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Riccardo Cucchi e quel calcio romantico di una volta

Oggi è stato il canto del cigno di un apprezzato radiocronista di Tutto il calcio Minuto per minuto: Riccardo Cucchi ha effettuato la sua ultima radiocronaca, commentando il successo dell’Inter sull’Empoli Addio all’ultima voce della radio che ci ricorda ancora i tempi delle partite quasi tutte in contemporanea, avendo debuttato come prima voce nel 1994, sostituendo un totem come Sandro Ciotti. Ha raccontato per vent’anni le partite della Nazionale (indimenticabile il mondiale del 2006, in particolare la semifinale con la Germania in cui perse il suo proverbiale aplomb e la sua garbatezza lasciandosi andare alle emozioni, ma anche il racconto dei rigori della finale).

Nella sua carriera molti scudetti raccontati in diretta, l’ultimo il 25 aprile scorso, quando annunciò il matematico scudetto della Juventus dopo il successo della Roma sul Napoli. Proprio oggi  Cucchi ha dichiarato di essere sempre stato tifoso laziale.

Ma subito Riccardo mi ha fatto tornare alla mente quel calcio romantico che seguivo ad inizio degli anni ’90. Io nel mio piccolo, nelle mie emittenti lombarde, da Quì studio a voi stadio, la mitica trasmissione di Telelombardia con Giorgio Micheletti e Tony Damascelli (prima dell’evento di Fabio Ravezzani), allora simbolo di un calcio pulito e di una cronaca sportiva fatta di passione e cultura. Bastava un conduttore, un opinionista, diversi inviati dai campi ed i risultati aggiornati, con l’unica zavorra della pubblicità, veramente tanta, spesso comunque interrotta per aggiornamenti sui gol.

Giorgio Micheletti nel 1995

Da cui contraltava anche Novastadio, su Telenova, condotta da Pinuccio del Menico. Non c’erano i diritti televisivi e le pay tv che trasmettevano ogni gara. Poi con la nascita di Quelli che il calcio (stagione 1993/94), arrivò qualcosa di innovativo, il calcio misto all’intrattenimento, con le voci dei radiocronisti che arrivarono per la prima volta in Tv. Una formula vincente che mi convinse ad abbandonare le vecchie Tv locali ( e Quelli che… nella celestiale conduzione di Batoletti-Fazio-Sassi non aveva pubblicità, se non tra primo e secondo tempo, come al cinema) per affezionarmi a suor paola, Idris, Takeide Sano, MAGM Buscemi (un po’ mi sono ispirato a lui…). Poi col campionato sempre più spezzatino, le dirette televisive persero quella genuinità (anche perchè le tv locali, alla quale si aggiunse anche Telecity-7 Gold, introdussero l’immagine del telecronista tifoso come Tiziano Crudeli, Claudio Zuliani o Filippo Tramontana, dando l’impressione di essere un po’ troppo forzati e tendere più allo spettacolo che alla passione) e la radio è rimasta l’unica alternativa al calcio televisivo, con ogni partita seguita in diretta, a qualsiasi giorno, qualsiasi fascia oraria, riducendo il panorama della domenica pomeriggio ad una manciata di partite, spesso neppure le più importanti. E Cucchi con i suoi colleghi radiofonici (in primis Repice, rimasto l’unica punta di diamante di Rai sport radiocronache, senza nulla togliere agli altri bravissimi colleghi) è riuscito a rimanere uno dei pochi baluardi delle emozioni sentite e non viste.

Bartoletti, Fazio, Sassi, un tris vincente dei pomeriggi prima di rai 3, poi di rai 2

Informazioni su diego80 (1946 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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2 Commenti su Riccardo Cucchi e quel calcio romantico di una volta

  1. Complimenti a VBTV per aver ricordato la storia di un bravo cronista e per aver fatto riemergere dolci ricordi. Micheletti col suo pionieristico QSVS, il suo stile asciutto, pochi fronzoli, tanta passione. Lì si fecero le ossa Gianluca Rossi, Mauro Suma. La lavagna con le calamite per far vedere in anteprima le segnature e le azioni più pericolose. Non certo HD ma che passione. Io mi ricordo sognante appeso ai sogni che goggiolavano dalla radiolina all’udire :<>. Ed io ad immaginarmi nell’attesa di 90 esimo minuto la fatale bomba capace di uccellare quel ragno di Lorieri. Brava VBTV!

    • Grazie mille, Luigi. Nel fare il correttore di bozze, ho notato il bellissimo commento e la ringrazio per le parole di stima. QSVS, se non ricordo male, vide i primi passi anche di un giovane Mino Taveri, e credo di ricordarmi anche qualche cronaca da Parma di Pier Paolo Cattozzi, stimanto giornalista Rai (non vorrei fare confusione con Quelli che il calcio…mi perdoni!) E si ricorderà anche il famoso orologio cronometro che era sponsor della trasmissione di Telelombardia! Bei tempi quelli di Lorieri, me lo ricordo ad Ascoli, anche se fisicamente mi ricorda un certo Schettino… a volte mi capita ancora di seguire le Tv locali in occasione dei turni infrasettimanali, una delle poche volte in cui ci sono ancora diverse partite in contemporanea, anche se ritengo e ribadisco che l’introduzione del telecronista fazioso abbia un po’ snaturato il vecchio spirito di quelle romantiche dirette…

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