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Che aria respiriamo in valle? Ecco i dati sugli inquinanti.

Guardando i dati dell’Arpa Lombardia che riguardano la presenza di inquinanti in atmosfera, in particolare il particolato atmosferico PM10 non c’è di che essere allegri a dire il vero. In particolare con l’inizio della stagione più fredda, anche nella nostra valle Brembana ed in particolare nei comuni più vicini al capoluogo Bergamo, i giorni di superamento della soglia limite fissata per legge a 50 µg/m³ si susseguono con un ritmo non certo rassicurante.

Nel grafico che abbiamo creato estrapolando i dati annuali di Arpa Lombardia, da Marzo 2016 a Marzo 2017, di 4 diversi comuni, Almè, Zogno, Val Brembilla e Foppolo, si nota una certa sovrapponibilità delle misurazioni di Zogno e di Val Brembilla. Questi due comuni hanno dei valori di inquinante PM10 mediamente inferiori a quelli di Almè ma decisamente e costantemente superiori a quelli di Foppolo.

Nel periodo invernale i giorni di superamento del limite giornaliero di  50 µg/m³ sono pericolosamente numerosi e frequenti. Chi fosse interessato ad avere i dati ( anche se disaggregati) del proprio comune può cliccare qui

Risultati dell’Inventario Regionale di Emissioni in Atmosfera Anno 2014 espressi in tonnellate/Km²

Se stringiamo un pò sulla nostra valle vediamo una distribuzione disomogenea delle emissioni :

Le cose però “vanno un pò meno peggio di prima” …

Se però andiamo a vedere l’andamento delle concentrazioni di PM10 nelle serie storiche nei capoluoghi lombardi ed in particolare a Bergamo possiamo avere qualche piccolo motivo di soddisfazione : le cose prima andavano mediamente peggio…

Il decremento delle concentrazioni di polveri totali (di cui i PM10 sono circa l’80–85%) è attribuibile:

  • All’adozione miglior tecnologia (D.P.R. 203/88)
  • Al trasferimento delle industrie
  • Alla riduzione delle emissioni di inquinanti primari (ossidi di zolfo e ossidi di azoto)
  • Al rinnovo del parco auto circolante
PM10 e PM2.5 Cosa sono?
Un aerosol è definito nella sua forma più semplice come una collezione di particelle solide o liquide sospese in un gas mentre il termine particolato (particulate matter, PM) individua l’insieme dei corpuscoli di tale miscela. Con particolato atmosferico si fa riferimento al complesso e dinamico insieme di particelle, con l’esclusione dell’acqua, disperse in atmosfera per tempi sufficientemente lunghi da subire fenomeni di diffusione e trasporto. Il PM10 è la frazione di particelle raccolte con un sistema di selezione avente efficienza stabilita dalla norma (UNI EN12341/2001) e pari al 50% per il diametro aerodinamico di 10 µm. Spesso, in modo improprio, si definisce il PM10 come la frazione di particelle con diametro uguale o inferiore a 10 µm. Considerazioni analoghe valgono per il PM2.5 (UNI EN14907/2005).

Caratteristiche

Il particolato atmosferico è un insieme di particelle, solide e liquide, con una grande varietà di caratteristiche fisiche, chimiche, geometriche e morfologiche. Le sorgenti possono essere di tipo naturale (erosione del suolo, spray marino, vulcani, incendi boschivi, dispersione di pollini, etc.) o antropogenico (industrie, riscaldamento, traffico veicolare e processi di combustione in generale). Può essere di tipo primario se immesso in atmosfera direttamente dalla sorgente o secondario se si forma successivamente, in seguito a trasformazioni chimico-fisiche di altre sostanze. Si tratta, dunque, di un inquinante molto diverso da tutti gli altri, presentandosi non come una specifica entità chimica ma come una miscela di particelle dalle più svariate proprietà. I maggiori componenti del particolato atmosferico sono il solfato, il nitrato, l’ammoniaca, il cloruro di sodio, il carbonio, le polveri minerali e si stima che in alcuni contesti urbani più del 50% sia di origine secondaria.

Effetti nocivi

Il particolato atmosferico ha un rilevante impatto ambientale: sul clima, sulla visibilità, sulla contaminazione di acqua e suolo, sugli edifici e sulla salute di tutti gli esseri viventi. Soprattutto gli effetti che può avere sull’uomo destano maggiore preoccupazione e interesse, per questo è fondamentale conoscere in che modo interagisce con l’organismo umano alterandone il normale equilibrio. In particolare, le particelle più piccole riescono a penetrare più a fondo nell’apparato respiratorio. Quindi, è importante capire quali e quante particelle sono in grado di penetrare nel corpo umano, a che profondità riescono ad arrivare e che tipo di sostanze possono trasportare. Ad esempio, la tossicità del particolato può essere amplificata dalla capacità di assorbire sostanze gassose come gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) e i metalli pesanti, alcuni dei quali sono potenti agenti cancerogeni.

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