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Osterie e taverne di ieri e di oggi – Albergo della Posta – via Roma

Nelle vecchie cartoline di Brembilla, l’albergo Posta è spesso raffigurato, segno evidente del prestigio raggiunto prima della Seconda guerra mondiale e che contendeva all’albergo della Regina.

Fu aperto nei primi anni del Novecento e proprietario era Domenico Zambelli, ricco commerciante di legname e carbone, che lo affidò in gestione fino al 1912-1913 a un certo Ernesto Zanoni, ex proprietario del Caffè degli Amici di Bergamo, in piazza Pontida. Poi nel 1913-1914 prese in affitto l’attività Vittorio Gervasoni con la moglie Giuseppina Salvi, figlia di Cristoforo Salvi detto “Piceno”. La loro gestione durò fino al 1930 quando tutto l’edificio fu acquistato da Battista Tartari proveniente da Gerosa e discendente di proprietari di un albergo.

Situato nel centro del paese proprio lungo la strada principale, era fornito di una dozzina di camere da letto che nel periodo di maggior afflusso turistico non erano sufficienti per cui si dovevano alloggiare alcuni villeggianti in camere messe a disposizione dei privati, specialmente in via Cadeguerino. I proprietari dell’albergo dormivano addirittura in solaio, per avere un paio di camere in più da dare ai clienti più affezionati.

Era sempre aperto e anche nei giorni feriali il ristorante era frequentato da rappresentanti e industriali; spicca su tutti il cavalier Foppa Pedretti che veniva spesso a Brembilla per contratti di lavoro con Giuseppe SALVI (Bepa).

Dopo una buona mangiata ci si poteva rilassare sulla terrazza di fianco all’ombra del pergolato di vite, oppure nel giardino di fronte all’albergo dove, sotto un enorme cedro, c’erano due campi da bocce che nella bella stagione diventavano teatro di tornei molto frequentati.

Al ristorante il menu si basava su collaudati piatti tradizionali come arrosti, brasati, cacciagione e funghi provenienti da Sant’Antonio dove un giorno ne furono raccolti oltre 30 chili: il cuoco, in serie difficoltà, se la cavò destinandone una parte aessiccare.

L’offerta di servizi spaziava dalla cura di acque alla fonte solforosa, taxi, vendita biglietti del bus, garage, indicazioni per passeggiate e la sala da ballo che attirava appassionati di musica e danze. Fra i musicisti spiccavano le figure di Pierino Rota fisarmonicista e pianista, Mario Suardi violinista, Angelo Genini fisarmonica, Angelo Sonzogni batterista, Giacomo Busi chitarrista e Camillo Zanardi alla chitarra, al pianoforte e al clarino

A volte la spensierata atmosfera dell’albergo era turbata da liti fra giocatori di morra che, per accaparrarsi la damigiana messa in palio, contestavano il risultato di gioco dell’avversario e allora volava qualche cazzotto o anche una sedia, sotto lo sguardo impaurito dei proprietari.

Il figlio di Battista, Camillo negli anni’50 gestiva un bar a Milano assieme alla moglie Gemma,e tutte le sere dopo la chiusura del locale verso le 11 ritornava a Brembilla per chiudere la cassa dell’albergo Posta e alla mattina presto ritornava a Milano portandosi sempre qualche passeggero che partiva per la Svizzera come emigrante o doveva sbrigare qualche commessa per le aziende di Brembilla. La moglie Gemma Frosio, ironia della sorte, era nata nell’edificio del ristorante Posta di Sant Omobono in valle Imagna.

La gestione dell’albergo era saldamente nelle mani dell’intraprendente Battista che insieme al Carminati Munsì di Zogno fu contattato da un incaricato del Vaticano per la fornitura di latte delle loro mucche. Dopo qualche mese il Battista e il Munsì ricevettero la visita di un funzionario del Vaticano che contestò l’accordo adducendo che il latte prodotto non era quello pattuito e si rifiutò di pagare il dovuto. Pare che Battista, tornato a Brembilla, dalla stizza prese il crocefisso che aveva in camera e lo scaraventò a terra.

Un doveroso accenno va riservato alla moglie di Battista, Dina Rasmo, pure lei di Gerosa che oltre a lavorare in albergo faceva la levatrice, cioè l’odierna ostetrica.

L’età di papà Battista avanzava e il figlio Camillo non se la sentiva di gestire l’albergo preferendo l’attività di rigattiere (dimostrando di avere notevole stoffa) così nei primi anni Sessanta l’attività fu ceduta a Morbi detto “Pastina”. Attualmente nel piano terra dello stabile, vi risiede dal luglio 2008 il bar Luxuria, che tratteremo in una prossima puntata.

Uno scorcio di via Roma negli anni ’80, con l’Albergo della Posta chiuso.

Informazioni su diego80 (1949 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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