio, o semplicemente voglia di andare oltre il confine di ciò che è conosciuto ai sensi umani, si dibatteva di tanto in tanto, quando le occupazioni quotidiane del lavoro, del rifornimento al distributore, della spesa al supermercato, della giocata al superenalotto non lo tenevano occupato e protetto in un bozzolo rassicurante, come se il tempo e gli anni fossero fissi e immutabili.

Si, era bello per lui pensare che il tempo potesse essere solo quello presente, che il futuro potesse essere un continuo e comodo ripetersi del presente e che anche il passato magari fosse un presente già vissuto e da rivivere in continuazione; insomma, era consolatorio pensare al presente come riedizione del passato continua e illimitata, di una routine noiosa o stressante fin che si vuole ma fin troppo familiare per non tranquillizzante e sentircisi affezionato.

Ogni tanto una sensazione di sconforto e di impotenza si faceva strada, pensava ai ricordi lontani d’infanzia, a chi aveva conosciuto e non c’era più da tempo, ai nonni, agli zii, ad altre persone del borgo, a chi gli raccontava da piccolo che la vita è una ruota, seee una ruota! vallo a capire a otto dieci, dodici anni cos’è la vita che ruota, e se anche ci pensi la vedi ferma per te quella ruota, ha movimenti impercettibili ad occhio nudo come la lancetta delle ore di un orologio.

Ora invece, di tanto in tanto, quando non era occupato a giocare al superenalotto illudendosi di riuscire sempre a perpetrare il suo presente magari rendendolo ancora più comodo e divertente, quando non stava in macchina a radio accesa svagato e distratto dalle canzoni in voga al momento, pezzi dance, pop, rep, o altro che nemmeno lui sapeva catalogare, piacevoli e carezzevoli come i commenti degli intrattenitori anche loro calati nella quotidianità familiare tua o di tanti altri uomini qualunque che fanno colazione la mattina, che devono ancora una volta trovare parcheggio nelle ore di punta, che dialogano, che chiacchierano, che mettono a confronto la pizzeria con il ristorante cinese, tutto rigorosamente nel presente di oggi, che era di ieri e perbacco si tocchi pure ferro, anche di domani, lasciandoci dentro pure anche gli sbarchi dei clandestini, il Trump che sta arrivando o che è già arrivato e chissà cosa farà, l’Euro che è la rovina, la Commissione Eurpea, la BCE… che sia il bene? Che sia il male?

Ma si in fondo chissenefrega l’importante che sia sempre il presente, che fu di ieri, che è di oggi e che toccando ferro sarà anche di domani.

(Pier 59)

Rispondi

UA-76292238-1
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: