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Auguri Bruno, peccato per quei Mondiali

“Ed è gallll!!”  La mitica cadenza friulana di Bruno Pizzul a raccontare le azioni di gioco che lo hanno reso il telecronista principe della Rai negli anni Ottanta e Novanta, due decadi d’oro per il calcio italiano, trionfatore anche in Europa. Oggi Pizzul compie 79 anni, ormai alle soglie dei “magnifici 80”, anni trascori come prima voce Rai elle italiane nelle Coppe ma soprattutto della Nazionale italiana, di cui ha seguito in cinque mondiali di calcio e tre campionati europei (quattro per lui, visto che fu presente anche nell’Europeo del 1992 con gli azzurri a casa). Dopo il suo addio alla Rai, nell’estate del 2002, passò a La7 dove raccontò alcune partite di campionato per il digitale terrestre, poi è tornato in Rai come opinionista, seguendo anche per Quelli che il calcio le partite dell’Udinese, il club della sua città per il quale è sempre stato simpatizzante. Sicuramente il rammarico di non aver mai commentato un successo azzurro nelle grandi competizioni, soprattutto le sconfitte nei mondiali italiani del 1990 e quelli di quattro anni dopo in Usa, ma anche il bruciante Europeo 2000, davvero perso in modo incredibile.

 

Biografia(da wikipedia)

Bruno Pizzul riceve un premio dall’Università di Milano nel 1985

Proveniente da una squadra parrocchiale di Cormòns, la Cormonese,[1][2] poi passò alla Pro Gorizia.[3] Bruno Pizzul alternò studio e attività sportiva. Divenuto calciatore professionista e buon centromediano, fu ingaggiato dal Catania nel 1958. Giocò anche nell’Ischia,[4][5]nell’Udinese[6] e nella Cormonese, ma la sua carriera sportiva finì presto a causa di un infortunio al ginocchio.

Laureatosi in giurisprudenza, dopo aver insegnato materie letterarie nelle scuole medie superiori fu assunto in RAI, nel 1969, dopo aver partecipato al concorso nazionale per radio-telecronisti aperto a tutti i giovani laureati del Friuli Venezia Giulia.[7] L’8 aprile 1970 commentò la sua prima partita (Juventus-Bologna, spareggio di Coppa Italia disputatasi sul campo neutro di Como) alla quale Bruno arrivò con quindici minuti di ritardo; cominciò a commentare quella partita dal 16º minuto: fortunatamente era trasmessa in differita e poté rimediare successivamente.[8] La prima finale di una competizione internazionale che fu coronata dalla sua voce fu quella della Coppa Henry Delaunay del 1972 a Bruxelles, con la vittoria della Germania Ovest sulla URSS per 3-0.

La prima vittoria da lui annunciata in diretta ai telespettatori di una squadra italiana in una finale di coppa europea fu invece quella del Milan in Coppa delle Coppe ai danni del Leeds United, a Salonicco il 16 maggio 1973, mentre la finale della stessa competizione del 1999 (tra l’altro l’ultima) tra Lazio e RCD Mallorca al Villa Park di Birmingham e quella di Coppa UEFA dello stesso anno tra Parma e Olympique Marsiglia giocata al Luzhniki Stadium di Mosca furono le ultime vittorie di squadre italiane nelle competizioni europee da lui raccontate.

Il 29 maggio 1985 fu, suo malgrado, costretto a commentare la Strage dell’Heysel.[8]

Per la TV di Stato ha raccontato le principali partite di squadre calcistiche di club nelle competizioni europee e nazionali, ed è stato inoltre conduttore della Domenica Sportiva nella versione “estiva” del 1975 e nella stagione 1993/94, affiancato da Simona Ventura ed Amedeo Goria, conduttore di Domenica Sprint dal 1976 al 1990 e curatore dello spazio dedicato alla moviola all’interno di 90º minuto, allora condotto da Fabrizio Maffei, dal 1990 al 1992. A partire dai campionato del mondo 1986 gli fu affidato anche l’incarico di telecronista delle partite della nazionale italiana, anche a causa di un malore per l’altitudine occorso al suo predecessore nell’incarico Nando Martellini.[9]

Pizzul mantenne tale ruolo fino al 21 agosto 2002 (Italia-Slovenia 0-1), dopo aver raccontato televisivamente la Nazionale in cinque campionati mondiali, quattro campionati europei, tutte le partite di qualificazione ai Mondiali e agli Europei ad eccezione di quelle trasmesse in esclusiva da TMC e Mediaset e le partite amichevoli. L’ultima partita dell’Italia da lui commentata, che segnò anche il suo commiato dalla RAI, fu l’amichevole giocata a Trieste e persa per 1-0 contro la Slovenia.[10] Per la successione a Pizzul l’allora direttore di Rai Sport Paolo Francia pensò inizialmente a un’alternanza tra Stefano Bizzotto e Gianni Cerqueti, poi optò definitivamente per quest’ultimo come unico telecronista delle partite della nazionale maggiore, in seguito sostituito prima da Marco Civoli (2004-2010), poi da Bruno Gentili (2010-2012) e da Stefano Bizzotto (2012-2014).[11] L’attuale telecronista è Alberto Rimedio, che ha preso il posto di Bizzotto dalla fine dei mondiali 2014 in Brasile, che rimane comunque spalla di Rimedio come «seconda voce», nel 2015 prende il suo posto l’ex ct Giovanni Trapattoni.

Dal 1993 al 2002 e nel 2014 ha partecipato (con la sola eccezione del 1996 a seguito della concomitanza con l’apertura dei Campionati Europei in Inghilterra), come commentatore “tecnico”, alla Partita del cuore organizzata annualmente dalla Nazionale italiana cantanti. Nella stagione 2003-04 è assieme a Luigi Colombo uno dei principali telecronisti delle partite di Serie A trasmesse da Gioco Calcio, la piattaforma televisiva voluta dalla Lega Calcio per contrastare il monopolio di Sky costretta poi a chiudere i battenti 9 mesi dopo la sua nascita. Approda sul digitale terrestre di Cartapiù nel gennaio 2005, dove per 4 stagioni è il telecronista delle partite più importanti del campionato di Serie A trasmesse da tale piattaforma televisiva.[12]

Fu sua la telecronaca della prima partita di calcio trasmessa in Italia in diretta sul digitale terrestre (Bologna-Cagliari 1-0). Nell’estate 2007 ha ricommentato per La7 le repliche (in chiaro) delle partite della Nazionale italiana al campionato del mondo 2006, poi riproposte (semifinale e finale) anche nel 2010 prima dell’inizio del mondiale in Sud Africa.[12] Per la stessa emittente, nella stagione 2007/2008, ha commentato le principali partite in chiaro della Coppa Italia. Il 2 agosto 2012 è stato telecronista di Hajduk Spalato-Inter valevole per il terzo turno preliminare di UEFA Europa League.[13] Per il commento tecnico, Pizzul ritorna nella trasmissione Quelli che il calcio da gennaio fino a febbraio 2012 dove aveva già lavorato assieme a Massimo Caputi nell’edizione 2001-2002.[14]

Nel 2014 ogni mattina alle 7.30 va in onda con Marco Franzelli su Rai News 24 mentre alle 11 è su RMC con Teo Teocoli.[15]

Dal 2015 è di nuovo in Rai tra gli opinionisti de La Domenica Sportiva.

Cinema

Bruno Pizzul nel film L’arbitro (1974)

Pizzul ha interpretato sé stesso nel film comico del 1974 L’arbitro, diretto da Luigi Filippo D’Amico, con Lando Buzzanca e Joan Collins, ed ha avuto un piccolo ruolo nella pellicola Fantozzi – Il ritorno (1996) con Paolo Villaggio. A settembre 2011 recita in un piccolo cameo del film Box Office 3D – Il film dei film di Ezio Greggio.

Altre attività

Oltre al calcio, Pizzul ha commentato saltuariamente per la televisione incontri di pugilato, tennis da tavolo e bocce, corse ciclistiche, vela e qualche premio ippico; inoltre è stato telecronista fisso di canottaggio dal 1971 al 1976. È tifoso dell’Udinese.

Nel maggio 2014 è stato testimonial della FIAT nello spot recitato insieme a Giovanni Trapattoni in Brasile.

Nel 2016 in occasione dei dieci anni dalla vittoria dell’Italia nel mondiale del 2006, il canale televisivo la7, che ha rimesso in onda le partite del mondiale già giocate, lo ha incaricato per risostenerne una telecronaca.[16]

Nel marzo 2017 uscirà un DVD per la collana Carosello-60 anni, pubblicata in abbinamento al quotidiano La Repubblica e al settimanale L’Espresso, in cui Pizzul farà degli interventi illustrativi delle pubblicità d’argomento sportivo teletrasmesse nella rubrica “Carosello” dal 1957 al 1976.

 

Insomma, le telecronache di Pizzul rappresentano un passato che ormai non torna più, un cult per tutti gli appassionati di calcio. La sua voce che ha scandito diverse volte il nome dei vari Baggio, Baresi, Zenga, Donadoni, Serena, Schillaci, e che ha provato a farci sognare. Col grande rimpianto, che avrebbe meritato: scandire forte la parola “campioni del Mondo” che quattro anni dopo il suo addio riuscì a Marco Civoli. Ora le telecronache Rai hanno perso un po’ del loro aplomb, al contrario delle radiocronache, ed i nostri miti televisivi sono Caressa, Compagnoni e Trevisan per Sky, Piccinini e Pardo per Mediaset, senza togliere nulla ad altri professionisti del settore.

 

Informazioni su diego80 (1949 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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