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Osterie e taverne di ieri e di oggi – Stalù, Cadelfoglia

All’inizio del XX secolo il trasporto delle merci verso le contrade di Brembilla o la stazione del treno dei Ponti veniva svolto da un buon numero di cavalli o muli. Fu necessario dunque dotarsi di strutture che fornissero un adeguato ricovero agli animali e servissero da rimessaggio delle merci, per lo più legname e carbone provenienti dalle frazioni; il più importante fabbricato di questo tipo in paese si trovava a Cadelfoglia ed era chiamato STALÙ che tradotto significa “stallazzo” o “stallaggio”.

L’osteria dello Stalù negli anni ’60.

Questo fabbricato era suddiviso tra più proprietari e una buona parte di questo complesso che includeva anche la trattoria, fu affittato nei primi anni ’20 a Battista. LOCATELLI che poté realizzare il suo progetto grazie al denaro guadagnato come emigrante negli Stati Uniti.

Esterno dello Stalù negli anni ’20

Battista, sposato con Caterina BUSI, ebbe due figli che davano una mano nelle attività, ma nel 1926 la serenità familiare fu funestata dalla tragica morte del capofamiglia, annegato mentre stava pescando in prossimità di Foppa Calda. Così mamma Caterina con i figli di 13 e 16 anni dovette affrontare il pesante compito di gestire la trattoria e la rimessa; inoltre era da terminare la costruzione della nuova casa ma, come capitava spesso a quei tempi, le vedove non avevano sostegni economici dallo Stato e tante volte ci si risposava subito per tirare avanti; così Caterina si sposò con il GIOANÙ unione che le permise di proseguire le sue attività.

Nei primi anni ’30 la famiglia si trasferì nella nuova casa dove era annessa la trattoria e poco dopo si sposarono i figli che si divisero la gestione delle attività: Battista prese in gestione il negozio con la privativa e la rimessa, mentre Giuseppe ritirò la trattoria.

La trattoria era sempre aperta e in inverno gli emigranti che tornavano per il periodo di ferie vi trascorrevano giornate intere a giocare a carte e a bere, mentre d’estate era frequentata da turisti che trascorrevano a Brembilla le vacanze per le cure termali alla Fonte Solforosa. A volte Giuseppe, nel periodo invernale, si assentava anche per una settimana intera, impegnato nelle frazioni del paese a fare il norcino, ma gli capitava anche di venire chiamato a cucinare pranzi di nozze in casa degli sposi (oggi questo servizio di ristorazione a domicilio viene chiamato catering, e come si può intuire, non è propriamente una novità) mentre la moglie, Angela Musitelli, si occupava con abile padronanza della trattoria, anche nei quattro anni di assenza del marito impegnato in guerra. Nelle adiacenze della trattoria c’era un piccolo cortile dove si allevavano conigli, galline e ovviamente i maiali vittime sacrificali per prelibati salumi come pancette, cotechini, salami, lardo e perfino la testina; si potevano anche gustare, casoncelli, sottaceti, frattaglie, la panada e la corada cioè il polmone cotto. Per un po’ di anni si serviva il pranzo nei giorni feriali ad alcuni operai occupati nelle fabbriche vicine, svolgendo un’attività simile alle odierne mense.

Per fortuna a dare man forte nel locale, soprattutto di domenica, c’era la figlia Rina, che aiutava anche in cucina. Dopo la messa giungevano gli habitué dell’aperitivo e nel pomeriggio frotte di giovani prendevano d’assedio il juke-box che li scatenava nel ballo fino a sera, non mancava anche la musica dal vivo con la fisarmonica del virtuoso Giovanni GENINI, anche se quei momenti di allegria e spensieratezza furono severamente redarguiti dal parroco al punto che la proprietaria si prese un bella strigliata perché a quei tempi il ballare era considerato immorale e peccaminoso; ma nonostante tutto si proseguì fino a quando si dimostrò che le accuse di licenziosità erano infondate. Una volta ci fu addirittura la “visita” dei carabinieri venuti a verificare l’innocenza dello stile delle danze.

Rina locatelli mentre vende il gelato anni ’50

 

La chiusura della trattoria avvenne nel 1980, dopo che per qualche anno era stata gestita per un periodo da Battista con la moglie Meri, e infine da Adriano MUSITELLI. Attualmente il locale, in via Francesco Gervasoni, adiacente ad una pizzeria d’asporto, è chiuso, dopo essere stato sede della ditta di produzione utensili per torneria del legno CUPIL, di Matteo Locatelli.

 

Credit by Oliviero Carminati.

Informazioni su diego80 (1946 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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