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Quando principesse si nasce, ovvero la storia di una stella.

La recente scoperta della Nasa dei sette pianeti attorno alla stella denominata “Trappist 1”, caricata di molta enfasi dai notiziari appena diffusasi, al punto che non solo le radio salottiere che abitualmente si ascoltano stando in macchina in coda al traffico, ma anche notiziari di grande credito come il TG del buon Mentana, la sera stessa del giorno in cui veniva divulgata la notizia  anticipata da enigmatici annunci della Nasa, sconosciuti ai più, come di un imminente evento scientifico di portata epocale, al punto che qualcuno si chiedeva quale evento fosse in imminente arrivo: un meteorite in rotta verso la terra, oddio che sfiga! facciamo provviste e scaviamoci un bunker d’emergenza; oppure, astronavi o segnali alieni captati nel profondo dello spazio: saranno intercettazioni autorizzate? o mica staremo facendo i guardoni ascoltando le effusioni amorose di qualche coppietta marziana! Oppure a chissà quale altra notizia la Nasa, con fare un po’ sadico ci stava preparando, lasciandoci intanto nell’angoscia e nella trepidazione.

La sera stessa appunto, il Mentana della Sette che da buon giornalista non ci vuole far mancare nulla, nel suo solito stile affabile e rassicurante che non da solo notizie, ma di più, elargisce anche commenti e consigli intrisi ovviamente di buon senso e saggezza, dava come primo annuncio al TG delle 20 prima ancora di parlare di scissioni politiche sciagurate e ormai imminenti come un meteorite dagli effetti catastrofici, di “famostostadio” e consimili cose, delle gaffe del Superpresidente Trump, ancor prima di tutto ciò, con aria serafica e beata, molto intonata a temi celesti diceva che: la Nasa annuncia di avere scoperto sette nuovi pianeti e che pertanto forse esiste una seconda o terza o quarta terra a 40 anni luce da noi, roteante con altre in un allegro girotondo attorno ad una stella che è “nana” e rossa.

Magnifico, fantastico, ora che si sa che forse abbiamo dei mondi apparentati o apparentabili alla nostra vecchia terra che faremo mai, continueranno le ricerche con i mezzi che in futuro costruiremo, telescopi più potenti degli attuali, in grado non di vedere ma di rilevare in modo indiretto la natura fisica di questi pianeti, la presenza di una atmosfera e che tipo di atmosfera se fatta di metano, ossigeno, se la loro massa è composta da rocce acqua o chissà cos’altro, insomma non li vedremo mai in modo nitido come guardare la luna, ma potremo dedurre tantissime cose da tracce, segnali, disturbi e anomalie che i corpi celesti e la materia di cui è composto l’universo  trasmettono attraverso lo spazio, elementi che abbiamo imparato a decifrare e che ci permettono di conoscere sempre più cose e informazioni.

 

 

Volendo metterla in tono semiserio, impossibile non vedere come ci siano poi  tutti gli ingredienti per la riedizione di una famosa favola, magari a ruoli e caratteristiche invertite, ma come già qualcuno ha osservato ironicamente, la storiella di Biancaneve pare proprio assomigliargli almeno nel lieto fine, purtroppo lei è diventata nana e i suoi sette amici  allegramente le ballano attorno, non li chiameremo  più nani, anche se rispetto a lei effettivamente lo sono perché facendo due conti, se la terra è cento volte più piccola del nostro sole, che è come mettere a confronto un granello di pepe con una palla da basket, se la “nana” rossa è dieci volte più piccola del sole, è pur sempre dieci volte più grande della terra ovvero come confrontare un mandarino rispetto al grano di pepe, c’è da sperare che i sette allegri pianeti che magari per restare in tema si potrebbero chiamare: Girolo, Tondolo, Discolo, Rotolo, Pendolo, Trottolo e Fusolo, non prendano in giro la rossa stella Biancaneve, rossa perché più fredda, piccola e vecchia di tante colleghe della galassia calde e grandi mille volte più del sole, e che, strano destino in questa riedizione della favola, i sette nani barbuti sembrano giovani promesse planetarie portatrici di vita biologica in evoluzione in un cosmo altrimenti angosciosamente desolato, alimentati dal calore tiepido e materno di una Biancaneve un tempo bianca e splendente, ora ormai vecchiarella, nana, di cui c’ è poco da lustrarsi gli occhi, ma ricca di quella dignità e fascino che solo i suoi miliardi di anni di lunga vita possono dare.

(Pier59)

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