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Brembilla : un’ isterica di fronte ai giurati di Bergamo.

Uno strano tipo di isterica di fronte ai giurati di Bergamo

PALAZZO DI GIUSTIZIA DI BERGAMO

Corte d’Assise di Bergamo 4 Maggio 1926.

Sono comparsi ieri innanzi alla nostra Corte d’Assise il boscaiolo Francesco Pesenti da Brembilla, e la fantesca Laura Gervasoni, pure da Brembilla, imputati di aver appiccato il fuoco al fienile e alla casa del signor Sebastiano Gervasoni, presso il quale il primo era stato occupato come manovale, venendone poi licenziato, e la seconda serviva come domestica.

L’imputata :

Il processo interessa vivamente il pubblico per la figura isterica dell’imputata Gervasoni. La quale ammette di aver avuto relazioni intime col Pesenti nonostante questi abbia 26 anni più di lei. Dice inoltre che del Pesenti era come suggestionata e quindi non poteva non obbedire ai suoi ordini, anche sapendo di commettere atti disonesti.

La Gervasoni è stata giudicata dai periti psichiatrici un essere isterico, pronto alla menzogna e non completamente responsabile dei suoi atti. A molte domande del presidente l’imputata non risponde e cade in continue contraddizioni.

L’imputato :

Il Pesenti nega per suo conto quanto a detto la Gervasoni. Dice che quando si verificarono i due incendi egli si trovava a lavorare a S. Pellegrino. Numerose testimonianze contribuiscono ad illuminare la strana figura dell’imputata, la quale, soltanto dopo il secondo incendio quando fu messa alle strette da interrogatori e dato che la popolazione si era andata convincendo che essa fosse l’autrice degli incendi finì per confessare il vero .

Disse cioè di essere stata l’autrice dei due incendi, ma tacque poiché il Pesenti le avrebbe detto quanto segue.  “guarda ora brucio la casa dei padroni e poi arrivo al mio posto di lavoro senza che i miei compegni si accorgano della mia assenza, cosicchè se sarò accusato avrò fior di testimoni a mia difesa”. Un teste ha deposto che un giorno l’imputata aveva detto che voleva farsi suora. Ella aveva però cominciato a commettere un furto in danno del convento. Così come altri furti commise a danno del padrone di casa. Una volta aveva messo in orgasmo il paese raccontando di essere stata aggredita da un individuo che si aggirava minaccioso in un bosco.

La sentenza, che è vivamente attesa, si avrà oggi.

Brembilla 4 Maggio 1926.

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