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Sanremo 2017: Italiani, popolo di…scimmie?

Il trionfo del leggero e trash sul sociale e l'impegnato. Saremo continua la tradizione delle canzonette "usa e getta".

“Occidentali” non identifica l’occidente geografico o l’uomo occidentale, ma il modello culturale occidentale e gli effetti sull’uomo contemporaneo. Occidentali’s Karma è uno spaccato sulla contemporaneità. Le nostre azioni, le nostre scelte, tracciano quello che possiamo chiamare destino o Karma. Protagonista è l’uomo, che, pur presentandosi in giacca e cravatta, non sembra essere tanto cambiato dal suo progenitore che viveva nelle caverne e che, spogliato delle sue sovrastrutture, si presenta per quello che è, ovvero una scimmia nuda.

da www.mbmusic.it

Essere o dover essere
Il dubbio amletico

Francesco Gabbani. Magari leggere il suo nome tra i vincitori di Sanremo potrà far storcere il naso a molti. Il signor nessuno a cui basta presentarsi sul palco con uno scimmione, agitare le mani e portare un motivetto che rispecchia i canoni sanremesi: dev’essere capito subito da tutti e non essere troppo impegnativo. E Gabbani rappresenta le caratteristiche del personaggio: non è un sex symbol, ma ha presenza scenica la faccia tosta quanto basta per imporsi musicalmente. E poi non viene dai talent, ma si è fatto da solo, vincendo prima i giovani, poi i big, tutto in 13 mesi. Meglio di Aleandro Baldi, che vinse tra i giovani con “Non amarmi” nel 1992 con Francesca Alotta e dopo due anni da solo, o come Eros Ramazzotti, che vinse nel 1984 tra i Giovani e nel 1986 tra i Big. Solo Annalisa Minetti nel 1998 vinse entrambe le categorie nel giro di due sere, a quello resterà un record difficilmente eguagliabile. Gabbani è di Carrara, classe 1982, quindi a 34 anni ( i 35 li compirà solo il 9 settembre) ha l’età giusta per diventare qualcuno. Dopo “Amen”, la canzone simpatica che trionfò nel 2016 tra i giovani, Gabbani si è affidato ad un testo che magari potrà sembrare illogico, ma da una sterzata a dei brani che, a mio avviso, nonostante trattino tematiche forti (come quelle di Meta e Moro) sono sorretti spesso da una struttura musicale povera: ovvero, prendi due note e ci fai poggiare l’intera parte melodica. Risultato: testi anche discreti, ma canzoni troppo piatte. Forse il concetto sanremese si basa su questo. I maligni potrebbero insinuare che gli italiani hanno preferito una scimmia a testi poetici o di denuncia sociale, ma forse gli italiani lo hanno scelto perchè un po’ si identificano nel personaggio della scimmia. E in qualcosa di allegro in cui battere le mani. E gli “urlatori” sempre alla sbarra, da dove escono le scimmie. La scimmia nuda balla….

Ha davvero rischiato di vincere anche la Mannoia. Favorita alla vigilia, ha rischiato di far proseguire la tradizione “vintage”, come già successo l’anno scorso con gli Stadio, o nel 2011 con vecchioni. Un inno alla vita, da adorare, bella o brutta che sia.

Quante volte ho rovesciato la clessidra
Questo tempo non è sabbia ma è la vita che passa che passa.
Che sia benedetta
Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta
Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta
Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta
Tenersela stretta

Di certo la rossa cantante si è rilanciata dopo gli acuti di “Quello che le donne non dicono”, “Il cielo d’Irlanda” o “Il tempo non torna più”. La vittoria sanremese avrebbe culminato una carriera sempre in primo piano, visto che anche tuttora continuava a regalarci nuove interpretazioni e numerose collaborazioni. e a Sanremo non tornava da svariati anni, ventinove per l’esattezza.

Terzo l’albanese ma ormai italiano d’adozione Ermal Meta. Ex componente del gruppo La fame di Camilla, Ermal è noto più dietro le quinte grazie a diversi pezzi firmati da lui per artisti come Annalisa, Chiara, Emma. Il suo pezzo di denuncia ha vinto il Premio della Critica, insignito d’abitudine ai testi più “chiacchierati”. Inno contro la violenza sulle donne.

“A differenza di quello che si può pensare dal titolo, Vietato morire è un inno alla vita, ma anche una canzone di protesta nei confronti di chi la vita cerca di annientarla in nome di un amore che tutto è tranne quello». Parla di una violenza. «L’amore vero non lascia lividi in faccia, al massimo sul cuore. Imparare a disobbedire è il primo passo per allontanarsi dalla solitudine che questa violenza genera” (da Corriere della Sera).

Tutti mi chiedevano in coro
Come mai avessi un occhio nero
La tua collana con la pietra magica
Io la stringevo per portarti via di là
E la paura frantumava i pensieri
Che alle ossa ci pensavano gli altri
E la fatica che hai dovuto fare
Da un libro di odio ad insegnarmi l’amore

Si sa come le canzoni “impegnate” difficilmente trionfno a Sanremo. Non ce la fece Faletti con “Signor tenente”, non ce la fece Povia con “Luca era gay” o “La verità”. Nek non trionfò con “In te” che molta critica ha stroncato. Ermal ha portato un testo forte, anche se musicalmente ricorda “Pensa”, di Fabrizio Moro, trionfatrice tra i Giovani nell’edizione 2007.

 

I GRANDI DELUSI – Fabrizio Moro aveva un pezzo candidato almeno al podio. Parlava di depressione, di una situazione difficile a cui paragona ad una prigione chiedendo aiuto alla figlia. Settima. Testo profondo, ma non abbastanza compreso dall’italiano medio. A 10 anni da Pensa, meritava di più.

Sergio Sylvestre, voce soul e stazza da lottatore. Ha portato un pezzo scritto insieme a Giorgia, che molti davano tra i papabili vincitori. Il sesto posto finale non rispecchia certo  la sua situazione, anche se il meglio di se lo da nelle interpretazioni in inglese. Merita di riprovarci, ma credo abbia bisogno di poco. E’ il primo “talent” nella classifica.

Albano ha partecipato in extremis al festival. Colpito da infarto in autunno, grazie ad un intervento rapido al cuore ha potuto partecipare grazie all’ok dei medici. Ma la giuria non ha avuto pietà, e lo ha eliminato nella serata di venerdì. Per rimediare, gli è stato insignito un premio speciale per gli arrangiamenti. Che è quasi come buttarti fuori di casa e richiamarti per darti una collana che ti sei dimenticato. “Mi hanno svegliato di notte per dirmi che mi avevano eliminato, pensavo fosse uno scherzo” ha dichiarato proprio stamattina a Tiberio Timperi su Rai 1. E poi “Penso che il presidente della giuria popolare debba farsi una bella visita otorinolaringoiatra” Fuori anche Gigi  d’Alessio, Giusy Ferreri e Ron, tra i nomi più in vista.

Infine, tra le tante canzonette, una che mi ha colpito, orecchiabilissima e radiofonica. L’ha cantata Lodovica Comello, ovvero il simbolo del “ma tu chi sei per essere tra i big?”. Ma la giovane friulana, stellina del musical argentino “Violetta”, ha portato un  pezzo che ricorderanno in pochi, ma in radio potrebbe venir fuori in estate. Un bel motivetto da compianto Festivalbar.

PiazzamentoArtistaCanzoneAutori
1
Francesco GabbaniOccidentali’s KarmaFrancesco Gabbani, Filippo Gabbani, Fabio Ilacqua, Luca Chiaravalli
2Fiorella MannoiaChe sia benedettaErika Mineo, Salvatore Mineo
3Ermal MetaVietato morireErmal Meta
4Michele BraviIl diario degli erroriFederica Abbate, Giuseppe Anastasi, Cheope
5Paola TurciFatti bella per tePaola Turci, Giulia Anania, Luca Chiaravalli, Davide Simonetta
6Sergio SylvestreCon teGiorgia Todrani, Stefano Maiuolo, Sergio Sylvestre
7Fabrizio MoroPortami viaFabrizio Mobrici, Roberto Cardelli
8ElodieTutta colpa miaEmma Marrone, Oscar Angiuli, Giovanni Pollex, Francesco Cianciola
9Bianca AtzeiOra esisti solo tuFrancesco Silvestre
10SamuelVedraiSamuel Umberto Romano, Riccardo Onori, Christian “Noochie” Rigano
11Michele ZarrilloMani nelle maniMichele Zarrillo, Giampiero Artegiani
12Lodovica ComelloIl cielo non mi bastaFederica Abbate, Antonino Di Martino, Dario Faini, Fabrizio Ferraguzzo
13Marco MasiniSpostato di un secondoMarco Masini, Diego Calvetti, Sergio Vallarino
14ChiaraNessun posto è casa miaNiccolò Verrienti, Carlo Verrienti
15Alessio BernabeiNel mezzo di un applausoRoberto Casalino, Dario Faini, Vanni Casagrande
16ClementinoRagazzi fuoriClemente Maccaro, Fabio Bartolo Rizzo, Pablo Miguel Lombroni Capalbo, Stefano Tognini
EliminatiGigi D’AlessioLa prima stellaLuigi D’Alessio
Al BanoDi rose e di spineMaurizio Fabrizio, Katia Astarita, Albano Carrisi
RonL’ottava meravigliaRosalino Cellamare, Mattia Del Forno, Francesco Caprara, Emiliano Mangia
Giusy FerreriFa talmente malePaolo Catalano, Fabio Clemente, Roberto Casalino, Alessandro Merli
Raige e Giulia LuziTogliamoci la vogliaAlex Vella, Antonio Iammarino, Luca Chiaravalli, Sergio Vallarino
Nesli e Alice PabaDo retta a teFrancesco Tarducci, Orazio Grillo

Nuove Proposte

Ha vinto Lele, Raffaele Esposito (Pollena Trocchia, Napoli, 23 dicembre 1996) altro proveniente dalla scuderia di Amici, nonchè fidanzato di Elodie, tra i big in gara.

PosizioneArtistaCanzoneAutori
1LeleOra maiRaffaele Esposito, Rory Di Benedetto, Rosario Canale
2MaldestroCanzone per FedericaAntonio Prestieri
3Francesco GuastiUniversoFrancesco Guasti, Maurizio Musumeci, Francesco Ciccotti
4Leonardo LamacchiaCiò che restaMauro Lusini, Giovanni Pollex
EliminatiValeria FarinacciInsiemeGiuseppe Anastasi
Tommaso PiniCose che danno ansiaAndrea Amati, Tommaso Pini, Andrea Francesca Dall’Ora
Marianne MirageLe canzoni fanno maleKaballà, Francesco Bianconi
BraschiNel mare ci sono i coccodrilliFederico Braschi, Massimo Marches

GRUPPI E VALLETTE – CIAO – E’ stato il primo festival senza neppure un gruppo musicale in gara tra i big, strana esclusione per le band. Anche le vallette sono sparite. Niente Miriam Leone e Chiara Ferragni, come erano state annunciate. Maria e Filippi se le è portate via tutte, nel trionfo del terzo anno dell’era Conti, con share dal 46 al 50 %

Informazioni su diego80 (1949 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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