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Carlo Mazzone, 80 anni e quella corsa nella storia

30 Sep 2001: Bresia coach Carlo mazzone celebrates during the Serie A match between Brescia and Atalanta, played at the Mario Rigamonti Stadium, Brescia. DIGITAL IMAGE Mandatory Credit: Grazia Neri/ALLSPORT

L’episodio è di quelli che resterà sempre impresso nella mente di ogni sportivo, soprattutto di quelli bresciani: è il 30 settembre 2001, il Brescia sta perdendo in casa 3-1 con l’Atalanta e Mazzone, tecnico delle “rondinelle” è contestato e sbeffeggiato, probabilmente anche insultato dai tifosi bergamaschi, ebbri di un grande successo che sta maturando in casa dei rivali di sempre. Ad un quarto d’ora dal termine, Roberto Baggio accorcia le distanze e allora Mazzone sbotta contro gli orobici rei di insultarlo: “se famo er terzo vengo sotto ‘a curva” urla in senso di sfida. E al minuto 92’, Baggio il terzo lo segna davvero: il Brescia strappa un’insperato pari e Mazzone Corre davvero sotto la curva bergamasca con pugni al vento in segno di stizza, ricevendo anche qualche bottiglietta di plastica che lo sfiora.  Mazzone fu risentito per le offese che i tifosi orobici avrebbero rivolto alla madre:

Nella partita di ritorno, l’11 febbraio 2002,  gli orobici minacciarono Mazzone se si fosse presentato a Bergamo. Il tecnico romano fu scortato all’arrivo allo stadio, ed alla fine strappò uno 0-0 che lasciò scontenti i tifosi bergamaschi, che non riuscirono a prevalere sul campo in due partite. A salutare Mazzone ci furono cartelli affissi in tutta la bergamasca come questo:

Tolto quello spiacevole episodio, Mazzone ha festeggiato il traguardo degli 80 anni sempre con la grinta di un ragazzino. Non allena più dal 2006, quando contribuì alla straordinaria stagione del Livorno, qualificato per la prima volta in Coppa Uefa. Wikipedia ci racconta rapidamente la sua carriera, legata a molte città, alla sua Roma, ma anche ad Ascoli, Lecce, Perugia e Catanzaro, dove lasciò un grande ricordo, oltre a Brescia, dove visse tutta l’epopea di Baggio. Ho fatto qualche aggiunta ai paragrafi della pagina:

“Nella stagione 1968-1969 il presidente Costantino Rozzi, in attesa di trovare un nuovo trainer per la Del Duca Ascoli, gli affidò temporaneamente per due volte la conduzione della prima squadra; il 24 novembre 1968 avviene l’esordio in panchina in sostituzione di Malavasi, poi il 4 maggio 1969 al posto di Capello e fino alla fine del campionato di Serie C. Nel campionato seguente Mazzone, nella penultima giornata di andata, sostituì fino al termine della stagione l’allenatore Eliani; portò la squadra per la prima volta nella sua storia in testa al campionato sfiorando la promozione.

Mazzone rimase fino al 1975. In questo periodo, con due promozioni in tre anni, portò la squadra dalla Serie C alla massima serie. Nel campionato 1974-1975 conquistò la prima di molte salvezze in Serie A, passando a fine stagione alla Fiorentina. A Firenze rimase tre anni, vincendo nel 1975 la Coppa di Lega Italo-Inglese e classificandosi al terzo posto nel campionato 1976-1977. Passato al neopromosso Catanzaro nel 1979, nel 1980 conquistò due salvezze.

Tornò così nel 1980 all’Ascoli per altre cinque stagioni guidando la squadra ad un sesto posto nel campionato 1981-1982 e a quattro salvezze consecutive. Dopo una breve parentesi al Bologna nel 1985-1986 in Serie B, senza riuscire a centrare per pochi punti l’obiettivo della promozione, passò al Lecce, subentrando a dieci giornate dal termine. Il campionato fu molto combattuto nelle fasi conclusive, con Pescara e Pisa promosse direttamente (con 44 punti) e tre squadre ad un solo punto di distacco.

Lecce, Cesena e Cremonese si affrontarono in tre gare di spareggio, più un ulteriore finale fra Cesena e Lecce che vide prevalere i bianconeri. Mazzone centrò l’obiettivo l’anno successivo con un secondo posto due punti dietro al Bologna. L’esperienza con il Lecce proseguì per altri due anni in Serie A, con due salvezze: la prima con un nono posto, la seconda per un solo punto. Nel 1991 si trasferì al Cagliari dopo una breve parentesi al Pescara l’anno precedente: il sesto posto del 1993 con i sardi (e conseguente loro qualificazione alla Coppa UEFA dopo 21 anni) gli valse la chiamata alla Roma.

Mazzone alla presentazione come nuovo tecnico della Roma

I tre anni con i giallorossi gli valsero un settimo e due quinti posti. Durante la sua permanenza a Roma lanciò in prima squadra Francesco Totti. Tornò a Cagliari nel 1996 subentrando dopo sei giornate a Gregorio Pérez senza riuscire a salvare i sardi battuti nello spareggio dal Piacenza. L’anno seguente provò l’esperienza del Napoli dove diede le dimissioni dopo quattro partite di campionato. Nel 1998 approdò nuovamente al Bologna orfano di Roberto Baggio ma con Giuseppe Signori. Guidò i rossoblu alla vittoria dell’Intertoto e arrivò fino alle semifinali di Coppa UEFA e di Coppa Italia.

Passò quindi al Perugia dove fu uno dei pochi allenatori a completare un campionato con la squadra del patron Luciano Gaucci, culminato con la storica vittoria sulla Juventus che fece perdere lo scudetto ai bianconeri. Nel 2000, Mazzone viene chiamato alla guida del Brescia, dove poi, convinto proprio da Mazzone, arriverà Roberto Baggio, il quale al momento della firma con le rondinelle, fa apporre sul contratto una clausola che gli avrebbe permesso di rescinderlo nel caso in cui Mazzone avesse cambiato squadra[2][3][4]. Di rilievo fu in quella stessa stagione lo spostamento da mezzapunta a regista di centrocampo di Andrea Pirlo, chiuso in avanti da Baggio.[5]

Questa soluzione sarebbe stata ripresa nel 2002 da Carlo Ancelotti al Milan,[6] dove il trequartista era Rui Costa, ed avrebbe portato il giocatore bresciano a laurearsi in quel ruolo campione del mondo nel 2006. Il binomio Mazzone-Baggio portò il Brescia alla serie record di quattro salvezze consecutive, una semifinale di Coppa Italia e la qualificazione alla Coppa UEFA sfiorata nel 2001, eliminati dal Paris Saint-Germain nella finale dell’Intertoto. Memorabile quanto controversa la corsa sotto la curva occupata dai tifosi dell’Atalanta, dove il tecnico festeggiò il gol del 3-3 siglato da Roberto Baggio.[7]

Dopo essere tornato per la terza volta al Bologna nel 2003-2004, retrocesse dopo spareggio perso col Parma nel 2005, e l’anno seguente, esattamente il 7 febbraio 2006 è chiamato ad allenare il Livorno, sesto in Serie A, per sostituire Roberto Donadoni. La sua prima partita da allenatore del Livorno è quella che vede opposta la sua squadra all’Ascoli, sua ex squadra, con la sfida terminata col punteggio di 0-0. Mazzone ha concluso il rapporto con la società toscana alla fine della stagione e a quasi 70 anni di età, dopo aver portato il club labronico, grazie anche ai verdetti di Calciopoli, alla prima storica qualificazione europea. Il 18 marzo 2006, in occasione di Livorno-Juventus, ha eguagliato il record di 787 presenze in panchina in Serie A di Nereo Rocco e lo ha successivamente battuto, giungendo a fine stagione a 795 presenze in serie A.

Nella sua lunghissima carriera Mazzone ha allenato ininterrottamente per quasi 40 anni e ha stabilito un altro record nella storia del calcio italiano con le sue 1.278 panchine ufficiali.[8] Nel 2009, in occasione della finale di Champions League, fu invitato alla partita da Josep Guardiola, allenatore del Barcellona e suo ex giocatore nel Brescia: Mazzone accettò volentieri dichiarando apertamente di tenere per la squadra spagnola. Guardiola al termine della partita, dedicò la vittoria a Paolo Maldini, ritiratosi da poco, e proprio al suo maestro Carlo Mazzone, dicendosi orgoglioso di averlo avuto come tecnico e di ispirarsi al suo credo calcistico.[9]

Terminata la carriera da allenatore, nel 2008 appare in un piccolo cameo interpretando se stesso nel film L’allenatore nel pallone 2, in cui dialoga su di un treno con l’allenatore della Longobarda Oronzo Canà, personaggio cinematografico interpretato da Lino Banfi.

NazionalitàItalia Italia
Altezza190 cm
Peso82 kg
Calcio Football pictogram.svg
RuoloAllenatore (ex difensore)
Ritirato1969 – giocatore
2006 – allenatore
Carriera
Giovanili
Roma
Squadre di club1
1958-1959Roma2 (0)
1959SPAL0 (0)
1959-1960Siena13 (0)
1960-1969Del Duca Ascoli221 (11)
Carriera da allenatore
1968-1975Ascoli
1975-1978Fiorentina
1978-1980Catanzaro
1980-1985Ascoli
1985-1986Bologna
1986-1990Lecce
1990-1991Pescara
1991-1993Cagliari
1993-1996Roma
1996-1997Cagliari
1997-1998Napoli
1998-1999Bologna
1999-2000Perugia
2000-2003Brescia
2003-2005Bologna
2005-2006Livorno
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 1º agosto 2010
Informazioni su diego80 (1946 Articoli)

Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus

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