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Regina, re, torre ed alfiere….Giochiamo a scacchi

Mi chiedevo in una discussione in un bar, a Val Brembilla, quali potrebbero essere gli argomenti principali. Gli affari personali (e degli altri) sempre al primo posto, seguiti dal meteo, dal calcio e dalla politica. Ma anche immigrati e padiglione expo chiudono questa graduatoria. Ma un pomeriggio di una domenica di febbraio poco allettante come eventi sportivi mi è capitato di rinfrescarmi la  memoria in un noto bar pizzeria del paese (basta poco ad arrivarci!) sul regolamento di un o dei giochi più antichi del mondo, ma sempre affascinanti: gli scacchi. Chi non ha mai giocato almeno una volta? Una scacchiera con caselle bianche e nero, pezzi in legno o in altro materiale…ora si gioca molto on line, anche windows 7 aveva un gioco pre caricato nei dispositivi in cui si poteva giocare a scacchi. Ci sono campionati mondiali di scacchi, tornei nazionali e continentali. Io imparai le regole egli scacchi grazie a…Mulino Bianco, che mise una piccola scacchiera con tanto di pezzi formato mini nelle famose casette giochi che si faceva arrivare con le raccolte punti. Poi ho fatto qualche gara amichevole ma..perdendone molte.

Ho pensato così di iproporre il vecchio e buon regolamnto degli scacchi, destreggiandomi tra le pedine, torri (che vanno solo orizzontale e verticale), alfieri (solo in diagonale), cavalli (con la famosa mossa a L), la super regina che può andare in tutte le posizioni esclusa quella del cavallo, e il re, quello messo sotto scacco (lo scopo del gioco) , che può fare come la regina, ma di una sola posizione alla volta.

 

Originatisi in India attorno al VI secolo, gli scacchi sono giunti in Europa attorno all’anno 1000, grazie probabilmente alla mediazione degli Arabi; diffusisi nell’intero continente, hanno raggiunto una forma pressoché moderna nel XV secolo in Italia e in Spagna, mentre il regolamento odierno si è “congelato” nel XIX secolo. Dunque dalla metà dell’800, grazie a Paul Morphy e Wilhelm Steinitz, iniziano a codificarsi i fondamenti strategici del gioco; lo stesso Steinitz si proclamerà nel 1886, dopo una sfida contro Johannes Zukertort, primo campione del mondo, titolo considerato il più prestigioso per uno scacchista. Il campione in carica è Magnus Carlsen, che ha conquistato il titolo nel campionato del mondo del 2013 e lo ha difeso nell’anno successivo, in entrambi i casi battendo il suo predecessore Viswanathan Anand.

Gli scacchi sono uno dei giochi più popolari al mondo: possono essere giocati in casa, nei circoli dedicati, via Internet o per corrispondenza, sia a livello ricreativo sia agonistico. Gli scacchi sono anche uno sport riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale e competizioni ufficiali sono organizzate sotto l’egida della FIDE (Fédération Internationale des Échecs, it. Federazione Internazionale degli Scacchi), fondata nel 1924.

Il gioco degli scacchi è piuttosto complesso: si stima che il numero di combinazioni legalmente ammesse dei 32 pezzi sulle 64 case della scacchiera sia compreso fra 1043[4] e 1050[5] e la dimensione dell’albero delle mosse è approssimativamente di 10123[5][6]. Il numero di possibili diverse partite a scacchi è stimato essere circa 101050[7][8].

Descrizione e regolamento

Le regole ufficiali degli scacchi sono definite a livello internazionale nel Manuale FIDE, il cui ultimo aggiornamento è stato adottato il 1º agosto 2014, durante l’84º Congresso della FIDE tenutosi a Tallinn[9], sezione Regole degli Scacchi[10].

La scacchiera

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Scacchiera.

Scacchiera (con pezzi di tipo Staunton) ed orologio

Gli scacchi si giocano su una tavola quadrata, detta “scacchiera”, divisa in 64 case, alternate chiare e scure, organizzate in 8 righe orizzontali, dette “traverse”, ed 8 righe verticali dette “colonne”: le traverse sono numerate da ‘1’ (traversa base dei pezzi bianchi) a ‘8’ (traversa base dei pezzi neri), mentre le colonne sono contraddistinte dalle lettere dell’alfabeto da ‘a’ a ‘h’. La scacchiera deve essere orientata in modo che la casa nell’angolo in basso a destra di ciascun giocatore sia chiara[11].

Le case della scacchiera nelle competizioni ufficiali devono avere lato compreso tra i 54,5 ed i 56 mm[12]. I tavoli da scacchi devono avere una lunghezza minima che sia il doppio di quella della scacchiera, mentre la larghezza deve superare la scacchiera di 15-20 cm[13].

Sulla scacchiera si muovono 16 pezzi bianchi e 16 neri. Le scacchiere ed i pezzi impiegati nei tornei ufficiali possono essere in legno, plastica o materiali con caratteristiche simili[14]. Esistono anche scacchiere artistiche con pezzi in vetro, pietra, cuoio o metallo, usate, più che altro, come oggetti decorativi. La stessa scacchiera può essere usata per giocare a dama; in questo caso essa si dispone però in modo diverso. Esistono anche versioni da viaggio che si piegano per formare una scatola che contiene i pezzi da gioco. Negli anni 2000 si sono diffuse in ambito professionale scacchiere digitali munite di sensori in grado di riconoscere l’esecuzione delle mosse, in grado di trasmetterle ai computer o di azionare automaticamente l’orologio. Spesso vengono impiegate nei tornei per la trasmissione delle partite su schermi in loco o online via internet. La scacchiera elettronica DGT è uno dei modelli ufficiali adottati dalla FIDE.

I pezzi sulla scacchiera

Ogni giocatore dispone di un insieme di 16 pezzi[15], ciascuno composto di sei tipi diversi di pezzi. I due insiemi di pezzi sono colorati in modo differente: in genere uno è molto più chiaro dell’altro, e prendono dunque il nome di Bianchi e Neri. In condizioni ufficiali il colore dei bianchi deve essere bianco, crema o una tonalità di colore intermedia fra esse, mentre i neri devono essere neri, marroni o di tonalità intermedia. Tale colorazione può anche essere fornita dal colore naturale del legno, se sono realizzati con tale materiale. I pezzi non devono essere di colore lucido e devono essere piacevoli alla vista[16].

L’aspetto dei pezzi nei tornei ufficiali deve essere di tipo Staunton. I pezzi devono essere chiaramente distinguibili fra loro, in particolare la sommità del re deve essere differente da quella della donna: comunemente il re ha una corona crociata, la donna una corona a pallini. L’alfiere può recare una tacca sulla sua sommità o questa può essere di un differente colore[14]. Il re di un set regolamentare da torneo deve avere un’altezza compresa tra 84 e 100 mm e una base che sia il 40-50% della sua altezza. Gli altri pezzi devono essere proporzionati al re ed il peso dei pezzi deve garantirne la stabilità, consentendo comunque di muoverli agevolmente[17]. Per assicurare ciò, i pezzi sono in genere piombati, ovvero contengono all’interno dei pesi metallici (tipicamente in piombo) che ne assicurano la stabilità.

Elenco dei pezzi in ordine teorico crescente di importanza:

PezzoPedoneCavalloAlfiereTorreDonnaRe
SimboloChess pll45.svgChess nll45.svgChess bll45.svgChess rll45.svgChess qll45.svgChess kll45.svg
Quantità iniziale822211

I pedoni occupano rispettivamente la seconda e la settima traversa, mentre i pezzi prendono posizione nella prima e nell’ottava traversa. A partire dai due angoli, in modo simmetrico, ogni giocatore posiziona torre, cavallo e alfiere e, per concludere, la donna, sulla casa del proprio colore rimasta libera, e il re nella casa di colore opposto.

I simboli usati per i pezzi nel diagramma non sono universali, ma sono del tipo più usato. I simboli UTF-8 per i pezzi degli scacchi sono: ♔ ♕ ♖ ♗ ♘ ♙ ♚ ♛ ♜ ♝ ♞ ♟.

Il giocatore che muove per primo, ovvero quello che vede il proprio re a destra della propria donna, si chiama convenzionalmente “Bianco”[18], l’altro “Nero”.

Movimento dei pezzi

Ciascun pezzo degli scacchi si muove con precise modalità[19]. Nessun pezzo può andare a occupare una casa in cui è presente un altro pezzo dello stesso schieramento; può invece muoversi su una casa occupata da un pezzo avversario, effettuando in tal caso una “cattura”, cioè eliminando dalla scacchiera il pezzo nemico e prendendo il suo posto. Si dice che un pezzo “attacca” o “minaccia” una casa se esso può muoversi su di essa.

  • L’alfiere può muoversi[20] su una qualunque casa della stessa diagonale rispetto a quella in cui si trova, purché per raggiungerla non debba attraversare case occupate da pezzi (amici o avversari) e purché la casa d’arrivo non sia occupata da un pezzo amico. Ciascun alfiere non cambia mai il colore delle case su cui si muove: per questo i giocatori parlano di alfieri “campochiaro” o “camposcuro”, a seconda del colore delle case in cui si trovano.
  • La torre può muoversi[21] su una qualunque casa della stessa traversa o della stessa colonna rispetto a quella in cui si trova, purché per raggiungerla non debba attraversare case occupate da pezzi (amici o avversari) e purché la casa d’arrivo non sia occupata da un pezzo amico. La torre è anche coinvolta nella speciale mossa del Re chiamata arrocco, che sarà descritta più avanti.
  • La donna, il pezzo più potente di tutti, può scegliere ad ogni mossa se muoversi come un alfiere o come una torre[22], eccettuato il fatto che non può, a differenza di quest’ultima, prendere parte all’arrocco.
  • Il cavallo può muoversi su una delle case a lui più vicine che non appartengono alla traversa, alla colonna e alle diagonali passanti per la sua casa di partenza[23]. Un cavallo al centro della scacchiera ha a disposizione otto case (“rosa di cavallo”) verso le quali muoversi, mentre se si trova al bordo la sua mobilità è ridotta a quattro case e se si trova in un angolo a due. Il movimento del cavallo può essere immaginato come la somma di uno spostamento orizzontale di una casa e di uno verticale di due (o viceversa), disegnando una “L”. Tale traiettoria è però “virtuale”, nel senso che il cavallo, a differenza di tutti gli altri pezzi, si può portare direttamente sulla nuova casa senza che il percorso effettuato sia necessariamente sgombro, si dice che può “saltare”. Si noti che ad ogni mossa il cavallo cambia il colore della casa in cui si trova.
  • Il pedone segue regole di movimento[24] leggermente più complesse:
    • Alla sua prima mossa, ossia quando parte dalla posizione iniziale, ciascun pedone può muovere di una oppure due case in avanti, a scelta del giocatore, a patto che la casa di destinazione ed eventualmente la casa saltata siano libere. Il pedone non può infatti catturare i pezzi che incontra sulle case frontali. Nelle sue mosse successive il pedone può avanzare solo di una casa per mossa, a patto che questa sia libera. A differenza degli altri pezzi non può muovere all’indietro.
    • Il pedone è il solo pezzo che cattura in maniera differente da come muove. Può catturare un pezzo nemico solo se si trova su una delle due case poste diagonalmente in avanti rispetto alla sua casa di partenza (vedi diagramma), ma non può muovere in queste case se esse sono libere.
    • Quando, eseguendo la sua prima mossa di due case in avanti, il pedone viene a trovarsi di fianco ad un pedone avversario, quest’ultimo può alla mossa successiva catturarlo en passant, come se il primo fosse avanzato di una sola casa. L’en passant può essere eseguito solo come mossa successiva alla spinta del pedone avversario di due case, altrimenti si perde il diritto a compiere tale presa.
    • Se un pedone riesce ad avanzare fino all’ottava traversa, viene promosso, ossia sostituito con un pezzo dello stesso colore (donna, torre, alfiere o cavallo, a scelta del giocatore), indipendentemente dai pezzi già presenti sulla scacchiera. È dunque possibile avere un numero di esemplari di un certo pezzo maggiore rispetto a quello iniziale. L’effetto è immediato, ad esempio si può dare scacco o scacco matto con una promozione se il re avversario è nel raggio di azione del nuovo pezzo. Nella pratica il pedone viene quasi sempre promosso a donna, che è il pezzo più forte, tuttavia in alcuni casi può essere conveniente scegliere un altro pezzo per ottenere il massimo vantaggio, ad esempio per dare scacco col cavallo. In questi casi si parla di “promozione minore”.
  • Il re si può muovere[25] in una delle case adiacenti (anche diagonalmente) a quella occupata, purché questa non sia controllata da un pezzo avversario. Una sola volta in tutta la partita ciascun re può usufruire di una mossa speciale, nota come arrocco, che consiste nel muovere il re di due case a destra o a sinistra in direzione di una delle due torri e successivamente (ma sempre durante lo stesso turno) muovere la torre (quella verso la quale il re si è mosso) nella casa compresa tra quelle di partenza e di arrivo del re. Questo si può fare solamente se tutte le condizioni seguenti sono soddisfatte[26]:
  1. Il giocatore non ha ancora mosso né il re né la torre coinvolta nell’arrocco;
  2. Non ci devono essere pezzi (amici o avversari) fra il re e la torre utilizzata;
  3. Né la casa di partenza del re, né la casa che esso deve attraversare, né quella di arrivo devono essere minacciate da un pezzo avversario, cioè il re non deve essere sotto scacco né prima né dopo né “durante” l’arrocco.

Il re è l’unico pezzo che non viene mai catturato, ma solo minacciato. Quando il re di uno dei due giocatori è minacciato (ovvero, come si dice, è “sotto scacco”) non è consentita alcuna mossa che lasci il proprio re in tale condizione[27]: deve cioè essere effettuata una mossa che pari la minaccia e cioè:

  1. muovere il re in una delle case adiacenti, a patto che questa non sia sotto il controllo di un altro pezzo avversario;
  2. catturare, con il re o con altro pezzo o pedone, il pezzo avversario che minaccia la presa e dà origine allo scacco;
  3. nel caso di minaccia da parte di donna, torre o alfiere non adiacenti al re sotto attacco, frapporre tra quest’ultimo e il pezzo che minaccia scacco un qualunque pezzo o pedone, in modo che sia quest’ultimo ad essere minacciato in vece del re.

Se il giocatore non può sottrarre in alcun modo il re dallo scacco, si tratta di scacco matto e la partita termina con la vittoria dell’avversario. Se il re non si trova sotto scacco ma non è possibile effettuare alcuna mossa legale (ad esempio, il giocatore che ha il tratto ha solo il re in gioco e questo non è sotto scacco, ma tutte le case libere ad esso adiacenti sono minacciate), si tratta di stallo e la partita termina con il risultato di parità, non potendo il giocatore che si trova in questa condizione muovere senza contravvenire a qualche regola del gioco.

Conclusione della partita

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Scacco matto e Patta (scacchi).

Lo scopo degli scacchi consiste nel dare “scacco matto” (dall’arabo Shāh Māt, che significa “il re è morto”[28], derivante forse da un’errata traduzione del persiano شاه مات Shāh Māt, che significa “il re è sconfitto” o “il re è indifeso”[29][30]) al re avversario[31]. Si ha scacco matto quando il re si trova sotto la minaccia diretta dei pezzi avversari e non ha possibilità di sottrarsi ad essa, quindi sarebbe sicuramente catturato alla mossa successiva, se non si trattasse del re. Lo scacco matto determina la conclusione della partita con la sconfitta del giocatore che lo subisce. Lo “scacco” invece è l’attacco (parabile) che un pezzo avversario porta al re. Non è necessario che lo scacco venga annunciato verbalmente, ma al contrario, nelle partite ufficiali di torneo, tale comportamento può essere ritenuto fastidioso e sanzionabile con una ammonizione o un richiamo. L’avversario non può eseguire alcuna mossa che metta o lasci il proprio re sotto “scacco”. La partita può terminare anche per abbandono da parte di un contendente, ovviamente con la vittoria dell’altro.

Patta

Il gioco termina in patta (parità) nei seguenti casi[32]:

  1. se restano sulla scacchiera soltanto i due re;
  2. se la situazione è tale per cui nessuno dei due giocatori può dare scacco matto all’altro, anche in caso di difesa peggiore. Ad esempio re e cavallo o re e alfiere contro re è patta, ma non re e due cavalli contro re oppure re e cavallo contro re e cavallo, dato che una posizione di matto esiste (anche se a gioco corretto, ovvero in assenza di errori dell’avversario, non può essere forzata);
  3. se il giocatore che ha il tratto non può muovere alcun pezzo ma il suo re non è sotto scacco (stallo).

La partita termina con una patta su richiesta di un giocatore se questi effettua o ha intenzione di effettuare (avendola segnata sul formulario ed avendo espresso l’intenzione di eseguirla) una mossa che:

  1. è l’ultima di una serie di cinquanta mosse consecutive (cinquanta mosse per ciascun giocatore) nelle quali non è stato catturato alcun pezzo e non è stato mosso alcun pedone[33];
  2. comporta la ripetizione sulla scacchiera della stessa posizione per tre volte (anche non consecutive) durante la partita. La posizione è considerata identica se la mossa spetta al medesimo giocatore, se tutti i pezzi del medesimo genere e colore si trovano sulle stesse case e se sussistono inalterate le stesse possibilità di movimento (inclusi arrocco e catture en passant)[34].

Nella pratica di torneo il giocatore si rivolgerà all’arbitro il quale, dopo aver verificato che le condizioni necessarie siano soddisfatte, ha l’obbligo di dichiarare patta la partita.

Inoltre, in qualunque momento della partita, salvo speciali limitazioni imposte in singoli tornei, uno dei due giocatori può proporre la patta all’avversario, che ha naturalmente il diritto di rifiutarla. Se la accetta, la partita termina immediatamente con il pareggio.

Gioco a tempo

Orologio da scacchi meccanico

Nella maggior parte delle partite di club e fra professionisti il gioco degli scacchi si disputa a tempo, usando un orologio doppio come quello in figura, munito di due pulsanti: ognuno dei due giocatori, eseguita la sua mossa, aziona l’orologio, arrestando il proprio e mettendo in moto quello dell’avversario. L’orologio è munito di una piccola lancetta supplementare, detta in gergo “bandierina”[35], che quando rimangono cinque minuti comincia a sollevarsi lentamente, abbassandosi poi di colpo quando il tempo è scaduto. La bandierina deve essere chiaramente visibile e non deve essere nascosta da eventuali riflessi dell’orologio. Lo schermo di un orologio deve essere leggibile da almeno 3 metri e il fatto che un orologio sia in funzione deve essere comprensibile da almeno 10 metri di distanza. L’orologio deve funzionare in maniera più silenziosa possibile, per non disturbare i giocatori[35].

Le caratteristiche e l’uso dell’orologio sono regolamentate ufficialmente[35][36]: il regolamento specifica che l’orologio deve essere azionato con la stessa mano con la quale è stata eseguita la mossa. La partita ha inizio quando viene azionato l’orologio del Bianco, all’orario stabilito per l’incontro. Se un giocatore non è presente all’inizio dell’incontro la partita viene vinta dall’avversario, a meno che l’organizzazione dell’incontro non disponga diversamente: in tal caso viene addebitato al Bianco il tempo di ritardo dall’inizio della competizione fino al suo arrivo sulla scacchiera[37]. La tolleranza zero sui ritardi è stata introdotta con l’aggiornamento al regolamento internazionale entrato in vigore il 1º luglio 2009, stabilito durante il 79º Congresso della FIDE a Dresda tenutosi nell’ottobre 2008 (in concomitanza con le XXXVIII olimpiadi degli scacchi). In precedenza, se un giocatore non era presente all’inizio della partita, era consentito un ritardo massimo di un’ora, ovviamente con l’addebito del tempo al giocatore stesso, salvo diverse disposizioni dell’organizzazione[38]. Un giocatore perde automaticamente la partita se usa tutto il tempo a sua disposizione, a meno che il suo avversario si trovi nell’impossibilità materiale di dare scacco matto, nel qual caso la partita è patta.

La quantità di tempo inizialmente a disposizione dei giocatori (la cadenza di gioco) può variare. Solitamente la partita inizia con una certa quantità di tempo, che in alcune cadenze può aumentare dopo un certo numero di mosse (spesso la quarantesima) o anche ad ogni singola mossa, facendo uso dell’orologio di Fischer; a propria discrezione l’arbitro può, nei casi prescritti dal regolamento, compensare eventuali perdite di tempo. La rimozione di tempo dall’orologio di un giocatore o l’aggiunta di tempo all’orologio dell’avversario sono sanzioni a disposizione dell’arbitro per punire condotte di gioco scorrette[39]. L’orologio regolamentare deve permettere all’arbitro di applicare tali sanzioni in meno di 60 secondi[35].

Le partite si distinguono in:

  • Tempo lungo: partite con più di 60 minuti a testa[40]. Hanno una durata che può superare le 7 ore di gioco: in molti tornei infatti si utilizza una cadenza di 2 ore a testa per le prime 40 mosse, con una prima aggiunta di 60 minuti al termine della 40ª mossa ed una seconda aggiunta di 30 minuti al termine della 60ª mossa, proseguendo il gioco con un’ulteriore piccola aggiunta di tempo per ogni mossa.
  • Gioco rapido (Rapidplay)[41]: la cadenza di gioco prevede un tempo di riflessione[40] variabile tra i 15 ed i 60 minuti.
  • Lampo (Blitz)[42]: la cadenza di gioco prevede un tempo di riflessione[40] minore di 15 minuti.

Orologio da scacchi digitale

Il regolamento disciplina il gioco rapido con alcune norme che lo differenziano dal gioco regolare[41]; ulteriori regole speciali valgono per il gioco lampo[42]. È ancora molto utilizzata l’espressione partite semi-lampo quando il tempo è di 15 minuti, ma dal punto di vista regolamentare non c’è alcuna differenza col gioco rapido.

Il classico orologio per scacchi è meccanico, ma è ormai diffusissima, e di fatto irrinunciabile nei tornei internazionali, la sua versione elettronica, che è in grado di eseguire automaticamente alcune operazioni, quali memorizzare il numero di mosse giocate, variare la cadenza di gioco nel corso della partita, aggiungere una determinata quantità di tempo a ogni giocatore per ogni mossa giocata (se previsto dal regolamento del torneo). Gli orologi digitali per essere regolamentari non devono consentire il cambiamento della data in maniera immediata e devono fornire una indicazione se la carica della batteria è in esaurimento (garantendo comunque almeno 10 ore di autonomia in tale condizione)[35].

Altre modalità di gioco

Exquisite-kfind.pngLo stesso argomento in dettaglio: Scacchi per corrispondenza, Simultanea e Scacchi alla cieca.

Oltre che su una normale scacchiera da tavolo, gli scacchi possono essere praticati in varie modalità. Tra le alternative più consolidate vi sono gli scacchi per corrispondenza, praticati utilizzando vari mezzi per la trasmissione delle mosse quali servizio postale, e-mail o server dedicati. Una partita per corrispondenza ha una durata variabile, da alcuni giorni ad alcuni anni, a seconda del mezzo di trasmissione impiegato. Aiuti esterni quali libri, database e software scacchistici possono essere consentiti oppure no, a seconda delle preferenze dei giocatori o dell’organizzazione. Il gioco per corrispondenza è gestito e regolamentato ufficialmente dalla ICCF (acronimo di International Correspondence Chess Federation, it: Federazione Internazionale di Scacchi per Corrispondenza), una federazione riconosciuta dalla FIDE che organizza anche i campionati mondiali individuali e a squadre.

Altra modalità più recente è il gioco online in tempo reale sfruttando server dedicati, come il completamente gratuito FICS o i commerciali playchess.com (iscrizione gratuita, funzionalità avanzate a pagamento) e Internet Chess Club (a pagamento). Nel 2014 anche la FIDE ha creato un proprio portale ufficiale per il gioco online, la FIDE Online Arena.

Una modalità di gioco diffusa tra i giocatori di livello elevato è quella delle partite in simultanea. In tali esibizioni un solo giocatore affronta un numero variabile di avversari, passando da una scacchiera all’altra ad ogni mossa. Le partite simultanee possono prevedere un numero variabile di giocatori, da poche scacchiere fino ad alcune centinaia: il record è detenuto dal GM iraniano Ehsan Ghaem Maghami, che tra l’8 e il 9 febbraio 2011 ha affrontato contemporaneamente 604 avversari in una sfida durata 25 ore, conclusa con un risultato di 580 vittorie, 16 patte e 8 sconfitte[43].

Particolarmente impegnativo è il gioco degli scacchi alla cieca, nei quali i giocatori si affrontano senza poter vedere la scacchiera e affidandosi totalmente alla propria memoria. Anche gli scacchi alla cieca sono oggetto di esibizioni simultanee, talvolta di notevoli dimensioni: grandi giocatori come Miguel Najdorf, George Koltanowski, Janos Flesch, Aleksandr Aleksandrovič Alechin, Richard Réti e numerosi altri si sono cimentati in simultanee alla cieca contro alcune decine di avversari. Uno dei più importanti tornei di scacchi alla cieca è stato il Melody Amber, tenutosi per venti edizioni annuali dal 1992 al 2011, articolato in un torneo alla cieca e in uno di gioco rapido, i cui partecipanti erano tutti giocatori ai vertici mondiali.

Naturalmente questo è solo l’essenziale del regoolamento, sulla pagina wikipedia dalla quale abbiamo tratto il regolamento potrete trovare di più sui tornei, siulle strategie e quant’altro.
Informazioni su diego80 (1946 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

Contatto: WebsiteFacebook

1 Commento su Regina, re, torre ed alfiere….Giochiamo a scacchi

  1. Ricordo che anni fa dal burtol, al giovedì se non ricordo male, si riuniva regolarmente il club scacchistico brembillese. E davano anche lezioni ai principianti.

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