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Osterie e taverne di ieri e di oggi – Trattoria del Bersaglio alloggio e stallazzo, via Libertà

Battistina ZANARDI sulla terrazza della Trattoria del Bersaglio

Appena dopo la Prima guerra mondiale, Giuseppe ZANARDI, nato nel 1865 e originario di Blello, acquista da Pierino ROTA (Argagn) l’intero stabile della trattoria, fornita di alloggio e stallazzo, attività che risulta fossero già in funzione fin dalla seconda metà dell’Ottocento per opera degli stessi Rota.

La scelta di chiamare la trattoria “Bersaglio” si deve probabilmente all’edificio che si trovava di fronte al locale, usato per il tiro e segno e in anni successivi per le esercitazioni ginnico-sportive del Sabato Fascista. La collocazione della Trattoria del Beraglio è all’incirca dove si trova attualmente la cartolibreria di Puma Angelo.

Nonno Pi, così veniva chiamato dai parenti, uomo dotato di una pregevole istruzione impartitagli dallo zio prete, era un commerciante di legname e carbone ma si occupava anche dello stallazzo, oltre a contribuire alla gestione della trattoria che era nella mani della moglie Maria Fantini di Curnì, Blello. Nata nel 1875, quando nel 1932 rimase vedova coinvolse nella gestione dell’osteria il figlio Pietro, che si prese carico con passione e intraprendenza del locale, fino ad assumerne la conduzione completa nel 1949, dopo la morte della madre.

Pietro ebbe la fortuna di avere una solida istruzione che gli sarà utile per le sue attività. Anch’egli commerciava in legname e carbone, ma fu un oste eccellente, pronto a intercettare le novità da proporre alla clientela. Al suo fianco c’era la moglie, di origine toscane, che tra i fornelli sapeva il fatto suo: la pasta fresca era la base su cui cucinare svariati primi piatti, insieme a cappelletti, casoncelli e anche il gelato fatto con la famosa gelatiera Carpigiani. La scelta delle carni era di tutto rispetto: galline, anatre e maiali dai quali si ricavavano i salumi fatti dal RASMO e successivamente dal TARTARI e dal CATTANEO, mentre piccioni e conigli erano allevati da una zia. La clientela proveniva anche da Milano e da Bergamo e spesso trascorreva un periodo di soggiorno per le cure idropiniche alla Fonte Solforosa, alloggiando nelle sei camere o in stanze in case di privati convenzionati con i proprietari della trattoria

Di una certa importanza era anche il servizio di stallazzo, cioè di ricovero e foraggiamento per gli animali da trasporto, che trovava posto nelle ampie stalle situate sotto l’edificio della trattoria. Nelle spaziose cantine veniva conservato il vino, per la maggior parte un Valpolicella trasportato in botti, che veniva stoccato in analoghi contenitori tramite un tubo. Vi trovavano posto anche le bevande, i salumi e i formaggi. Più tardi, con l’arrivo degli autocarri, le stalle furono convertite in garage.

La trattoria offriva anche la possibilità di giocare a bocce nel sottostante campo ed era dotata di due fontane, da cui sgorgava l’acqua anche quando non veniva erogata dall’acquedotto, che venivano utilizzate da tutti gli abitanti del paese.

Per gli appassionati del ballo venivano invitati alcuni musicanti locali a suonare e parecchi furono i pranzi per matrimoni, oltre ai banchetti per la festività del 4 novembre del 1° maggio.

Nella storia dell’osteria non mancarono episodi spiacevoli, come i litigi tra giocatori di morra. Una volta uno di questi arrivò a puntare un coltello contro al proprietario, che però non si fece intimidire e, presolo di petto, lo sfidò a mettere in atto la sua minaccia, dimostrando così che si trattava di una bravata.

Pietro fu poi sempre attento alle evoluzioni tecnologiche come quando fece installare in cucina le piastre elettriche, fornite dal TONI della Luce. Inoltre, con la sua attività di commerciante, diede lavoro a molti reduci, nei difficili anni successivi alle due guerre.

Lasciò la conduzione dell’osteria verso al fine degli anni Sessanta quando l’età cominciava a farsi sentire per lui e la moglie.

Ulteriori foto sulla Trattoria del Bersaglio le trovate in questo articolo che lo stesso Canal-Oliviero Carminati pubblicò su questo sito in data 16 gennaio 2016.

http://www.vbtv.it/2016/01/14/trattoria-del-bersaglio-con-alloggio-e-stallazzo-2/

APPUNTI IN ORDINE SPARSO

Avevano acquistato la casa da Pietro ROTA (Argagn) nel 1918-20 oste già dalla fine dell’ottocento era dotata di stalle per cavalli e muli ampie cantine ed una riservata che vi si accedeva con una piccola botola per bottiglie speciali ed era una trattoria più alla buona

Il nonno originario di Blello Giuseppe ZANARDI nato nel 1865 fu istruito dallo zio prete morì nel ’32 all’età di 67 mercanteggiava legna e carbone che trasportava a Milano e la trattoria era in gestione alla nonna morì nel ’49 all’età di 74 anni e faceva fare una specie di doposcuola ai figlil’attività passò al figlio Pietro

Il BIBO passava con le mucche davanti alla trattoria

 

 

La VELOCE gestiva la FONTE prima della GINA

I ragazzi dell’oratorio venivano spesso alla

Papà faceva lavorare anche le persone che tornavano dalla guerra

Chiusura fine anni ‘60

Interdetta alle donne

 

Informazioni su diego80 (1949 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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