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Osterie e taverne di ieri e di oggi – Bar pizzeria Rinaldi “Bùrtol”

La famiglia Rinaldi gestisce ormai da più di sessant’anni lo storico esercizio in via Rizzi, al bivio con via Valletta, a Brembilla.

In precedenza però si susseguì una serie di altri gestori tra cui un certo Santino Rigamonti di origini piemontesi e la famiglia degli “Zopecc” che mandò avanti un’osteria fino alla Seconda guerra mondiale pagando un affitto alla famiglia Musitelli, una famiglia originaria di Brembilla trasferitasi a Parigi; tra le proprietà mantenute nel paese di origine vi era proprio lo stabile di via Rizzi che nel tempo avevano affidato a diversi affittuari.

Alla fine degli anni ’40 però la famiglia Rinaldi si accordò con i Musitelli e acquistò l’intera costruzione.

Inizialmente l’attività era basata su una trattoria, gestita dalla signora Maria Salvi, e su una macelleria che era gestita dalla sorella.

Il signor Bortolo invece faceva da sovrintendente, seguendo i bisogni di una e dell’altra attività: si occupava del bestiame e della sua macellazione, acquistava il vino e tutto ciò che serviva in trattoria ecc.

La signora Maria si occupava personalmente della preparazione del cibo: casoncelli, qualche taglio di carne della macelleria e l’immancabile trippa.

La domenica, prima di entrare in chiesa per la funzione del mattino, la trattoria si affollava di uomini che iniziavano la giornata ben prima dell’alba con una scodella di trippa fumante, una michetta e mezzo litro di vino rosso. Il pane veniva fatto a piccoli pezzi e poi messo nella scodella con la trippa, quando la zuppa diventava troppo “spessa” veniva aggiunto vino fino alla consistenza desiderata .

Questo rito era riservato ai soli uomini poiché era ritenuto sconveniente per le donne intrattenersi in osteria. Queste allora aspettavano pazientemente i mariti per strada, fuori dalla trattoria.

Le osterie tuttavia avevano anche un ruolo “sociale”, e ne sono un esempio i tornei di bocce, bigliardo, carte che impegnavano varie osterie brembillesi e vari avventori per diversi mesi, prima che venisse decretato il vincitore. Pure l’osteria Rinaldi rientrava in questo circuito.

Il locale era ben frequentato anche durante la settimana, infatti operai, viaggiatori e gli ambulanti del mercato comunale (che si teneva allora con scadenza bi-settimanale al giovedì) trovavano dalla signora Maria un luogo accogliente dove il vitto era buono, abbondante e poco costoso.

I figli maggiori Pina e Antonio dopo la scuola aiutavano la mamma nel servire ai tavoli e nel rigovernare la sala. Armati di acqua, segatura e scopa facevano risplendere i pavimenti come nemmeno i moderni detersivi e acidi saprebbero fare.

Amici fuori dalla trattoria Rinaldi, anni’40

La gestione del locale proseguì così fino all’incirca al 1958 quando la signora Maria si ammalò per poi morire nel 1961.

Allora i figli Pina e Antonio si diedero da fare insieme al padre per proseguire nell’attività della mamma.

La storia della macelleria segue in modo parallelo quella della trattoria.

La sorella della signora Maria portò avanti per anni la rivendita di carne poi quando si ammalò, l’esercizio venne affittato per circa un paio di anni al macellaio dei ponti di Sedrina il famoso “papà dei poveri”.

Successivamente subentrò il signor Gariboldi che proseguì nell’attività fino alla sua morte e alla definitiva chiusura della macelleria.

 

Per l’osteria, invece, nel 1972, visto che i figli maggiori Pina e Antonio avevano messo su famiglia e intrapreso strade diverse, il figlio minore Paolo subentrò nella gestione dell’attività e trasformò la trattoria in un più moderno bar.

Precorrendo i tempi fece eseguire dei lavori di ammodernamento e ampliamento dei locali e decise di provare a cucinare personalmente la pizza.

A Brembilla la pizza era una vera novità e, per farsi le ossa, Paolo per un certo periodo prestò servizio, senza essere retribuito, presso una pizzeria di San Pellegrino Terme dove rubò i primi rudimenti del mestiere e poi di lì a poco fece il grande passo e costruendo un forno a legna, tuttora in uso e funzionante, e un’ampia e accogliente sala pizzeria.

Al bancone una giovanissima Maria Gualandris, la moglie di Paolo

Presso il bar Rinaldi è stato fondato il primo Club Amici dell’Atalanta del paese, nei primi anni ’70, che organizzava anche trasferte per seguire i nerazzurri. Poi quando anche a Cadelfoglia è stato aperto un secondo fan club, l’oste Paolo Rinaldi ha deciso di chiudere quello da lui ospitato.

Un altro primato del bar Rinaldi è stato l’installazione del primo videogioco arrivato in un locale pubblico a Brembilla. Era il famoso Space Invaders che giunse in paese nei primissimi anni ’80.

Il bar pizzeria Rinaldi, dopo due ristrutturazioni, nel 1981 e nel 1994, prosegue tuttora la sua gloriosa storia.

L’esercizio è stato tra i primi a trasmettere le partite di calcio in TV, soprattutto per il folto gruppo di appassionati della Juventus (squadra del figlio maggiore Daniele, che attualmente aiuta i genitori nel weekend nel ruolo di pizzaiolo), che hanno affollato le sale dal 1999 al 2006. Poi, dopo l’avvento del digitale terrestre tra i privati, che ha causato il drastico calo degli spettatori, il bar ha cessato la trasmissione delle partite in Tv a fine del 2010.

Da qualche anno il bar dispone di un vecchio juke box, ancora perfettamente funzionante, in cui i clienti della pizzeria si possono intrattenere musicalmente nel fine settimana.

Paolo Rinaldi durante un’escursione a Grumello, un martedì di febbraio 2016, giorno di chiusura pomeridiana del bar, immortalato dall’autore dell’articolo.

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Informazioni su diego80 (1946 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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