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Osterie e taverne di ieri e di oggi – Osteria del Castello, Gaiazzo

Adagiata sull’assolato pendio ai piedi di sua maestà il monte Coren, nella contrada Gaiazzo, poco distante dalla più nota Cavaglia, già dagli anni ’30 era attiva la Trattoria del Castello, che nel nome porta un chiaro riferimento al Castello della Regina, la vetta più alta di Brembilla e sulla quale sorgeva un antico fortino.

Come appare ora l’ex trattoria del castello, in una foto del gennaio 2016, presa da un articolo già pubblicato su VBTV

In quegli anni di soldi ne giravano pochi e tenere in piedi un’osteria serviva fondamentalmente per rimpolpare la scarsa rendita che derivava dalle coltivazioni in montagna. Infatti l’apertura del locale si limitava ai giorni di festa principali e in particolar modo quelli dedicati alla Madonna della Salette, in gennaio e settembre.

La trattoria, munita di regolare licenza, era composta da due anguste stanze con due tavoli ciascuna, dove si servivano le tradizionali pietanze: nusec, casoncelli, gnocchi, casola, buseca, polenta, frattaglie. Non mancava lo stracchino e gli insaccati preparati dal Rasmo, norcino di Gerosa. C’era poi la possibilità di giocare a bocce nel campo davanti alla trattoria, oppure quando c’era brutto tempo si ascoltava la radio o si giocava a carte, ma con la fisarmonica si scatenavano allegri ed entusiastici cori. Capitava talvolta di trovare qualche ubriaco che arrancava sulla mulattiera con il rischio di ruzzolare rovinosamente per il bosco.

 

I coniugi Teresa Locatelli e Pietro Busi avevano parecchi figli e dunque potevano contare sull’aiuto delle loro braccia. Una delle più attive era Agnese, che già all’età di sei anni aiutava i genitori e che continuò a sostenerli nell’attività anche da adulta, quando andava a lavorare in fabbrica facendo i turni per avere più tempo per dare una mano perché il papà emigrò negli anni ’50 in Francia. Poco dopo, la trattoria chiuse e mancò così una significativa componente che rallegrava la contrada di Gaiazzo. Sui muri della casa rimane ancora oggi una traccia dell’insegna. Attualmente la casa è stata resa una piccola villetta abitabile, ancora in fase di ristrutturazione da un residente di Almenno San Bartolomeo. Agnese Busi è scomparsa ai primi del 2017.

Agnese si sfoga raccontando del suo passato di duro lavoro

Nata nel 1925 a sei anni dava una mano ai genitori Negli anni ’30 era già in attività l’osteria la chiusura avvenne alla fine degli  anni ’50 e Agnese fu coadiuvata da una delle sorelle perché il papà emigrò in Francia

C’era un campo di bocce fuori casa si giocava a carte

L’apertura del locale si svolgeva solo nei giorni prima e dopo delle principali feste religiose, i prodotti del maiale la facevano da padrone come pure i casoncelli, nusec, casola buseca frattaglie il RASMO norcino

Furono i genitori di Agnese i fondatori i locali erano piccoli con 4 tavoli distribuiti in due stanze avevano la licenza anche per far fronte a possibili delazioni dei vicini

Agnese oltre al lavoro in fabbrica operando su turni per avere più tempo per aiutare a casa per il  sentiero incontrava a volte uomini ubriachi

Possedevano la radio

Il vino veniva portato con i muli

La Cristina era del 1903

Le feste si svolgevano a Gennaio e a Settembre la Madonna della Salette

Le motivazioni per intraprendere una attività erano principalmente per raggranellare un po di soldi

L’atrio della ex Trattoria del Castello, in una foto dopo una nevicata del dicembre 2016

Credit by Oliviero Carminati. Articolo già pubblicato in data 16 gennaio 2016.

Informazioni su diego80 (1949 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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