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Dino Zoff, i 75 anni di una leggenda

Nella sua vita le ha sperimentate tutte, dopo essere stato un grande campione tra i pali: allenatore, commissario tecnico, dirigente sportivo, presidente.  Ha vinto un mondiale di calcio a 40 anni suonati, ha legato per la maggiore la sua carriera alla Juve, vincendo molti scudetti ed una coppa Uefa da giocatore e due trofei in una stagione a allenatore. Da dirigente i è legato maggiormente alla Lazio, di cui ha anche rivestito il ruolo di presidente, mentre con la nazionale, ct dal 1998 al 2000, ha sfiorato il successo ad Euro 2000, perendo una finale che sembrava già vinta. Shivo, taciturno e non certo un grande oratore, detiene ancora tuttora il record d’imbarribilità di un portiere della nazionale italiana.  Ma vediamo l’esauriente scheda wikipediana, nella giornata dei suoi 75 anni d’età. Auguri, grande mito!

 

Dino Zoff (Mariano del Friuli, 28 febbraio 1942) è un allenatore di calcio, dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere. Campione europeo nel 1968 e campione mondiale nel 1982 con la nazionale italiana, che ha anche allenato dal 1998 al 2000.

Considerato uno dei più grandi portieri nella storia del calcio, legò la propria attività calcistica principalmente alla Juventus, squadra in cui militò per undici anni a cavallo degli anni 1970 e 1980, senza mai saltare una partita di campionato; con i bianconeri collezionò 479 presenze (330 in Serie A), vincendo sei campionati italiani, due Coppe Italia e una Coppa UEFA, e disputò due finali di Coppa dei Campioni e una di Coppa Intercontinentale. Zoff formò – insieme al libero Gaetano Scirea e ai terzini Claudio Gentile e Antonio Cabrini, tutti e tre compagni di squadra e nazionale – una delle migliori linee difensive nella storia della disciplina.[8]

È il vincitore più anziano della Coppa del mondo, conquistata nel 1982 all’età di quarant’anni, come capitano dell’Italia;[9] è inoltre l’unico giocatore italiano ad aver ottenuto il titolo sia di campione europeo che del mondo, a livello di nazionale. Sempre in azzurro detiene il record mondiale d’imbattibilità per squadre nazionali,[10] non avendo subito reti per 1142 minuti consecutivi;[11][12] infine, nel 1990 è divenuto il primo allenatore a conquistare la Coppa UEFA dopo averla vinta da calciatore, traguardo ulteriormente raggiunto da Huub Stevens e Diego Simeone. È stato a lungo il giocatore con più partite disputate in Serie A e nella nazionale italiana – avendo totalizzato rispettivamente 570 e 112 presenze –, prima di essere superato in entrambe le voci statistiche da Paolo Maldini (nel 2000 relativamente alle apparizioni in maglia azzurra,[13] nel 2005 per quanto concerne il massimo campionato italiano).[14]

Nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer[15], Zoff occupa la 47ª posizione. Nel 2004 Pelé ha incluso il suo nome nei FIFA 100, l’elenco dei 125 migliori giocatori viventi. Nello stesso anno, per celebrare il proprio 50º anniversario, l’UEFA invitò ogni federazione nazionale a essa affiliata di indicare il proprio miglior giocatore dell’ultimo mezzo secolo: la scelta della FIGC ricadde su Zoff, designato quindi Golden Player dalla confederazione calcistica europea,[16] risultando anche 5º nell’UEFA Golden Jubilee Poll (primo giocatore italiano), un sondaggio online condotto dalla UEFA per celebrare i migliori calciatori d’Europa dei cinquant’anni precedenti.[17] Nel 2012 entra a far parte della Hall of Fame del calcio italiano tra i veterani.[18]

Nel settembre del 2014 pubblica la sua autobiografia Dura solo un attimo, la gloria.[19]

Caratteristiche tecniche

Giocatore

Estremo difensore di sicura affidabilità e freddezza,[3][20] Zoff si distingueva per l’innato senso del piazzamento,[3][20][21] la sicurezza nelle uscite[3][22] e la sobrietà negli interventi, finalizzati più all’efficacia che alla spettacolarità:[4][23] significativa, in tal senso, la tendenza a bloccare il pallone quando possibile, piuttosto che respingerlo.[24][25] Atleta dotato di grande personalità, considerato un leader silenzioso,[26][27] ha mantenuto un’eccellente condizione fisica per tutta la carriera, confidando nella possibilità di migliorarsi costantemente:[26][28] la vittoria del Mondiale all’età di 40 anni[9] e i 332 incontri disputati consecutivamente in Serie A[4][7] sono due imprese tuttora ineguagliate.

Allenatore

In panchina, Zoff ha proposto un calcio affine alla cosiddetta zona mista,[29] ovvero una miscela fra lo storico gioco all’italiana e le innovazioni zoniste introdotte a cavallo degli anni 1970 e 1980.[30] In questo senso, è stabilmente ricorso a difese basate su un tradizionale libero, al quale chiedeva tuttavia anche di impostare l’azione nonché comandare la retroguardia variando, all’occorrenza, sul gioco a zona.[29] In generale, è stato un allenatore che rifuggiva da schemi e moduli predefiniti, poiché convinto che tutto ciò passi in secondo piano di fronte al rapporto umano fra un tecnico e i suoi calciatori.[29]

Carriera

Giocatore

Club

Udinese

Zoff (in piedi, primo da destra) all’Udinese nella stagione 1961-1962

Cresciuto nella Marianese, dopo essere stato in un primo tempo bocciato ai provini per l’allora bassa statura,[31] si affacciò nel calcio professionistico a 19 anni grazie all’Udinese, squadra nella quale esordì in Serie A il 24 settembre 1961 in Fiorentina-Udinese (5-2), battuto da due doppiette di Aurelio Milani e di Kurt Hamrin in una gara in cui il Corriere dello Sport non gli diede colpe per i gol, frutto di due tiri violenti di Milani e tre palloni che il quotidiano definì assolutamente imparabili.[32] Zoff divenne titolare dei friulani nella successiva stagione in Serie B.

Mantova

Zoff (in piedi, primo da destra) nel Mantova della stagione 1966-1967

Zoff ritornò in Serie A nel 1963, anno in cui fu acquistato dal Mantova per 30 milioni di lire.[33] Nella città virgiliana giocò 131 partite nell’arco di quattro stagioni. L’ultima partita da lui disputata allo stadio Danilo Martelli fu quella del 1º giugno 1967, la famosa Mantova-Inter (1-0). Quell’anno ci fu il passaggio al Napoli e il debutto in nazionale.

Napoli

Arrivò al Napoli alla mezzanotte dell’ultimo giorno di calciomercato, per 120 milioni di lire più la vendita del cartellino di Claudio Bandoni, grazie all’aiuto di Alberto Giovannini, direttore del quotidiano Roma allora di proprietà di Achille Lauro, questo ultimo patron anche del club azzurro; il giornalista, con l’aiuto di Bruno Pesaola e all’insaputa di Lauro, finse infatti di essere il presidente della squadra.[33]

Zoff a Napoli, in una pausa d’allenamento, con Antonio Juliano.

Difese la porta della formazione partenopea per 143 incontri, prima di essere ceduto alla Juventus; vi disputò tutte le gare ininterrottamente, dalla gara di debutto, in casa, il 24 settembre 1967, Napoli-Atalanta (1-0), prima giornata del campionato 1967-1968,[34] alla sconfitta a Milano del 12 marzo 1972 contro l’Inter (0-2), ventunesima giornata del campionato 1971-1972.[35]

Durante la stagione 1970-1971, in cui Zoff non concesse peraltro alcuna rete nelle prime sei giornate, il Napoli incassò solo 18 gol in 30 partite,[36] mentre il portiere riusci a mantenere la porta azzurra inviolata per 590′ consecutivi:[37] entrambi sono a tutt’oggi record imbattuti nella storia della squadra partenopea.

Juventus

Nel 1972, a trent’anni, fu ingaggiato dalla Juventus: fino alla fine della stagione 1982-1983 non avrebbe più saltato una partita di campionato. Al sodalizio sportivo coi bianconeri, inoltre, sono legate tutte le sue vittorie con squadre di club, sia come giocatore sia, successivamente, come allenatore: in undici stagioni da portiere vinse per sei volte il titolo di campione d’Italia (1972-1973, 1974-1975, 1976-1977, 1977-1978, 1980-1981 e 1981-1982), due Coppe Italia (1978-1979 e 1982-1983) e una Coppa UEFA (1976-1977, primo successo europeo della società torinese).

Zoff, tra Causio e Furino, festeggia la vittoria della Juventus nella Coppa Italia 1978-1979

Durante la sua militanza nella Juventus, Zoff stabilì due record degni di nota. Nel corso della stagione 1972-1973 mantenne la propria porta inviolata per 903 minuti, superando i precedenti 792′ di Mario Da Pozzo e stabilendo così l’allora record d’imbattibilità nella Serie A a girone unico – un primato poi battuto dai 929′ di Sebastiano Rossi nell’annata 1993-1994;[38] Zoff è tuttora al terzo posto di questa gradatoria, dietro a Rossi e ai 974′ di Gianluigi Buffon.[39] Nell’annata 1981-1982 subì inoltre solo 14 reti, record assoluto per la società bianconera.[40]

La sua attività, al termine della stagione 1982-1983, si concluse con la finale di Coppa dei Campioni (a cui era giunta imbattuta) persa ad Atene contro i tedeschi dell’Amburgo, il 25 maggio 1983.

Nazionale

Zoff esordì in nazionale il 20 aprile 1968, a 26 anni, nella partita contro la Bulgaria (2-0) disputata allo stadio San Paolo di Napoli. Venne convocato per la fase finale del campionato d’Europa 1968 disputata in Italia, competizione che vinse giocando da titolare e subendo una sola rete.[41] In seguito cominciò un periodo di alternanza con Enrico Albertosi che gli venne preferito come portiere titolare al campionato del mondo 1970 in Messico, perso in finale, dove Zoff fece da secondo nel ruolo senza disputare nessuna gara.

Zoff, capitano azzurro, stringe la mano a Kevin Keegan prima della sfida contro l’Inghilterra all’Europeo di Italia 1980.

Dal 1972 infine Zoff divenne il titolare indiscusso fino alla conclusione della sua carriera. Così disputò il campionato del mondo 1974 in Germania Ovest, dove l’Italia fu eliminata al primo turno. Nel 1977, dopo l’addio di Giacinto Facchetti, il portiere friulano divenne il capitano della nazionale, disputando il campionato del mondo 1978 in Argentina concluso al quarto posto; a seguito dell’eliminazione dell’Italia a un passo dalla finale, per mano dei Paesi Bassi, Zoff fu duramente criticato da Gianni Brera a causa delle reti di Ernie Brandts e Arie Haan, realizzate con due tiri da lontano.[42][43]

Il campionato d’Europa 1980, con Zoff ancora titolare, vide l’Italia padrona di casa ottenere un ulteriore quarto posto.

L’ultima grande competizione disputata da Zoff con la maglia della nazionale fu il campionato del mondo 1982 in Spagna, vinto all’età di 40 anni. Nel corso del torneo, il portiere azzurro offrì prestazioni di alto livello e compì il suo intervento più famoso, da lui stesso considerato il più importante della propria carriera:[12][23] nei minuti finali della partita disputata contro il Brasile, valida per l’accesso alla semifinale, Zoff fermò sulla linea di porta un colpo di testa del difensore brasiliano Oscar, evitando una più rischiosa respinta[24][25] e risultando decisivo per il successo italiano (3-2). Dopo la vittoriosa finale contro la Germania Ovest (3-1), l’11 luglio a Madrid, in qualità di capitano fu Zoff ad alzare il trofeo della Coppa del Mondo.

Il 29 maggio 1983, a 41 anni, Zoff disputò la sua ultima partita in nazionale, Svezia-Italia (2-0) a Göteborg, che coincise anche con la sua ultima partita ufficiale.

Zoff con il presidente Pertini, Causio e il citì Bearzot al ritorno dal Mondiale 1982, con la Coppa del Mondo vinta.

Con 112 apparizioni, Zoff è stato per due decenni il detentore del record di presenze in nazionale – poi superato da Paolo Maldini, Fabio Cannavaro e Gianluigi Buffon. Inoltre, detiene il record di imbattibilità di un portiere in azzurro, 1142 minuti in partite ufficiali consecutive, da Italia-Jugoslavia del 20 settembre 1972 ad Haiti-Italia del 15 giugno 1974. È stato infine il primo calciatore italiano ad aver totalizzato 100 presenze in nazionale.

Allenatore e dirigente

Juventus e Italia Olimpica

Alla fine della carriera agonistica, Zoff rimase inizialmente alla Juventus dove nella stagione 1983-1984 ricoprì il ruolo di preparatore dei portieri, allenando la sua ex riserva Luciano Bodini e il neoacquisto Stefano Tacconi. Successivamente entrò nei ranghi tecnici della FIGC come selezionatore dell’Italia Olimpica, che riuscì a qualificare nel 1988 ai Giochi della XXIV Olimpiade di Seul; qui gli azzurri, poi guidati in Corea del Sud da Francesco Rocca, chiusero il torneo olimpico al quarto posto.

Ritorno alla Juventus

Zoff, tecnico della Juventus, posa con i trofei di Coppa UEFA e Coppa Italia dopo il double continentale della stagione 1989-1990.

Zoff lasciò il ruolo di selezionatore della nazionale olimpica nell’estate del 1988, quando venne richiamato dalla Juventus, ingaggiato stavolta come tecnico della prima squadra. Guidò i bianconeri per le successive due stagioni, entrambe terminate al quarto posto del campionato: mentre la prima annata si rilevò globalmente anonima, nella successiva Zoff riportò la squadra torinese ai vertici dopo alcuni anni altalenanti, centrando il double continentale Coppa Italia-Coppa UEFA, vinte rispettivamente contro il Milan di Sacchi e – nella prima finale europea tutta italiana – contro la Fiorentina. Il riassetto societario in atto ai vertici del club alla fine della stagione 1989-1990, già annunciato da alcuni mesi, portò tuttavia alla mancata conferma di Zoff in panchina nonostante le due coppe sollevate.[29]

Lazio

In vista della stagione 1990-1991 il tecnico friulano assunse quindi la guida della Lazio dell’allora presidente Gianmarco Calleri, con la quale ottenne nei primi due campionati dei piazzamenti di metà classifica, per poi riportare al suo terzo anno biancoceleste la squadra romana nelle coppe europee dopo quasi quindici anni grazie al quinto posto ottenuto nella stagione 1992-1993. Ricoprì anche la carica di presidente durante la gestione proprietaria del finanziere Sergio Cragnotti e, nel 1997, ricoprì la doppia veste di presidente e allenatore dopo l’esonero del tecnico boemo Zdeněk Zeman; i capitolini fino a quel momento occupavano la 12ª piazza in classifica per poi concludere il campionato al quarto posto.

Zoff nelle vesti di allenatore della Lazio nei primi anni 1990

Dopo essere tornato alla Lazio come dirigente e aver assunto la carica presidenziale per quattro anni, dal 1994 al 1998, nel gennaio del 2001, reduce dall’avventura come CT della nazionale e tornato nella società biancoceleste nel ruolo di vicepresidente, venne richiamato in panchina per subentrare al dimissionario Sven-Göran Eriksson; dopo una lunga serie di risultati utili consecutivi, a fine stagione ottenne un terzo posto, ma nella stagione seguente fu esonerato dopo poche settimane, causa un avvio sottotono, culminato nella sconfitta casalinga in Champions League contro i francesi del Nantes (1-3).

Con 202 panchine, è l’allenatore biancoceleste con il maggior numero di presenze in competizioni ufficiali alla guida della squadra romana.

Italia e Fiorentina

A seguito dell’eliminazione dell’Italia ai quarti di finale del campionato del mondo 1998, nelle settimane seguenti Zoff fu chiamato a sostituire Cesare Maldini come commissario tecnico in vista del campionato d’Europa 2000, disputato congiuntamente in Belgio e nei Paesi Bassi.[44] Sotto la guida di Zoff gli azzurri raggiunsero l’ultimo atto del torneo, dopo peraltro avere eliminato in semifinale gli Oranje padroni di casa ai tiri di rigore.[45] Nella finale contro la Francia, dopo essere stati in vantaggio fino agli ultimi minuti, allo scadere gli italiani furono raggiunti sul pari dai Bleus con Wiltord, e poi battuti da un golden goal segnato da Trezeguet nei tempi supplementari.[46] Al termine della partita, Zoff fu criticato pubblicamente da Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia e presidente del Milan,[47] che accusò il commissario tecnico per le sue scelte tattiche; a tali critiche Zoff reagì rassegnando le proprie dimissioni, «per dignità», in segno di protesta.[48]

Nel campionato 2004-2005 ritornò in panchina per l’ultima volta con la neopromossa Fiorentina, subentrando nel gennaio del 2005 al posto dell’esonerato Sergio Buso; Zoff condusse la squadra viola alla salvezza, riuscendo ad avere la meglio nella volata finale di Bologna e Brescia.

Presenze e reti nei club

StagioneSquadraCampionatoCoppe nazionaliCoppe continentaliAltre coppeTotale
CompPresRetiCompPresRetiCompPresRetiCompPresRetiPresReti
1961-1962Italia UdineseA4-9CI004-9
1962-1963B34-45CI1-335-48
Totale Udinese38-541-339-57
1963-1964Italia MantovaA27-25CI0027-25
1964-1965A32-37CI1-233-39
1965-1966B38-26CI1-239-28
1966-1967A34-23CI1-135-24
Totale Mantova131-1113-5134-116
1967-1968Italia NapoliA30-24CI2-2CdF4-736-33
1968-1969A30-25CI5-7CdF+CA3+0-338-35
1969-1970A30-21CI3-3CdF+CA-I6+0-639-30
1970-1971A30-17CI11-1341-30
1971-1972A23-23CI11-13CU2-236-38
Totale Napoli143-11032-3815-18190-166
1972-1973Italia JuventusA30-22CI11-10CC9-550-37
1973-1974A30-26CI9-4CC2-4CInt1-142-35
1974-1975A30-19CI10-8CU10-1050-37
1975-1976A30-24CI4-4CC4-638-34
1976-1977A30-20CI5-2CU12-747-29
1977-1978A30-17CI4-2CC7-441-23
1978-1979A30-20CI9-7CC2-241-29
1979-1980A30-25CI4-1CdC8-542-31
1980-1981A30-15CI8-8CU4-8TdC3-445-35
1981-1982A30-14CI4-4CC4-538-23
1982-1983A30-24CI6-8CC9-1045-42
Totale Juventus330-22674-5871-664-5479-355
Totale carriera642-501110-10486-844-5842-694

Allenatore

Club

StagioneSquadraCampionatoCoppe nazionaliCoppe continentaliAltre coppeTotaleVittorie %
CompGVNPCompGVNPCompGVNPCompGVNPGVNP%
1988-1989Italia JuventusA3415163CI8341CU8503502320746,00
1989-1990A3415145CI8611CU12921543017755,56
Totale Juventus68303081695220142410453371450,96
1990-1991Italia LazioA348197CI201136820822,22
1991-1992A34111211CI42113813131234,21
1992-1993A3413129CI63214016141040,00
1993-1994A3417107CI2011CU4301402011950,00
1996-1997A16952CICU1695256,25
2000-2001A211533CIUCL412125165464,00
2001-2002A3030CIUCL4103713314,29
Totale Lazio176736439145541252520283714841,09
2004-2005Italia FiorentinaA18477CI21012057825,00
Totale carriera2621071015432151073219493261411157043,25

Nazionale

StagioneSquadraCampionatoPiazzamentoAndamentoReti
GiocateVittoriePareggiSconfitte% vittorieGFGSDR
1998Italia ItaliaQual. Europeo1º nel gruppo A2200100,0040+4
1999623133,3395+4
2000EuropeoSecondo641166,6794+5
Dal 1998 al 2000Amichevoli933333,331210+2
Totale Italia23117547,833419+15

Palmarès

Giocatore

Club

Competizioni nazionali
  • Scudetto.svg Campionato italiano: 6
Juventus: 1972-1973, 1974-1975, 1976-1977, 1977-1978, 1980-1981, 1981-1982
  • Coccarda Coppa Italia.svg Coppa Italia: 2
Juventus: 1978-1979, 1982-1983
Competizioni internazionali
  • Coppauefa.png Coppa UEFA: 1
Juventus: 1976-1977

Nazionale

  • Giochi del Mediterraneo: 1
Napoli 1963
  • UEFA European Cup.svg Campionato d’Europa: 1
Italia 1968
  • FIFA World Cup Icon (Campionato mondiale di calcio).svg Campionato mondiale: 1
Spagna 1982

Individuale

  • Europei Top 11: 2
Italia 1968, Italia 1980
  • All-Star Team dei Mondiali: 1[51]
Spagna 1982
  • Nominato Golden Player per la FIGC (2004)
  • Inserito nel FIFA 100 (2004)
  • Inserito nelle “Leggende del calcio” del Golden Foot (2004)
  • Inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nella categoria Veterano italiano (2012)
  • Inserito nella Walk of Fame dello sport italiano nella categoria Leggende (2015)

Allenatore

Club

Competizioni nazionali
  • Coccarda Coppa Italia.svg Coppa Italia: 1
Juventus: 1989-1990
Competizioni internazionali
  • Coppauefa.png Coppa UEFA: 1
Juventus: 1989-1990

Individuale

  • Seminatore d’oro: 1
1990
Informazioni su diego80 (1946 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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